venerdì 30 dicembre 2016

Consolidato Valencia CF 2015/16: perdita di 31,5 milioni, dovuta agli accantonamenti.


Luca Marotta


Il bilancio consolidato 2015/16 del Valencia CF si è chiuso con una perdita consolidata netta di 31.499.000 Euro; mentre il bilancio consolidato 2014/15 si era chiuso con una perdita consolidata netta di 2.556.000 Euro.

Gli Amministratori hanno evidenziato che la perdita si è verificata principalmente a causa dell’accantonamento effettuato per la procedura relativa agli aiuti di Stato e a causa dell'accantonamento per rischi di natura fiscale.
In effetti, il risultato del 2015/16, soffre per il peso degli oneri della gestione finanziaria e della gestione straordinaria, che ha comportato degli accantonamenti notevoli, anche per far fronte ad una procedura sugli aiuti di Stato avviata dalla Commissione Europea.

Il rifinanziamento del debito aveva permesso di attenuare la perdita del bilancio consolidato 2014-15.
Dal punto di vista sportivo, la stagione 2015/16 non è stata brillante; infatti, il Valencia ha conquistato il 12° posto nella Liga di Spagna con 44 punti; inoltre è stato eliminato dal Barcellona in semifinale della Copa del Rey. Nella Champions League non ha superato la fase a gironi, accedendo all’Europa League dove è stato eliminato agli ottavi dall’ Athletic Club.

Il Club.

Il Valencia Club de Fútbol è stato costituito il 18 marzo 1919. Sino al 30 giugno 1992 aveva la forma giuridica di società sportiva con personalità giuridica senza scopo di lucro, successivamente, si è preceduto alla trasformazione del club in “Sociedad Anonima Deportiva”.

Valencia Club de Fútbol, S.A.D. è controllata da un gruppo di società, con al vertice Meriton Holdings Limited. La sede legale di Meriton, è ubicata in Hong Kong, suite 2803, 28/F., One Exchange Square, 8 Connaught Place, Central. L’attività principale di Meriton è quella di una holding finanziaria.
Il Valencia Club de Fútbol, S.A.D. a sua volta controlla le seguenti società: Litoral del Este S.L.U., che si occupa della gestione immobiliare compresi gli impianti sportivi; Tiendas Oficiales VCF, S.L.U., che si occupa dei negozi e del merchandising.

La continuità aziendale.

I revisori dei conti di Ernst & Young S.L. nella loro relazione, hanno richiamato l'attenzione per quanto riguarda il fatto che, al 30 giugno 2016, la determinazione del valore recuperabile delle attività per imposte anticipate iscritte per un importo di 44 milioni di euro e il “fair value” di una passività finanziaria nella voce "debiti verso istituti di credito", che presenta un saldo pari a 38,7 milioni di euro, si basano su stime considerate nella proiezione finanziaria redatta dagli amministratori, che dovrebbe essere presa in considerazione in sede di interpretazione del bilancio consolidato. Data l'incertezza insita nella determinazione di tali stime, il valore recuperabile delle attività e delle passività potrebbe subire variazioni significative. Tuttavia, questo problema non ha cambiato l’opinione dei revisori sul bilancio.
I revisori hanno richiamato l’attenzione anche per la valutazione delle immobilizzazioni materiali affidate ad un esperto indipendente che si è basato su delle stime, che hanno comportato il permanere del fondo ammortamento per un valore di 32 milioni di Euro (stesso importo nel 2014/15). Data l'incertezza insita nella determinazione di tali stime, il valore recuperabile di tali attività potrebbe subire variazioni significative. Tuttavia, anche questo problema non ha cambiato l’opinione dei revisori sul bilancio.

Per quanto riguarda la questione “Masía de Porxinos”, relativa alla società controllata “Litoral del Este, S.L.U.”, rimane registrato, al 30 Giugno 2016, un accantonamento di 6.128.000 euro alla voce "fondi a lungo termine". Poiché ci sono alcune variabili permane l’incertezza circa gli effetti che potrebbero essere considerati nel bilancio consolidato. Questo problema non ha cambiato l’ opinione dei revisori.

Gli Amministratori hanno evidenziato che la società, al 30 giugno 2016, evidenzia una posizione finanziaria equilibrata, con un patrimonio netto consolidato di 110,5 milioni di euro (€ 45,9 milioni al 30 giugno 2015), principalmente per la capitalizazione dei prestiti per 100 milioni di Euro effettuata da Meriton.
Tuttavia, il bilancio rivela un capitale circolante netto negativo al 30 Giugno 2016 per € 57,22 milioni (negativo per 86,42 milioni di euro al 30 giugno 2015). Secondo gli Amministratori tale circostanza è una situazione naturale nel settore del calcio, settore in cui opera la società, ma richiede l'individuazione e perseguimento di ulteriori fonti di reddito, che generino avanzi di gestione economica e finanziaria, nonché misure alternative per ristrutturare il proprio sistema di finanziamento che permettano alla società di realizzare il necessario equilibrio finanziario.

Nel 2014/15, il trasferimento della proprietà con il pacchetto azionario di controllo, ha permesso il rifinanziamento a lungo termine delle passività bancarie della Società. In questo modo, si è concluso un periodo di incertezza e debolezza economica che ha segnato ultimi anni di vita economica e sociale della società.

Inoltre, gli Amministratori hanno evidenziato che Meriton (azionista di controllo della Società) ha espressamente dichiarato che garantirà il proprio sostegno finanziario.
Pertanto, gli amministratori della Società ritengono che i flussi di cassa generati e dalle linee di credito aziendali disponibili siano sufficienti per far fronte alle passività correnti. Di conseguenza, gli amministratori della Società hanno preparato il bilancio sulla base del principio della continuità aziendale.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.



Il valore dell’attivo è aumentato del 10,2%, da € 442 milioni a € 487,1 milioni. Il valore contabile dei diritti pluriennali incide per il 29,1%; invece, il valore delle immobilizzazioni materiali incide per il 55,3%.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,29 (0,12 nel 2014/15).
Infatti, l’equity ratio è basso ed è pari al 22,7% (10,4% nel 2014/15); tuttavia, il ricorso al capitale di prestito risulta in diminuzione.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,29 (1,12 nel 2014/15), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,35 (0,25 nel 2014/15), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve, tuttavia, risulta in miglioramento rispetto all’esercizio precedente.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso del Valencia, tale indicatore risulterebbe pari al 25,6% (19,1% nel 2014/15), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 25,6 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, superiore all’anno.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, comprensivo dei ricavi straordinari, e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, si otterrebbe un risultato negativo per € 26,55 milioni; mentre nel 2014/15 era positivo per € 45,1 milioni. Di fatto, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si perderebbero 5,72 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero guadagnati solo 10,55 Euro.

Il Rendiconto Finanziario.

Il Rendiconto finanziario evidenzia che le disponibilità liquide sono aumentate di € 5,12 milioni. Infatti, la gestione corrente ha prodotto flussi positivi di cassa per € 4,05 milioni; l’attività di investimento ha assorbito un flusso di cassa per € 79,15 milioni e il flusso di cassa generato dall’attività di finanziamento è stato positivo per € 80,22 milioni. Da evidenziare che, durante il 2015/16, il flusso di cassa derivante dall’immissione di mezzi propri è stato pari a € 100,18 milioni.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto consolidato è positivo per € 110,5 milioni. Rispetto all’esercizio precedente è aumentato di € 64,6 milioni (+140,9%). A determinare la variazione positiva del patrimonio netto ha contribuito principalmente la perdita dell’esercizio per € 31,5 milioni e l’aumento di capitale.

Al 30 giugno 2016 il capitale sociale ammonta ad Euro 86.942.000 (51.086.000 nel 2014/15), diviso in 3.598.596 azioni nominative (2.114.475 nel 2014/15) con un valore nominale di 24,16 euro.
In data 11 dicembre 2015, è stata deliberata la capitalizzazione di € 100 milioni di finanziamenti attraverso l’emissione di 1.481.368 nuove azioni, che ha determinato l’aumento del capitale sociale per 35,8 milioni di Euro e l’evidenziazione di una riserva da sovrapprezzo azioni per 64,2 milioni di euro. Contemporaneamente è stato deliberato l’aumento di capitale a pagamento, attraverso l’emissione di 2.753 nuove azioni, per complessive € 186 mila, di cui € 120 mila per riserva da sovrapprezzo azioni.

Al 30 giugno 2016, l’unico azionista con una partecipazione superiore al 10% del capitale della Società risulta “Meriton Holdings Limited”, con 2.962.736 azioni, che rappresentano l’ 82,33% del capitale sociale (70,06% al 30 giugno 2015).

