venerdì 11 agosto 2017

Appunti sul Bilancio Consuntivo CONI 2016



Luca Marotta


Il bilancio consuntivo 2016 del CONI mostra un risultato positivo per € 263.056 (€ 661.752 nel 2015), con un risultato operativo positivo di € 1.793.000, pari allo 0,4% del valore della produzione. Nel 2015 il risultato operativo era negativo per € 545.309. Il patrimonio netto dell’Ente è positivo ed è pari a € 41,18 milioni (€ 40,9 milioni nel 2015).

L’Ente CONI.

In base a quanto sancito dall’articolo 1 comma 1 del Decreto Legislativo n. 242 del 23 luglio 1999, il CONI è un ente, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico sottoposto alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il CONI cura l'organizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale, la lotta al doping, la promozione della diffusione della pratica sportiva e iniziative contro la discriminazione e la violenza nello sport. L’ordinamento sportivo è autonomo.
E’ stata costituita la CONI Servizi SPA, cui è stato trasferito il personale del CONI. Al 31.12.2016 il Costo del Personale della Coni Servizi SpA ammonta a Euro 39.852.000 (€ 38.245.000 nel 2015).

I rapporti tra il CONI e la CONI Servizi SpA sono disciplinati da un contratto di servizio annuale, con IVA indetraibile.
Le risorse per il finanziamento del CONI sono allocate al capitolo 1896 dello stato di previsione del MEF, nell’ambito della missione “Giovani e sport”, programma “Attività ricreative e sport”, azione “Investimenti e promozione per la pratica dello sport”.
Inoltre, l’ente fruisce di una quota delle entrate erariali e extraerariali derivanti dai giochi pubblici.
Il bilancio e la relazione della sua attività sono trasmessi annualmente alle Camere dal Dipartimento per gli affari regionali, il turismo e lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il controllo sulla gestione finanziaria dell’ente è effettuato dalla Corte dei conti.

La Gestione Economica.




Il totale del VALORE PRODUZIONE relativo all’anno 2016 è pari a 458,1 milioni di euro, in diminuzione del 6,63% rispetto al 2015; infatti, nel 2015 il totale del VALORE PRODUZIONE era pari a 429,6 milioni di euro, in diminuzione dell’1,81% rispetto al 2014.

Premesso che la principale fonte di reddito è il contributo dello Stato da cui tutto dipende, nel Conto Economico del Coni le fonti di reddito si possono ricondurre a tre voci principali, che sono i contributi, i ricavi dell’attività centrale e i ricavi dei Comitati Regionali.
I contributi per l’attività centrale rappresentano il 93,8% del Valore della Produzione; i ricavi dei Comitati Regionali rappresentano l’1.9% del valore della produzione e i ricavi dell’attività centrale il 4,2%.

All’interno della fonte di reddito dei contributi per l’attività centrale, la principale fonte di reddito è costituita dai Contributi da parte dello Stato, Enti Pubblici, CIO ed altri Enti per un totale di Euro 429.851.853 (€ 415.773.361 nel 2015) e risulta in aumento del 3,4% rispetto al 2015.
Nel dettaglio, i Contributi da parte dello Stato aumentano dell’1,12%, da € 410.887.898 a €
415.506.853; i Contributi da parte di Regioni, Comuni, Province ed altri Enti Pubblici e Privati aumentano di 8 milioni di Euro, da € 4.590.116 a € 12.686.127; i Contributi dal CIO, COE aumentano di 1,38 milioni di Euro, da € 275.347 a € 1.658.873; gli Altri contributi si azzerano da € 20.000 del 2015.

I contributi assegnati dallo Stato nel 2016 evidenziano un aumento di 4,6 milioni rispetto al 2015, dovuto principalmente alla presenza, solo nel 2016, di contributi integrativi per € 4,4 milioni assegnati dallo Stato con vincolo di destinazione, rispettivamente per € 2,4 milioni per le attività organizzative per il campionato preolimpico di basket e per il campionato mondiale di Rugby; € 2 milioni a sostegno alle attività per la candidatura ai giochi olimpici e paralimpici “Roma 2024”, a fronte dei costi effettivamente sostenuti sul progetto.


I contributi da parte di Enti Pubblici, pari a 12,7 milioni, accolgono i contributi assegnati al CONI per la realizzazione di progetti istituzionali, e riguardano principalmente: il contributo  per € 4,2 milioni maturato verso il MIUR per il progetto “Sport di classe”; il contributo  per € 3 milioni maturato verso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a supporto dell’organizzazione dei campionati mondiali di Pallavolo 2018; il contributo  per € 1,8 milioni maturato verso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute per il progetto “Coni Ragazzi”; il contributo  per € 1,5 milioni maturato verso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a supporto dell’organizzazione della Ryder Cup 2022; il contributo  per € 1,26 milioni quale quota di competenza dello stanziamento complessivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il progetto “Sport e Periferie”.
Nella sostanza, l’incremento di circa 8 milioni, della voce rispetto all’esercizio precedente è dovuto al maggior volume di attività e quindi un maggior contributo riconosciuto dal MIUR per il Progetto “Sport di Classe”, rispetto al 2015, oltre che alla contribuzione, presente nel 2016, ed assente nell’esercizio precedente, riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’organizzazione in Italia dei Mondiali pallavolo 2018 e la Ryder Cup 2022.

L’anno olimpico ha comportato un aumento dei contributi del CIO e del COE, da € 275 mila a € 1,66 milioni.

Gli altri contributi, si sono azzerati. Nel 2015 erano pari a € 20.000.

All’interno della fonte di reddito riguardante i ricavi da attività centrale prevalgono i ricavi commerciali con € 15,5 milioni (€ 6,7 milioni nel 2015), seguiti dai ricavi per gli organi di giustizia con € 100.800 e ricavi diversi con € 3.711.224.
I ricavi commerciali, pari ad € 15,5 milioni, sono costituiti per € 13,86 milioni dai corrispettivi per lo sfruttamento commerciale del marchio CONI, regolati in parte in denaro ed in parte in natura e, per 1,65 milioni di Euro dal corrispettivo riconosciuto dal CIO in relazione agli accordi aventi ad oggetto i programmi di marketing internazionale.

Il valore della produzione include anche i ricavi direttamente raccolti sul territorio dai Comitati Regionali del CONI, pari ad € 8,95 milioni (€ 6,88 milioni nel 2015).

I Costi.

Il totale dei costi della produzione è pari a € 456,3 milioni (€ 430,17 milioni nel 2015), ossia il 99,6% del valore della produzione. I costi della produzione risultano diminuiti del 6,1%; mente il valore della produzione è aumentato del 6,6%.
Si possono distinguere i costi per l’attività centrale, che rappresentano il 93,9% dei costi della produzione, dai costi per i comitati regionali, che ne rappresentano il 6,1%.

I costi per l’attività centrale, pari a € 428,6 milioni  (€ 413,7 milioni nel 2015), risultano articolati come segue: Costi per organi, Comitati e Commissioni per € 2.208.000 (€ 1,94 milioni nel 2015); Contributi per attività istituzionale  per € 278.626.981 (€ 266.606.042 nel 2015); Acquisto di beni e servizi  per € 142.300.153 (€ 131.592.031 nel 2015); Altri costi  per € 3.422.605  (€ 3.363.828 nel 2015); Ammortamenti / svalutazioni per € 972.907 (€ 643.158 nel 2015); Accantonamenti per rischi ed oneri  per € 1.259.330 (€ 9.552.591 nel 2015).

I Costi per gli Organi dell'Ente e Commissioni includono i costi di funzionamento degli Organi dell’Ente e delle altre commissioni (indennità, gettoni di presenza, spese di funzionamento, spese di rappresentanza, oneri previdenziali). Il Presidente è costato 262 mila Euro (€ 303 mila nel 2015); i due Vice Presidenti 99 mila Euro; il Segretario Generale 141 mila; il Vicario del Segretario Generale 21 mila Euro. La Giunta e Consiglio Nazionale costano 712 mila Euro. Gli Organi di Giustizia Sportiva ed altre commissioni costano € 600 mila. Il Collegio Revisori dei Conti è costato 29 mila Euro, di cui 13 il Presidente. Gli Oneri Previdenziali relativi per queste voci sono costati complessivamente 164 mila Euro.


I Contributi per attività istituzionale, incidono per il 61,1% sui costi della produzione e riguardano: Contributi alle Federazioni Sportive Nazionali per funzionamento ed attività sportiva per € 248.941.897 (€ 240.243.184 nel 2015); i Contributi Discipline Sportive Associate per € 3.729.500 (€ 3.368.700 nel 2015); i Contributi Enti Promozione Sportiva per € 15.698.024 (€ 15.245.033 nel 2015); i Contributi Forze Armate ed Associazioni Benemerite per € 3.114.042 (€ 3.952.387 nel 2015); Contributi vari per € 7.143.518 (€ 3.796.738 nel 2015).

Pertanto, i Contributi alle Federazioni Sportive Nazionali rappresentano il maggior costo sostenuto dal CONI, pari al 54,6% dei costi della produzione. I contributi diretti alle federazioni ammontano a 244,4 milioni di Euro e le altre prestazioni a beneficio delle Federazioni ammontano a Euro 4,5 milioni di Euro.

All'interno dei contributi diretti figurano i "Contributi a beneficio Atleti" pari a € 7.582.000 (€ 4,1 milioni nel 2015). Di cui Premi medaglie olimpiche per € 7,31 milioni, (zero nel 2015; € 750 mila nel 2014) e per il Club olimpico € 262.000 (€ 2.695.000 nel 2015).

