giovedì 3 maggio 2018

Bilancio Genoa 2017: perdita da 11,7 milioni e 42,7 milioni di debiti tributari rateizzati.




Luca Marotta


Il bilancio 2017 di Genoa Cricket and Football Club Spa, ha evidenziato una perdita di circa 11,7 milioni di Euro, nonostante che in bilancio figurino plusvalenze per ben 30,4 milioni di Euro (€ 31,9 milioni nel 2016). Al 31 dicembre 2017, il Genoa si trova nelle condizioni previste dall'art. 2447 del Codice Civile”, ossia: riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale, con un patrimonio netto negativo per Euro 10,85 milioni. Il totale della voce debiti è diminuita dell’8,1%, da € 188.601.644 a € 173.302.997. Molto importante rimane l’entità dei debiti tributari pari a 62,77 milioni di Euro (€ 61,9 milioni nel 2016), che finanzia circa il 36% dell’attivo.

L’esercizio 2016 si era chiuso con una perdita di € 4.069.462; l’esercizio 2015 si era chiuso con una perdita di 10,5 milioni; l’esercizio 2014 si era chiuso con una perdita rilevante di 26 milioni di Euro; mentre l’esercizio 2013 si era chiuso con un sostanziale pareggio, mostrando un utile di € 381.602 e l’esercizio 2012 evidenziava una perdita di € 14.846.953. Occorre ricordare che il pareggio di bilancio conseguito nel 2013 fu frutto di eventi straordinari di gestione, come il conferimento del ramo d’azienda avente ad oggetto le attività commerciali legate allo sfruttamento del “Brand Genoa” nella società “Genoa Image Srl”, controllata al 100%.

Le cause che hanno determinato la perdita del bilancio 2017 sono da ricercarsi nell’aumento dei costi per servizi, degli ammortamenti e del costo del personale.
Anche nel 2017, le plusvalenze sono state determinanti per adottare il principio di continuità aziendale.

Il bilancio 2017, riguarda il secondo semestre della stagione sportiva 2016/17 conclusasi al sedicesimo posto, e il primo semestre della stagione sportiva 2017/18, che si sta concludendo con il traguardo della permanenza in Serie A.

La continuità aziendale.

Come negli anni precedenti, con parole molto semplici, da quello che emerge sembrerebbe che la continuità aziendale del Genoa CFC, sia dipesa principalmente dalle plusvalenze. Infatti sembra che la situazione prevista dall’articolo 2447 del codice civile sia stata superata con le plusvalenze del mercato trasferimenti invernale, che ha comportato il realizzo di plusvalenze per circa 20 milioni di Euro e il conseguente superamento della situazione del 2447 del Codice Civile. Infatti, gli Amministratori hanno redatto una situazione economico-patrimoniale al 28 febbraio 2018, che attesta il pieno ripristino dell’integrità patrimoniale e la possibilità di redigere il bilancio adottando il presupposto della continuità aziendale.
Nella sessione invernale di gennaio 2018 sono state realizzate le plusvalenze relative alla cessione di Pellegri all’AS Monaco e Ricardo Centurion ceduto al Racing Club.

Infatti, la Relazione della Società di Revisione “Audirevi Srl” contiene dei richiami di informativa.
Nel Richiamo di Informativa è evidenziato che il bilancio 2017 chiude con una perdita di Euro 11,7 milioni ed un patrimonio netto negativo per 10,8 milioni di Euro. Il patrimonio netto negativo, nonostante la rinuncia dei crediti per finanziamenti per Euro 775 mila da parte della controllante Fingiochi S.r.l., ricade nella fattispecie prevista dall’articolo 2447 del Codice Civile. I revisori a richiamato quanto scritto dagli Amministratori riguardante la circostanza che le plusvalenze realizzate nella sessione invernale del calciomercato hanno permesso il superamento della fattispecie prevista dall’articolo 2447 del Codice Civile. Per tale motivo gli Amministratori hanno adottato il presupposto della continuità aziendale, nella redazione del bilancio 2017.
Nel richiamo di informativa è stato fatto riferimento al fatto che nel bilancio 2017 sono stati contabilizzati proventi da consolidato fiscale per Euro 2,1 milioni. Alla data del 31 dicembre 2017, il credito verso la società controllante da consolidato fiscale, ammonta ad Euro 29 milioni. Tale credito è sottoposto a delle condizioni subordinate all’utilizzo e alla cessazione del regime.

Gli Amministratori hanno evidenziato che la strategia aziendale nel 2018 sarà orientata alla razionalizzazione dei costi di struttura, al consolidamento della riorganizzazione tecnica degli organici e sperano di ridurre il costo del lavoro e degli ammortamenti allineandoli a quelli del 2016. In tal modo si potrebbero produrre flussi di cassa sufficienti ad evitare il ricorso al sostegno dell’Azionista di riferimento.

La Struttura Patrimoniale.

Il totale dell’Attivo è diminuito del 9,2% da € 192,1 milioni a € 174,4 milioni. Il valore della partecipazione in imprese controllate rappresenta il 12,9% dell’attivo e ammonta a € 22.473.000. Tale importo riguarda la partecipazione totalitaria in “Genoa Image S.r.l.”. Tale società ha chiuso il bilancio al 31.12.2017 con una perdita di Euro 2.006.211 1.418.589 (-€1.418.589 nel 2016 e -€ 2.064.060 nel 2015), con un patrimonio netto di Euro 14.410.065 (€ 16.516.276 nel 2016).
Tra i crediti sono evidenziati crediti verso la controllante per € 29.029.873 (€ 26.922.213 nel 2016) e verso controllate per Euro 8.922.832 (€ 7.525.323 nel 2016).



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è negativo perché è pari a -0,05857 (+0,00038 nel 2016), a causa del patrimonio netto negativo.
In pratica l’erosione totale del capitale proprio determina una situazione in cui capitale di terzi a debito finanzia tutto l’attivo.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,94 (1,00038 nel 2016)), ciò vuol dire che il valore dei beni posseduti dal club, così come esposti in bilancio, non è sufficiente a pagare i debiti, comprensivi anche dei risconti passivi.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,8926, ciò vuol dire che l’attivo a breve non è in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,98 (0,82 nel 2016), superiore alla soglia minima del 2017/18 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6 (Per la stagione sportiva 2016/17 la soglia minima era di 0,5).
In caso di mancato rispetto dell'indicatore di liquidità nella misura minima, la carenza finanziaria dovrà essere ripianata. Occorre evidenziare che il bilancio 2017 dovrebbe essere oggetto di valutazione, da parte della FIGC, per la stagione sportiva 2018/2019.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

L’Indicatore di Indebitamento della FIGC è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2017 ammontano a € 173.302.997 ed il Valore della Produzione al 31.12.2017 è pari ad € 93.147.490, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 95.012.875.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,82 (2,09 nel 2016), superiore alla soglia massima stabilita dalla FIGC per la stagione sportiva del 2017/18 per la Serie A che è di 1,5. Tale soglia per la stagione sportiva 2016/17 era pari a 1,75.
Occorre evidenziare che il bilancio 2017 dovrebbe essere oggetto di valutazione, da parte della FIGC, per la stagione sportiva 2018/2019.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato della FIGC.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso del Genoa il valore è di 0,78 (0,75 nel 2016), se si considerasse tutto il costo del personale. Tale valore sarebbe entro il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A per le stagioni sportive 2015/16-2016/17-2017/18, che è rispettivamente di 0,9; 0,85 e 0,8.
Occorre evidenziare che il bilancio 2017 dovrebbe essere oggetto di valutazione, da parte della FIGC, per la stagione sportiva 2018/2019.

