sabato 25 giugno 2016

I conti 2014/15 del Bournemouth con la sanzione per il Fair Play Finanziario della “Football League”.



Luca Marotta


La società “AFC Bournemouth Limited”, cui fa capo il club di calcio inglese “AFC Bournemouth”, che ha partecipato alla Championship 2014/2015, acquisendo il diritto a partecipare alla Premier League 2015/16, ha chiuso il bilancio al 31 luglio 2015 con una perdita di d'esercizio pari a £ 38.327.925 (circa € 54,6 milioni Euro, ad un cambio al 31/07/2015 di 1£ = € 1,4264), che fa seguito ad una perdita, registrata nel 2013/14 di £ 10.337.068.
Il risultato netto dell’esercizio 2014/15 dipende principalmente dai maggiori costi del personale, maggiori ammortamenti, la pena di fair play finanziario e altri oneri eccezionali, e dall’assenza di profitto derivante dalle cessione di calciatori

Nel corso dell'esercizio 2014/15, “AFC Bournemouth Limited”, in conformità con le regole del Fair Play Finanziario della “Football League”, ha subito una sanzione di £ 7,6 milioni. Tale importo è stato allocato tra le spese straordinarie.

Il club ha visto un incremento del fatturato da £ 10,1 milioni nel 2013/14 a £ 12,9 milioni nel 2014/15.

Dal punto di vista sportivo, durante la stagione sportiva 2014/15, il club di calcio inglese Bournemouth, al secondo anno di partecipazione al campionato di “Football League Championship”, ha vinto la medesima competizione, conquistando il primo posto con 90 punti, acquisendo il diritto a partecipare alla Premier League 2015/16.

Il Gruppo di appartenenza.

La società controllante è “A.FC.B. Enterprises Limited”, società registrata nelle “The British Virgin Islands”. Tale società, a sua volta, è controllata da “Fortina Enterprises Limited”, registrata nelle “The British Virgin Islands”.
Nel novembre 2015 la società controllante, A.FC.B Enterprises Limited, ha trasferito una quota del 25% alla società “Peake6 Football Holdings LLC”.

La continuità aziendale.

La società dipende dal sostegno finanziario della società controllante.
Gli amministratori hanno considerato appropriato adottare il principio della continuità aziendale nella redazione del bilancio.
In riferimento alla continuità aziendale, la società “AFC Bournemouth Limited” dipende dal continuo supporto finanziario della società controllante e dal controllore di ultima istanza “Fortina Enterprises Limited”, che si sono impegnate a fornire sostegno finanziario alla società per almeno 12 mesi dalla approvazione del bilancio.
Di conseguenza, gli amministratori hanno preparato i conti sulla base della continuità aziendale.

Le immobilizzazioni materiali.

Il valore contabile netto delle immobilizzazioni materiali è di £ 7.718.408. Nel 2013/14 il valore contabile netto delle immobilizzazioni materiali era pari a £ 3.687.573.
La voce migliorie su terreni e fabbricati in leasing mostra un valore contabile netto di £ 6.886.378. La voce impianti e macchinari presenta un valore contabile netto di £ 104.251.

Gli investimenti in immobilizzazioni materiali, pari a £ 4,6 milioni (2014: £ 1.3m), riguardano principalmente, migliorie su beni in leasing, come lo stadio “Dean Court”.
Il club ha venduto lo stadio nel dicembre 2005 in un accordo di “leaseback” con la società di immobiliare di Londra Structadene.
Lo stadio di “Dean Court” è uno stadio piccolo con una capacità di 11.464 spettatori.

Il Valore della Rosa.

Il Valore contabile netto della Rosa è aumentato da £ 7,5 milioni a £ 16,9 milioni. La variazione è dipesa da acquisti per £ 13,2 milioni, ammortamenti per £ 3,66 milioni e cessioni per un valore contabile netto di £ 188 mila.



Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è negativo per £ 47,3 milioni. Nel 2013/14 era negativo per £ 15,1 milioni. La variazione è dovuta alla perdita dell’esercizio, pari a £ 38,3 milioni e a vari aumenti di capitale. Il capitale sociale è aumentato da £ 14.960.000 a £ 21.110.004. Il capitale sociale è composto da n. 20.860 azioni privilegiate del valore nominale di £ 1.000; da n. 125.002 azioni ordinarie di tipo A del valore nominale di £ 1 e da n. 125.002 azioni ordinarie di tipo B del valore nominale di £ 1.
Il 19 settembre 2014, la società ha emesso 1.600 azioni privilegiate del valore nominale di £ 1.000 ciascuna per un importo complessivo di £ 1.600.000, regolato in contanti.
Il 17 ottobre 2014, la società ha emesso 1.800 azioni privilegiate del valore nominale di £ 1.000 ciascuna per un importo complessivo di £ 1.800 000, regolato in contanti.
In data 11 novembre 2014, la società ha emesso 1.000 azioni privilegiate del valore nominale di £ 1.000 ciascuno per un corrispettivo di £ 1.000.000, regolato in contanti.
Il 23 dicembre 2014, la società ha emesso 300 azioni privilegiate del valore nominale di £ 1.000 ciascuna per un importo complessivo di £ 300.000, regolato in contanti.
Il 13 gennaio 2015, la società ha emesso 1.450 azioni privilegiate del valore nominale di £ 1.000 ciascuna per un importo complessivo di £ 1.450.000, regolato in contanti..
Le azioni ordinarie azioni A e B ordinarie pari grado a tutti gli effetti.
Le azioni privilegiate danno diritto a ricevere avviso di tutte le assemblee generali, ma non danno diritto a partecipare o votare alle assemblee generali o alla partecipazione agli utili o patrimonio della società. Alla liquidazione o in caso di rimborso del capitale, i titolari di azioni privilegiate hanno diritto al rimborso del capitale versato in tali azioni. Questo pagamento sarà effettuato in via prioritaria ai titolari di azioni A ordinarie o azioni B ordinarie.



L’indebitamento Finanziario Netto.

L’indebitamento finanziario netto pari a £ 40,6 milioni, risulta in aumento di £ 19,1 milioni rispetto al valore di £ 21,5 milioni del 2013/14.



I debiti finanziari entro l’esercizio successivo, pari a £7.300.000, riguardano un prestito non garantito e rimborsabile su richiesta di A.FC.B Enterprises Limited.
Gli altri debiti finanziari oltre l’esercizio successivo, pari a £34,689,276 (2014: £17,124,276), riguardano un prestito con scadenza 13 febbraio 2018 di  A.FC.B Enterprises Limited

Il Rendiconto Finanziario.

La variazione delle disponibilità liquide è stata negativa per £ 2.131.394. Tale variazione è dipesa da flussi di cassa negativi generati dall’attività operativa per £ 16.725.897; da flussi di cassa negativi generati dal servizio di finanza  per £ 115.305; da flussi di cassa negativi generati dall’attività di investimento (CAPEX) per £ 8.440.192 e da flussi di cassa positivi generati dall’attività di finanziamento per £ 23.150.000, dovuti anche all’aumento di capitale.

Il Fatturato.

Il Fatturato è stato pari a £ 12,8 milioni, e risulta in aumento di £ 2,77 milioni, rispetto all’esercizio precedente. Quindi,  c'è stato un aumento del 27,5%.



Il Costo del Personale.

Il costo del personale ammonta a £ 30,4 milioni, nel 2013/14 era pari a £ 17,3 milioni. L’incremento rispetto all’esercizio precedente è stato del 75,5%. Il costo del personale include i premi per la promozione del club di Premier League e, pertanto, supera di molto il fatturato netto.
La media dei dipendenti è aumentata da 389 unità a 451 unità. Il personale impiegato temporaneamente nei “match day” è aumentato da 240 a 294.

Gli altri costi operativi.

Gli altri costi operativi hanno registrato un incremento da £ 5,97 milioni a £ 7,49 milioni.
Gli altri ammortamenti aumentano da £ 475 mila a £ 590 mila.
La gestione straordinaria include il pagamento della sanzione per il Fair Play Finanziario della Fooball League per £ 7.615.000 e il pagamento ad ex azionisti per £ 2 milioni a seguito della promozione del club di Premier League.

Il Player Trading.

Il risultato complessivo del Player Trading è negativo.
Il risultato economico della gestione dei trasferimenti dei calciatori è negativo per £ 187.928; nel 2013/14 era positivo per 6.854.294.
Gli ammortamenti calciatori sono stati pari a £ 3.660.743.

La Gestione finanziaria.

La gestione finanziaria è negativa per £ 115 mila. Nel 2013/14 era negativa per circa £ 131 mila. Gli oneri finanziari ammontano a £ 125.761 (£ 131.258 nel 2013/14).

Conclusioni.

La Promozione in Premier League per la stagione sportiva 2015/16, certamente, comporterà un aumento esponenziale del fatturato.

Il consolidamento del successo sportivo resta un fattore di rischio chiave per il Bournemouth e l’aver conseguito il diritto alla permanenza in Premiership, per la stagione 2016/17, potrebbe determinare un miglioramento dei conti verso l’equilibrio economico. 

domenica 19 giugno 2016

Bilancio UC Sampdoria 2015: l’indennizzo straordinario della vecchia proprietà riduce la perdita.