La FIGC assorbe il contributo diretto maggiore pari a € 44.029.401 (€ 48.327.367 nel 2015), seguita da FIN con € 14.089.477(€ 12.927.046 nel 2015); FIDAL con € 11.159.152 (€ 10.820.446nel 2015); FIPAV con € 12.908.349 (€ 9.014.252 nel 2015); FIP con € 9.746.045; e FISI con € 9.365.853 (€ 8.490.068 nel 2015).

Il costo riconosciuto alla Federazione Medico Sportiva per svolgere, per conto del CONI, controlli antidoping sugli atleti delle diverse discipline sportive, nel 2016 è risultato pari a €
3.845.000 (€ 2.118.000 nel 2015).

I Contributi ai Gruppi Sportivi Militari ed ai Corpi Civili dello Stato ammontano a 2,5 milioni di Euro (€ 3,36 milioni nel2015).
I Contributi ai Gruppi Sportivi Militari e Civili riguardano per € 1.507.000 (€ 1.918.000 nel 2015) i Gruppi Militari, di cui il Contributo Attività Sportiva per € 1.364.000 (€ 1.287.000 nel 2015) e Convenzioni Impiantistica 143 mila (€ 631.000 nel 2015); ed € 1.025.000 i Gruppi Civili (€1.439.000 nel 2015).
Tra i Gruppi Militari figurano: la GUARDIA DI FINANZA con € 548.950; l’ ARMA CARABINIERI con €  209.275; l’ AERONAUTICA con € 273.747; l’ ESERCITO con € 388.475; la MARINA con € 86.850.
Tra i Gruppi Civili figurano: il CORPO FORESTALE DELLO STATO con € 168.600; la POLIZIA PENITENZIARA con € 197.550; i VIGILI DEL FUOCO con € 81.925; la POLIZIA DI STATO con € 576.485.

Il valore complessivo di tali contributi evidenzia un decremento del 24,6% rispetto al 2015, a causa soprattutto della componente "impiantistica", come conseguenza del minor valore di 825 mila Euro dei lavori e degli interventi realizzativi eseguiti nel 2016 rispetto al 2015.

Per quanto riguarda l'Acquisto di beni e servizi, pari a € 142.300.153 (€ 131.592.031 nel 2015), tale voce di costo comprende: il corrispettivo del contratto di servizio con Coni Servizi pari a € 119.833.878 (€ 123.989.676 nel 2015); altri costi per beni e servizi resi da Coni Servizi su richiesta dell’Ente ed al di fuori del perimetro del corrispettivo del contratto di servizio per € 5.557.332 (€ 6.948.866 nel 2015); altri costi per beni e servizi per € 16.908.944 (€ 653.490 nel 2015).
I costi per beni e servizi sono aumentati notevolmente e risultano composti da: costi per partecipazione "Giochi Olimpici e Paralimpici RIO 2016 per Euro 15,25 milioni; costi per progetto "Candidatura Giochi Olimpici e Paralimpici Roma 2024 per euro 1,21 milioni; Altri costi per Euro 430 mila e costi per progetto "Sport di Classe per Euro 19 mila. Pertanto, l’incremento di 16,25 milioni rispetto al 2015 è dovuto sostanzialmente ai costi connessi alla partecipazione ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Rio 2016. Tali costi sono stati sostenuti in parte “cash” e in parte “in natura” come “scambio merci”, in controprestazione nell’ambito di accordi commerciali per lo sfruttamento del marchio CONI - per Casa Italia e per la delegazione olimpica.

Il costo per il contratto di servizio con Coni Servizi include l’IVA non detraibile per il CONI per € 20.793.000 (€ 21.883.000 nel 2015).

L’impatto dei costi sostenuti per il progetto relativo alla candidatura olimpica “Roma 2024” emerge dalla seguente tabella riportata nel bilancio del CONI.




Dalla tabella di comprende che i costi sostenuti dal CONI, nel 2016, per “Roma 2024” sono stati pari ad Euro 9.798.000.

Gli ammortamenti e le svalutazioni, pari a 910 mila Euro, per € 643.158 riguardano il costo di acquisto del marchio CONI, per € 267.780 il macchinario di risonanza magnetica nucleare, acquistato in proprietà dal CONI ed in utilizzo presso l’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport e per € 62.969, sono relative ai crediti iscritti nell’attivo circolante, principalmente connessi a contributi istituzionali da ricevere da terzi.

Gli accantonamenti per rischi ed oneri, pari a € 1.259.330 riguardano Cause legali in corso per € 879.435 e Rischi, oneri e spese future per € 379.895.

La gestione finanziaria netta è positiva per € 565 a causa di proventi finanziari pari a € 11.433 ed oneri finanziari pari ad Euro 10.868.

Le imposte sul reddito sono pari a € 1.530.534 (€ 1.312.000 nel 2015) e riguardano IRES per € 1.432.000 e IRAP per € 98.000.
Il risultato netto dell’esercizio è positivo per € 263.056; mentre nel 2015 era positivo per € 661.752.

Lo Stato Patrimoniale.

 


Per quanto riguarda lo Stato Patrimoniale il Totale delle Attività è pari a € 111.212.449 (€ 86.808.206 nel 2015) e risulta in aumento del 28,11%.
L’attivo circolante incide per il 92,8% sul totale dell’attivo; mentre il totale delle immobilizzazioni incide per il 6,7%.
Le immobilizzazioni materiali, pari a € 1.067.119 (€ 1.333.899 nel 2015), incidono solo per l’1%.
I crediti, pari a € 12,5 milioni (9,7 milioni nel 2015), risultano in aumento del 11,3% e incidono sul totale dell’attivo per l’11,3%.
Le Disponibilità Liquide sono pari a € 41.489.350 (€ 17.684.009 nel 2015), risultano in aumento di 23,8 milioni di Euro e incidono sull’attivo per il 37,3%.

Il PATRIMONIO NETTO è positivo ed è pari a € 41.177.046 (€ 40.913.989 nel 2015) e finanzia il 37% dell’attivo.
La variazione rispetto all’esercizio precedente è stata determinata dal risultato economico positivo dell’esercizio.
Il patrimonio netto può essere ripartito in patrimonio risalente alla gestione centrale per € 29,77 milioni ed alla gestione dei Comitati Regionali per € 11,41 milioni.

I Fondi per rischi ed oneri ammontano a € 8.022.792 (€ 14.025.275 nel 2015) e riguardano: Cause legali in corso per € 1,97 milioni; Rischi futuri per € 875mila (€7.931.160 nel 2015); Oneri futuri 5,18 milioni (€4.691.971 nel 2015). Il decremento è stato pari a € 6 milioni. La riduzione del fondo rischi futuri è stata causata, principalmente, dall’utilizzo del fondo per € 6,5 milioni, che era stato accantonato per il progetto di candidatura Roma 2024, la cui interruzione è avvenuta con la comunicazione del CONI al CIO nel mese di ottobre 2016, a seguito delle decisioni assunte in merito dall’Amministrazione di Roma Capitale.

Il totale delle passività, ossia del capitale di terzi, ammonta € 70.035.404 (€45.894.217 nel 2015).
Le passività, intese come capitale di terzi, riguardanti i comitati regionali sono pari a € 10,29 milioni (€4,44 milioni nel 2015).
I debiti ammontano a € 38.943.106 (€ 29.989.836 nel 2015) e finanziano il 35% dell’attivo. L’aumento è stato di 8,95 milioni, pari al 29,8%. L’incremento è dovuto principalmente alla voce debiti verso fornitori, pari a € 18.177.891, che registra un aumento di 7,23 milioni di Euro. I debiti verso fornitori comprendono le fatture ricevute e da ricevere relative sia alle attività della struttura centrale per 8,76 milioni di Euro, che a quella realizzata dai Comitati Regionali per Euro 9,42 milioni.

La nuova voce dello Stato Patrimoniale “anticipazioni ricevute”, pari ad Euro 22,8 milioni, riguarda la quota delle somme anticipate da terzi al CONI per progetti istituzionali, a fronte della quale non sono ancora state realizzate o completate alla data di chiusura del bilancio le relative attività progettuali da parte del CONI. L’importo principale concerne l’anticipazione ricevuta dalla Presidenza del Consiglio per il progetto “Sport e Periferie”.

Il Budget 2017

Il Budget 2017 è stato predisposto prima della finalizzazione dell'iter normativo di approvazione della legge di stabilità 2017 ed in funzione delle informazioni sull’importo del contributo dello Stato avute per le “vie brevi” dal MEF.

Il Budget 2017 prevede contributi dallo Stato per complessivi 411,6 milioni di Euro, di cui 4 milioni di Euro per il campionato mondiale maschile di pallavolo 2018 e 0,5 milioni di Euro per i campionati mondiali di ginnastica ritmica. Il Delta sull'anno precedente è negativo dello 0,9%.
Il valore del produzione previsto per il 2017 è di Euro 433.771.772.
I Costi della Produzione previsti per il 2017 ammontano a Euro 433.478.884.
Per il 2017 è previsto un risultato economico positivo per € 45.739.

Conclusioni.

In parole molto semplici si può affermare che il CONI riceve soldi dallo Stato, per perseguire le sue finalità, perché è un ente, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico sottoposto alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il MEF è il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che praticamente determina ed elargisce i soldi.