Grado Copertura Patrimonio Calciatori
Indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri. Il rapporto tra patrimonio netto e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è negativo, di conseguenza i diritti pluriennali di calciatori risultano finanziati dal capitale di terzi.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è negativo per € 10.852.234 e si trova nella situazione prevista dall’articolo 2447 del codice civile, ossia riduzione del capitale di oltre un terzo a seguito di perdite.
Nel 2016 era positivo per Euro 73.011; nel 2015 era negativo per Euro 8,83 milioni e nel 2014 era negativo per Euro 6,3 milioni.

La variazione negativa di 10.925.246 è stata determinata dalla perdita di esercizio di € 11.700.246 e dall’apporto nella riserva versamento in c/futuro aumento di capitale di € 775.000.
L’importo di € 775.000 deriva dalla rinuncia dei crediti per finanziamenti da parte del socio Enrico Preziosi.

L’indebitamento finanziario.



I debiti finanziari, esclusi i debiti verso la controllante per consolidato fiscale, diminuiscono da € 67,19 milioni a € 66,9 milioni e finanziano il totale dell’attivo, per il 38,4% (35% nel 2016).
I debiti verso le banche diminuiscono da € 13,1 milioni a € 11,35 milioni. Le banche con cui lavora il Genoa sono Unicredit e Banca Carige. I debiti bancari a medio-lungo termine pari a € 8,93 milioni (€ 8,23 milioni nel 2016) riguardano dei mutui accessi nel 2011 con Banca Carige.
I debiti verso altri finanziatori sono rilevanti essendo pari a € 55,6 milioni (€ 54,1 milioni nel 2016) e registrano un incremento del 2,94% e finanziano il 31,9% dell’attivo. Tale voce riguarda debiti per operazioni di factoring “autoliquidanti” con Banca Carige, Emilia Romagna Factoring, Banca IFIS e Banca Sistema.
L’indebitamento finanziario netto ammonta a € 66,9 milioni (€ 67 milioni nel 2016), considerando le disponibilità liquide pari a circa € 37 mila, risulta in diminuzione rispetto al 2016 di circa € 129 mila.
L’EBITDA è positivo per € 13.809.503 (+€ 17.574.837 nel 2016) e il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è di 4,85 (3,81 nel 2016). Di solito tale rapporto si giudica positivamente quando è inferiore a 2. Invece, quando supera 3, pone dei dubbi sulla sostenibilità del debito.
I crediti verso Enti-settore specifico risultano pari a € 49,7 milioni (€ 65,1 milioni nel 2016), mentre i debiti verso Enti-settore specifico, pari a € 27,5 milioni (€ 43,2 milioni nel 2016), finanziano il 15,8% dell’attivo.
Se considerassimo anche il saldo positivo di € 22,2 milioni, che essenzialmente dipende dall’attività di calciomercato, l’indebitamento finanziario si ridurrebbe a € 44,75 milioni, cifra al di sotto del fatturato netto.

I debiti verso l’Erario e gli altri debiti.

I debiti verso l’Erario aumentano da € 61.986.816 a € 62.774.851, di cui € 21.959.139 a breve termine. Tali debiti rappresentano il 36% delle fonti di finanziamento dell’attivo.

Il 68% dei debiti tributari riguarda quelli rateizzati:




Il debito residuo rateizzato al 31/12/2017 ammonta a € 42.695.384 (€ 43.175.192 nel 2016). Gli importi rateizzati maggiori riguardano l’IVA. Complessivamente per l’IVA rateizzata residua un debito quota capitale di € 28.877.459.

Gli altri debiti tributari non rateizzati, riguardano, le ritenute Irpef per retribuzioni tesserati ammontano a € 4.564.684 (€ 4.123.387nel 2016), quelle relative ai premi sono pari a € 1.126.564 (€ 1.652.057 nel 2016). Risultano debiti per IVA 2017 pari a € 12.584.164 (€ 11.248.775 nel 2016) e debiti per IRAP 2017 pari a € 1.804.055 (€ 1.787.405 nel 2016).

Al 31.12.2017 i fondi accantonamento rischi ammontano a € 93.666 (€ 129.896 nel 2016).

I debiti verso Istituiti di previdenza ammontano a € 1.408.384 (€ 1.927.762 nel 2016), di cui € 702.864 riguardano il debito INPS.

La voce “debiti diversi” diminuisce da € 8.589.447 a € 8.359.333. In questa voce dovrebbe essere ricompreso il debito verso il personale.

Il Valore della Rosa.




Nell’attivo di bilancio figurano diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori per € 25.654.138 (€ 31.171.908 nel 2016), diritti sportivi dei calciatori delle giovanili per € 3.667.377 (€ 6.771.031 nel 2016).
Il grafico mostra come dal 2011 in poi il valore contabile netto della rosa si sia sgonfiato, pur rimanendo sostanzialmente costante il costo del personale.




Rilevante è anche il dato relativo alla capitalizzazione dei costi del vivaio, allocato tra le immobilizzazioni immateriali per 7,5 milioni di Euro, che significa che il Genoa spende molti soldi per il settore giovanile.

La Gestione economica.

Il valore della produzione aumenta da € 91,3 milioni a € 93,14 milioni, con un variazione positiva del 2%.
I costi della produzione sono pari a € 99,9 milioni (€ 91,19 milioni nel 2016) e sono aumentati del 9,5%, in misura più che proporzionale rispetto all’aumento del valore della produzione.
La differenza tra valore e costi della produzione è negativa per € 6.762.039, nel 2016 era positiva per € 79.608.




I Ricavi.

Sul bilancio del Genoa esercitano una notevole influenza i proventi televisivi. Nel 2017 i proventi televisivi risultano aumentati da € 33,76 milioni a € 36,69 milioni, con un’incidenza del 74% sul fatturato netto e del 39,4% sul valore della produzione (37% nel 2016).
La rappresentazione grafica seguente, riguardante l’evoluzione del fatturato netto per componenti, mostra chiaramente la “teledipendenza” del fatturato netto del Genoa dai ricavi per la cessione dei diritti televisivi.




I ricavi da gare sono aumentati del 7,2%, da € 4,34 milioni a € 4,65 milioni. I ricavi da gare incidono sul valore della produzione per il 5% e sul fatturato netto per il 9,4%. L’incremento è dovuto ai ricavi da gare di campionato, che sono aumentati di € 246.995, da € 1.513.527 a € 1.760.822, mentre i ricavi da abbonamenti sono aumentati di poco, da € 2.715.221 a € 2.794.240.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 1.513.630 (€ 2.183.257 nel 2016) e risultano in diminuzione del 30,7%. Lo Sponsor Ufficiale è mancato e non figura tra i ricavi 2017 (€ 599.180 nel 2016), lo Sponsor Tecnico contribuisce con € 1.349.041 (€ 1.351.987 nel 2016) e le altre sponsorizzazioni ammontano a € 164.588 (€ 232.090 nel 2016).

I ricavi televisivi aumentano di € 2.929.813, da € 33.763.921 a € 36.693.734.

I ricavi e proventi diversi risultano pari ad Euro 2.265.712 (€ 6.748.043 nel 2016) e comprendono ricavi diversi per € 1.369.728 fatturati alla società controllata Genoa Image srl, per l’utilizzo del marchio.

L’importo evidenziato nel valore della produzione che riguarda l’incremento delle immobilizzazioni per capitalizzazione dei costi del vivaio, ammonta a € 3.549.701 (€ 2.954.102 nel 2016).

Il “Player trading”.

Il bilancio del Genoa tradizionalmente evidenzia anche una dipendenza da player trading notevole, dovuta all’importo elevato delle plusvalenze realizzate, a causa della continua movimentazione nella rosa calciatori, con acquisti, cessioni.
Non a caso nella descrizione dell’attività gli Amministratori hanno esplicitato che Il Genoa Cricket and Football Club SpA svolge attività di formazione e valorizzazione di calciatori con la finalità di generare valore attraverso la cessione dei relativi diritti pluriennali alle prestazioni sportive.
Nel 2017, le plusvalenze, pari a € 30,4 milioni, sono riuscite a coprire il costo degli ammortamenti della rosa calciatori, pari a € 16,4 milioni, anche perché le minusvalenze sono state pari a € 2,9 milioni, gli altri oneri di gestione calciatori sono risultati pari a € 3,5 milioni e l’acquisto temporaneo di calciatori è risultato pari a € 2,9 milioni (€ 2,1 milioni nel 2016).