Luca Marotta


Il risultato economico dell’anno solare 2015 di “U.C. Sampdoria Spa” ha evidenziato una perdita di € 1.385.144; mentre, nel bilancio 2014 era evidenziata una perdita di 24,6 milioni di Euro. Nel 2013 il bilancio si era chiuso con una perdita netta di esercizio di € 13.440.011 e, nel 2012, la perdita era stata di € 38,1 milioni.

Nella Relazione sulla Gestione al bilancio 2015 gli Amministratori hanno scritto: “Oltre ad un significativo incremento del fatturato, il conto economico dell’esercizio 2015 ha visto un provento straordinario di circa Euro 8 milioni per il riconoscimento, avvenuto in data 17 aprile 2015, dell’indennizzo corrisposto dalla precedente proprietà in conseguenza del reclamo ai sensi dell’art. 5.3 del contratto di acquisizione delle partecipazioni di Sampdoria Holding S.p.A. e U.C. Sampdoria S.p.A..”.

Il bilancio al 31 dicembre 2015 di “U.C. Sampdoria Spa” riepiloga i risultati sportivi della seconda parte della stagione sportiva 2014/15, conclusasi col settimo posto in Serie A e l’accesso alle fasi preliminari in Europa League, per mancanza di requisiti di chi ne avrebbe avuto il diritto, e della prima parte della stagione 2015/16, relativa al campionato di serie A successivo, terminato col quindicesimo posto.

La Proprietà della Società.

La società “U.C. SAMPDORIA S.P.A.” è controllata al 98,96% dalla società “Sport Spettacolo Holding S.r.l.” e all’’1% da “ELEVEN FINANCE S.R.L.”. “U.C. SAMPDORIA S.P.A.” risulta sotto la direzione e il coordinamento di “Sport Spettacolo Holding S.r.l.”.
La società “HOLDING MAX S.r.l.” controlla il 100% di “Sport Spettacolo Holding S.r.l.” e il 100% di “ELEVEN FINANCE S.R.L.”. La società “HOLDING MAX S.r.l.”, a sua volta è controllata all’80% da Vanessa Ferrero e al 20% da Giorgio Ferrero.
La società “U.C. SAMPDORIA S.P.A.” detiene il 100% della società “SAMPDORIA MARKETING &
COMMUNICATION S.r.l. in Liquidazione”

Tra U.C. Sampdoria S.p.A. e la controllante Sport Spettacolo Holding S.r.l. esistono rapporti relativi al contratto di locazione degli uffici sede sociale al costo di € 100 mila. Il contratto è stato stipulato a condizioni di mercato. A partire dal primo semestre 2015 è stato sottoscritto un nuovo contratto per l’utilizzo del marchio “Sampdoria” direttamente tra U.C. Sampdoria e la controllante “Sport Spettacolo Holding S.r.l.”, che risulta contrattualmente titolare dei diritti di utilizzazione del marchio “Sampdoria.

Per l’esercizio 2015, “U.C. SAMPDORIA S.P.A.” risulta in regime di “Consolidato Fiscale Nazionale” con la controllante “Sport Spettacolo Holding S.r.l.”.
Il Bilancio di esercizio della Sport Spettacolo Holding S.r.l. alla data del 31 dicembre 2014 evidenzia una perdita dell’esercizio per € 2.211.139, con un Valore della produzione di € 1.146.064 ed un patrimonio netto positivo per € 34,3 milioni.

La continuità aziendale.

Nella relazione dei revisori di Baker Tilly Revisa S.p.A.è presente un richiamo di informativa riguardante il fatto che nel 2015 la società ha beneficiato di un provento straordinario per il riconoscimento di un indennizzo ottenuto dal precedente socio oltre a significative plusvalenze per la cessione di calciatori.
Strettamente connessa al tema della continuità aziendale è l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione, nel mese di marzo 2016, del budget preconsuntivo della stagione 2015/2016 ed il Piano per le stagione 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019. Gli Amministratori hanno scritto che il Piano prevede una situazione di sostanziale pareggio reddituale e finanziario nel corso della prossima stagione sportiva, mentre per le successive stagioni sportive sono previsti risultati di utile e flussi finanziari positivi.
Secondo gli Amministratori le strategie poste in essere per il perseguimento degli obiettivi di Piano, evidenziano l’esistenza delle condizioni finanziarie e patrimoniali tali da garantire il presupposto della continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi alla data del bilancio d’esercizio.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Il totale dell’Attivo è aumentato del 14,8% da € 106 milioni a € 121,8 milioni.



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,20 (0,26 nel 2014).
Infatti, l’equity ratio è pari a 16,8 % (20,6% nel 2014). Il ricorso al capitale di terzi è prevalente.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,20 (1,26 nel 2014), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,66 (0,63 nel 2014), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
Anche non considerando nelle passività a breve i ratei e i risconti passivi che sono paria ad  € 14.963.968 (€ 12.533.177 nel 2014), l’indice resterebbe al di sotto di 1.