I mezzi propri finanziano il 22,7% dell’attivo e il 24,2% dell’attivo non corrente. Rispetto all’esercizio precedente l’attivo non corrente risulta finanziato in misura maggiore dai mezzi propri.

L’indebitamento finanziario.



L’indebitamento finanziario netto è pari a € 219 milioni (€ 242,13 milioni nel 2014/15) e risulta in diminuzione di 23,11 milioni. Le disponibilità liquide sono aumentate di € 5,12 milioni assestandosi a € 6.397.000. I debiti con le banche sono ingenti e sono pari a circa 202,1 milioni di euro (€ 202,7 milioni nel 2014/15). La maggior parte riguarda quelli a lungo termine che sono pari a € 195.923.000. Nell’esercizio precedente, i debiti bancari a lungo termine erano pari a 196.793.000.

Essendo l’EBITDA positivo per € 49 milioni, il rapporto tra Indebitamento Finanziario Netto e Ebitda, pari a 4,47, evidenzierebbe una riduzione della ‘forte’ tensione finanziaria, che sarebbe stata sintomatica se l’indicatore fosse stato superiore a 5.
A contribuire alla riduzione della “forte” tensione finanziaria ha contribuito l’apporto di mezzi propri.
Risulta ancora un finanziamento soci di 22,9 milioni di Euro (€ 40 milioni nel 2014/15).

I debiti verso enti sportivi ammontano a € 41,9 milioni, di cui € 36,6 milioni a breve. Nel 2014/15 ammontavano a 60 milioni di Euro. I crediti verso enti sportivi ammontano a 13,3 milioni di Euro (nel 2014/15: € 20,9 milioni). Pertanto, l’indebitamento finanziario aumentato del saldo tra debiti e crediti verso enti sportivi supera di molto i ricavi. Tale circostanza rappresenta un dato giudicato negativamente ai fini del Fair Play Finanziario.

La situazione col Fisco.

Nell’attivo non corrente sono esposte imposte differite attive per € 44 milioni, di cui Euro 30,9 milioni per il diritto a compensare negli esercizi futuri le perdite fiscali (30.969.817 nel 2014/15). Nell’attivo corrente sono esposte imposte attive per € 1,8 milioni e un credito IVA per € 202 mila.

I debiti verso il fisco, gli Enti Previdenziali e le Amministrazioni Pubbliche ammontano complessivamente a € 17,9 milioni (€ 13,5 milioni nel 2014/15). Da segnalare che la maggior parte riguarda i debiti per ritenute da versare, ammontanti a € 13.239.000 (€ 9.577.878 nel 2014/15).

I debiti col Personale.

I debiti col personale ammontano a Euro 19.107.000 (€ 22.131.597 nel 2014/15).
Tali debiti risultano diminuiti di 3 milioni di Euro. Il rapporto tra debiti e costo del personale lascia intuire un ritardo nei pagamenti degli stipendi di circa tre mesi.

Le immobilizzazioni materiali.

Le immobilizzazioni materiali nette sono pari a € 269,19 milioni e sono composte da: Stadio e impianti sportivi per € 113,37 milioni; Terreni e Fabbricati per € 32,31 milioni; Immobilizzazioni materiali in corso per € 115,8 milioni e altre immobilizzazioni materiali per € 7,7 milioni. L’incidenza sul totale dell’attivo è molto elevata, essendo pari al 55,3%.

Sugli immobili di proprietà esistono delle ipoteche. Sui terreni su cui insiste lo stadio Mestalla c’è un’ipoteca a favore di Bankia per 155 milioni di euro (155 milioni di euro nell’esercizio precedente). Il prestito di € 20,65 milioni (€ 20,65 milioni nell’esercizio precedente) di Caixabank risulta contratto con garanzia ipotecaria sui terreni del Mestalla.
L’Immobile ubicato in “plaza Valencia C.F., nº 2” è gravato da ipoteca a favor e di Caixabank per l’importe di 588 mila Euro (€ 721 mila nel 2014/15).
Sui terreni del Nuovo Stadio esiste un ipoteca a favore dell’ “Ayuntamiento de Valencia” a garanzia del pagamento di € 18,28 milioni (€ 19 milioni nel 2014/15).

Il valore della rosa.

Il valore contabile netto dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, compresi gli anticipi per l’acquisto, ammonta a € 141,7 milioni (€ 94,4 milioni nel 2014/15).
Durante il 2015/16 sono stati effettuati investimenti per 106,63 milioni di Euro (€ 83,33 milioni nel 2014/15), cessioni per un valore contabile di 12,9 milioni e ammortamenti per 46,4 milioni di Euro.



Gli acquisti più importanti riguardano: Rodrigo (Benfica); Álvaro Negredo (Manchester City); Aymen Abdennour (AS Monaco); André Gomes (Benfica Lisbona); João Cancello (Benfica Lisbona); Santi Mina (Celta de Vigo); Aderlan Santos (SC Braga); Mathew Ryan (Club Bruges); Yoel Rodríguez (Celta de Vigo).
Nel 2014/15, Rodrigo e André Gomes (Benfica Lisbona) risultavano in prestito. Infatti, nel Bilancio del Benfica è scritto che a seguito della cessione del 100% dei diritti economici degli atleti Rodrigo e André Gomes dal Benfica a Meriton Capital Limited nel mese di gennaio 2014, questi atleti sono stati ceduti temporaneamente nella stagione 2014/2015 a Valencia FC, su indicazione di Meriton Capital Limited.

Le cessioni più importanti sono state le seguenti: Nicolás Otamendi (Manchester City); Andrés Guardado (PSV Eindhoven); Víctor Ruiz (Villarreal CF).

Successivamente al 30 giugno 2016 sono state effettuate acquisizioni di calciatori per 36,5 milioni di euro e sono state effettuate cessioni per 107,5 milioni di euro.

I Ricavi.



Il fatturato consolidato netto, senza plusvalenze, nel 2015/16 è pari a € 119 milioni e risulta in aumento del 45,7%. I ricavi TV per competizioni nazionali incidono per il 40,3% e sono pari a € 48 milioni. Nell’esercizio precedente erano uguali ma incidevano per il 58,8%.
I ricavi da competizioni e partite amichevoli aumentaono da € 5.671.249 a € 33,83 milioni. La variazione è dovuta al fatto che nel 2014/15 il Valencia non ha disputato competizioni UEFA, mentre nel 2015/16 ha disputato la fase a gironi della UEFA Champions League e gli ottavi di Europa League. Secondo i comunicati UEFA relativi alla redistibuzione dei proventi il Valencia ha incassato € 26.992.000 per la Champions League ed € 2.111.760 per L’Europa League.
I ricavi da abbonamenti e quote sociali aumentano del 14,55%, da € 11.984.234 a € 13,73 milioni.
I ricavi commerciali, comprensivi di ricavi da sponsorizzazioni, pubblicitari, ricavi commerciali da merchandising e vendita prodotti ufficiali diminuiscono da € 15.432.280 a € 16,67 milioni, di cui € 12,5 milioni per pubblicità e sponsor.
Gli Altri ricavi di gestione sono pari a € 6,77 milioni. A causa della gestione centralizzata di alcuni ricavi, da parte della Liga de Fútbol Profesional, è stato evidenziato un importo di 5,92 milioni di euro.

Il Player Trading

Il risultato derivante dalla gestione economica dei calciatori è positivo per € 33,9 milioni, a fronte di vendite dei diritti di acquisizione dei calciatori per un importo totale di € 49,21 milioni (€ 45,4 milioni nel 2014/15).
Gli ammortamenti dei calciatori sono pari a 46,4 milioni di Euro (€ 27,3 milioni nel 2014/15). Pertanto, il risultato derivante dalla gestione economica dei calciatori è negativo e non è riuscito a coprire il costo annuale dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, soprattutto a causa degli investimenti.

I Costi.

Il costo totale del personale è aumentato del 20,83%, da € 64,3 milioni a € 77,7 milioni. Tale costo comprende il costo del personale non sportivo che è aumentato da € 9.934.938 a € 8,75 milioni.
Il rapporto tra costo totale del personale e fatturato netto senza plusvalenze è pari al 65,3% (78,8% nel 2014/15).

Per il personale sportivo iscrivibile nella LFP, il costo del lavoro allargato, che considera anche gli ammortamenti dei giocatori, i diritti di immagine e altri costi specifici, è pari a € 108,26 milioni (€ 74.295.205 nel 2014/15), di cui € 62 milioni (€ 45.790.305 nel 2014/15) come costo del personale e diritti di immagine; € 45.98 milioni (€ 26.987.595 nel 2014/15) come ammortamenti ed € 216 mila (€ 1.517.304 nel 2014/15) come altri costi.
Per il personale sportivo non iscrivibile nella LFP, il costo del lavoro allargato, è pari a € 5,43 milioni (€ 11.018.416 nel 2014/15), di cui € 4,64 milioni (€ 10.855.507 nel 2014/15) come costo del personale; € 421 mila (€ 342.707 nel 2014/15) come ammortamenti ed € 370 mila (- 179.798 nel 2014/15) come altri costi.