Sul risultato hanno influito i costi per la partecipazione ai Giochi Olimpici e Paralimpici di RIO 2016. Inoltre, il bilancio del Coni evidenzia che, nel 2016, per la sola operazione di candidatura “ROMA 2024” sono stati sostenuti costi per 9,8 milioni di Euro, che ha trovato copertura parziale nell’accantonamento a fondo rischi, fatto nel 2015, di 6,5 milioni Euro.



domenica 6 agosto 2017

BREVI APPUNTI SUL RENDICONTO GENERALE DELLO STATO 2016



Luca Marotta



Il Rendiconto generale dello Stato è articolato in due distinte parti: il conto del bilancio e il conto del patrimonio.

Il conto del bilancio dimostra i risultati della gestione del bilancio, per l’entrata e la spesa distintamente per capitoli, secondo la classificazione degli stati di previsione, con riferimento alla competenza alla cassa e ai residui;

Il conto del patrimonio comprende la dimostrazione dei risultati della gestione del patrimonio dello Stato, con riferimento alla consistenza ad inizio esercizio, alle variazioni verificatesi nel corso del medesimo ed alle risultanze contabili registrate alla chiusura dell’esercizio finanziario.

Le considerazioni che seguiranno si basano sulla relazione illustrativa al Disegno di Legge del Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2016, dalla quale soni stati ripresi grafici e tabelle.


Evoluzione Temporale

L’evoluzione temporale dal 2006 al 2016, evidenzia il continuo aumento delle entrate finali, al netto di accensione prestiti, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 3,9%. Lo stesso discorso vale per le entrate tributarie che evidenziano un CAGR, ossia una media annuale di crescita del 2,63%. In altre parole, ogni anno si aumentano le entrate tributare in media del 2,63%, per avere più risorse a disposizione per far fronte agli impegni.



Per quanto riguarda le Spese Finali, al netto delle spese per rimborsi prestiti, il 2016 evidenzia un importo inferiore rispetto al 2015, ma comunque superiore alle entrate. Anche il tasso di crescita annuale composto (CAGR), delle spese finali, nel periodo 2006-2016, è superiore a quello delle entrate finali essendo pari al 4,87%. In altre parole, ogni anno dal 2006 al 2016, le spese finali sono aumentate in media del 4,87%.

La differenza tra Entrate Finali, escluse le entrate da accensione prestiti, e Spese Finali, escluse le spese per rimborsi prestiti, determina il Saldo Netto da Finanziare.

Il saldo netto da finanziare, determinato dalla differenza tra le operazioni finali evidenzia la cifra di 11,1 miliardi di Euro, con un miglioramento di 27,8 miliardi di Euro, rispetto alle previsioni definitive e di 30,4 miliardi di Euro rispetto al 2015.

Il grafico mostra come dal 2013 al 2016, le spese finali, al netto delle spese per il debito pubblico, abbiano superato le entrate finali, al netto dell’accensione dei prestiti. Per quanto riguarda il saldo da finanziare l’importo maggiore riguarda il 2014. Importi positivi si registrano negli anni 2006, 2007; 2011, 2012. Invero, nel 2016 la forbice tra spese ed entrate finali sembra tendere a chiudersi.







Per quanto riguarda le operazioni complessive che considerano anche il ricorso all’accensione dei prestiti ed il rimborso delle passività finanziarie, nel 2016, rispetto alle previsioni definitive, sono state accertate maggiori entrate complessive, al lordo delle regolazioni contabili e debitorie, per Euro 16,2 miliardi e si sono impegnate minori spese, al lordo delle regolazioni contabili e debitorie, per 18,1 miliardi di Euro.
Il saldo tra entrate complessive di competenza e spese complessive di competenza è positivo per 57,5 miliardi di Euro. Infatti l’importo accertato per entrate da accensione prestiti è stato di 264,6 miliardi di Euro e l’importo impegnato per il rimborso prestiti è stato di 195,98 miliardi di Euro. La differenza è di 68,6 miliardi di Euro; pertanto, il saldo positivo delle operazioni complessive è dovuto essenzialmente dal maggior ricorso all’accensione di prestiti e quindi all’indebitamento.

L’avanzo primario di bilancio, pari al saldo netto da finanziare al netto della spesa per interessi, è risultato pari a 60,5 miliardi di Euro, pari al 3,6% del Pil, superiore di 27,5 miliardi rispetto a quello del 2015, con un miglioramento del 83,4%. Questo dato conferma che il costo del debito pubblico esercita un peso non indifferente sul bilancio dello Stato.

Il ricorso al mercato finanziario, pari al saldo contabile tra le entrate finali e le spese complessive, si attesta a 207,1 miliardi, con un miglioramento di 50,55 miliardi (19,6%) rispetto alle previsioni definitive, nel rispetto del limite massimo fissato dalla legge di stabilità per il 2016.

Le Entrate

Il totale delle entrate complessive di competenza, al lordo delle regolazioni contabili e debitorie, è stato di 845,9 miliardi di Euro, di cui 488,8 miliardi di Euro (57,8%) provenienti da entrate tributarie; 88,7 miliardi di Euro (10,5%) provenienti da entrate extra-tributarie; 3,8 miliardi di Euro (0,5%) provenienti da alienazione e ammortamento di beni patrimoniali ed 264,6 miliardi di Euro (31,3%) provenienti da accensione prestiti.




L’incidenza delle entrate finali accertate in conto competenza a rendiconto sulle entrate complessive è del 68,7%.
L’incidenza delle entrate da accensione prestiti accertate in conto competenza a rendiconto sulle entrate complessive è del 31,3%. Poiché la maggior parte di tali risorse serve a far fronte al debito, si confermerebbe l'enorme peso del debito pubblico sul bilancio dello Stato. In altre parole ci si indebita per far fronte al debito pregresso.

Le Entrate Tributarie




Le entrate tributarie accertate nel 2016 risultano maggiori per circa 1 miliardo di Euro rispetto alle previsioni definitive. Tra le entrate tributarie quelle inerenti le imposte sui redditi incidono per il 38,9% sul totale delle stesse; mentre l’IVA incide per il 29,4%.
Rispetto alle previsioni definitive, l’IVA ha segnato un miglioramento di 2,6 miliardi di Euro.

Le Entrate Extratributarie



Le entrate extratributarie accertate nel 2016 risultano maggiori per circa 10,1 miliardi di Euro rispetto alle previsioni definitive. Tra le entrate extratributarie quelle inerenti Entrate derivanti dal controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti espongono l’importo maggiore pari a 27,6 miliardi di Euro, con maggiori entrate rispetto alle previsioni definitive di 9,6 miliardi di Euro.

Le Entrate da alienazioni e ammortamento dei beni patrimoniali



Le entrate da alienazione e ammortamento beni patrimoniali e riscossione crediti accertate nel 2016 risultano inferiori per circa 1,4 miliardi di Euro rispetto alle previsioni definitive. Tra le entrate da alienazione e ammortamento beni patrimoniali quelle inerenti le vendite di beni dello Stato ammontano a 955 milioni di Euro e le altre entrate in conto capitale a 2,8 miliardi di Euro.

Le entrate da accensione prestiti.

Le entrate da accensione prestiti accertate nel 2016 risultano maggiori per circa 6,5 miliardi di Euro rispetto alle previsioni definitive. Tali entrate riguardano la gestione del debito pubblico che ha fatto segnare entrate accertate per 264,6 miliardi di Euro.

LE SPESE

Il totale delle spese complessive, al lordo delle regolazioni contabili e debitorie, è stato di 788,4 miliardi di Euro, di cui 195,9 miliardi di Euro (26,4%) per rimborso di passività finanziarie; 89,8 miliardi di Euro (11,1%) per redditi da lavoro dipendente; 259,5 miliardi di Euro (31,4%) per trasferimenti correnti ad Amministrazioni Pubbliche ed 71,6 miliardi di Euro (9,6%) per interessi passivi su redditi da capitale.

SPESE PER MISSIONE

Dall’analisi delle spese per missione emerge che la missione che ha impegnato maggiori importi è quella del “debito pubblico” che ha assorbito il 31,8% del totale complessivo, con 266,8 miliardi di Euro, seguita dalle “relazioni finanziarie con le autonomie territoriali” con 114,4 miliardi di Euro, pari al 13,4% del totale complessivo. La missione “Difesa e sicurezza del territorio” ha impegnato 20,8 miliardi di Euro.

La missione “Immigrazione, accoglienza e tutela dei diritti” ha impegnato 3,28 miliardi di Euro, pari allo 0,4% del totale complessivo. Per la missione “Ricerca e innovazione” risultano impegni per 2,9 miliardi di Euro pari al 0,37% del totale complessivo. 
La Missione “Istruzione universitaria” ha impegnato 7,8 miliardi di Euro, pari allo 0,9% del totale complessivo.

Per la missione “Politiche previdenziali” risultano impegni per 86,7 miliardi di Euro pari all’11,01% del totale complessivo. Per la missione “Politiche economico-finanziarie e di bilancio” risultano impegni per          84,5 miliardi di Euro, pari al 10,72% del totale complessivo.
Per la missione “Istruzione scolastica” risultano impegni per 44,7 miliardi di Euro, pari al 5,67% del totale complessivo. Per la missione “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia” risultano impegni per 35 miliardi di Euro pari al 4,45% del totale complessivo.  