Grado Copertura Patrimonio Calciatori
Indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri. Il rapporto tra patrimonio netto e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 0,47 (0,59 nel 2014). Pertanto, l’investimento in Diritti Pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta finanziato anche con capitale di terzi.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,67, di poco superiore alla soglia minima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,4.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 49,7% (39,7% nel 2014), pertanto ogni 100 Euro investiti se ne incassano 49,7, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, in circa 2 anni.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è negativo per € 8,3 milione circa, e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si perderebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 7 Euro.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per € 20.431.317 (€ 21.816.461 nel 2014) e finanzia il 16,8% dell’attivo. La variazione in diminuzione di € 1,38 milioni è dovuta all’evidenziazione della perdita d’esercizio per € 1.385.144.
Per quanto riguarda la copertura della perdita, l’Assemblea ha deliberato di coprirla integralmente, mediante utilizzo della riserva “Versamenti in conto capitale”.

L’indebitamento finanziario.



Il debito finanziario lordo risulta diminuito da € 10,5 milioni a € 8,1 milioni.
I debiti bancari sono diminuiti da € 10,4 milioni a € 6,2 milioni e riguardano scoperti di conto corrente.
Risulta un’anticipazione finanziaria sui crediti nei confronti del Valencia C.F. S.A.D., con riferimento alla terza ed ultima rata da corrispondersi per la cessione a titolo definitivo del calciatore Skodran Mustafi avvenuta nel corso dell’esercizio 2014.
Considerando le disponibilità liquide pari a 565 mila Euro, si ha un indebitamento finanziario netto pari a € 7,5 milioni inferiore al valore della produzione e al fatturato netto.
I crediti verso enti settore specifico risultano pari a € 42,1 milioni, di cui € 39,38 milioni verso società di calcio. Il maggior credito riguarda quello verso il Napoli per Gabbiadini per € 7,5 milioni. Il credito verso l’Inter per Icardi, è pari a € 4,75 milioni. Sono evidenziati crediti verso il Bologna per Rizzo per € 4,5 milioni; verso il West Ham per Obiang per € 4 milioni e verso il Sassuolo per Duncan per circa € 3,5 milioni.

I debiti verso altri club per operazioni di calciomercato sono pari a € 44,6 milioni. Il maggior debito riguarda quello verso l’Udinese per Muriel pari a € 5,25 milioni. E’ evidenziato un debito verso il Napoli per Gabbiadini, pari a € 3,75 milioni e sempre per Gabbiadini un debito verso la Juventus per € 1,4 milioni. Il debito verso l’Inter per Bonazzoli, è pari a € 3,2 milioni e per Duncan è di € 2,2 milioni.
Il saldo tra crediti e debiti verso enti settore specifico è negativo per € 2,5 milioni. Anche se aggiungessimo tale saldo all’indebitamento finanziario netto si otterrebbe una cifra comunque inferiore al fatturato netto.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2015 ammontano a € 81,2 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 70,5 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,15, comunque inferiore alla soglia massima consentita del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 2. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.

LA SOSTENIBILITA’ DEL DEBITO
Gli Amministratori determinavano la posizione finanziaria netta considerando anche i crediti e i debiti da compartecipazione ex art. 102 bis delle NOIF. Secondo i loro calcoli la posizione finanziaria netta è negativa per 7,5 milioni, mentre nel 2014 era negativa per 12,7 milioni di Euro.
Il giudizio sulla sostenibilità del debito deve tener conto che il Margine operativo lordo (Ebitda), determinato dagli Amministratori, è positivo per € 24,8 milioni. Pertanto la gestione economica ha generato dei flussi di cassa positivi.

IL RENDICONTO FINANZIARIO
Il rendiconto finanziario dimostra la variazione negativa di disponibilità liquide per € 4.983.381 è dipesa da flussi di liquidità positivi generati dalla gestione corrente per € 7,9 milioni, di cui € 4,4 milioni derivanti dall’autofinanziamento economico; da flussi negativi di liquidità generati dalla gestione relativa ai finanziamenti per € 2,38 milioni; da flussi negativi di liquidità generati dalla gestione degli investimenti per € 10,55 milioni.
Gli Investimenti per diritti pluriennali prestazioni calciatori hanno drenato € 48,15 milioni. Il Valore di realizzo per i diritti pluriennali prestazioni calciatori ha generato flussi positivi per € 40,19 milioni.

Gli altri debiti.