Gli ammortamenti totali sono aumentati da € 29,6 milioni a € 49 milioni, di cui 2,6 milioni di Euro riguardanti altri ammortamenti.

I costi per servizi esterni sono diminuiti da € 16,58 milioni a € 16.36 milioni. Tali costi comprendono spese per contratti di locazione per € 548 mila; spese di manutenzione e riparazioni per € 2,25 milioni; spese per servizi professionali indipendenti per € 2,9 milioni; premi assicurativi per € 564 mila; Servizi bancari e similari per € 156 mila; Pubblicità, propaganda e pubbliche relazioni per € 375 mila; spese per altri servizi per € 8,6 milioni.

I proventi finanziari diminuisco da 55 milioni di Euro a 5,36 milioni, perché nel 2014/15 includevano l’ Effetto “fair value” sull’operazione di rifinanziamento del debito per € 53.128.512.

Gli oneri finanziari sono notevoli perché sono pari a € 16,15 milioni, mentre nell’esercizio precedente erano pari a 12.501.766 Euro. L’incidenza sul fatturato netto è del 13,6%.

I proventi straordinari pari ad € 700 mila si riferiscono principalmente a somme ricevute da differenze di valore per espropri.
Gli oneri straordinari pari ad Euro 28.927.000, riguardano accantonamenti principalmente legati alla verifica fiscale e l’incartamento ricevuto riguardante aiuti di Stato da parte della Commissione europea.
La Commissione europea ha avviato la procedura per eventuali aiuti di Stato a causa della garanzia rilasciata da “Instituto Valenciano de Finanzas” alla Fondazione VCF.

La Commissione europea ha ritenuto che la garanzia conteneva un elemento di aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno e che il beneficiario del presunto aiuto è stato il Valencia CF.

Valencia CF ritiene che la garanzia concessa alla Fondazione VCF non costituisce un aiuto di Stato e, in ogni caso, se ci fosse stato un elemento di aiuto, sarebbe stato compatibile con il mercato interno.

Successivamente alla data di chiusura dell'esercizio, il Gruppo ha ricevuto il giudizio negativo da parte della Commissione europea in materia di aiuti di Stato per un importo di Euro 23.331.000 (capitale e interessi). Alla data di redazione del presente bilancio, il Gruppo sta preparando il ricorso.

Break-even result.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 37.242.000; nel 2014/15 era negativo per € 2.280.536 e nel 2013/14 era positivo per 1,3 milioni.
Il Valencia ha chiuso l’ esercizio 2015/16 con una perdita al netto delle imposte per € 31.499.000.

Conclusioni.

La gestione straordinaria e finanziaria hanno determinato il risultato negativo. L’esercizio 2015/16 è stato inoltre caratterizzato dall’aumento di capitale, attraverso la capitalizzazione del debito verso la nuova proprietà.
Per l’esercizio 2016/2017, gli amministratori prevedono di raggiungere l'equilibrio con le plusvalenze sui calciatori.

Essi prevedono una riduzione del fatturato per la mancata partecipazione alla Champions League, nonostante l’aumenti dei ricavi per diritti TV nazionali a 66 milioni di Euro. Il costo del personale rimarrà a livelli simili a quelli del 2015/2016. Il risultato operativo è previsto positivo per 7,2 milioni di Euro ed il risultato netto negativo per 4.45 milioni a causa dei costi della gestione finanziaria.

martedì 27 dicembre 2016

Bilancio dello Stato Italiano: il Preventivo di Competenza 2017.



Luca Marotta


Il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 , è stato approvato con LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232 ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.297 del 21-12-2016 - Suppl. Ordinario n. 57.

Anche per quanto riguarda il bilancio di previsione 2017 di competenza, le entrate correnti (tributarie ed extra-tributarie), pari a Euro 565.442.016.430, non riescono a coprire le spese correnti aumentate degli interessi, pari a Euro 565.457.235.814. Pertanto il risparmio pubblico è negativo per Euro 15.219.384.
Poiché anche le spese in conto capitale superano le entrate da dismissioni e bisogna anche rimborsare i prestiti giunti a scadenza, si verifica la necessità di ricorrere al mercato, aumentando il debito pubblico. Tra l’altro, successivamente all’approvazione del bilancio di previsione 2017, è stato approvato un decreto “salvabanche”, che ha ulteriormente aumentato il debito pubblico di circa 20 miliardi di Euro.
In altre parole, anche per il 2017, ci si indebita ulteriormente per pagare il debito e per salvare le banche.
Infatti, la quantità relativa al ricorso al mercato supera quella del rimborso dei prestiti. Si rimborsano prestiti per 254,5 miliardi e si contraggono nuovi prestiti per 293,1 miliardi di Euro. Per il 2018 si rimborseranno prestiti per 227,2 miliardi e si contrarranno nuovi prestiti per 254,48 miliardi di Euro. Per il 2019 si rimborseranno prestiti per 240,9 miliardi e si contrarranno nuovi prestiti per 249,5 miliardi di Euro.



Il Saldo Netto da Finanziare (“DEFICIT di Bilancio”).

Il saldo netto da finanziare è dato dalla differenza tra le Entrate e le Spese finali. Per il 2017, in termini di competenza, è evidenziato un saldo netto da finanziare pari a 38,6 miliardi di Euro.
Per il triennio 2017-2019, in termini di competenza, è evidenziato un progressivo miglioramento del saldo netto da finanziare. Infatti, per il 2018 è previsto un saldo netto da finanziare di 27,2 miliardi di Euro e per il 2019 di 8,6 miliardi di Euro.

Da notare che l’ Art. 1. della Legge di Bilancio intitolato “Risultati differenziali. Norme in materia di entrata e di spesa e altre disposizioni. Fondi speciali” rinvia all’allegato n. 1 annesso alla legge. Nell’allegato n. 1 è scritto che il “Livello massimo del saldo netto da finanziare, tenuto conto degli effetti derivanti dalla presente legge” è di 38.601 milioni di Euro per il 2017 e che “il saldo netto da finanziare è coerente con un livello di indebitamento netto pari a – 2,3% del prodotto interno lordo nel 2017”.

Il Ricorso al Mercato.

La necessità del ricorso al mercato è determinata dalla differenza tra le Entrate Totali, comprensive delle Regolazioni contabili e le Spese Totali, comprensive delle regolazioni debitorie e dei rimborsi prestiti.
Per il 2017, in termini di competenza, è evidenziata la necessità del ricorso al mercato per un importo pari a 293,1 miliardi di Euro. (Da notare che l’importo indicato nell’allegato n. 1 dell’articolo 1 indica come livello massimo 293.097 milioni di Euro e il quadro riassuntivo del bilancio di competenza 2017-2019 indica l’importo di Euro 293.094.723.378).
Nello specifico, nello Stato di Previsione dell’Entrata, è prevista Emissione di titoli di Stato per Euro 292.939.786.308, corrispondente al ricavo netto, e “Contrazione mutui ed altre emissioni - VALORE NOMINALE DELLE MONETE METALLICHE” per Euro 154.937.070.

Per il triennio 2017-2019, in termini di competenza, è evidenziata una riduzione sia nel 2018 che nel 2019. Infatti, per il 2018 è previsto il ricorso al mercato per 254,48 miliardi e per il 2019 di 249,5 miliardi. Infatti, gli importi da rimborsare nel 2019 ammontano a 227,2 miliardi di Euro; invece, quelli da rimborsare nel 2019 ammontano a 240,9 miliardi di Euro. Mentre nel 2017 ammontano a 254,5 miliardi di Euro.

Per quanto riguarda gli interessi da pagare le variazioni prevedono una riduzione, perché gli interessi da pagare per il 2017 ammontano a 79,3 miliardi, per il 2018 a 78,7 miliardi di Euro (-0,75%) e per il 2019 a 76,8 miliardi di Euro (-2,36%).
In termini di saldo tra importi di prestiti da accendere e importi di prestiti da rimborsare, la cifra diminuisce dai 38,6 miliardi del 2017, ai 27,2 miliardi del 2018 e a 8,6 miliardi del 2019. Tali saldi vanno ad incrementare il debito pubblico. Come nel precedente bilancio di previsione, sembrerebbe che l’aumento percentuale del debito pubblico subirà una frenata.

Il Risparmio Pubblico.