SPESE PER CATEGORIA ECONOMICA

Dall’analisi delle spese per categoria economica emerge che le spese correnti del Titolo I, pari a 549,6 miliardi di Euro, incidono per il 69,7% sul totale. In particolare le spese per redditi di lavoro dipendente, pari a 89,8 miliardi di Euro, incidono per l’11,4% sul totale. I Trasferimenti correnti ad Amministrazioni Pubbliche risultano pari a  259,5 miliardi di Euro ed incidono per il 32,9% sul totale. I Trasferimenti correnti ad Amministrazioni Centrali ammontano a 10,13 miliardi di Euro, con un’incidenza dell’1,3%; I Trasferimenti correnti ad Amministrazioni Locali ammontano a 127,4 miliardi di Euro, con un’incidenza del 16,2%; I Trasferimenti correnti ad Enti di previdenza ammontano a 121,9 miliardi di Euro, con un’incidenza del 15,5%.



Il TITOLO II- SPESE IN CONTO CAPITALE, pari a 42,8 miliardi di Euro, incide per il 5,4% sul totale.
Il TITOLO III- RIMBORSO PASSIVITA' FINANZIARIE, pari a 195,9 miliardi di Euro, incide per il 24,9% sul totale.

SPESA PER MINISTERO

L’analisi della spesa per Ministero mostra come il Ministero dell’Economia e delle Finanze sia il primo per la spesa corrente con 312,7 miliardi, pari al 56,9% della stessa, seguito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con 118,2 miliardi di Euro, pari al 21,5% della spesa corrente. Il ministero dell’Istruzione si colloca al terzo posto con 52,3 miliardi di Euro, pari a 9,5% della spesa corrente. Il Ministero dell’Interno con 24,3 miliardi di Euro, pari al 4,4% della spesa corrente totale, precede il Ministero della Difesa con 19,1 miliardi e il 3.5% della spesa corrente totale.



Per quanto riguarda la spesa in conto capitale al primo posto si trova sempre il Ministero dell’Economia e delle Finanze con 21,27 miliardi di Euro, pari al 49,7% della spesa in conto capitale complessiva. Al secondo posto figura il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con 7,36 miliardi di Euro, pari al 17,2% della spesa in conto capitale complessiva. Il ministero dello Sviluppo Economico è al terzo posto con 6,25 miliardi e con un’incidenza del 14,6%.
Il Ministero della Difesa evidenzia una spesa in conto capitale di 2,16 miliardi, con un’incidenza del 5,1%.

Per quanto riguarda il rimborso delle Passività finanziarie al primo posto si trova sempre il Ministero dell’Economia e delle Finanze con 195,6 miliardi di Euro, pari al 99,8% della spesa in conto capitale complessiva.

GESTIONE DEL PATRIMONIO

Il Conto generale del patrimonio per l’esercizio 2016 evidenzia un peggioramento patrimoniale di 39,55 miliardi di euro, poiché le passività risultano aumentate di 63,92 miliardi di Euro e le attività risultano aumentate di 24,37 miliardi di Euro.



L’eccedenza complessiva delle passività, al termine dell’esercizio, ammonta a 1.797.971 milioni di euro.

Le attività finanziarie presentano un aumento complessivo di 18,8 miliardi di euro, passando da 657.1 miliardi di euro a 675.9 miliardi di euro, mentre le passività finanziarie risultano incrementate di 63,9 miliardi di euro, passando da 2.721 miliardi di euro a 2.784,9 miliardi di euro.
In dettaglio, si rileva

LE ATTIVITA’

Le attività finanziarie ammontano a 675,9 miliardi di Euro e costituiscono il 38,5% del totale delle attività. Le attività finanziarie sono composte da: Azioni quotate per 8.8 miliardi di Euro; Azioni non quotate per 65,7 miliardi di Euro; Altre partecipazioni  per 189,7 miliardi di Euro; Quote dei fondi di investimento per 135 milioni di Euro; Crediti per 343,28 miliardi di Euro; Anticipazioni attive per 67;5 miliardi di Euro e Altri conti attivi 638 milioni di Euro.
Le Attività non finanziarie prodotte ammontano a 306.8 miliardi di Euro e incidono sul totale dell’attivo per il 31,1%.
Le Attività non finanziarie sono costituita da Capitale fisso per 131 miliardi di Euro; Scorte per 85 milioni di Euro e Oggetti di valore per 174, 9 miliardi di Euro.

Il Capitale fisso riguarda: Abitazioni per 1,15 miliardi di Euro; Fabbricati non residenziali per 35.2 miliardi di Euro; Beni immobili di valore culturale per 21,7 miliardi di Euro; Altre opere per 4 miliardi di Euro; Diritti reali di godimento su beni altrui per 114 milioni di Euro; Impianti, attrezzature e macchinari per 3,86 miliardi di Euro; Mobili e arredi per 636 milioni di Euro; Materiale bibliografico 66 milioni di Euro; Mezzi di trasporto per 2,25 miliardi di Euro: Armi e armamenti militari per 48,2 miliardi di Euro; Equipaggiamenti e vestiari per 10,8 miliardi di Euro ; Strumenti musicali per 3 milioni di Euro; Coltivazioni ed allevamenti per 3milioni di Euro; Altri beni materiali prodotti per 2,7 miliardi di Euro; Beni immateriali prodotti per 137 milioni di Euro.

Da evidenziare che le armi e gli armamenti militari costituiscono il 4,9% del patrimonio dello Stato Italiano.

Le Altre Attività non finanziarie non prodotte ammontano a 4.24 miliardi di Euro ed incidono per lo 0,4% sul totale dell’attivo. Tali attività riguardano Terreni per circa 4 miliardi di Euro e Giacimenti per 167 milioni di Euro.



LE PASSIVITA’

Le passività totali aumentano del 2,3%, da 2.721 miliardi di Euro a 2.785 miliardi di Euro. Nel 2012 le passività totali erano pari a 2.513 miliardi di Euro.
Le passività sono composte esclusivamente da Passività finanziarie.

A loro volta le Passività finanziarie sono composte da Debiti per 2.748 miliardi di Euro e Anticipazioni passive per 37 miliardi di Euro.

I Debiti risultano aumentati di 64,58 miliardi di Euro da 2.683 miliardi di Euro a 2.748 miliardi di Euro.
I debiti sono composti dal Debito fluttuante per 154,5 miliardi di Euro; Conti correnti per 306,28 miliardi di Euro; Incassi da regolare  per 4,6 miliardi di Euro; Altre gestioni per 144,8 miliardi di Euro; Residui passivi per134.423 miliardi di Euro; Debiti redimibili per 1.766 miliardi di Euro; Debiti diversi per 236.7 miliardi di Euro.



Raccordo

La variazione patrimoniale negativa di 39,55 miliardi di Euro è dovuta alla Variazione apportata al patrimonio dall'esercizio del bilancio per 57,51 miliardi di Euro (dovuta all’avanzo di gestione del 2016); alla Variazione negativa dipendente dalle operazioni patrimoniali con riflessi sul bilancio per 65,493 miliardi Euro e alla Variazione netta negativa verificatasi negli elementi patrimoniali per 31,566 miliardi di Euro.

Il peggioramento apportato al patrimonio dalla gestione del bilancio è dato dalla differenza tra entrate accertate con il bilancio, dedotti i riflessi patrimoniali, che ammontano ad un importo pari ad euro 578.973 milioni di euro e le spese impegnate, depurate dei movimenti patrimoniali, che ammontano ad un importo pari a 586.956 milioni di euro causando un peggioramento di 7.983 milioni di euro. Tale risultato si ottiene anche sommando l’avanzo di 57.510 milioni di euro con l’eccedenza delle entrate sulle spese per movimenti patrimoniali pari a 65.493 milioni di euro.

Al peggioramento apportato al patrimonio dalla gestione del bilancio di 7.983 milioni di euro bisogna aggiunge la Variazione netta negativa verificatasi negli elementi patrimoniali per 31.566 milioni di Euro, ottenendo il peggioramento patrimoniale complessivo di 39.550 milioni di euro.

Quindi, la gestione dell’esercizio finanziario 2016 ha prodotto un peggioramento patrimoniale complessivo di 39.550 milioni di euro, scaturito dalla differenza tra l’eccedenza passiva di 1.758.422 milioni di euro registrata al 31/12/2015 e l’eccedenza passiva registrata al 31/12/2016 di 1.797.971 milioni di euro.

Conclusioni

Per quanto riguarda la gestione patrimoniale risulterebbe che il disavanzo o deficit patrimoniale di 1.798 miliardi Euro sia dovuto ai debiti, ed in particolare ai debiti redimibili pari a 1.767 miliardi di Euro.
Per quanto riguarda il conto del bilancio risulterebbe che l’avanzo di 57,5 miliardi non è stato sufficiente a produrre effetti positivi sulla gestione patrimoniale.

Indubbiamente, il debito pubblico ha un peso rilevante sia nella gestione patrimoniale che nel conto del bilancio. 

martedì 1 agosto 2017

Bilancio Consolidato 2016 FC Schalke 04: utile record di 29 milioni.



Luca Marotta


Per il club tedesco FC Schalke 04, l'anno solare 2016, dal punto vista economico, è risultato un anno che ha segnato un utile consolidato record di 28,6 milioni di Euro, al netto delle interessenze, e ha registrato un’ulteriore riduzione delle passività finanziarie. Anche il fatturato lordo senza gli altri proventi di gestione, ma comprensivo dei ricavi da trasferimento calciatori, è risultato record, toccando la cifra di € 265,1 milioni; mentre il fatturato netto è stato pari a € 218,7 milioni, di poco inferiore al 2015.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2015/16, lo Schalke 04 ha conseguito il quinto posto in Bundesliga con 52 punti e l’eliminazione ai sedicesimi di UEFA Europa League ad opera dello Shakhtar Donetsk; mentre, la stagione sportiva 2016/17 è terminata col decimo posto in Bundesliga con 43 punti e l’eliminazione ai quarti di UEFA Europa League ad opera dell’Ajax.
Nella competizione della Coppa nazionale “DFB Pokal” 2015/16, lo Schalke 04 è stato eliminato al secondo turno ad opera del Borussia Mönchengladbach, mentre nel 2016/17 l’eliminazione è avvenuta ai quarti ad opera del Bayern München.