I debiti tributari risultano aumentati del 9%, da € 4,8 milioni a € 5,23 milioni. L’importo principale riguarda i debiti per ritenute su lavoro dipendente, relative alle retribuzioni di novembre e dicembre 2015 pari a € 4,19 milioni (€ 4,65 milioni nel 2014). I debiti per ritenute d’acconto su lavoro dipendente sono stati pagati dopo il 31 dicembre 2015, in base al pagamento delle retribuzioni.
I debiti verso i dipendenti aumentano da € 6 milioni a € 8,2 milioni e si riferiscono alle mensilità di novembre e dicembre, oltre ai premi. Nella nota integrativa è specificato che gli stipendi sono stati pagati puntualmente.
I debiti verso istituti previdenziali pari a € 187 mila (€ 170 mila nel 2014) sono stati pagati nel mese di gennaio 2016.
I debiti verso agenti e intermediari dei calciatori ammontano a € 3.147.000 (€ 1.126.000 nel 2014).

Il Valore della Rosa.



I diritti pluriennali alle prestazioni calciatori espongono un valore di € 43,9 milioni (€ 36,8 milioni nel 2014), evidenziando un aumento del 19,4%. La variazione positiva di € 7,1 milioni è dovuta ad investimenti per € 47,17 milioni (€ 19,74 milioni nel 2014), cessioni con un valore contabile residuo di € 22,3 milioni (€ 7,3 milioni nel 2014), ammortamenti per € 17,7 milioni (circa € 14,7 milioni nel 2014).
Durante il 2015, gli acquisti col valore più elevato sono stati: CORREA C. J. (Estudiantes) per € 8,5 milioni; Fernando (Shaktar Donetsk) per € 8.146.893; Muriel (Udinese) per € 6.750.000; per € 4,52 milioni Bonazzoli (Inter) e Duncan (Inter) per € 3.110.000.
Per quanto riguarda le cessioni, si è registrato un incasso complessivo di € 40,2 milioni, che ha determinato plusvalenze per € 24.459.766 e minusvalenze per € 7.592.721. Tra i calciatori ceduti spiccano: Gabbiadini (Napoli) per € 12.500.000; Obiang (West Ham) per € 6.500.000; Rizzo (Bologna) per € 5.240.437, Duncan (Sassuolo) per € 5.768.944.
Dopo la chiusura dell’esercizio, si è verificata la cessione di Eder all’Inter, che determinerà, nel 2016, una plusvalenza di 13 milioni di Euro. Al 31.12.2015 Eder evidenziava un valore residuo contabile di Euro 1.293.700. Inoltre, si è verificata la cessione a titolo temporaneo annuale con obbligo di riscatto all’ A.S. Roma S.p.A. del calciatore Ervin Zukanovic, che permetterà l’iscrizione di una plusvalenza di circa 1 milione di euro nel corso dell’esercizio 2016.
Per quanto riguarda le acquisizioni, le operazioni di maggiori rilevanza sono state: Jacopo Sala (Hellas Verona S.p.A.); Fabio Quagliarella (Torino F.C. S.p.A.); Ricardo Alvarez e Modico Diakhite (Frosinone).

La Gestione Economica.

Nel 2015, il valore della produzione aumenta del 44% da € 59,2 milioni a € 85,2 milioni.
I costi della produzione, pari a € 93,34 milioni (€ 78,8 milioni nel 2014), risultano aumentati del 18,4%, in misura meno che proporzionale. La situazione di squilibrio economico permane. Infatti, la differenza tra valore e costi della produzione evidenzia un risultato negativo per 8,1 milioni di Euro, mentre nel 2014 era negativo per 19,6 milioni di Euro.
Tuttavia, come emerge dal grafico, nel 2015, dopo alcuni anni, il fatturato netto risulta superiore al costo del personale.



I Ricavi.


Bisogna evidenziare che nel 2015 si registra l’incremento del fatturato netto, senza plusvalenze, del 33,2%.
Il valore della produzione risulta in aumento del 44%, perché sul valore della produzione giocano un ruolo decisivo le plusvalenze, che sono aumentate del 70,1% a € 24.459.766.

Occorre anche dire che per quanto riguarda il fatturato netto, la Sampdoria è una società “teledipendente”.Il grafico sotto lo mostra chiaramente.



I ricavi da gare sono aumentati del 16,1%, da € 3,9 milioni a € 4,6 milioni. In particolare, gli abbonamenti sono aumentati da € 2.510.000 a € 2.966.000.
I proventi radiotelevisivi sono aumentati del 27,1%, da € 32 milioni a € 40,6 milioni. Tali proventi incidono per il 47,7% sul valore della produzione e per il 71,8% sul fatturato netto.
I proventi da sponsor risultano pari a € 3.035.000 (€ 2.053.000 nel 2014), di cui € 537 mila per il secondo sponsor di maglia contrattualizzato per la seconda parte della stagione sportiva 2014/2015 e per il secondo e terzo sponsor di maglia per il primo semestre della stagione 2015/2016. Due Sponsor tecnici hanno contribuito con € 2.099.000 (€ 1,5 milioni nel 2014).