Il Risparmio Pubblico è dato dalla differenza tra le entrate tributarie aumentate di quelle Extra Tributarie e diminuite delle spese correnti comprensive degli interessi.
Per il 2017 è previsto un saldo negativo per 15 milioni di Euro. Mentre, sia per il 2018, che per il 2019 è previsto un saldo positivo, rispettivamente per 16,99 miliardi di Euro e 30 miliardi di Euro.
Ovviamente sono gli interessi sul debito che penalizzano il risultato del risparmio pubblico. Infatti, se escludessimo gli interessi, si potrebbe registrare un saldo positivo per tutto il triennio, precisamente: circa 79,2 miliardi di Euro per il 2017; circa 95,7 miliardi di Euro per il 2018 e circa 106,9 miliardi di Euro per il 2019.

L’Avanzo Primario.

Note positive giungono dall’avanzo primario, che esclude dal conteggio gli interessi del debito pubblico e di conseguenza, ne rivela il peso determinante sul deficit.

L’avanzo primario è dato dalla differenza tra Entrate, escluse quelle da accensioni prestiti, e Spese al netto degli interessi ed è positivo per circa 40,6 miliardi di Euro. Nel 2018 e 2019 è previsto in crescita, rispettivamente a 51,4 miliardi di Euro e 68,2 miliardi di Euro.

Il PIL

Molto importante è la previsione del PIL, poiché rappresenta il reddito potenziale da tassare e quello disponibile per i consumi, sui cui grava l’imposizione indiretta.
Per il consuntivo 2015 è considerato un PIL ai prezzi di mercato pari a 1.642,4 miliardi di Euro.
Per il preventivo 2016 assestato è considerato un PIL ai prezzi di mercato pari a 1.672 miliardi di Euro.
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e per il triennio 2017-2019 ha considerato un PIL ai prezzi di mercato in crescita a 1.705,8 miliardi di Euro nel 2017, a 1.758,9 miliardi di Euro nel 2018 e a 1.812,9 miliardi di Euro nel 2019.
Di conseguenza, risulterebbe che per il 2017 è stato previsto un PIL ai prezzi di mercato in crescita del 2,02%, rispetto alla previsione del 2016.



Il rapporto tra saldo netto da finanziare e PIL ai prezzi di mercato previsto per il 2017 risulta essere del 2,26%. Tale rapporto diminuisce all’1,55% nel 2018 e allo 0.48% nel 2019.

Le Entrate.

Le entrate finali lorde di competenza 2017, comprensive delle regolazioni contabili, risultano pari a circa 567,9 miliardi di Euro (567,4 miliardi di Euro, previsione 2016 con le regolazioni contabili). Il maggior importo riguarda le entrate tributarie, pari a circa 493,12 miliardi di Euro (489,65 miliardi, previsione 2016), che rappresentano circa l’86,8% del totale.



Le Imposte Dirette.

Tra le entrate tributarie spiccano le imposte dirette per 264,69 miliardi di Euro (264,87 miliardi nel 2016), pari a circa il 46,6% delle entrate finali lorde di competenza 2017, comprensive delle regolazioni contabili.



Tra le imposte dirette, l’importo di maggior rilievo riguarda l’Irpef, pari a 193 miliardi, seguito dall’IRES con 41,6 miliardi di Euro.



L’Irpef incide per circa il 72,9% sulle imposte dirette e per il 34% sulle entrate finali lorde. Quindi, un terzo delle entrate dello Stato è rappresentato dall’Irpef, ossia l’imposta sul reddito delle persone fisiche.
L’IRES, l’imposta sul reddito delle società, incide per circa il 15,7% sulle imposte dirette e per il 7,3% sulle entrate finali lorde.

Le Imposte Indirette.

Le imposte indirette pari a circa 228,4 miliardi di Euro (224,8 miliardi nel 2016), rappresentano il 40,2% (39,6% nel 2016) del totale delle Entrate.
Le imposte indirette sono di quattro tipologie: quelle sugli affari, sulla produzione, sui monopoli e sulle lotterie e giochi.



Le imposte indirette sugli affari, pari a circa 158,3 miliardi di Euro (165,1 miliardi nel 2016), incidono per il 27,9% (29,1% nel 2016) sul totale delle Entrate. Tali imposte riguardano: l’IVA per 146,1 miliardi di Euro (139,14 miliardi nel 2016), l’imposta di registro, di bollo e sostitutiva per 12,19 miliardi di Euro (12,9 miliardi nel 2016).
Le imposte indirette sulla produzione, pari a circa 34,9 miliardi di Euro (35,1 miliardi nel 2016), incidono per il 6,14% (6,2% nel 2016) sul totale delle Entrate. Tali imposte riguardano: quelle sugli olii minerali, pari a 26,8 miliardi (25,8 miliardi nel 2016) e altre entrate, pari a 8 miliardi di Euro (9,3 miliardi nel 2016).
Le imposte indirette sui monopoli, pari a circa 11 miliardi, incidono per l’ 1,95% sul totale delle Entrate e riguardano essenzialmente le imposte sui tabacchi.
Le imposte indirette sul Lotto e le lotterie, pari a circa 14,17 miliardi di Euro (13,6 miliardi nel 2016), incidono per il 2,49% (2,4% nel 2016) sul totale delle Entrate.
Le altre imposte indirette sono pari a 9.249.000.000 Euro. Le imposte indirette non ricorrenti ammontano a 776 milioni di Euro.

Le Altre Entrate.

Le Entrate Extratributarie riguardano: Proventi speciali, Contributi sociali, Vendita beni e servizi Redditi da capitale, Poste correttive e compensative, Trasferimenti correnti da Regioni ed enti locali, da Famiglie, da Imprese, altri trasferimenti correnti e altre entrate extratributarie. L’incidenza di tali entrate sulle entrate finali è del 12,7% (12,8% nel 2016).



L’ Alienazione ed ammortamenti di beni patrimoniali e riscossione dei crediti riguarda: il rimborso di anticipazioni e riscossione di crediti, l’Ammortamento di beni e le altre entrate da alienazione. L’incidenza di tali entrate sulle entrate totali è solo dello 0,3% (0,6% nel 2016).
Nel dettaglio sono previste: Vendita dei beni dello Stato per Euro 144.510.000 e Altre entrate in conto capitale per Euro 2.366.136.000.

Le Spese.

Le Spese Complessive, comprensive di spese correnti, spese in conto capitale, regolazione debitorie e rimborsi prestiti, ammontano a 861 miliardi di Euro (824,3 miliardi nel 2016 con le regolazioni debitorie).

Molto interessante è l'analisi delle spese complessive per Ministeri, che spiega come vengano ripartiti gli 861 miliardi di spesa totale.



Il Ministero che assorbe più risorse è il MEF con il 70,34%. La maggior parte delle risorse assorbite dal MEF pari a 605,6 miliardi di Euro,  riguarda gli interessi pari a 79,2 miliardi di Euro (13,1%) e il rimborso dei prestiti, pari a 254,13 miliardi di Euro (42%).
Al secondo posto figura il Ministero per il Lavoro con il 14,34% al terzo posto figura l’Istruzione con il 6,53%. La Difesa assorbe il 2,35% della spesa totale, con una cifra pari a circa 20,2 miliardi di Euro.
Se si escludesse la spesa per interessi ed il rimborso prestiti, il MEF resterebbe il ministero che assorbe più risorse con il 43,86% ma il divario con il Ministero del Lavoro sarebbe attenuato, perché tale ministero risulterebbe assorbire il 21,82% delle risorse e l’Istruzione salirebbe al 9,51% e la Difesa al 3,19%.

Le Spese Correnti.

Il totale delle Spese Correnti, compresi gli interessi, ammonta a circa 565,46 miliardi di Euro (565,87 miliardi di Euro nel 2016 iniziale e 564,9 miliardi di Euro nel 2016 assestato) e incide per il 65,7% sul totale delle spese complessive.



Di seguito viene esposta la classificazione economica delle spese correnti di competenza.



Le spese correnti comprendono le spese per i Redditi da lavoro dipendente pari a 89,9 miliardi di Euro (88,9 miliardi nel 2016) e con un’incidenza del 15,9% sul totale delle spese correnti al lordo degli interessi.
I Redditi da lavoro dipendente del ministero dell’Istruzione, pari a 40,7 miliardi di Euro (40,5 miliardi di Euro nel 2016), rappresentano il 45,3% di tali spese. I Redditi da lavoro dipendente del ministero della Difesa, pari a 15,7 miliardi di Euro, rappresentano il 17,48% di tali spese.



Altra voce importante allocata tra le spese correnti, riguarda i Trasferimenti correnti alle Amministrazioni Pubbliche pari a 259,97 miliardi di Euro (253,9 miliardi nel 2016) e con un’incidenza del 30,2%, sul totale generale delle spese complessive; mentre, l’incidenza sul totale delle spese correnti al lordo degli interessi è e del 46%.