Il risultato del Player Trading risulta positivo per € 16,83 milioni. Nel 2016 era positivo per € 15,76 milioni. Nel 2015 era positivo per € 3,6 milioni. Nella sostanza, anche nell’esercizio 2017, le plusvalenze realizzate al netto delle minusvalenze riescono a coprire il costo degli ammortamenti.
Nel conto economico sono evidenziate plusvalenze da cessione diritti pluriennali per € 30,4 milioni (€ 31,9 milioni nel 2016; € 30,9 milioni nel 2015), che rappresentano il 32,7% del valore della produzione. Negli ultimi tre esercizi la media delle plusvalenze realizzate è superiore ai 30 milioni di Euro; negli ultimi 5 anni è superiore ai 28 milioni di Euro.
Le maggiori plusvalenze realizzate hanno riguardato: Simeone Baldini ceduto alla Fiorentina per € 16 milioni, con una plusvalenza di € 11.607.407; Pavoletti, ceduto al Napoli per € 13 milioni, con una plusvalenza di € 10.375.000; Rincon ceduto alla Juventus per € 8.000.000, con una plusvalenza di € 7.846.872.
I ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori diminuiscono da € 2,87 milioni a € 1,44 milioni. L’importo maggiore riguarda Renzetti Francesco (AC Cesena), per € 750.000. Il prestito di Ocampos Lucas al Milan, nel 2017, ha fruttato 500.000 Euro.
I costi da acquisizione temporanea prestazioni calciatori ammontano a € 418.250 (€ 2.107.000 nel 2016) e l’importo maggiore riguarda Lapadula (AC Milan) per € 250.000, seguito da Biraschi (Avellino) per € 150.000.
Le minusvalenze derivanti da cessione diritti pluriennali sono state pari a € 2.913.075 (€ 2.224.3107 nel 2016). L’importo maggiore riguarda la cessione gratuita di Tachtsidis al Torino, che ha provocato una minusvalenza di € 1.800.000.
Gli altri oneri di gestione calciatori pari ad Euro 3.455.524, includono Euro 2.089.864 per costi per la valorizzazione dei calciatori.

I costi.

I costi del personale pari a € 51.855.822 (€ 49.397.874 nel 2016), rappresentano il 55,7 % del valore della produzione, ma, se considerassimo il Fatturato Netto tale percentuale salirebbe al 104,6%. L’incidenza del costo del personale sui costi della produzione è del 51,9%. Il costo del personale tesserato ammonta a € 46.932.445 (€ 44.606.043 nel 2016).
Gli ammortamenti totali sono pari a € 20,56 milioni (€ 17,4 milioni nel 2016). Quelli riguardanti la rosa dei calciatori ammontano a € 16,4 milioni (€ 13,13 milioni nel 2016), di cui Euro 3.305.154 (€ 2.402.864 nel 2016) per i calciatori del settore giovanile.
Il costo complessivo di gestione dei calciatori (costo del personale+ammortamenti) incide sul valore della produzione per circa il 73,3%.

I costi per prestazioni di servizi aumentano del 63,1%, da € 7.031.783 a € 11.470.355. Tali spese comprendono i costi specifici tecnici pari a € 4.942.668 (€ 2.216.867 nel 2016), riguardanti le consulenze tecnico sportive per l’acquisto di calciatori e i costi per l’osservazione di calciatori. Le spese amministrative, pubblicitarie e generali aumenta di € 762.645, da € 2.586.445 a € 3.349.100.

Dal grafico seguente, emerge come il costo del lavoro del Genoa, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti dei calciatori, nel corso degli anni sia stato ampiamente superiore al fatturato netto, tuttavia nel 2015 sembrava confermarsi una tendenza verso il riallineamento del costo del lavoro col fatturato netto. Tale tendenza è venuta meno dal 2016, anche a causa della riduzione del fatturato netto.



I costi per godimento beni di terzi ammontano a € 1.940.238 (€ 1.226.946 nel 2016). L’affitto di impianti e campi sportivi ammonta a € 1.169.333 (€ 517.667 nel 2016), mentre l’affitto di impianti e campi sportivi per il settore giovanile risulta pari a € 177.400 (€ 132.409 nel 2016).

La gestione finanziaria, è negativa per € 4,24 milioni (- € 3,4 milioni nel 2016) a causa degli interessi passivi verso banche per € 2.79 milioni (€ 2,64 milioni nel 2016) e altri interessi passivi per € 1.463.222 (€ 834.970 nel 2016).
Il risultato prima delle imposte è negativo per € 12.003.852; nel 2016 era negativo per € 3.401.360 di Euro, nel 2015 per € 10,1 milioni.
L’IRAP corrente per € 1.804.055 e i proventi da consolidato fiscale per € 2.107.660, determinano un risultato netto negativo per € 11.700.246.

Il Pareggio di bilancio della FIGC e del Financial Fair Play dell’UEFA.

Per ottenere la Licenza Nazionale per la stagione sportiva 2018/2019 sarà preso in considerazione il raggiungimento del pareggio di bilancio, considerando i ricavi e costi “rilevanti” a partire dal bilancio d’esercizio al 30 giugno 2016, ovvero dal bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2016, se l’esercizio sociale coincide con l’anno solare. In sede di prima applicazione (2018/2019) il periodo di rilevazione comprenderà gli esercizi chiusi nel 2017  e nel 2016. Nel caso in cui l’esercizio 2016 presenti un deficit, sarà considerato nella misura ridotta del 50%. Quindi nel caso del Genoa saranno considerati il bilancio 2016 e quello del 2017.
La deviazione tollerata è determinata in funzione del 25% della media del valore della produzione degli esercizi oggetto di rilevazione.
Il Genoa pur evidenziando un risultato aggregato negativo, dovrebbe riuscire a rispettare la soglia, considerando per il 2016 la metà del risultato negativo.
In ogni caso, il requisito di pareggio di bilancio della FIGC non è rispettato se la Società che richiede la Licenza Nazionale mostra un deficit di bilancio superiore alla soglia di tolleranza e non  copra integralmente tale deficit con l’apporto di mezzi propri.
L’elasticità del regolamento della FIGC permette di prendere in considerazione anche il surplus (se presente) risultante dalla somma dei due risultati di bilancio antecedenti al periodi di riferimento.

Per quanto riguarda il Financial Fair Play dell’UEFA, l’aggregato dei risultati prima delle imposte 2015-2017 è negativo per 25,5 milioni di Euro. Tale risultato migliora di molto escludendo i costi “virtuosi” del settore giovanile. La soglia di tolleranza per la stagione sportiva 2018/19 è di 30 milioni di Euro.

Conclusioni.

In sintesi, il bilancio 2017 mostra una perdita di 11,7 milioni, superiore a quella del 2016 che era di 4,1 milioni di Euro e a quella del 2015 che era di 10,5 milioni di Euro.
Le plusvalenze realizzate nella sessione di calciomercato invernale di gennaio 2018, tra cui quella di Pellegri, sono risultate importanti per adottare il principio di continuità aziendale.
Per l’esercizio 2018, gli Amministratori punteranno sulla riduzione dei costi del lavoro e degli ammortamenti.


mercoledì 18 aprile 2018

Paris Saint-Germain 2016/17: perdita di 18.8 milioni e fatturato in calo a 503 milioni di Euro.