I proventi pubblicitari ammontano a € 2.485.000, mentre nel 2014 erano pari a € 1.618.000. I proventi pubblicitari della Sampdoria dipendono dal contratto firmato con l’advisor commerciale Infront Italy.

I contributi federali, pari a € 4.636.000, riguardano per Euro 220 mila il provento riconosciuto per la partecipazione ai preliminari di Uefa Europa League, per Euro 2.820.000 la stima dei proventi collettivi non audiovisivi, per Euro 1.130.000 la quota parte del provento nei confronti della Lega Serie A per il diritto all’accesso al segnale per la stagione 2015/2016.

I proventi straordinari mostrano la cifra di € 8.156.339, a causa dell’indennizzo corrisposto dalla precedente proprietà.

Il Player Trading.



Il risultato del Player Trading è di poco negativo per circa € 564 mila. Nel precedente esercizio era negativo per circa € 6,5 milioni. Nel 2015, il risultato della gestione economica dei calciatori non è riuscito di poco a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentato dagli ammortamenti.
Le plusvalenze incidono per il 28,7% sul valore della produzione e ammontano a 24,46 milioni (€ 14,4 milioni nel 2014).  Le principali plusvalenze hanno riguardato le seguenti cessioni: Obiang, ceduto al West Ham per € 6.500.000 e con una plusvalenza di pari importo; Rizzo, ceduto al Bologna per € 5.240.000 e una plusvalenza di Euro 5.092.000 e Gabbiadini ceduto al Napoli per € 12.500.000 e una plusvalenza di Euro 4.831.000. Okaka ceduto all’Anderlecht per € 3,3 milioni ha determinato una plusvalenza di € 2.534.000; mentre Duncan ceduto al Sassuolo per € 5.769.000 ha determinato una plusvalenza di € 2.948.000.
Le minusvalenze risultano pari a € 7,59 milioni. La principale minusvalenza è stata quella determinata dalla rescissione di Bergessio per  € 1.891.000.
I proventi da compartecipazioni ammontano a € 2.350.000. Il principale importo riguarda Beltrame (Juventus) per € 1 milione, seguito da Fedato (Catania) con € 900 mila.
Gli oneri da compartecipazioni risultano pari a € 2.750.000. Gli importi principali riguardano: Gabbiadini per € 750 mila e Fiorillo per 2 milioni di Euro.
I costi per acquisizioni temporanee dei calciatori ammontano a € 1.451.000 ( € 738 mila nel 2014). Il costo maggiore riguarda Munoz (Palermo) per € 500mila.
L’ammortamento della rosa calciatori è stato pari a € 17,7 milioni (€ 14,7 milioni nel 2014).

I Costi.

Il costo del personale, pari a € 45,3 milioni (€ 43,9 milioni nel 2014), risulta aumentato del 3,4% ed incide sul fatturato netto per l’ 80,1%, mentre incide sul valore della produzione per il 53,2%, grazie alle plusvalenze. Il costo del personale è aumentato in misura meno che proporzionale all’aumento del fatturato netto è risulta “sostenibile” anche grazie alle plusvalenze.
Il costo del personale tesserato è aumentato da € 40,15 milioni a € 42,37 milioni; mentre, il costo degli altri dipendenti è diminuito da € 3,72 milioni a € 2,97 milioni.
Il numero degli allenatori mediamente in forza al club, durante il 2015, è aumentato da 42 a 45, mentre il numero dei calciatori è aumentato da 35 a 37.
Nelle spese per servizi, pari a € 9,64 milioni (€ 9,1 milioni nel 2014), sono ricomprese le spese per agenti e intermediari pari a € 3,67 milioni (€ 2,6 milioni nel 2014).
I costi per godimento beni di terzi, pari a € 4,2 milioni, comprendono: il canone per la concessione di utilizzo del marchio Sampdoria, per € 2.509.000 in forza del contratto con la controllante Sport Spettacolo Holding S.r.l. e i diritti di utilizzo dello Stadio per € 873 mila.
Gli oneri diversi di gestione, pari a € 12,71 milioni (€ 7,1 milioni nel 2014), includono oltre le minusvalenze anche gli “Oneri contribuzione LNP Serie A” per Euro 1.670.000.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,97 tale valore sarebbe di poco oltre il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2015/16, e al di sopra per il 2016/17, che è di 0,85 e anche per il 2017/18, la cui soglia è di 0,8.