Dal punto di vista economico, il volume d’affari lordo, comprensivo di ricavi da trasferimento calciatori con la sola esclusione degli altri proventi di gestione, ha raggiunto la cifra record di 265,1, cui bisogna aggiungere € 4,22 milioni circa di altri proventi di gestione; poiché il bilancio 2016 è stato caratterizzato dalla riclassificazione dei conti del conto economico, il confronto col 2015 registra un incremento di 384 mila Euro sul dato riclassificato e di Euro 616 mila sul dato non riclassificato.
Nella classifica Football Money League della Deloitte, lo Schalke 04 è quattordicesimo con un fatturato netto di € 224,5 milioni, nella precedente classifica era tredicesimo, con un fatturato netto di 219,1 milioni di Euro. Bisogna precisare che Deloitte, nella sua classifica, non considera i ricavi da trasferimento giocatori.

Il Valore dello Schalke 04.

La rivista Forbes, stima il valore dello Schalke in 629 milioni di dollari circa (€ 580 milioni), collocandolo al sedicesimo posto della sua classifica. Il valore di 629 milioni di dollari deriva dalla somma delle seguenti componenti: Match Day $ 129 M; Broadcasting $189 M; Commercial $220 M; Brand $ 90 M.
In Germania lo Schalke è preceduto dal Bayern Monaco valutato $ 2.713 M e dal Borussia Dortmund valutato $ 808 M..
Nella classifica " The European Elite 2016 ", della società di revisione internazionale KPMG, FC Schalke 04 è classificato al 13 ° posto, con un valore medio di impresa di 624 milioni di euro.

La struttura del gruppo.

La struttura del gruppo, controllato da un’associazione registrata denominata “FC Gelsenkirchen-Schalke 04 e.V.”, comprende delle società, che si occupano di varie attività come squadra di calcio, stadio, catering, parcheggio.
A fine dicembre 2016, l’associazione registrata FC Gelsenkirchen-Schalke 04 e.V. contava più di 145.000 soci, diventando il quinto club sportivo nel mondo, come numero di soci.

FC Schalke 04 controlla direttamente: “FC Schalke 04-Stadion-Beteiligungsgesellschaft mbH & Co. Immobilienverwaltungs-KG” al 42,72%; “FC Schalke 04-Stadion-Beteiligungsgesellschaft mbH” al 100%; Schalke hilft gGmbH al 100%; “FC Schalke 04-Service GmbH i.L.” al 100%; “FC Schalke 04 Arena Management GmbH” al 100%; “FC Schalke 04 Rechteverwertungsgesellschaft e.V. & Co. KG” al 99,90%. Lo 0,1% di “FC Schalke 04 Rechteverwertungsgesellschaft e.V. & Co. KG” è detenuto da “FC Schalke 04-Stadion-Beteiligungsgesellschaft mbH”.

Il bilancio consolidato include l’associazione FC Gelsenkirchen-Schalke 04 e.V. e tutte le società controllate.

I revisori di Kpmg AG, nella loro Relazione, hanno espresso un giudizio senza riserve.

Il Conto Economico.

In conformità con le disposizioni di legge di attuazione direttiva contabile ha avuto luogo un cambiamento nella struttura di conto economico.
Per adattarsi a una schema standard tutte le spese materiali che non sono direttamente collegate al merchandising e della ristorazione sono stati allocati tra i costi operativi.
In sostanza, il costo dei servizi acquistati è stato allocato tra i costi operativi in modo diverso dalla classificazione dell’anno precedente. Di conseguenza, si è proceduto ad un adeguamento delle cifre dell'esercizio precedente, che ha comportato un incremento degli altri costi operativi e riducendo il costo dei materiali per circa 50.711.000 Euro.

 


I Ricavi.

Il livello dei ricavi lordi di gruppo, relativo all'anno solare 2016, comprensivi dei ricavi da trasferimento calciatori (definito: “Umsatzerlöse”), pari 265.104.273,63, costituisce per lo Schalke 04, per la seconda volta consecutiva, un record nella sua storia. Tuttavia, tali ricavi non considerano gli “altri proventi di gestione”.

Quindi, nel 2016, i ricavi, comprensivi dei ricavi da trasferimento calciatori, sono risultati pari a € 265,1 milioni (nel 2015: € 264,72 milioni dato riclassificato; € 264,48 milioni dato non riclassificato), con un aumento dello 0,15% sul dato riclassificato e dello 0,23% sul dato non riclassificato, sfondando, per la quinta volta consecutiva, dal 2011, il tetto dei 200 milioni di Euro.
Invece, se si escludesse l’effetto dei ricavi da trasferimento calciatori e si considerassero gli altri proventi di gestione, il fatturato netto 2016, risulterebbe pari a 218,7 milioni di Euro (€ 219 milioni nel 2015 sia dato riclassificato, sia dato non riclassificato) e costituirebbe il secondo risultato di sempre nella storia dello Schalke 04.

Nella classifica Football Money League della Deloitte, pubblicata a gennaio 2017, lo Schalke 04 risulta quattordicesimo con un fatturato netto di € 224,5 milioni, nell’edizione precedente era tredicesimo con un fatturato netto di € 219,1 milioni.

Tra l’altro, come emerge dal grafico sottostante, il fatturato netto dello Schalke 04 è un fatturato “equidistribuito” tra le varie fonti di ricavo.

  


La vendita di Leroy Sané al Manchester City ha permesso di mantenere un livello di entrate da trasferimenti calciatori simile al 2015 e pertanto un fatturato lordo di poco inferiore.
I proventi da Media risultano pari a € 76,16 milioni (nel 2015: € 70,43 milioni dato riclassificato ed € 70,3 milioni dato non riclassificato), con un incremento dell’8,1%. Nella classifica Football Money League della Deloitte, figurano ricavi da Broadcasting per € 75 milioni (€ 72,6 milioni nell’edizione precedente) .
I ricavi da biglietteria ammontano a € 31,1 milioni (nel 2015: € 36 milioni dato riclassificato ed € 33,4 milioni dato non riclassificato), con un decremento del 13,6% sul dato riclassificato e del 6,8% sul dato non riclassificato.
Con una media di oltre 61.000 spettatori, lo Schalke 04 è la terza squadra più seguita per numero di spettatori in Bundesliga. Per la stagione sportiva 2016/2017 sono stati venduti tutti i 43.935 abbonamenti e tutti i box. Nella classifica Football Money League della Deloitte, figurano ricavi da “Match Day” per € 51,2 milioni (€ 39,2 milioni nell’edizione precedente).
Il settore della ristorazione, che incide per il 4,3% sui ricavi totali, ha registrato ricavi per € 11,5 milioni (nel 2015: € 13,7 milioni dato riclassificato ed € 12,8 milioni dato non riclassificato) e un decremento del 15,8% sul dato riclassificato e del 10,3% sul dato non riclassificato. Quest'ultimo è attribuibile principalmente al numero di eventi importanti svoltisi nella Veltins Arena.
I ricavi da Pubblicità e Sponsorizzazione risultano pari a € 70,5 milioni (nel 2015: € 68 milioni dato riclassificato ed € 67 milioni dato non riclassificato) con un incremento del 3,6% sul dato riclassificato e del 5,2% sul dato non riclassificato.
Il settore del Merchandising, che incide per il 5,7%, ha registrato ricavi per € 15,2 milioni (nel 2015: € 17,7 milioni dato riclassificato ed € 18,4 milioni dato non riclassificato) e un decremento del 14,1% sul dato riclassificato e del 17,4% sul dato non riclassificato.
Gli altri ricavi risultano pari a € 9,97 milioni (nel 2015: € 7,9 milioni dato riclassificato ed € 11,5 milioni dato non riclassificato) con un incremento del 26% sul dato riclassificato e un decremento del 13,6% sul dato non riclassificato. Tale voce comprende l’importo spettante per un incontro internazionale svoltosi nella Veltins-Arena e le indennità spettanti per UEFA EURO 2016.

Gli altri proventi di gestione risultano pari a € 4,2 milioni (nel 2015: € 5,2 milioni dato riclassificato ed € 5,5 milioni dato non riclassificato) con un decremento del 19,6% sul dato riclassificato e del 23% sul dato non riclassificato.

Nella classifica Football Money League della Deloitte, figurano ricavi Commerciali per € 98,3 milioni (€ 107,9 milioni nell’edizione precedente).

I ricavi da trasferimento giocatori sono diminuiti da € 50,9 milioni a € 50,6 milioni.

I Costi.

I costi per l’acquisto di materie prime e merci risultano pari a € 12.167.395,64 (nel 2015: € 14.237.537,29 dato riclassificato ed € 19.070.497,76 dato non riclassificato) con un decremento del 14,5% sul dato riclassificato e del 36,2% sul dato non riclassificato.

La voce relativa ai costi per servizi acquistati (Aufwendungen fur bezogene Leistungen) risulta azzerata, per il diverso modo di allocare i costi. Nel 2015, come dato non riclassificato, risultava pari a € 45.878.231,61; mentre, come dato riclassificato è pari a zero. Nella vecchia riclassificazione dei costi, tali costi includevano anche i costi per i calciatori acquisiti a titolo temporaneo, il costo degli agenti dei calciatori e i contributi versati alla Lega. Le spese per servizi acquistati sono riportate tra gli altri costi operativi.