Luca Marotta


I conti 2016/17 del Paris Saint-Germain evidenziano una perdita netta di 18,8 milioni di Euro con un fatturato in calo di 39,3 milioni da € 542,4 milioni a € 503 milioni.
Dalla semplice osservazione dei numeri il calo del fatturato potrebbe essere una delle cause della perdita unitamente alla considerazione che mentre i costi operativi sono diminuiti del 2,2%, in misura meno che proporzionale alla riduzione del fatturato. A determinare la riduzione del fatturato ha contribuito il peggioramento delle prestazioni sportive, che si è tradotto in una diminuzione dei ricavi televisivi per competizioni europee.

Il fatturato continua a beneficiare di enormi “contribuzioni” / sponsorizzazioni e, seppur in misura nettamente inferiore agli esercizi precedenti, e della partecipazione alla Champions League. Il bilancio 2016/17 segna il ritorno alla perdita di esercizio dopo due esercizi consecutivi chiusi in utile.
Il dati dell’esercizio 2015/16 evidenziavano un utile di esercizio per 10,6 milioni di Euro; quelli del 2014/15 un risultato netto positivo per 10,38 milioni di Euro.

Il Paris Saint-Germain Football SASP è una società per azioni sportiva professionistica, con un Capitale Sociale di € 24.000.000, in precedenza il Capitale era di 4.000.000, poiché, in data
23/12/2016, si è verificato un aumento di capitale.

La società di calcio parigina è controllata da Qatar Sports Investments. Il Presidente del consiglio di Amministrazione è A.Al-Khelaifi, il Direttore generale delegato è Jean-Claude Blanc. Nel consiglio di Amministrazione figurano: Sophie FERLET (amministratore di Société d'exploitation sports et événements); Mohammad AL-SUBAIE (Executive Director of Commercial Affairs beIN MEDIA GROUP ed è membro del consiglio di amministrazione di Qatar Sports Investments (QSI), di Qatar Tennis Federation, nonché membro “Sports Media Committe” sotto il comitato olimpico del Qatar); Yousif AL OBAIDLI (Deputy CEO di beIN MEDIA GROUP e Presidente di beIN SPORTS France, Americhe e Asia-Pacifico. Inoltre, è il segretario generale della Qatar Tennis Federation, membro del consiglio di Qatar Sports Investments e membro del consiglio di amministrazione del del PSG Handball Club.)

Di seguito si farà riferimento ai dati forniti dalla “DIRECTION NATIONALE DU CONTRÔLE DE GESTION” della Ligue de Football Professionnel, che non sono altro che i dati “aggregati” di “Paris Saint-Germain Football SASP”; PSG Merchandising; “Association Paris Saint-Germain FC”, che ha per oggetto la gestione del settore amatoriale del club;  “SOCIETE D'EXPLOITATION SPORTS ET EVENEMENTS (S.E.S.E.)”, che si occupa di gestione impianti sportivi; “PSG HANDBALL” e “SNC TRAINING CENTER”.
L’utilizzo del termine “dati aggregati”, è giustificato dal fatto che non si è in presenza di un vero e proprio bilancio consolidato. Tuttavia, la D.N.C.G., nel suo rapporto, ha valutato i “dati aggregati” del bilancio della SASP con quello dell’Association, di PSG Merchandising, di “S.E.S.E.”, “PSG HANDBALL” e “SNC TRAINING CENTER”. che sono pubblicati e accessibili a tutti e in forma sintetica.

Dal punto di vista sportivo l’esercizio 2016/17 è stato caratterizzato dal conseguimento del secondo posto in “Ligue 1” con 87 punti, dietro l’AS Monaco; dal successo nella “Coupe de la Ligue”, con la vittoria in finale per 4 a 1 contro l’AS Monaco; dal successo  nella “Coupe de France” , con la vittoria in finale per 1 a 0 contro l’ “Angers sporting club de l'Ouest”  e dal raggiungimento degli ottavi di finale di Champions League, con l’eliminazione subita contro il  Barcellona, dopo la “remuntada”.

L’accordo con il CFCB dell’UEFA e l’uscita dal regime di settlement agreement.

Il 16 maggio 2014 il PSG raggiunse un accordo con il Club Financial Control Body dell’UEFA.
Il giorno 11 settembre 2015 il Club Financial Control Body dell’UEFA revocò una serie di restrizioni imposte.
Il 21/04/2017 la Club Financial Control Body Investigatory Chamber ha confermato che il Paris Saint-Germain ha pienamente rispettato tutti i requisiti e l'obiettivo generale dell’accordo di settlement agreement. Di conseguenza, ha abbandonato il regime di settlement.

Il Patrimonio Netto.



Il patrimonio netto, al 30 giugno 2017 è positivo per Euro 77,92 milioni; mentre, al 30 giugno 2016, era positivo per € 64,5 milioni e al 30 giugno 2015, era positivo per € 54,2 milioni.
La variazione corrisponde alla perdita di esercizio e all’aumento di capitale.
Il regolamento UEFA del Financial Fair Play, considera la regola del Patrimonio Netto non negativo come uno degli indicatori fondamentali; in particolare l’esistenza di un patrimonio netto negativo deteriorato è considerata come violazione del Regolamento stesso. Il PSG non ha problemi sotto questo punto di vista.
I mezzi propri finanziano il 12,6% dell’attivo; nell’esercizio precedente il 10,7%.

La Posizione Finanziaria Netta.



Considerando il finanziamento soci, la posizione finanziaria netta risulta negativa per Euro 98,1 milioni, mentre nel 2015/16 era negativa per 97,6 milioni di Euro.
Nel 2014/15 la posizione finanziaria netta era negativa per Euro 91,6 milioni; nel 2013/14 era positiva per Euro 2,1 milioni e nel 2012/13 era positiva per 17,5 milioni di Euro. Nel 2011/12 era negativa per € 138,7 milioni. Il finanziamento soci (“Comptes courants d’actionnaires”) dminuisce da € 203,6 milioni a € 186,2 milioni. I prestiti effettuati dai soci finanziano il 30% dell’attivo (il 33.7% nel 2015/16). I debiti finanziari sono trascurabili, perché pari a circa mille Euro (1,3 milioni nel 2015/16). Le disponibilità liquide diminuiscono da € 107,3 milioni a € 88,12 milioni.
Ai fini del Financial Fair Play bisogna considerare anche il saldo tra debiti e crediti per la compravendita di calciatori. Tale saldo è negativo per 41 milioni di Euro circa; mentre, nel 2015/16 era negativo per € 69,1 milioni. I debiti per l’acquisto di calciatori ammontano a circa € 72,48 milioni (€ 76,82 milioni nel 2015/16). I crediti per le cessioni dei calciatori ammontano a € 31,45 milioni (€ 7,72 milioni nel 2015/16).
Quindi, considerando i debiti verso i soci e il saldo tra crediti e debiti per la compravendita di calciatori, l’indebitamento finanziario resta inferiore al fatturato netto, anche non considerando gli “altri ricavi”.

Il Valore della Rosa.

Le immobilizzazioni immateriali relative ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 186,2 milioni (€ 193,1 milioni nel 2015/16).
La campagna trasferimenti 2016/17 ha registrato tra i principali acquisti: Julian Draxler (VfL Wolfsburg); Gonçalo Guedes (Benfica); Grzegorz Krychowiak (FC Siviglia); Jesé (Real Madrid); Giovani Lo Celso (CA Rosario); Thomas Meunier (Club Bruges).
Tra i calciatori ceduti figurano: David Luiz (Chelsea); Lucas Digne (FC Barcellona); Benjamin Stambouli (FC Schalke 04) oltre alla cessione di Zlatan Ibrahimovic per fine contratto, che forse ha inciso sulla riduzione del costo del personale col venir meno del suo ingaggio notevole.
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L’incidenza sul totale dell’attivo, che è pari a € 620,1 milioni (€ 604,1 milioni nel 2015/16), è del 30% (32% nel 2015/16).

Il Conto Economico.

A differenza degli altri esercizi, nel 2016/17, il fatturato netto è diminuito del 7,3%, mentre i costi operativi sono diminuiti del 2,2%, in misura in misura meno che proporzionale alla riduzione del fatturato alla riduzione del fatturato. Nel 2015/16 il fatturato netto era aumentato del 12,1%, in misura meno che proporzionale all’aumento dei costi operativi (15,4%).