Il punto di pareggio.

Il risultato prima delle imposte, aggregato relativo agli esercizi 2013, 2014 e 2015, è negativo per € 39,8 milioni. Occorre dire che tale risultato è anche comprensivo dello storno dei costi per il Vivaio, il cui dato aggregato è di 4,6 milioni di Euro, mentre il dato aggregato degli ammortamenti non rilevanti è trascurabile.
La soglia di tolleranza stabilita dal Regolamento UEFA del Fair Play Finanziario, per il periodo di monitoraggio 203-2014-2015 è di € 30 milioni.

Il Budget 2014/15 e il Piano 2017-2019.

Il Consiglio di Amministrazione del mese di marzo 2016 ha approvato il Budget preconsuntivo della stagione 2015/2016 ed il Piano per le stagioni 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019.
Nella Relazione sulla Gestione è scritto che il Budget prevede anche per le prossime stagioni il raggiungimento di una situazione di sostanziale pareggio reddituale e finanziario, mentre per le successive stagioni sportive sono previsti risultati di utile e flussi finanziari positivi.
Le principali assunzioni del Piano sono:
-         mantenimento di un posizionamento in classifica tra il 10 ed il 12 posto;
-         progressivo incremento dei ricavi da cessione diritti TV;
-         progressiva stabilizzazione del monte ingaggi calciatori, mediante riduzione della rosa e ringiovanimento della stessa. Secondo gli Amministratori sono già state poste le basi;
-         player trading, con realizzo di plusvalenze;
-         stabilizzazione della Posizione Finanziaria Netta.

Conclusioni.


Il verificarsi delle assunzioni del Piano continua ad essere alla base della continuità aziendale. Nella Relazione sulla gestione è scritto che l’iscrizione a conto economico del provento straordinario, sotto forma di indennizzo riconosciuto dalla vecchia proprietà, ha indotto gli Amministratori ad accelerare il processo di razionalizzazione, che consiste nella riduzione numerica e ringiovanimento del parco giocatori. La contabilizzazione dell’indennizzo ha permesso di assorbire i conseguenti costi del processo di razionalizzazione, senza penalizzare il risultato d’esercizio ed il patrimonio della Società. Secondo gli Amministrato il processo di razionalizzazione è da ritenersi sostanzialmente concluso e pertanto per l’esercizio 2016 è prevista una decisa riduzione dei costi per minusvalenze e incentivi all’esodo. Tuttavia, è bene rilevare che l’indennizzo è stato riconosciuto durante la stagione sportiva 2014/2015 e che la stagione sportiva 2015/16 ha visto la Sampdoria concludere il Campionato di Serie A al quindicesimo posto con 40 punti.

venerdì 10 giugno 2016

Bilancio Consolidato UEFA 2014/15: fatturato di 2 miliardi e perdita da 27,9 milioni.



Luca Marotta


Il 25 Febbraio 2016 è stato presentato al Congresso UEFA per l'approvazione il bilancio consolidato per il 2014/15. L’esercizio 2014/15 include i proventi relativi alla prima stagione delle qualificazioni europee centralizzati. Tale circostanza ha permesso di aggiungere una notevole quantità di ricavi.
Il bilancio consolidato dell’UEFA 2014/15 si è chiuso con un fatturato di 2,1 miliardi di Euro (€ 1,73 miliardi nel 2013/14) e con una perdita consolidata netta di 27,9 milioni che è un risultato migliore di quello dell’esercizio 2013/14 che si era chiuso con una perdita di Euro 42,4 milioni ; ma peggiore di quello dell’esercizio 2012/13, chiusosi in perdita per Euro 21,4 milioni. Poiché il bilancio consolidato 2011/12, si chiuse con un utile di 128,8 milioni di Euro, emergerebbe come fondata la considerazione che solo l’organizzazione di manifestazioni come gli Europei, siano in grado di far decollare il fatturato e portare in utile il bilancio UEFA, che in assenza di tale manifestazione dipende dai proventi della Champions League.



Tuttavia, il risultato dell'esercizio 2014/15 è stato giudicato soddisfacente, e anche meglio di quello previsto nel bilancio preventivo, che prevedeva una perdita di 58 milioni di Euro.

L' UEFA (Union des Associations Européennes de Football) è un’organizzazione internazionale non governativa e non-profit costituita in forma di associazione secondo il diritto svizzero.
Dal bilancio consolidato al 30 giugno 2015, risulta che l’UEFA controlla 3 società: UEFA Events SA (Service company), registrata in Svizzera, sede Nyon, e controllata al 100%; Euro 2008 SA (Società inattiva) registrata in Svizzera, sede Nyon, e controllata al 100%; Euro 2016 SAS, registrata in Francia, sede Parigi, e controllata al 95%.