I Trasferimenti correnti a imprese, sia società di servizi pubblici che privati, previsti per il 2017 sono pari a 6,68 miliardi di Euro, con un’incidenza dello 0,78% sul totale delle spese complessive e dell’1,2% sulle spese correnti.

Gli Interessi passivi pari ad Euro 79.287.225.747 (84,15 miliardi nel 2016) incidono per il 9,2% sul totale delle spese complessive.

Analisi delle spese per missioni e programmi

L’analisi delle spese per missioni mostra come le risorse destinate alla “missione del debito pubblico”, pari a Euro 326.419.848.865 (301,3 miliardi nel 2016), incidano per il 37,9% sul totale della spesa. Tale “missione" comprende: Oneri per il servizio del debito statale per Euro 74.236.148.865 (83.8 miliardi nel 2016) e Rimborsi del debito statale per Euro 252.183.700.000 (217.5 miliardi di Euro nel 2016).
La riclassificazione della spesa per missioni in ordine decrescente di importo, mostra come l’istruzione scolastica occupi il quinto posto e le risorse destinate alla ricerca e innovazione ammontino a circa 2,75 miliardi di Euro, hanno un’incidenza dello 0,3% sul totale delle spese complessive. Le risorse destinate all’Istruzione universitaria e formazione post-universitaria ammontano a 7,93 miliardi di Euro (7,8 miliardi nel 2016) e incidono per lo 0,9% sul totale delle spese complessive. Al dodicesimo posto si trova la missione “ordine pubblico e sicurezza” con 10,25 miliardi (10,5 miliardi nel 2016) ed un’incidenza dell’1,2% sul totale della spesa.



La missione “Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti” assorbe complessivamente, considerando tutti i ministeri, 3,18 miliardi di Euro, di cui Euro 2.093.952.717 relativi al Ministero dell’Interno ed Euro 1.088.400.003 al MEF (non destinata agli immigrati), ed incide per lo 0,4% sulla spesa complessiva.

La missione “Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo” assorbe solo 271 milioni di Euro (219 milioni di Euro nel 2016).

La missione “Comunicazioni” comprende il sostegno all’editoria, che costa Euro 227.573.143.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze risulta essere il ministero che assorbe più risorse.



La missione “1 Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica” include le spese per la Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali”, che riguardano quelle per la GUARDIA DI FINANZA pari a Euro 2.683.818.865 di cui Euro 2.232.818.452 come Spese di personale per il programma.

La missione “18 Giovani e Sport” assorbe Euro 787.235.404. All’interno di tale missione trova allocazione il contributo CONI. Tale missione è suddivisa in “18.1 Attivita' ricreative e sport” per Euro 669.472.951 e “18.2 Incentivazione e sostegno alla gioventù” per Euro 117.762.453.
La somma da erogare per il finanziamento del Coni, per il 2017, è prevista per Euro 420.540.000 (407 milioni nel 2016). Le risorse per il finanziamento del CONI sono allocate al capitolo 1896 dello stato di previsione del MEF.

La missione “Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali” impegna Euro 108.077.922.204 e l’importo maggiore riguarda il Concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria per Euro 74.671.994.066.
La missione “Politiche Previdenziali” del MEF impegna 11,5 miliardi di Euro e riguarda essenzialmente la ‘Contribuzione aggiuntiva a carico del datore di lavoro per i dipendenti delle amministrazioni statali’ per 10,8 miliardi di Euro.
La missione ‘Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica’ impegna Euro 86.632.448.434. L’importo maggiore riguarda le Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi d'imposte per Euro 71.436.420.870.
La missione ‘Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri’ impegna 2.371.382.555, pari allo 0,3% della spesa totale. Per il 2017 gli Organi costituzionali assorbiranno risorse per Euro 1.768.313.731, di cui Euro 505.360.500 per il Senato ed Euro 943.160.000 per la Camera dei deputati.  Le spese relative alla Corte Costituzionale sono previste per Euro 55.200.000. Il Contributo a partiti e movimenti politici è di Euro 26.100.000.

Per la Presidenza del Consiglio è previsto l’importo di 603.068.824 Euro .

L’importo di Euro 1.088.400.003 della missione 16 del MEF ‘Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti’ riguarda i Rapporti con le confessioni religiose e in particolare il “SERVIZI DI CULTO E ALTRI SERVIZI PER LE COMUNITA’”. Per la CEI è previsto l’importo di Euro 1.059.935.036 (1.063 milioni nel 2016) e alle Altre confessioni religiose Euro 28.464.967 (25 milioni di Euro nel 2016).


Il Ministero del Lavoro prevede 5 missioni: Politiche per il lavoro; Politiche previdenziali; Diritti sociali, politiche sociali e famiglia; Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti; Servizi istituzionali e generali delle amministraz. pubbliche. Il totale delle 5 missioni impegna 123 miliardi di Euro.



La missione “Politiche per il lavoro” impegna 9,9 miliardi di Euro e contempla per il 2017 anche i “Trattamenti di integrazione salariale in costanza di rapporto di lavoro e indennità collegate alla cessazione del rapporto di lavoro” per Euro 8.766.108.475, tra cui una somma di Euro 29.171.394 per il “PREPENSIONAMENTO GIORNALISTI”; ONERI RELATIVI AI TRATTAMENTI DI CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA E CONNESSI TRATTAMENTI DI FINE RAPPORTO per Euro 1.550.000.000; ONERI RELATIVI AI TRATTAMENTI DI MOBILITA' DEI LAVORATORI E DI DISOCCUPAZIONE per Euro 6.807.524.466. La missione “Politiche previdenziali” del Ministero del Lavoro impegna per il 2017 Euro 82,25 miliardi, tra cui il Sostegno alle gestioni previdenziali - lavoratori del settore privato per 41,4 miliardi di Euro; il Sostegno alle gestioni previdenziali - lavoratori del settore pubblico per 10,9 miliardi di Euro.
Agevolazioni contributive, sottocontribuzioni ed esoneri per incentivare l'occupazione per Euro 19.190.835.304.
La missione “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia” per il 2017 impegnerà Euro 31.191.081.261, tra cui “Trasferimenti assistenziali a enti previdenziali, finanziamento nazionale spesa sociale, programmazione, monitoraggio e valutazione politiche sociali e di inclusione attiva” per Euro 31.163.885.834. In particolare, per il 2017, è previsto l’impegno di spesa per “Invalidi civili, non autosufficienti, persone con disabilità” per Euro 19.143.044.765, di cui “somma da corrispondere all’INPS per il pagamento di PENSIONI, ASSEGNI VARI E RELATIVI ONERI ACCESSORI AGLI INVALIDI CIVILI, AI SORDOMUTI ED AI CIECHI CIVILI” pari a 18,6 miliardi di Euro. Le Politiche per l'infanzia e la famiglia impegneranno, per il 2017, Euro 4.882.117.258. Per gli Assegni e pensioni sociali è previsto l’importo di Euro 5.579.892.560.
Per la missione “Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti” del Ministero del Lavoro impegna 1.702.215 Euro.

Per il Finanziamento e vigilanza degli istituti di patronato è prevista una spesa di Euro 266.240.554.


La spesa di competenza prevista nel Bilancio di Previsione dello Stato Italiano per il 2017, per il Ministero della DIFESA riguarda 3 missioni, per un totale di 20,3 miliardi di Euro, con un’incidenza del 2,4% sulla spesa Totale.



La missione Difesa sicurezza del territorio assorbe il 92,9% della Spesa del Ministero. All’interno di tale missione è prevista la spesa per le Forze Armate. Per l’ ARMA DEI CARABINIERI è prevista una spesa di Euro 6.025.709.614; per l’ ESERCITO ITALIANO è prevista una spesa di Euro 4.689.384.126; per la Marina Militare è prevista una spesa di Euro 1.926.912.276; per l’AERONAUTICA è prevista una spesa di Euro 2.457.859.158.