Il Fatturato.

Il fatturato, con esclusione delle plusvalenze, ammonta a 503 milioni di Euro (€ 542,4 milioni nel 2015/16). Invece, secondo la classifica della Deloitte “Football Money League” il fatturato è stato pari a Euro 486,2 milioni (€ 520,9 milioni nel 2015/16), molto probabilmente, la differenza può essere dovuta ai dati aggregati considerati dalla DNCG. In ogni caso il fatturato supera la soglia dei 450 milioni di Euro e si colloca al settimo posto dietro club come Manchester United, Real Madrid, Barcellona, Bayern Munchen e Manchester City e scende di sotto la soglia dei 500 milioni di Euro.
Al 30/06/2015 il fatturato era pari a 480,8 milioni di Euro. Al 30/06/2014, il fatturato era pari a € 474,2 milioni. Al 30/06/2013, il fatturato segnava la cifra di € 399,5 milioni; nel 2011/12 era pari a € 222.387.000, mentre al 30/06/2011 era pari a € 100,9 milioni.

I ricavi da cessione diritti audiovisivi risultano pari a € 121,95 milioni (€ 123,98 milioni nel 2015/16), con un’incidenza del 24,2% (22,9% nel 2015/16) sul fatturato netto. Il decremento è stato di 2,03 milioni di Euro.
I ricavi televisivi per competizioni europee rappresentano il 47,2% dei ricavi media totali. Precisamente, dal rapporto della DNCG, risultano, i seguenti dati: € 57,6 milioni per le competizioni europee (€ 70,3 milioni nel 2015/16); € 57,6 milioni per la “Ligue 1” (€ 47,1 milioni nel 2015/16) e 6,8 milioni di Euro per altri diritti audiovisivi (€ 6,6 milioni nel 2015/16).
Invero, dai dati di ripartizione dei proventi della UEFA Champions League ha determinato, a titolo provvisorio, pubblicati dall’UEFA risultano ricavi per Euro 55.313.000 (€70,803,000 nel 2015/16).
Nella Champions League del 2015/16, il Paris Saint Germain realizzò un miglior risultato, raggiungendo i quarti della competizione.

Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, i ricavi “Broadcasting” sono pari a € 121,9 milioni (€ 123,1 milioni nel 2015/16) e comprendono € 55,313,000 di ricavi per la partecipazione a competizioni europee (€ 70.803.000 nel 2015/16 con eliminazione ai quarti).
I ricavi da gare diminuiscono da € 43,37 milioni a € 42,44 milioni, con un’incidenza dell’8%.
I ricavi lordi da biglietteria per competizioni europee rappresentano il 23% dei ricavi lordi da biglietteria totali. Precisamente, dal rapporto della DNCG, risultano, i seguenti dati lordi: € 7,1 milioni per le competizioni europee (€ 10,1 milioni nel 2015/16); € 42,4 milioni per le altre (€ 43,4 milioni nel 2015/16).

Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, forse a causa della diversa riclassificazione utilizzata, rispetto alla DNCG, i ricavi da gare sono pari a Euro 90,2 milioni (€ 92,5 milioni nel 2015/16).
Secondo il sito transfermarkt (link: https://www.transfermarkt.it/ligue-1/besucherzahlen/wettbewerb/FR1/plus/1?saison_id=2016) la media spettatori del PSG in “Ligue 1” è stata di 45.159 (46.208 nel 2015/16).
I ricavi da sponsor e pubblicità sono pari a Euro 154,16 milioni. Nel 2015/16 era evidenziato un importo di € 149,9 milioni e di € 129,25 milioni nel 2013/14. L’incidenza sul fatturato netto, della voce “Sponsors – Publicité” è solo del 30,6% (27,66% nel 2015/16).
Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, sempre a causa della diversa riclassificazione utilizzata, i ricavi commerciali sono pari a Euro 274,1 milioni (Euro 305,3 milioni nel 2015/16). Infatti, la classifica della Deloitte, non riporta, la voce relativa agli “altri ricavi”. Per tale motivo,  secondo Deloitte l’incidenza dei ricavi commerciali è del 56%.
Gli altri ricavi (“Autres produits”) ammontano alla cifra di Euro 184,48 milioni, con un’incidenza del 36,7%; mentre nel 2015/16, erano esposti per la cifra di € 225,15 milioni, con un’incidenza del 41,5%. Nel 2011/12 in tale voce era stato allocato l’effetto retroattivo del contratto con l'Autorità del Turismo del Qatar, su cui si è tanto discusso, ai fini della sua rilevanza in termini di Fair Play Finanziario.
Non a caso si è addivenuti alla norma del Regolamento del Fair Play Finanziario che fissa il concetto di “Significant influence”, e di conseguenza la vestizione di parte correlata, ponendo il limite quantitativo in termini percentuali del 30% ai ricavi provenienti da una parte o da più parti aggregate.

Il grafico mostra come l’aumento del fatturato del PSG sia dipeso dagli “altri ricavi” e che dal 2014/15 gli altri ricavi siano diminuiti a fronte dell’incremento complessivo del fatturato netto.



I Costi.

I costi operativi per il 2016/17 sono diminuiti solo del 2,2%, soprattutto a causa della riduzione del costo del personale.
Il totale dei costi operativi diminuisce del 2,2% (+15,4% nel 2015/16) da € 543,51 milioni a € 531,69 milioni.
Il costo del personale diminuisce di 20,2 milioni (-6,9%) da € 292,39 milioni a € 272,17 milioni, con un’incidenza sul fatturato netto, senza plusvalenze, del 54,1%, entro il limite massimo auspicato dal Fair Play Finanziario.

I costi per la gestione dei calciatori (“Les Coûts des mutations”) comprendono sia gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori che le provvigioni spettanti agli agenti sui trasferimenti. Tale voce aumenta del 13,5%, da € 105,79 milioni a € 120,04 milioni.
Gli altri costi ammontano a € 139,48 milioni (€ 145,33 milioni nel 2015/16) e registrano un decremento di € 5,84 milioni, pari al 4%.

Il Player Trading.



Il saldo economico dovuto alle operazioni dei trasferimenti calciatori è positivo per € 13,75 milioni (€ 7,97 milioni nel 2015/16). Tale voce non riesce a coprire il costo annuale relativo ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, comprensivo del costo degli agenti, pari a € 120 milioni (€ 105,79 milioni nel 2015/16).

Le cessioni con corrispettivo più importanti nel 2016/17 sono state: David Luiz (Chelsea); Lucas Digne (FC Barcellona); Benjamin Stambouli (FC Schalke 04).

La Gestione Finanziaria.

La gestione finanziaria è risultata negativa per € 7,84 milioni, mentre nel 2015/16 è stata negativa per € 90 mila.

La Gestione Straordinaria.

La gestione straordinaria ha registrato un saldo positivo per € 3,34 milioni, mentre nel 2015/16 era esposto un saldo positivo per € 4,15 milioni.

Il punto di pareggio.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 19,41 milioni, mentre nel 2015/16, era positivo per € 10.936.000 e nel 2014/15, era positivo per € 11,7 milioni.

Il risultato aggregato del triennio 2014/15-2016/17, risulterebbe essere positivo, considerando anche il fatto che si dovrebbero anche escludere i costi non rilevanti.

Conclusioni.