Il costo del personale ammonta a € 110.075.692,99 (nel 2015: € 111.259.744,80 dato riclassificato ed € 111.260.739,80 dato non riclassificato) con un decremento dell’1% sia sul dato riclassificato che sul dato non riclassificato.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato netto risulta essere “virtuosa”, in linea col Financial Fair Play, essendo pari al 50,3%.
Gli ammortamenti complessivi sono aumentati del 16,7%, da € 26,46 milioni a € 30,9 milioni. Gli ammortamenti per la rosa dei calciatori che aumentano del 26,8%, da € 17,19 milioni a € 21,8 milioni.
Anche l’incidenza del “Costo del Lavoro Allargato” (costo del personale + ammortamenti calciatori) sul fatturato netto è “virtuosa, perché par al 60,3%.

Anche la voce relativa agli altri costi operativi (Sonstige betriebliche Aufwendungen) ha subito l’effetto della riclassificazione. Infatti, tale voce risulta pari a € 70.797.532,64. Nel 2015, come dato riclassificato, era pari a € 79.996.558,39; mentre come dato non riclassificato è pari a € 29.404.698,59. Tali costi includono anche i costi per i calciatori acquisiti a titolo temporaneo, il costo degli agenti dei calciatori e i contributi versati alla Lega. Inoltre, tali costi comprendono anche il valore residuo contabile dei calciatori ceduti. La diminuzione delle altre spese operative riclassificate da 80,0 milioni di euro circa a 70,8 milioni di euro è principalmente spiegata dalla riduzione delle spese determinate dalla cessione di giocatori (costi di agente di giocatori
Valore residuo contabile netto di cessione).

Gli oneri finanziari diminuiscono da € 10,2 milioni a € 8,77 milioni.
Nel 2016 non sono stati sostenuti oneri straordinari.
Le imposte sul reddito espongono un saldo negativo, di € 7,5 milioni.

L'utile consolidato 2016 al lordo delle interessenze di terzi è positivo per € 29,1 milioni, nel 2015 era evidenziato un utile di € 22,53 milioni e nel 2014 era evidenziato un utile di € 4,15 milioni. Il risultato del 2016 è il miglior risultato economico nella storia del club di FC Schalke 04.
Gli ultimi tre bilanci espongono un risultato positivo; pertanto il relativo aggregato è positivo.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto consolidato risulta negativo per 20,48 milioni di Euro. Nel 2015 era negativo per € 48,56 milioni. La variazione è dovuta principalmente all’utile consolidato e al cambiamento dell’area di consolidamento. L’utile consolidato netto al lordo delle interessenze di terzi è pari a € 29.121. 400, 51 (€ 22.535.221,09 nel 2015) e il cambiamento dell’area di consolidamento ha determinato una variazione negati per € 1.037.500.

  


Gli Amministratori pur in presenza di un patrimonio netto consolidato negativo sottolineano la presenza in bilancio di riserve latenti. Infatti, sulla base dei valori di mercato che appaiono sul sito transfermarkt.de, potrebbero realizzarsi riserve latenti per circa 141 milioni di euro.
Inoltre, come la società madre del Grupp, ha un patrimonio netto positivo per un importo di 67,0 milioni di euro al 31 dicembre 2016.

Il Valore della Rosa.

  

Il valore contabile netto dei giocatori è aumentato da € 39,36 milioni a € 69,1 milioni e rappresenta il 21,3% delle attività. L’incremento di € 13,58 milioni, è dovuta al fatto che si sono effettuati investimenti per € 53,3 milioni e cessioni per un valore contabile netto di € 1,8 milioni, con ammortamenti calcolati per € 21,8 milioni.

Il Valore dello Stadio.

Le immobilizzazioni materiali nette, pari a € 97,11 milioni rappresentano il 45,4% del totale delle attività.
Il valore contabile netto della voce terreni e fabbricati, che include lo stadio, è pari a € 86,1 milioni (nel 2015: € 88,4 milioni) e rappresenta il 40,2% del valore delle attività. Il costo storico è di € 197.739.932,09, che dovrebbe sintetizzare gli investimenti complessivamente effettuati anche per lo stadio con i suoi avveniristici impianti, che nel 2016 hanno registrato un aumento di 4.793.168,07.
La Veltins-Arena è di proprietà della società “FC Schalke 04-Stadion-Beteiligungsgesellschaft mbH & Co Immobilienverwaltungs-KG”, che come abbiamo già scritto è posseduta solo per il 42,72%, con un “buy-back” (riacquisto di azioni vendute) entro il 2019. Dal punto di vista economico, l'associazione detiene 79,94% della società. Nel bilancio di esercizio al 31.12.2011 di “FC Schalke 04-Stadion-Beteiligungsgesellschaft mbH & Co Immobilienverwaltungs-KG”, il costo storico della voce terreni e fabbricati era di Euro 159.724.293,39.

La multifunzionalità dello stadio consente la possibilità di incamerare entrate supplementari.
In base ai dati pubblicizzati dagli Amministratori, nel 2016, lo stadio ha registrato quasi 2.341.344 visitatori. Nella classifica del numero di visitatori degli stadi tedeschi, la Veltins Arena nel 2016 è al secondo posto e dietro solo all’Allianz Arena.
La Veltins Arena, anche nel 2016, è risultata come una delle più importanti arene multifunzionali in Europa. Con dieci grandi spettacoli di intrattenimento tra cui figura il concerto dei Coldplay.
Dal 2002, gli appassionati di sport invernali trasformano la Veltins-Arena nella più grande arena di biathlon in tutto il mondo.

L’indebitamento finanziario netto.

Nella Relazione degli Amministratori è scritto che i debiti finanziari al 31 dicembre 2016 si sono ridotti di 16,6 milioni di Euro, precisamente da € 146,4 milioni a 129,7 milioni di Euro, il livello più basso da oltre un decennio. I debiti finanziari al 31 dicembre 2014 erano pari a € 163.9 milioni. I debiti finanziari al 31 dicembre 2013 ammontavano a € 178.3 milioni. Le passività finanziarie al 31 dicembre 2012 erano pari a € 173 milioni, al 31 dicembre 2011 risultavano pari a € 185 milioni e al 31 dicembre 2010 ammontavano a 217 milioni di Euro.

  


Le passività finanziarie sono composte da: prestiti obbligazionari per 51,2 milioni di Euro, debiti verso enti creditizi per € 40,7 milioni (nel 2015: 45,47 milioni di Euro), debiti verso altri finanziatori per circa € 27,6 milioni, compresi nella voce altre passività e debiti verso soci per € 10,2 milioni, come nel 2015.
Una buona parte dei debiti bancari è dovuta al finanziamento dello stadio. Infatti, I debiti verso banche sono costituiti da mutui garantiti per un importo di euro 30.693.000 e per di 10 milioni di euro riguardano cessione di crediti.
Le disponibilità liquide diminuiscono da € 18.083.994,3 a € 5.929. 480,16.
I crediti da trasferimento calciatori ammontano a circa € 17,,7 milioni, mentre i debiti da trasferimento sono pari a 34,8 milioni. Pertanto, il saldo tra crediti e debiti da trasferimento è negativo per circa € 17,1 milioni.
L’indebitamento finanziario netto ai fini del Financial Fair Play, in definitiva, mostra un importo inferiore al fatturato netto, come richiesto dal Regolamento stesso.

Il Rendiconto Finanziario.

La variazione delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti è risultata negativa per 12,1 milioni di euro.
Il Flusso di cassa da attività operative nel 2016 è positivo ed pari a € 33,69 milioni (nel 2015: € 29,85 milioni).
Il Flusso di cassa netto da attività di investimento nel 2016 ha determinato un flusso negativo per € 19,7 milioni. Dovuto soprattutto al ricavato dai trasferimenti calciatori e altre dismissioni di attività per 34,36 milioni e a pagamenti per trasferimenti giocatori per 45,95 milioni di Euro.
Nel 2016, il Flusso di cassa netto da attività di finanziamento è stato negativo per € 26,1 milioni, dovuto a soprattutto ai pagamenti per il rimborso delle obbligazioni, prestiti e finanziamenti per 44 milioni di Euro e ad afflussi derivanti dall'emissione di obbligazioni e prestiti per 27,3 milioni di Euro.

Le Obbligazioni quotate in borsa.

La precedente obbligazione al 6,75% è stata rimborsata rifinanziandola con due obbligazioni a cinque e sette anni. Il rifinanziamento eseguito con successo, secondo gli Amministratori, dimostra che l'FC Schalke 04 è percepito dal mercato dei capitali come partner affidabile.

Dal 2016, risultano quotate in borsa le seguenti obbligazioni dello Schalke 04: “4,25% FC Schalke 04 16/21 auf Festzins”, ISIN DE000A2AA030 e “5,00% FC Schalke 04 16/23 auf Festzins”; ISIN DE000A2AA048 .


Il rating che attribuito da Creditreform Rating Agentur allo Schalke 04 è di "BB-", con "Outlook" stabile .

  



Altri Debiti.

Le “altre passività” diminuiscono da € 52,6 milioni a € 51,2 milioni,  e comprendono anche i debiti verso i dipendenti in salari e stipendi.
I debiti commerciali diminuiscono da € 6,3 milioni a € 7,2 milioni.
I ratei e risconti passivi aumentano da € 17,37 milioni a € 17,66 milioni, riguardano principalmente i ricavi anticipati per abbonamenti per € 10,9 milioni (nel 2015: € 10 milioni)  e i ricavi anticipati da sponsor per € 6,3 milioni (nel 2015: € 6,6 milioni.