Il 95,7% delle spese per le Forze Armate riguarda le spese per il personale.
Per quanto riguarda la “Pianificazione generale delle Forze Amate e approvvigionamenti militari” il capitolo di spesa 7120 “SPESE PER COSTRUZIONE E ACQUISIZIONE DI IMPIANTI E SISTEMI” pari ad Euro 1.949.835.966 è il più rilevante. All’interno di tale capitolo spicca la voce “SPESE RELATIVE A TUTTI I SETTORI DELLA COMPONENTE AEREA E SPAZIALE , AI MEZZI PER L'ASSISTENZA AL VOLO MILITARE, AI RADAR ED AI SISTEMI PER LA DIFESA AEREA DELLE FORZE ARMATE CONNESSE CON LA COSTRUZIONE, L'ACQUISIZIONE, L'AMMODERNAMENTO, IL RINNOVAMENTO, LA TRASFORMAZIONE, LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEI MEZZI, IMPIANTI, SISTEMI, APPARECCHIATURE, EQUIPAGGIAMENTI, DOTAZIONI E CONNESSE SCORTE, IVI COMPRESE QUELLE RELATIVE AI CARBOLUBRIFICANTI PER LE ESIGENZE DELLE FORZE ARMATE LE ATTIVITA' COMPLEMENTARI” per Euro 1.122.220.898. L’analoga voce per la componente navale impegna 199.539.038 Euro; per la componente terrestre Euro 187.957.144.
Le “SPESE PER LA COSTRUZIONE, L'ACQUISIZIONE, L'AMMODERNAMENTO, IL RINNOVAMENTO, LA TRASFORMAZIONE DEI MEZZI, MATERIALI E CONNESSE SCORTE, DOTAZIONI E PARTI DI RICAMBIO, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER LA TELEMATICA, LE TELECOMUNICAZIONI, LA SORVEGLIANZA, IL COMANDO E CONTROLLO, LA GUERRA ELETTRONICA, CON ESCLUSIONE DI QUANTO FACENTE PARTE INTEGRANTE DEI SISTEMI D'ARMA” sono previste per Euro 190.231.066.

La missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazione pubbliche del Ministero della Difesa prevede che, nel 2017, alla Croce Rossa Italiana saranno trasferiti Euro 4.118.369.

Per il Ministero dell’Interno è prevista una spesa di 21 miliardi di Euro, pari al 2,4% della spesa totale.



La missione “Ordine pubblico e sicurezza” assorbe il 35,2% della spesa ministeriale. All’interno di tale missione trovano allocazione le Spese di personale per il programma (Polizia di Stato) per Euro 5.474.510.999. Le spese per la Gestione e assistenza del personale della Polizia di Stato ammontano a 11.475.786. Pertanto, risulterebbe che la cifra spesa per il personale della Polizia di Stato è di poco inferiore a quella spesa per il personale dei Carabinieri.


Il MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO prevede 4 missioni, con una spesa complessiva di 2,11 miliardi di Euro.



Nello specifico è previsto per la Tutela del patrimonio culturalel’importo di Euro  629.210.820, di cui 290.000.000 Euro per la “Promozione della fruizione del patrimonio culturale”, che consiste nella “somma per l’assegnazione ai CITTADINI CHE COMPIONO DICIOTTO ANNI NEL 2017 di una CARTA ELETTRONICA da utilizzare per RAPPRESENTAZIONI TEATRALI E CINEMATOGRAFICHE, NONCHE' PER L'INGRESSO A MUSEI, MOSTRE, EVENTI CULTURALI E SPETTACOLI DAL VIVO NONCHE' PER L'ACQUISTO DI LIBRI E PER L'ACCESSO A MONUMENTI, GALLERIE E AREE ARCHEOLOGICHE E PARCHI NATURALI”.

Per il Ministero dell’ ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA è previsto che spenda 56,2 miliardi, pari al 6,5% della spesa totale.



Nella missione Istruzione scolastica sono previsti trasferimenti e contributi per le scuole non statali per 575.873.089 Euro.
Inoltre, sono previste anche le spese per l’'AGGIORNAMENTO e la FORMAZIONE del DOCENTE DI RUOLO tramite la CARTA ELETTRONICA, che per l’istruzione primaria ammontano ad Euro 118.599.362; per l’istruzione secondaria ad Euro 84.619.463 e per l’istruzione prescolastica ad Euro 49.533.684.

Per il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali è prevista una spesa di 865 milioni di Euro, pari allo 0,1% della Spesa Totale.

Il Ministero dello Sviluppo economico incide per lo 0,5% sulla Spesa Totale.



All’interno della missione riguardante la competitività delle imprese, è prevista la “Promozione e attuazione di politiche di sviluppo, competitivita' e innovazione, di responsabilita' sociale d'impresa e movimento cooperativo” per Euro 3.391.110.128.
Per il “Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy” sono previsti 265.207.998 Euro, nella missione “Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema Produttivo”.

Per quanto riguarda il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti l’incidenza sulla spesa totale e dell’1,6%.
Nell’ambito della missione Infrastrutture pubbliche e logistica, sono stanziati Euro 2.834.325.422 per Sistemi stradali, autostradali ed intermodali.
Nell’ambito della missione Diritto alla mobilita' e sviluppo dei sistemi di trasporto, sono stanziati 545.577.657 Euro per Sistemi ferroviari, sviluppo e sicurezza del trasporto ferroviario; Euro 686.517.253 per Sviluppo e sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo e per vie d'acqua interne; Euro 280.277.726 per Autotrasporto ed intermodalità; Eurpo 280.399.576 perSviluppo e sicurezza della mobilità stradale.

Le spese in conto capitale.

Il totale delle spese in conto capitale, previste per il 2017 ammonta a 41,1 miliardi (39,9 miliardi nel 2016 iniziale e 40,9 miliardi nel 2016 assestato), che rappresentano il 4,8% delle spese complessive.



Il Ministero che assorbe più risorse è il MEF, con 24,3 miliardi di Euro seguito dalle infrastrutture e Trasporti con 6,56 miliardi di Euro, l’Istruzione con 2,4 miliardi di Euro e la Difesa con 2,2 miliardi di Euro.
La parte dedicata agli investimenti avviene sotto forma di investimenti fissi lordi e contributi.



Gli Investimenti fissi lordi, previsti per il 2017, ammontano a 5,89 miliardi di Euro (3,85 miliardi nel 2016), pari allo 0,68% delle spese totali complessive e al 14,3% delle spese in conto capitale. Gli investimenti fissi lordi per la difesa ammontano a 2,19 miliardi di Euro e rappresentano il 37,2% degli stessi investimenti.

I Contributi agli investimenti ad Amministrazioni Pubbliche, previsti per il 2017, ammontano a 17,5 miliardi di Euro (16,87 miliardi nel 2016), pari al 2,03% delle spese complessive e al 22,8% delle spese in conto capitale.
I Contributi agli investimenti ad imprese, previsti per il 2017, ammontano a 9,4 miliardi di Euro (7,4 miliardi nel 2016), pari all’1,09% delle spese complessive e al 22,8% delle spese in conto capitale.

I Rimborsi delle Passività Finanziarie.

Il rimborso delle passività finanziarie previsto per il 2017, ammonta a 254,5 miliardi di Euro (218,5 miliardi nel 2016) e incide per il 29,6% sulle spese complessive.
Di seguito il quadro riassuntivo.



Conclusioni.

Anche per il 2017, sembra confermata l’ipotesi che il fardello del debito pubblico italiano costituisca un peso rilevante sul bilancio dello Stato Italiano, assorbendo notevoli risorse per il suo pagamento (circa il 38%). Non a caso la “missione” Debito Pubblico è la più rilevante. La necessità di indebitarsi per pagare i debiti ha rinchiuso i conti pubblici Italiani in un circolo “vizioso”. Infatti, l’importo previsto per l’accensione prestiti supera l’importo previsto dei debiti da rimborsare.
Il bilancio di previsione dello Stato è stato redatto prevedendo per il 2018 e 2019 un aumento del risparmio pubblico, e prevedendo che il saldo netto da finanziare, rispetto al PIL calcolato ai prezzi di mercato, diminuirà dal 2,3% del 2017, all’1,5% del 2018 allo 0,5% del 2019. Quindi è stato redatto prendendo in considerazione la previsione del PIL in crescita, in altri termini di un’economia del Paese in crescita.

Come evento immediatamente successivo all’approvazione della Legge di Bilancio occorre evidenziare la notizia riportata dagli organi di stampa che sono previsti circa venti miliardi di Euro da aggiungere al debito pubblico per salvare Mps.

mercoledì 21 dicembre 2016

Bilancio Ajax 2015/2016: sostanziale equilibrio economico, anche senza Champions.



Luca Marotta

L’Ajax ha chiuso con un piccola perdita il bilancio relativo all’esercizio 2015-16, dopo cinque bilanci consecutivi chiusi con un utile. Tuttavia, la gestione economica ha mantenuto un sostanziale equilibrio economico.

Il bilancio consolidato 2015-16 dell'Ajax si è chiuso evidenziando una perdita consolidata netta di 497 mila Euro, al netto delle interessenze di terzi; mentre, nell’esercizio precedente l’utile era pari a 21,9 milioni di Euro. Il fatturato netto mostra un decremento di 12 milioni di Euro, da 105,4 milioni di Euro a 93,4 milioni di Euro.
A determinare la perdita ha contribuito il venir meno dei ricavi da Champions League.
Comunque, le cifre del bilancio 2015-16 ribadiscono che l'Ajax è un club sano, dal punto di vista economico, finanziario e patrimoniale, in un contesto economico generale di crisi.