Sul Risultato in perdita dell’esercizio 2016/17 ha influito certamente la stagione sportiva non esaltante, che si potrebbe definire al di sotto delle aspettative con il secondo posto il “Ligue 1” e il percorso meno brillante in UEFA Champions League, rispetto alla stagione precedente.
La campagna trasferimenti 2017/18 del PSG, con l’acquisto a valori esorbitanti di  Neymar Jr. e Kylian Mbappé , ha fatto saltare tutti i parametri di riferimento fino ad allora consolidatisi.
Gli ingaggi di Neymar Jr. e Kylian Mbappé riflettono un chiaro desiderio del PSG di riconquistare la superiorità in Francia e di puntare a vincere la Champions League.
Sotto il profilo economico, bisognerà verificare la portata di tali operazioni e soprattutto i ricavi che si potrebbero generare. Inoltre bisognerà considerare l’opinione dell’ UEFA sulla valutazione delle operazioni.

sabato 14 aprile 2018

I Conti del Tottenham 2016/17: quinto utile consecutivo con fatturato record e investimenti.





Luca Marotta


Al 30 giugno 2017, il Gruppo, cui fa capo il club londinese del Tottenham Hotspur, per il quinto anno consecutivo, ha registrato un utile consolidato dopo le imposte di £ 41,2 milioni. Nell’esercizio precedente, l’utile consolidato dopo le imposte era pari a £ 33 milioni; mentre nel 2014-2015 l’utile consolidato dopo le imposte era pari a £ 9,4 milioni; nel 2013-2014 fu evidenziato un utile di £ 65,3 milioni, dovuto alla plusvalenza record per la cessione di Gareth Bale al Real Madrid e nel 2012/2013 si registro il primo utile della serie, che era pari a £ 1.528.000.
Il fatturato netto dell’esercizio 2016/17 registra un incremento del 46% e raggiungono un livello record di £ 306,3 milioni; mentre, nel 2015/16 era pari a £ 209,7 milioni.
Il club londinese mostra una posizione finanziaria netta a fine anno positiva per £ 19.6 milioni (+£ 48,7 milioni 2015/16) e un patrimonio netto positivo per £ 227,2 milioni (2015/16: £ 206.1 milioni).

Nella classifica “Football Money League” della Deloitte, relativa alla stagione 2016/17, il Tottenham, migliora di un posto, perché è posizionato al 11° posto (12° nel 2015/16), dopo la Juventus, con £ 305,6 milioni (€ 355,6 milioni).

Siamo in presenza di un club che oltre a fare utili, investe in infrastrutture. Alla fine dell'anno gli investimenti netti del Club in immobilizzazioni sono stati pari a £ 220,7 milioni (2015/16: £ 288 milioni).

Il Gruppo ha continuato ad investire in modo significativo in onorari professionali e lavori relativi al progetto di Northumberland e, durante l’anno, la spesa cumulativa e aumentata da £ 115,3 milioni a £ 315,1 milioni.

Il Club continua a rispettare e sostenere sia il Fair Play Finanziario dell’UEFA che quello della Premier League.

Dal punto di vista sportivo il Tottenham si è classificato al 2° posto nella Premier League 2016/17; mentre in FA Cup, è stato eliminato in semifinale dal Chelsea; in “English Football League Cup 2016-2017” è stato eliminato al quarto turno dal Liverpool; in Champions League è stato eliminato nella fase a gironi e in Europa League nei sedicesimi di finali dal Gent.

Il Valore.

Secondo la classifica “Brand Finance Football 50 del 2017, il Tottenham Hotspur FC si colloca al decimo posto con 696 milioni di USD di valore di brand.
Nella classifica di “Forbes” del 2017, il Tottenham Hotspur FC si colloca al decimo posto e vale 1,058 miliardi di USD.
Secondo la classifica di KPMG “Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2017 del 31.05.2017, il Tottenham Hotspur FC si colloca al decimo posto con 1,058 miliardi di USD di “Enterprise Value”.

La proprietà.

L’immediata società controllante è “ENIC Sports INC”, società registrata alle Bahamas.
Il controllore in ultima istanza è la società “ENIC International Limited” registrata alle Bahamas.

La continuità aziendale.

Al momento dell’approvazione del bilancio, gli Amministratori hanno la ragionevole aspettativa che la Società ‘Tottenham Hotspur Limited’ ed il Gruppo abbiano adeguate risorse per continuare l’attività operativa in un futuro prevedibile, pertanto hanno adottato il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.
Il Consiglio di Amministrazione ha scritto che monitora costantemente l'esposizione del Gruppo a una serie di rischi e incertezze, tra cui l’andamento sportivo della Prima Squadra e il connesso livello di spesa, la situazione economica generale. Gli Amministratori ritengono che questi rischi e incertezze siano attenuati anche dalla natura robusta del business del Tottenham, con particolare riferimento ai diritti TV garantiti dalla partecipazione alla FA Premier League.

Lo Stato Patrimoniale.



Il totale delle attività è aumentato del 34,4%, passando da £ 625,35 milioni a £ 840,73 milioni.
La struttura dell’attivo patrimoniale è composta per il 70,9% da attività non correnti. Le immobilizzazioni materiali incidono sul totale dell’attivo per il 56,6% e quelle immateriali per il 14,1%.
Il totale delle attività non correnti ammontante a £ 595,8 milioni (£ 387,4 milioni nel 2015/16), segna un incremento del 53,8%.
L’attivo corrente, pari a £ 244,95 milioni, è caratterizzato dalla predominanza delle disponibilità liquide ammontanti a £ 200 milioni circa.

Da sottolineare l’incremento dell’attivo dal 2013 al 2017 si £ 568,3 milioni da £ 272,4 milioni a 840,7 milioni, a causa soprattutto dell’investimento per lo stadio, che ha comportato un aumento delle immobilizzazioni materiali di £ 306 milioni in 5 esercizi.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è superiore a 1, essendo pari a 1,37 (1,49 nel 2015/16).
Ciò vuol dire che il valore dei beni del club è sufficiente per pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 1,06 (1,2 nel 2015/16), ciò vuol dire che l’attivo a breve è in grado di pagare i debiti a breve.
Le attività correnti risultano pari a £ 244,9 milioni (£ 237,9 milioni nel 2015/16), hanno registrato un incremento di £ 7 milioni e sono sufficienti a coprire il passivo corrente che ammonta a £ 230,1 milioni (£ 198,9 milioni nel 2015/16). Pertanto, il capitale circolante netto è positivo per £ 14,9 milioni, mentre nel 2015/16 era positivo per £ 38,9 milioni. Tuttavia, tale dato include anche risconti passivi (“deferred income”) per £ 90,6 milioni (£ 99,3 milioni nel 2015/16).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,37 (0,49 nel 2015/16).
L’equity ratio è diminuito dal 32,9% al 27%.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto consolidato è positivo e ammonta a £ 227,24 milioni (£ 206 milioni nel 2015/16). La variazione positiva di £ 24,3 milioni, rispetto all’esercizio precedente, è dovuta all’utile di esercizio pari a £ 41,2 milioni, dalla riduzione dovuta all’acquisto di azioni privilegiate per £ 20 milioni e ad una variazione delle riserve.
Il capitale sociale è diminuito a £ 10,644,330 (£ 10,646,454 al 30/06/2015). Il numero delle azioni ordinarie è di 212.886.618 (212.929.088 al 30.06.2015) del valore nominale di 5p. Durante l'anno 42.470 azioni ordinarie sono state acquistate e cancellate dalla società. La riserva per rimborsi di capitale è aumentata di pari importo.
Nel 2013/14, la Società aveva emesso 4 milioni di azioni privilegiate di 0,001 £ ciascuna, che sono state acquistate ad un prezzo di £ 10,00 per azione da parte di Macon Inc., una società del Gruppo della controllante. Nessun diritto di voto è stato assegnato alle azioni privilegiate. Le azioni privilegiate sono state contabilizzate come capitale in quanto non vi era alcun obbligo di rimborso. A novembre 2016 la Società ha acquistato i restanti 2 milioni di azioni da Macon Inc. al prezzo di £ 10,00 per azione.
I mezzi propri finanziano il 27% delle attività.
Il Patrimonio Netto essendo positivo è conforme a quanto richiesto dal regolamento del Financial Fair Play.

La Posizione Finanziaria Netta.