Conclusioni.


Per il 2017, sulla base di uno scenario prudente, senza competizioni internazionali, gli Amministratori hanno previsto un fatturato lordo in calo a 224,2 milioni di euro, in calo soprattutto a causa della diminuzione dei ricavi di trasferimento e per l’assenza di ricavi da competizioni internazionali 2017/18. Mentre, per i ricavi “media” è previsto un aumento, anche a causa del nuovo contratto della Bundesliga che parte dal 2017/18. In particolare, si registrerà un incremento dell’ 85 per cento dei ricavi del nuovo contratto TV della Bundesliga. Infatti, per i diritti nazionali televisivi per la stagione 2017/2018 fino alla stagione 2020/2021, DFL potrà contare complessivamente su 4,64 miliardi di euro. I ricavi dell’ultima stagione del contratto precedente erano di circa 628 milioni di euro; pertanto per la prima stagione del nuovo ciclo saranno pari a circa 1,16 miliardi di euro.  Se si considerassero anche i proventi dei diritti televisivi internazionali i ricavi da dividere annualmente raggiungerebbero un totale di circa 1,5 miliardi di euro. Tuttavia, per il 2017 è prevista una perdita di € 10 milioni.

martedì 25 luglio 2017

Bilancio Consolidato UEFA 2015/16: il successo di Euro 2016 con fatturato record.



Luca Marotta


Il 5 aprile 2017 è stato presentato al Congresso UEFA per l'approvazione il bilancio consolidato per il 2015/16. L’esercizio 2015/16 include i proventi centralizzati relativi ad EURO 2016 e alla seconda stagione delle qualificazioni europee. Tale circostanza ha permesso di aggiungere un volume record di ricavi.

Il bilancio consolidato dell’UEFA 2015/16 si è chiuso con un fatturato di 4,6 miliardi di Euro (€ 2,1 miliardi nel 2014/15) e con un utile di 102,1 milioni di Euro che è un risultato nettamente migliore di quello dell’esercizio 2014/15 che si era chiuso con una perdita consolidata netta di 27,9 milioni di Euro. L’esercizio 2013/14 si era chiuso con una perdita di Euro 42,4 milioni e l’esercizio 2012/13, con una perdita per Euro 21,4 milioni. Poiché il bilancio consolidato 2011/12, si chiuse con un utile di 128,8 milioni di Euro, emergerebbe come fondata la considerazione che solo l’organizzazione di manifestazioni come gli Europei, siano in grado di far decollare il fatturato e portare in utile il bilancio UEFA, che in assenza di tale manifestazione dipende dai proventi della Champions League.



Il risultato dell'esercizio 2015/16 è stato giudicato come un successo, soprattutto per gli esiti di EURO 2016 sia in termini sportivi che economici. Invero, anche il processo di vendita per il ciclo delle competizioni tra club dal 2015/16 al 2017/18 si è concluso in modo soddisfacente, con un aumento dei ricavi del 38% rispetto al ciclo precedente, che riguardava le stagioni sportive dal 2011/12 al 2014/15. Di conseguenza, gli importi disponibili per i club partecipanti e per i pagamenti di solidarietà sono stati notevolmente superiori. Per il 2015/16, per i club UEFA Champions League era disponibile un importo di 1,36 miliardi di euro (+ 31%), mentre l'importo disponibile per i club partecipanti alla UEFA Europa League è stato pari a 411,2 milioni di euro, con un aumento del 72%.


L' UEFA (Union des Associations Européennes de Football) è un’organizzazione internazionale non governativa e non-profit costituita in forma di associazione secondo il diritto svizzero.
Dal bilancio consolidato al 30 giugno 2016, risulta che l’UEFA controlla 3 società: UEFA Events SA (Service company), registrata in Svizzera, sede Nyon, e controllata al 100%; Euro 2008 SA (Società inattiva) registrata in Svizzera, sede Nyon, e controllata al 100%; Euro 2016 SAS, registrata in Francia, sede Parigi, e controllata al 95%.

I Due Europei a confronto

 


L'aumento da 16 a 24 squadre partecipanti per la competizione UEFA EURO 2016 ha significato più partite e, al tempo stesso, ha avuto un impatto positivo sui ricavi che, rispetto alla competizione UEFA EURO 2012, sono aumentati di oltre 500 milioni di Euro a € 1,92 miliardi. Anche il risultato netto della manifestazione è aumentato da 593,68 milioni di Euro a 847,35 milioni di Euro.

Secondo gli amministratori UEFA, EURO 2016 è stato un successo finanziario, con un risultato positivo netto di 847,3 milioni di Euro, che assicura il finanziamento per il quarto ciclo del progetto “HatTrick”.


Il Conto Economico.

Le manifestazioni organizzate dall’UEFA generano dei ricavi le cui principali fonti sono la cessione di diritti televisivi, la cessione dei diritti commerciali, come sponsorizzazioni e la biglietteria.



I ricavi relativi alla cessione dei diritti complessivamente ammontano a € 4,1 miliardi (€ 2 miliardi nel 2014/15) e riguardano la cessione dei diritti televisivi e la cessione dei diritti commerciali.
Nel 2015/16, i ricavi per la cessione dei diritti televisivi sono stati pari a 1,69 miliardi di Euro, risultano maggiori, rispetto all’esercizio precedente, perché comprendono anche i ricavi di “EURO 2016”, che risultano pari a circa 1 miliardo di Euro.

Nel 2014/15, i ricavi per la cessione dei diritti televisivi sono stati pari a 1,69 miliardi di Euro, mentre nel 2013/14 erano pari a 1,35 miliardi di Euro. Nel 2012/13 i ricavi TV erano pari a € 1,32 miliardi.
Anche nel 2011/12 i ricavi TV erano maggiori perché comprendevano i ricavi di “EURO 2012”, che erano pari a 837,2 milioni di Euro, complessivamente ammontavano a 2,5 miliardi di Euro.

I ricavi per la cessione dei diritti televisivi della UEFA Champions League aumentano da € 1,16 miliardi a € 1,65 miliardi. I ricavi per la cessione dei diritti televisivi della UEFA Europa League risultano pari a € 311,6 milioni, mentre nel 2014/15 erano pari a € 234,99 milioni. I ricavi per la cessione dei diritti televisivi di altre competizioni, come quelle femminili, Under-21 e giovanili, risultano pari a 4,98 milioni di Euro (9,3 milioni di Euro nel 2014/15).
I ricavi commerciali risultano pari a complessivamente ad Euro 928.280.000, perché comprendono ricavi commerciali derivanti dalla competizione UEFA EURO 2016 pari ad Euro 483.318.000. Nel 2014/15 i ricavi commerciali complessivi ammontavano a 345,5 milioni di Euro, mentre nel 2013/14 erano pari a € 328,5 milioni e nel 2012/13 erano pari a 313,2 milioni di Euro. Nel 2011/12 i ricavi commerciali erano pari a € 593,4 milioni, perché comprendevano i ricavi commerciali di “EURO 2012”, che erano pari a 313,9 milioni di Euro.
Nel 2015/16 i ricavi commerciali della UEFA Champions League aumentano da € 304,5 milioni a € 386,96 milioni. I ricavi commerciali della UEFA Europa League aumenta da € 18 milioni a 40 milioni di Euro. I ricavi commerciali per altre competizioni risultano pari a 8 milioni (7,8 milioni di Euro nel 2013/14). I ricavi delle qualificazioni agli Europei diminuiscono da 15,16 milioni a 9,86 milioni di Euro.

Il grafico mostra l’evoluzione nel tempo dei ricavi TV e ricavi commerciali derivanti dall’organizzazione della Champions League.



I ricavi per biglietti aumentano esponenzialmente da € 19,1 milioni a € 286,2 milioni, principalmente a causa dei biglietti di EURO 2016, pari a 269,18 milioni di Euro. Nel 2012/13, i ricavi per biglietti erano pari a 19,5 milioni. L’esercizio 2011/12 evidenziò dei ricavi da biglietti per € 139 milioni, perché beneficiò dei ricavi per biglietti di EURO 2012 che erano pari a 136,1 milioni di Euro.
I ricavi per biglietti relativi alle competizioni UEFA Champions League e UEFA Super Cup diminuiscono da € 14,54 milioni a € 13,78 milioni di Euro. I ricavi per biglietti relativi alla competizione UEFA Europa League diminuiscono da € 3,82 milioni a € 3,28 milioni di Euro. Per tale tipologia di ricavo bisogna evidenziare che essa dipende dalla capacità di posti a sedere degli stadi utilizzati.
I ricavi per biglietti sono trattati allo stesso modo sia per l’UEFA Champions League che per l’Europa League: ai club spetta la totalità dei ricavi da biglietteria, ad eccezione della finale, per la quale le due finaliste ricevono delle parti uguali. I ricavi dei biglietti per le altre competizioni diminuiscono da 732 mila Euro a 276 mila Euro.
Anche i ricavi per “hospitality” aumentano da € 17,86 milioni a € 142,42 milioni, principalmente a causa dei proventi di EURO 2016, pari a 128 milioni di Euro.
Nel 2011/12, a causa di “EURO 2012” furono pari a € 112 milioni.
Gli altri ricavi sono pari a € 37,3 milioni (€ 27,3 milioni nel 2014/15) e comprendono i proventi da multe pari a € 8,1 milioni (€ 8 milioni nel 2014/15). I proventi da multe servono anche per finanziare vari progetti con finalità sociale. Gli altri proventi non riguardanti il calcio ammonta a 7,88 milioni di Euro (€ 510 mila nel 2014/15).