I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità, per la prima volta nella storia del club, hanno superato i 25 milioni di Euro.

Dal punto di vista sportivo, nel 2015-16, l’Ajax è stata eliminata nei Play off di Champions League ed ha partecipato alla fase a gironi della UEFA Europa League. Per quanto riguarda il campionato l’Ajax è giunta seconda in Eredivisie con 82 punti e si è qualificato per la stagione 2016-17 ai preliminari della UEFA Champions League. Nella coppa nazionale l’Ajax ha perso al terzo turno col Feyenoord.

Il Gruppo.

“Amsterdam Football Club Ajax N.V.” è una società quotata in Borsa (“EuroNext Amsterdam”) dal 1998, con sede ad Amsterdam in Arena Boulevard 29. I principali soci sono: l’Associazione AFC Ajax che controlla il 73%; Delta Lloyd N.V. con 8,56%; Invesco con 5,01%; I.E. Strating 3,01%; R.E. Strating 3,01%; M.C.M. Strating - Schulte Fischedick 3,01% e flottante al 4,4%..

Fino al 2015 le società del Gruppo consolidate, con sede in Amsterdam, erano le seguenti:
- Teucrus BV: holding intermedia (controllata al 100%);
- Football Merchandising & Promotion Zuid Oost BV: attività di merchandising (controllata al 100%);
- Tekmessa BV: sfruttamento dei diritti di immagine dei giocatori (partecipazione del 100%);
- Exekias BV: sfruttamento dell’ “Ajax Experience” (controllata al 100%);
- Eurysakes BV: gestione del “Fanshop Ajax”, su Internet e vendita per corrispondenza (controllata al 100%).

A partire dal 10 Maggio 2016 (la data di fusione) con effetto retroattivo al 1 Gennaio 2016 è stata effettuata una fusione tra AFC Ajax NV (società acquirente) e le sue controllate: Teucrus BV; Football Merchandising & Promotion Zuid Oost BV; Tekmessa BV; Exekias BV ed Eurysakes BV (società che scompaiono).
A decorrere dalla data di fusione le attività delle aziende sono proseguite con AFC Ajax NV.

La controllata consolidata estera è:
- Ajax Cape Town Ltd., Città del Capo, Sud Africa: che è una squadra di calcio, controllata al 51%.
Per quanto riguarda la società sudafricana Ajax Cape Town Ltd, controllata al 51%, essa ha fatto registrare un risultato positivo complessivo di 0,5 milioni di Euro. Il fatturato è stato pari a 4,1 milioni di Euro, di cui € 1,7 milioni per ricavi televisivi, € 1 milione per sponsorizzazioni e il resto da vendita dei biglietti, merchandising e premi. Il costo del personale è stato pari a € 2,6 milioni.

Nell’attivo del bilancio consolidato il valore delle partecipazioni è di € 6.366.000 (€ 5.916.000 nel 2014/15. Tali partecipazioni riguardano circa il 13% di Stadion Amsterdam NV per € 5.000.000.
Il Gruppo Ajax possiede circa 20.000 certificati azionari di tipo F della società Stadion Amsterdam NV del valore nominale di 454 Euro cadauna per un valore nominale complessivo di € 9.075.604. Tale valore è esposto in bilancio per € 5.000.000, in base in base ad una relazione di stima.
Nel 2009/2010 è stato acquistato un certificato azionario A della società Stadion Amsterdam NV, per un importo di 225 100 Euro. Nel 2014/2015 sono stati acquistati tre certificati azionari A della società Stadion Amsterdam NV, per un importo di 677.500 Euro; nel 2015/2016 sono stati acquistati due certificati della società Stadion Amsterdam NV per un importo complessivo di euro 450.000. L’importo totale di questi certificati è di 1.352.600 euro. Il certificato azionario A, dà diritto a tempo indeterminato ad uno skybox con 10 posti e parcheggio riservato.

Tra le partecipazioni è inclusa un’interessenza in Eredivisie NV pari a 13.613 Euro, rappresentata da un certificato azionario del valore nominale di Euro 2.500. L’importo maggiore iscritto in bilancio rispetto al valore nominale è a titolo di sovrapprezzo.

AFC Ajax NV è socia della “Coöperatieve Contractpartners XXVI U.A.”.

Il Valore dell’Ajax.

La capitalizzazione di Borsa dell’Ajax al 13.12.2016 è di circa 159 milioni di Euro, con una quotazione di 8,675 Euro. Dal giorno 01/07/2015 al giorno 30/06/2016, il valore più alto della quotazione è stato di 9,45 Euro il 05/08/2015 e quello più basso è stato di 7,698 Euro il 24/06/2016.

La capitalizzazione di mercato di AFC Ajax al 30 giugno 2016 era di € 154,3 milioni.

Secondo la classifica BrandFinance® Football 50 2016 il valore del brand dell’Ajax è di 107 milioni di Euro.

La Strategia.

La Strategia dell’Ajax punta sullo sviluppo del settore giovanile. L’obiettivo è quello della formazione e l’affermazione di giovani talenti che vengono venduti con realizzo di plusvalenze.
Contemporaneamente, si cerca di perseguire anche l’obiettivo di vincere, con un ‘giuoco’ offensivo e attraente, nelle varie competizioni con una squadra giovane.
La formazione è stata e rimane la priorità principale.
Pertanto l’obiettivo è quello di attrarre non solo i migliori talenti, ma anche allenatori e gli specialisti che eccellono nello sviluppo dei giovani calciatori, in modo tale che Ajax diventi la scelta privilegiata per i grandi talenti.
Gli Amministratori ritengono che questa strategia renda attraente l’Ajax anche per i tifosi e i partner commerciali.
Dal punto di vista finanziario l’Ajax persegue una gestione economica equilibrata con l’obiettivo del pareggio e una crescita del valore del brand.

La continuità aziendale.

La Relazione della società di revisione Deloitte Accountants B.V. non contiene riserve, rilievi o richiami sul tema della continuità aziendale.

Lo Stato Patrimoniale.



La struttura dello stato Patrimoniale è solida. Il Patrimonio Netto, positivo per € 108,9 milioni (€ 110,12 milioni nel 2014-15), finanzia il 63,9% dell’attivo (61,7% nel 2014-15). La variazione in diminuzione è di € 1,2 milioni ed è dovuta essenzialmente alla perdita dell’esercizio. Il 17 novembre 2015 è stato distribuito un dividendo di Euro 0,08 per azione.

I debiti bancari sono di modesto importo, perché ammontano complessivamente solo a € 48 mila (€ 29 mila nel 2014-15). La maggior parte delle passività (38,6%) riguarda i risconti passivi correnti per ricavi anticipati per abbonamenti, Sky Box, aree ospitalità e business, sponsorizzazioni. I risconti passivi correnti ammontano a € 23,79 milioni (€ 25,88 milioni nel 2014-15).
Le disponibilità liquide, pari a € 70,27 milioni (€ 80,1 milioni nel 2014/15), rappresentano il 41,2% (44,9% nel 2014/15) dell’attivo.
Il capitale circolante netto è positivo per € 41,7 milioni (€ 54,6 milioni nel 2014-15).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra passivo non esigibile (patrimonio netto) e debiti totali determina l’indice di indebitamento. Il valore ideale deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso dell’Ajax è uguale a 1,77 (1,61 nel 2014/15).
I mezzi propri sono nettamente superiori al capitale di prestito.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. 
Nel caso dell’Ajax è uguale a 2,77 (2,61 nel 2014/15). Il totale dei beni a disposizione è abbondantemente superiore al passivo esigibile.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso dell’Ajax è uguale a 1,78 (1,94 nel 2014/15). Ciò vuol dire che l’attivo a breve è in grado di pagare i debiti a breve.

Il Valore della Rosa.



Il valore contabile della rosa al 30 giugno 2016 è di € 62,26 milioni (€ 42,31 milioni nel 2014/15) e registra un aumento di circa € 20 milioni, La variazione è dovuta ad investimenti per € 20,7 milioni, cessioni per un valore contabile netto di € 1,2 milioni e ammortamenti per € 14,5 milioni.

Gli investimenti hanno riguardato l’acquisto di Nemanja Gudelj (AZ Alkmaar); Amin Younes (Borussia Mönchengladbach); Arkadiusz Milik (Bayer 04 Leverkusen).
Nel 2015/2016 Sono stati ceduti: Ricardo Kishna (SS Lazio); Abdel Malek El Hasnaoui e Mickey van der Hart (entrambi a PEC Zwolle) ;Kolbeinn Sigthórsson (FC Nantes).