La posizione finanziaria netta consolidata è positiva e ammonta a £ 19,6 milioni. Nel 2015/16, la posizione finanziaria netta era positiva per £ 48,68 milioni. La diminuzione è dovuta principalmente all’aumento dei prestiti bancari superiore all’aumento delle disponibilità liquide. Le disponibilità liquide sono passate da £ 172,56 milioni a £ 200,05 milioni, segnando un decremento di £ 27,49 milioni.
Una parte dell’indebitamento finanziario lordo è “virtuoso”, essendo dovuto all’attività di investimento nelle infrastrutture.
I debiti bancari, esposti in bilancio, al netto dei costi, ammontano complessivamente a £ 180,45 milioni di cui £ 11.044.000 con scadenza entro l’esercizio successivo.  
I debiti bancari riguardano un prestito di £ 16.000.000 da parte di Investec Bank, che è stato usato per finanziare la costruzione del nuovo Centro Sportivo (Training Ground), ed è garantito dallo stesso. Nel mese di agosto 2015 è stato esteso a £ 25.000.000. A seguito di un rimborso di £ 2 milioni, la restante parte è rimborsabile entro il 31.12.2022. Il prestito bancario è esposto in bilancio al netto dei costi di finanziamento associati, pari a £ 212.000, che sono ammortizzati lungo la durata del prestito.

Nel dicembre 2015, è stato siglato un contratto per un prestito bancario di £ 200.000.000, con HSBC Bank plc, Goldman Sachs Bank USA e Bank of America Merrill Lynch International Limited per costruire il nuovo stadio. Il prestito è garantito dal vecchio stadio “White Had Lane Stadium” e da futuri incassi per le gare e le aree di ospitalità aziendale generato allo stadio.
Nel bilancio dell'anno precedente, il prestito era stato finanziato per £ 100.000.000 ed era stato esposto in bilancio al netto dei costi di prestito associati, pari a £ 855.000, che sono stati ammortizzati per la durata del prestito. Il prestito è stato rimborsato a maggio 2017.

Nel maggio 2017 è stato sottoscritto un prestito bancario di £ 400.000.000 con HSBC Bank plc, Goldman Sachs Bank USA e Bank of America Merrill Lynch Intemational Limited allo scopo di costruire il nuovo sito dello stadio. Il prestito bancario è garantito. Alla data di bilancio sono stati prelevati £ 152.489.000 del prestito. Il prestito è rimborsabile nel maggio 2022 ed è esposto in bilancio al netto dei costi associati all'erogazione di prestiti, pari a £ 3.972.000, che sono ammortizzati durante la durata del prestito.
A maggio 2017 è stato sottoscritto un prestito rotativo a breve termine da £ 25.000.000 che fa parte del fondo di £ 400.000.000 del Gruppo con HSBC Bank plc, che è garantito dalle attività del Gruppo e scade nel maggio 2022. Alla data di bilancio sono stati prelevati £ 10.000.000. Tale finanziamento è esposto in bilancio al netto dei costi di finanziamento associati, paria £ 121.000, che sono ammortizzati lungo la durata del prestito.

Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è a debito per circa £ 14,6 milioni.
I crediti commerciali per cessioni calciatori ammontano a £ 23,3 milioni (2015/16: £ 44,2 milioni).
I debiti commerciali a breve per cessioni calciatori ammontano a £ 44,64 milioni (2015/16: £ 19,8 milioni). I Debiti commerciali a lungo termine per l'acquisizione di calciatori sono pari a £ 12,7 milioni £ 18,5 milioni nel 2015/16).
Considerando insieme l’indebitamento finanziario netto con il saldo debitorio da compravendita calciatori si ha una posizione finanziaria netta negativa pari a £ 14,6 milioni (+£ 54,5 milioni nel 2015/16), in conformità al regolamento del Fair Play Finanziario, che permette una posizione finanziaria netta negativa inferiore al fatturato netto

I Flussi di Cassa.

La variazione delle disponibilità liquide ha registrato un incremento di £ 27,5 milioni.



La gestione operativa ha generato un flusso di cassa netto positivo per £ 206,81 milioni (2016: £ 116,1 milioni).
L’attività di investimento ha assorbito un flusso di cassa per £ 214,92 milioni, mentre nel 2015/16 si era verificato un assorbimento per £ 36,47 milioni. Infatti, sono stati effettuati investimenti in immobilizzazioni materiali, che hanno drenato £ 220,81 milioni (£ 74,35 milioni nel 2015/16) e smobilizzi che hanno generato flussi per £ 66 mila (£ 10,33 milioni nel 2015/16). Inoltre, il gruppo ha registrato un esborso di £ 61,67 milioni (2015/16: £ 46,11 milioni) per acquisire giocatori, mentre dalle vendite di calciatori ha ricevuto £ 67,51 milioni (2015/16: £ 73,67 milioni).
L’attività di finanziamento ha generato un flusso di cassa positivo per circa £ 35,6 milioni, mentre nel 2015/16 si è registrato un flusso di cassa netto positivo per £ 82,21 milioni.
Infatti, durante il 2016/17, il Gruppo ha visto affluire flussi monetari positivi per £ 157,61 milioni derivanti da prestiti, ha effettuato rimborso di prestiti per £ 102 milioni e ha acquistato privilegiate per £ 20 milioni e azioni per £ 16 mila.

Il Valore della Rosa.



Il valore della Rosa dei calciatori è aumentato da £ 98,5 milioni a £ 118,89 milioni.
Nel corso dell'esercizio sono stati acquistati giocatori per un costo totale di £ 74,1 milioni (£ 53,3 milioni nel 2015/16), sono stati ceduti calciatori con un valore di libro pari a £ 3,6 milioni (£ 30,4 milioni nel 2015/16); sono state effettuate svalutazioni per £ 7,13 milioni (£ 1,5 milioni nel 2015/16) e sono stati effettuati ammortamenti per £ 42,9 milioni (£ 31,4 milioni nel 2015/16).
Durante l’esercizio 2016/17, sono stati ceduti: Ward (Ipswich Town); A. Pritchard (Norwich City); Ball (Rotherham United); DeAndre Yedlin (Newcastle United); Chadli (West Bromwich Albion); Ryan Mason (Hull City) Thomas Carroll (Swansea City)..
Mentre, sono stati acquistati: Wanyama (Southampton); Janssen (AZ Alkmaar); Sissoko (Newcastle United); G-K Nkoudou (OM Marsiglia).
Dopo la chiusura dell’esercizio sono stati acquistati P Gazzaniga (Southampton); S Aurier (Paris Saint-Germain); D Sanchez (Ajax); J Foyth (Estudiantes de La Plata); F Llorente (Swansea); K Wirnmer (Stoke). 
Sempre dopo la chiusura dell’esercizio sono stati ceduti: N Bentaleb (FC Schalke); C Njie (OM Marseille); F Fazio (AS Roma); K Walker (Manchester City).
I calciatori ceduti in prestito sono stati: J Onomah (Aston Villa); C Carter-Vickers (Sheffield United); V Janssen (Fenerbahce). 
G Sigurdsson è stato trasferito dallo Swansea all’ Everton; 
La spesa netta per tali operazioni è stato di circa £ 7.355.000.
La passività potenziale derivante dalle suddette transazioni di giocatori ammonta a circa £ 7.707.000 e l'attività potenziale ammonta a circa £ 8.900.000.

Le Immobilizzazioni materiali.

Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali, durante il 2016/17, è aumentato da £ 287,9 milioni a £ 475,6 milioni. L’importo delle immobilizzazioni materiali in corso di costruzione è aumentato da £ 167,2 milioni a £ 381,1 milioni. Tale valore è comprensivo di terreni, fabbricati e spese di progettazione del nuovo stadio e nel 2016/17 sono stati capitalizzati costi per prestiti finanziari per £ 1.078.000.