La principale voce di costo è costituita dalla ripartizione tra le squadre dei proventi legati alle manifestazioni UEFA, che risulta dalla seguente tabella.



Nel 2015/16 i proventi distribuiti tra le squadre sono stati pari a 2,27 miliardi di Euro e registrano un incremento di 699 milioni di Euro, rispetto all’esercizio precedente.
In particolare, sono aumentati i proventi distribuiti per la Champions League da € 1,03 miliardi a circa 1,35 miliardi di Euro e i proventi destinati ai club che hanno partecipato all’Europa League, che sono passati da € 239,75 milioni a € 411,16 milioni. I proventi destinati ai club che hanno partecipato ad EURO 2016 ammontano a 301 milioni di Euro.

I contributi alle associazioni sono aumentati da € 44,7 milioni a € 69,4 milioni. In particolare i contributi alle spese per competizioni per le associazioni ospitanti o partecipanti alle competizioni del calcio femminile, giovanile e calcetto ammontano a € 37,7 milioni (€ 31 milioni nel 2013/14); i Contributi ai costi di viaggio delle squadre aumentano da € 6,64 milioni a € 8,35 milioni,

Le spese relative all’organizzazione di eventi sono aumentate di € 396,4 milioni da € 141,4 milioni a € 537,74 milioni. Nel 2012/13 erano pari a € 117,3 milioni. Nel 2011/12 le spese in questione erano pari a € 453,7 milioni e quelle riguardanti l’evento “EURO 2012” erano pari a € 281,4 milioni. In particolare, le spese riguardanti l’evento “EURO 2016” risultano pari a € 355,1 milioni.

Nello specifico le spese strettamente legate agli eventi comprendono costi quali contributi per gli organizzatori locali, noleggio di stadi e infrastrutture, sicurezza e materiale. Tali spese sono aumentate da € 31,2 milioni a € 167,1 milioni.
Nella voce di costo generale, sono compresi il costo di produzione di contenuti televisivi e i costi legati al marketing e altri costi come il catering per l’hospitality e tutti gli altri servizi messi a disposizione degli ospiti aziendali, sponsor e funzionari per le partite. Il costo di produzione di contenuti televisivi è aumentato da € 18,5 milioni a € 99,3 milioni.

Le spese per gli arbitri aumentano di 4,35 milioni di Euro, da € 35,75 milioni a € 40,1 milioni. Tale importo include tutte le spese arbitrali per le partite ufficiali, come compensi, viaggio e alloggio per € 24,18 milioni (€ 21,2 milioni nel 2014/15), i delegati per circa 8,2 milioni di Euro e i controlli antidoping per € 2,34 milioni. Per quanto riguarda la ripartizione per competizioni, Euro 2016 ha inciso per 3,13 milioni di Euro, le qualificazioni ad EURO 2016 per € 3,34 milioni, la UEFA Champions League e UEFA Super Cup per 11,13 milioni di Euro, la UEFA Europa League per 10,38 milioni di Euro. Per le altre competizioni le spese per gli arbitri diminuiscono da € 9,36 milioni a € 12,1 milioni.

Le spese non capitalizzate per “Information and communications technology” (ICT) risultano aumentata da € 52,6 milioni a € 107,1 milioni. In particolare, i costi connessi direttamente al sito della UEFA, come l'hosting e dei costi redazionali, nonché gli investimenti non capitalizzati in relazione alla progettazione del sito web, ammontano a € 9,7 milioni. Il resto dei costi si riferisce al sistema della rete, ai programmi software, ai sistemi audiovisivi.

I costi del personale sono aumentati da € 72,8 milioni a € 158,5 milioni, soprattutto a causa dei costi del personale per Euro 2016 pari a € 79,84 milioni. Quindi, l'incremento dei costi del personale rispetto all'anno precedente è dovuto in larga misura ad EURO 2016.
Inoltre, i costi del personale sono aumentati a causa dell’aumento del tasso di cambio medio EUR / CHF rispetto all'anno precedente.
Il numero totale di dipendenti è aumentato da 618,0 a 946,5; di cui con contratti a tempo indeterminato 396.1 (401,3 nel 2014/15) e con contratti a tempo determinato 550,4 (216,7 nel 2014/15).

La voce altre spese pari a € 117,62 milioni (€ 48 milioni nel 2014/15) comprende le spese per viaggi, alberghi e indennità giornaliere per i funzionari UEFA (esclusi gli arbitri) e personale per un importo di € 59,17 milioni (€ 23,2 milioni nel 2014/15). Le spese per consulenze ammontano a € 30 milioni (€ 16,8 milioni nel 2014/15).

Altra voce importante dei costi è quella relativa ai contributi di solidarietà, che aumenta da € 171,4 milioni da € 1,16 miliardi. L’UEFA effettua i pagamenti di solidarietà alle associazioni e ai club per le loro attività, come previsto nei rispettivi regolamenti.
I fondi utilizzati provengono principalmente da due fonti: dal Campionato Europeo per Squadre Nazionali ogni quattro anni e, su base annuale, dai ricavi delle principali competizioni per club UEFA.
Nella 2015/16 la solidarietà alle Associazioni è stata di 801,38 milioni di Euro e la solidarietà ai club è stata di 355,42 milioni di Euro. Le donazioni diminuiscono da € 7 milioni a € 6,93 milioni.

I Proventi finanziari diminuiscono a € 9,48 milioni (€ 34,9 milioni nel 2014/15).
I Costi finanziari risultano pari a € 12,44 milioni (€ 13,45 milioni nel 2014/15).
L’importo maggiore riguarda differenze di cambio realizzate per circa € 11,1 milioni.
Nel 2014/15, l’importo maggiore riguarda differenze di cambio non realizzate per € 12,2 milioni.

Lo Stato Patrimoniale.

La struttura dello Stato Patrimoniale è molto liquida. Le disponibilità liquide e le attività finanziarie correnti costituiscono il 47,50% dell’attivo. L’incidenza dell’attivo non corrente è del 13,2%. Le disponibilità liquide ammontano ad € 1,14 miliardi (€ 518,7 milioni nel 2014/15). Le Attività finanziarie sono pari a € 739 milioni.
I fabbricati di proprietà ammontano a € 88,28 milioni (€91,48 milioni nel 2014/15) e i terreni a € 12,95 milioni. Le apparecchiature ICT (Information and Communications Technology) ammontano a € 2,6 milioni (€ 3,1 milioni nel 2014/15) e le Attrezzature per ufficio risultano pari a € 1,9 milioni (€ 2,3 milioni nel 2014/15).



I Crediti ammontano a € 1,28 miliardi, mentre, nel 2014/15, i crediti erano pari a € 733,6 milioni. I crediti scaduti e non svalutati ammontano a € 39,6 milioni. I crediti diventati inesigibili ammontano a € 7 milioni (€ 7,1 milioni nel 2014/15).
Le attività finanziarie correnti ammontano a € 739.404.000 (€ 1.024.994.000 nel 2014/15).
Le attività finanziarie non correnti risultano pari a € 372,6 milioni (€ 201,4 milioni nel 2014/15).

I mezzi propri finanziano il 16% dell’attivo. La variazione dell’importo dei mezzi propri è dipesa dall’utile dell’esercizio.

I debiti correnti ammontano a € 922,58 milioni. La maggior parte riguarda i debiti verso le Associazioni per € 835,74 milioni (€ 421 milioni nel 2014/15), tra cui figura la voce “Euro Pool” per € 603,3 milioni (€ 219,22 milioni nel 2014/15).
I ratei e risconti passivi ammontano a € 1,71 miliardi (€ 1,8 miliardi nel 2014/15). L’importo relativo ai risconti passivi è di € 1,5 miliardi (€ 1,75 miliardi nel 2014/15). I ricavi anticipati si riferiscono alle competizione per club per € 1,16 miliardi (€ 1,14 miliardi nel 2014/15) e i ricavi anticipati per UEFA EURO 2016 si azzerano, nel 2014/15 erano pari a € 495 milioni.

Risulta accantonato a fondo rischi come importo corrente € 335,4 milioni, ed € 221,5 milioni come importo non corrente, soprattutto per i progetti relativi ai contributi di solidarietà.

Il Rendiconto Finanziario.

Il rendiconto finanziario dimostra come le disponibilità liquide, al netto delle differenze di cambio, siano aumentate di € 624,38 milioni (€ 103,2 milioni nel 2014/15). L’attività operativa ha apportato flussi di cassa netti per 512,68 milioni di Euro e l’attività di investimento ha prodotto flussi di cassa per 111,7 milioni di Euro.

Conclusioni.

Fatta eccezione per gli anni in cui si disputano i Campionati Europei per Squadre Nazionali, il bilancio dell’UEFA dipende soprattutto dagli introiti per la cessione dei diritti della Champions League. In particolare, solo con l’organizzazione dei Campionati Europei per Squadre Nazionali, l’UEFA evidenzia nei suoi conti un risultato positivo, negli altri anni i pagamenti di solidarietà assorbono il risultato operativo.

La manifestazione EURO 2016, combinata con l'inizio di un nuovo ciclo di competizioni per club ha esercitato un impatto importante sui conti annuali della UEFA, che si è riflesso nel fatturato totale di 4,58 miliardi di Euro.