Le Immobilizzazioni materiali.

Le immobilizzazioni materiali ammontano a € 14,49 milioni (€ 13,26 milioni nel 2014-15) e incidono per l’ 8,5% sull’attivo.
I terreni e i fabbricati sono esposti per € 11,16 milioni (€ 10 milioni nel 2014-15); gli impianti e i macchinari sono pari a € 142 mila (€ 95 mila nel 2014-15); gli altri beni materiali risultano pari a € 2,34 milioni (€ 1,8 milioni nel 2014-15) e le immobilizzazioni materiali in corso ammontano a € 849 mila (€ 1,36 milioni nel 2014-15).
Il costo storico della voce terreni e fabbricati è di € 30,3 milioni (€ 28,8 milioni nel 2014-15). La voce fabbricati include migliorie beni di terzi e gli interessi che vengono ammortizzati in un periodo di 10 anni.

Il Rendiconto finanziario consolidato.

La variazione delle disponibilità liquide è stata negativa per € 9.872.000 (€ 20.188.000 nel 2014-15).
Tale variazione è dovuta a flussi di cassa negativi generati dall’attività operativa per  € 6,6 milioni e dall’attività di investimento per € 2,8 milioni, a causa delle cessioni di calciatori. L’attività di finanziamento ha generato flussi di cassa negativi per € 377 mila. Le differenze di cambio sulle disponibilità liquide hanno generato flussi negati per € 49 mila.

Il Conto Economico.



Complessivamente i ricavi derivanti dall’attività calcistica, esclusi ricavi TV e commerciali, diminuiscono da 49 milioni di Euro a 39,9 milioni di Euro.
I ricavi derivanti dalla vendita di biglietti per le gare di campionato, coppa nazionale e amichevoli aumentano da € 5,6 milioni a circa € 6,7 milioni. Gli incassi relativi alle gare di campionato sono aumentati di 700 mila Euro, gli incassi relativi alla Coppa nazionale hanno registrato un incasso di 900 mila Euro. Le gare amichevoli hanno determinato un incasso di € 400 mila.
Il numero medio degli spettatori a partita è stato di 47.882 (48.062 nel 2014/15), per uno stadio che ha una capacità di 51.628 spettatori.
I ricavi da gare per competizioni Europee diminuiscono di € 3,6 milioni, da € 8,3 milioni a € 4,7 milioni. In UEFA Europa League, al primo turno dei play-off, l’avversario è stato: ‘FK Jablonec’; mentre alla fase a gironi, gli avversari incontrati sono stati: Fenerbahce SK, Celtic FC en Molde FK. Per i play-off di UEFA Champions League l’avversario è stato: ‘SK Rapid Wien’.
Per quanto riguarda i premi per la partecipazione a competizioni Europee, essi ammontano a € 5,5 milioni, nella stagione 2014-15, ammontavano a € 12 milioni.
I ricavi per abbonamenti, pari a € 11.069.000 (11,5 milioni nel 2014/15), sono rimasti praticamente invariati. Il numero degli abbonamenti è stato pari a 35.857 (37.996 nel 2014/15).
I ricavi per le aree business e skybox aumentano di poco da € 10.054.000 a € 10.132.000. Il fatturato relativo agli Skybox è diminuito di 200 mila Euro, da € 3,8 milioni a € 3,6 milioni, mentre i ricavi per le aree business è aumentato di 300 mila Euro, da € 6,2 milioni a € 6,5 milioni. Se si considerassero anche tali posti riservati, unitamente agli abbonamenti, si avrebbe uno stadio con 38.511 posti riservati (40.595 nel 2014-15; 41.985 nel 2013-14; 42.856 nel 2012-13).
Gli altri ricavi relativi al calcio ammontano a € 1,8 milioni; mentre, nell’esercizio precedente erano pari a  € 1,6 milioni. Tali ricavi includono i rimborsi per le convocazioni nelle squadre nazionali per € 0,7 milioni (€ 200 mila nel 2014/15); il prestito di calciatori per € 0,1 milioni (€400 mila nel 2014/15) e ricavi di ristorazione per € 0,7 milioni (€ 0,7 milioni nel 2014/15).
I ricavi televisivi, che comprendono anche i ricavi internet, diminuiscono di 8,4 milioni di Euro, da € 20,7 milioni a € 12,3 milioni. I ricavi televisivi nazionali diminuiscono da € 8,9 milioni a 8,8 milioni di Euro. I ricavi televisivi Europei sono diminuiti di € 8,5 milioni, a causa della mancanza di ricavi da Market Pool di UEFA Champions League.

I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità sono pari a € 26.724.000 (€ 22,4 milioni nel 2014-15). Per il 2015/16, gli sponsor principali sono stati: Ziggo e ‘adidas’ ed hanno contribuito con un fatturato di 11,0 milioni di euro (2014/2015 8,6 milioni di euro), pari al 11,8% delle vendite nette totali (2014/2015 8,2%). Tra i partners si segnalano: ABN AMRO; CST; Huawei e Jupiler.
La stagione 2015-2016 è stata la prima stagione completa con Ziggo sulle maglie.
Con CST e Jupiler sono stati raggiunti accordi commerciali notevolmente migliorativi. Nuovi contratti sono stati conclusi con Gatorade / Pepsi e ABAX.
I ricavi di sponsorizzazione includono un importo di 2,4 milioni di euro (2014/2015 2,3 milioni di euro), derivanti dallo scambio di beni o servizi.
L’aumento delle vendite di articoli di merchandising è di € 600 mila da € 12,1 milioni a € 12,7 milioni.

I costi operativi totali, esclusi gli ammortamenti dei calciatori, risultano sostanzialmente invariati, perché sono aumentati di poco da 92,22 milioni di Euro a 92,77 milioni di Euro.
I Costi del Personale aumentano da € 44,9 milioni a € 46,9 milioni. Il rapporto tra costi del personale e fatturato netto è ottimo, essendo pari al 50,2% (42,6% nel 2014-15), ed è conforme al Regolamento sul Fair Play Finanziario.
Gli ammortamenti e le svalutazioni delle immobilizzazioni materiali sono pari a € 2.729.000 (€ 2.450.000 nel 2014-15).
La voce relativa agli altri costi operativi include il costo del venduto, gli altri ammortamenti e gli oneri diversi di gestione. Gli oneri diversi di gestione ammontano a € 35,96 milioni (€ 37,8 milioni nel 2014-15). Tale voce include: i costi relativi alle gare e calciatori in prestito pari a € 14.098.000; gli altri costi del personale per € 2.666.000 (€ 4 milioni nel 2014-15); gli affitti e spese per fabbricati per € 10.387.000 (€ 10.725.000 nel 2014-15) e i costi di gestione e amministrazione pari a circa € 8.807.000 (€ 8,5 milioni nel 2014-15).
Il costo del venduto è aumentato da € 7.037.000 a € 7.170.000.

Le imposte sul reddito risultano positive per € 174 mila ( - € 7,5 milioni nel 2014/15).

Il Player Trading.



L’Ajax, nel 2015-16, ha realizzato un risultato da “player trading” negativo per € 1,9 milioni, mentre, nel 2014-15, era positivo per € 15,6 milioni. Il risultato è determinato dalla somma algebrica degli ammortamenti dei calciatori e del risultato della cessione economica sui diritti alle prestazioni dei calciatori.
Gli importi relativi alle quote di ammortamento sono aumentati di € 2,8 milioni a € 14,6 milioni. Ciò è stato causato dall’acquisto di giocatori con elevate quote di ammortamento, come Nemanja Gudelj, Daley Sinkgraven e Arkadiusz Milik.

In definitiva, nel 2015/16, come nel 2014-15, l’importo delle plusvalenze, pari a € 12,6 milioni (€ 27,3 milioni nel 2014/15), non è riuscito a coprire il costo annuale dei cartellini.

Molto probabilmente il 2016/17 registrerà  un risultato positivo grazie alla plusvalenza di Arkadiusz Milik ceduto al Napoli.

Conclusioni.

L’equilibrio economico dell’Ajax è basato sul Player Trading, alimentato dalla strategia aziendale che punta sui giovani, ma altro fattore importante è la partecipazione alla Champions League. In effetti i conti del  2015/16 hanno risentito della mancata partecipazione alla fase a gironi della Champions League.

Per il 2016/17 l’Ajax ha superato la fase a gironi di UEFA Europa League, accedendo ai sedicesimi.

I risultati economici 2016/2017, per la cessione di Arkadiusz Milik al Napoli e Jasper Cillessen al Barcellona, che hanno fatto registrare delle plusvalenze per 34,6 milioni di Euro, giustificano l’aspettativa di un risultato netto positivo.


Bisogna evidenziare che per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, l’Ajax non presenta criticità.