Nel caso in cui il progetto del nuovo stadio non si realizzi, una parte della cifra di £ 315,1 milioni (£ 115.32 milioni nel 2015/16), riguardante oneri professionali e oneri capitalizzati, potrebbe essere portata direttamente e interamente a costo.
Secondo il parere degli Amministratori, il valore corrente di mercato dei terreni e fabbricati, pari a £ 104 milioni (£ 109 milioni nel 2015/16), è in linea con il valore di bilancio.

La Gestione Economica.



Il fatturato netto aumenta del 46%, da £ 209,77 milioni, a £ 306,3 milioni, fissando un nuovo record storico. Secondo Deloitte il fatturato netto del Tottenham ammonta a £ 305,6 milioni.
Nella Nota integrativa del bilancio del Tottenham, il fatturato è suddiviso nel seguente modo: “Match receipts” per £ 45.336.000 (£ 40.782.000 nel 2015/16); UEFA Prize Money £ 38.419.000 (£ 15.516.000 nel 2015/16); “TV and Media” per £ 149.760.000 (£ 94.838.000 nel 2015/16) e “Commercial” per £ 72.806.000 (£ 58.634.000 nel 2015/16).
Deloitte riclassifica il fatturato del Tottenham nella “Football Money League” nel seguente modo: ‘Matchday’ per £ 45,3 (€ 52,7 milioni); ‘Broadcasting’ per £ 188,2 milioni (€ 219 milioni); ‘Commercial’ per £ 72,1 milioni (€ 83,9 milioni).
La biglietteria per le partite della Premier League ha registrato incassi pari a £ 19 milioni, mentre nel 2015/16 erano pari a £ 22,2 milioni. La diminuzione è dovuta a causa della demolizione dell’angolo “North East” del White Hart Lane Stadium. Lo Stadio ha continuato a registrare il “tutto esaurito” per tutte le gare casalinghe di Premier League. Secondo gli Amministratori, tale dato sottolinea ulteriormente la necessità di disporre di uno stadio con una maggiore capacità per far fronte alla domanda e soddisfare una lista d'attesa per gli abbonamenti stagionali che è di 62.000. I ricavi da competizione UEFA, compreso il botteghino, a causa della partecipazione alla fase a gironi e al raggiungimento dei sedicesimi di UEFA Europa League, ammontano a £ 44,6 milioni (£ 18,7 milioni nel 2015/16). In base ai dati comunicati dall’UEFA, riguardante la distribuzione 2016/17 dei premi di Champions League e di Europa League, il Tottenham ha percepito Euro 45,655,756. I ricavi da Coppe Nazionali ammontano a £ 2,4 milioni (£ 2,4 milioni nel 2015/16).
I ricavi per diritti audiovisivi nazionali sono aumentati a £ 149,76 milioni, registrando un incremento del 58% (nel 2015/16: £ 94,8 milioni). In campionato è stato raggiunto il 2° posto (3° posto nel 2015/16).
I ricavi commerciali nel complesso sono aumentati del 24,17%; infatti, i proventi da sponsorizzazioni e da “Corporate Hospitality” sono aumentati a £ 57,4 milioni; nel 2015/16 ammontavano a £ 48,8 milioni e i ricavi da merchandising sono aumentati a £ 14 milioni (nel 2015/16: £ 12 milioni).



Il costo del personale è pari a £ 126,9 milioni (£ 100 milioni nel 2015/16). Il rapporto tra costo del personale e fatturato netto, è diminuito, passando dal 47,7% al 41,4%. Tale indicatore è ben al di sotto del limite massimo auspicato dal Fair Play Finanziario, che è pari al 70%.  
Il numero medio dei dipendenti è aumentato da 409 a 439. Inoltre, si è ricorso all’utilizzo di 457 unità (nel 2015/16: 512), impiegate in modo temporaneo, per i match days.
Il compenso agli amministratori è stato di £ 8,962,000 (£ 4,819,000 nel 2015/16), tra questi il compenso più elevato è stato di £ 6,013,000.
Gli altri costi operativi aumentano da £ 70 milioni a £ 101 milioni.

Il risultato del Player Trading è negativo per £ 8,47 milioni, nel 2015/16 era negativo per £ 4,68 milioni. Anche nel 2016/17, le plusvalenze realizzate non sono riuscite a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori. L’eccedenza di plusvalenza è pari a £ 39,96 milioni (£ 27,1 milioni nel 2015/16).
Le plusvalenze del 2016/17 hanno riguardato: Alex Pritchard (Norwich City), DeAndre Yedlin (Newcastle United), Nacer Chadli (West Bromwich Albion), Ryan Mason (Hull City) e Thomas Carroll (Swansea City).
Gli ammortamenti e gli altri proventi e oneri per cessioni calciatori aumentano da £ 31,78 milioni a £ 48,43 milioni.
La gestione finanziaria è negativa per £ 16,7 milioni, nel 2015/16 era negativa per £ 4,2 milioni. I costi finanziari sono aumentati da £ 7,2 milioni a £ 13,27 milioni. I proventi finanziari sono diminuiti da £ 2,9 milioni a £ 1,57 milioni.

Per quanto riguarda il pagamento degli Agenti, nel sito internet del club, è specificato che nel periodo 1° ottobre 2014 al 30 settembre 2015, il totale netto corrisposto è stato di £ 5,987,052; mentre nel periodo dal 2 febbraio 2016 al 31 gennaio 2017, il totale netto corrisposto è stato di £7,167,773.
Il sito web della FA  (Link: http://www.thefa.com/football-rules-governance/policies/intermediaries/intermediaries-transactions) riporta lo stesso importo anche per il periodo dal 2 febbraio 2017 al 31 gennaio 2018.

Il “Breakeven Rule”

Il Tottenham non ha problemi per quanto riguarda l’obiettivo del pareggio di bilancio, considerando anche le varie soglie di tolleranza del Fair Play Finanziario.
Il risultato prima delle tasse 2014/15 è positivo per £ 12 milioni, quello del 2015/16 è positivo per £ 38,45 milioni e quello del 2016/17 è positivo per £ 57,89 milioni.

I costi per azioni di beneficenza e per azioni rivolte alla comunità locale dovrebbero essere esclusi. Nel 2017/18, il Gruppo ha effettuato donazioni in denaro di £ 112.648 a favore di enti di beneficenza internazionali, con sede nel Regno Unito e locali (2016: £ 102.886). Il Gruppo ha continuato a fornire contributi per un valore superiore a 0,5 milioni di sterline annue alla Fondazione Tottenham Hotspur e continua a sottoscrivere le buone opere in corso di beneficenza. Inoltre, il Gruppo fornisce molti altri contributi dei cimeli del Tottenham Hotspur Football Club agli enti di beneficenza registrati locali, in particolare nei distretti di Haringey e Enfield e nei bacini idrografici adiacenti.

Conclusioni.

Il quinto utile consecutivo, è stato conseguito con un fatturato che ha raggiunto un altro livello record di £ 306,3 milioni, oltre ad un miglioramento delle prestazioni sportive in Premier League.
Anche il consolidato 2016/17 di “Tottenham Hotspur Limited” presenta dei risultati in linea con i parametri del Fair Play Finanziario sia dell’UEFA che della Premier League. Innanzitutto, il Break-even Rule è ampiamente rispettato, il patrimonio netto è positivo e il rapporto tra costo del personale e ricavi rientra ampiamente nei limiti previsti dal Financial Fair Play e la posizione finanziaria netta è positiva.
L’ipotesi gestionale degli amministratori, che punta su uno stadio nuovo con una capacità maggiore rispetto ai 36.230 spettatori del White Hart Lane, per ottenere maggiori entrate, è anche confermata dal fatto che il Tottenham non riesce a soddisfare la richiesta di biglietti da parte dei suoi tifosi avendo una lista d'attesa per gli abbonamenti stagionali che è salita a 62.000. A ciò, si aggiunge anche l’investimento nel Centro di Formazione.