Il Conto Economico.

Le manifestazioni organizzate dall’UEFA generano dei ricavi le cui principali fonti sono la cessione di diritti televisivi, la cessione dei diritti commerciali, come sponsorizzazioni e la biglietteria.



I ricavi relativi alla cessione dei diritti complessivamente ammontano a € 2 miliardi (€ 1,67 miliardi nel 2013/14) e riguardano la cessione dei diritti televisivi e la cessione dei diritti commerciali.
Nel 2014/15, i ricavi per la cessione dei diritti televisivi sono stati pari a 1,69 miliardi di Euro, mentre nel 2013/14 erano pari a 1,35 miliardi di Euro. Nel 2012/13 i ricavi TV erano pari a € 1,32 miliardi. Nel 2011/12 i ricavi TV erano maggiori perché comprendevano i ricavi di “EURO 2012”, che erano pari a 837,2 milioni di Euro.
I ricavi per la cessione dei diritti televisivi della UEFA Champions League aumentano da € 1,12 miliardi a € 1,16 miliardi. I ricavi per la cessione dei diritti televisivi della UEFA Europa League risultano pari a € 234,99 milioni, mentre nel 2013/14 erano pari a € 225,3 milioni. I ricavi per la cessione dei diritti televisivi di altre competizioni, come quelle femminili, Under-21 e giovanili, risultano pari a 9,3 milioni di Euro (5,2 milioni di Euro nel 2013/14).
I ricavi commerciali ammontano a 345,5 milioni di Euro, mentre nel 2013/14 erano pari a € 328,5 milioni e nel 2012/13 erano pari a 313,2 milioni di Euro. Nel 2011/12 i ricavi commerciali erano pari a € 593,4 milioni, perché comprendevano i ricavi commerciali di “EURO 2012”, che erano pari a 313,9 milioni di Euro. I ricavi commerciali della UEFA Champions League aumentano da € 301,9 milioni a € 304,5 milioni. I ricavi commerciali della UEFA Europa League restano stabili a € 18 milioni. I ricavi commerciali per altre competizioni risultano pari a 7,8 milioni (8,6 milioni di Euro nel 2013/14).

Il grafico mostra l’evoluzione nel tempo dei ricavi TV e ricavi commerciali derivanti dall’organizzazione della Champions League.



I ricavi per biglietti aumentano da € 17,8 milioni a € 19,1 milioni. Nel 2012/13 i ricavi per biglietti erano pari a 19,5 milioni. L’esercizio 2011/12 evidenziò dei ricavi da biglietti per € 139 milioni, perché beneficiò dei ricavi per biglietti di EURO 2012 che erano pari a 136,1 milioni di Euro. I ricavi per biglietti relativi alle competizioni dei club aumentano a € 18,3 milioni da € 15,3 milioni. Per tale tipologia di ricavo bisogna evidenziare che essa dipende dalla capacità di posti a sedere degli stadi utilizzati.
I ricavi per biglietti sono trattati allo stesso modo sia per l’UEFA Champions League che per l’Europa League: ai club spetta la totalità dei ricavi da biglietteria, ad eccezione della finale, per la quale le due finaliste ricevono delle parti uguali.
Anche i ricavi per “hospitality” aumentano a € 17,6 milioni da € 15,8 milioni. Nel 2011/12, a causa di “EURO 2012” furono pari a € 112 milioni.
Gli altri ricavi sono pari a € 27,3 milioni (€ 20,9 milioni nel 2013/14) e comprendono i proventi da multe pari a € 8 milioni (€ 6,8 milioni nel 2013/14). I proventi da multe servono anche per finanziare vari progetti con finalità sociale.

La principale voce di costo è costituita dalla ripartizione tra le squadre dei proventi legati alle manifestazioni UEFA, che risulta dalla seguente tabella.



Nel 2013/14 i proventi distribuiti tra le squadre sono stati pari a 1,57 miliardi di Euro e registrano un incremento di 33 milioni di Euro, rispetto all’esercizio precedente.
In particolare, sono aumentati i proventi distribuiti per la Champions League da € 997,46 milioni a circa 1,03 miliardi di Euro e i proventi destinati ai club che hanno partecipato all’Europa League, che sono passati da € 232,5 milioni a € 239,75 milioni.

I contributi alle associazioni sono diminuiti da € 49,1 milioni a € 44,7 milioni. In particolare i contributi alle spese per competizioni per le associazioni ospitanti o partecipanti alle competizioni del calcio femminile, giovanile e calcetto ammontano a € 31 milioni (€ 27,5 milioni nel 2013/14).

Le spese relative all’organizzazione di eventi sono aumentate di € 20,6 milioni da € 120,8 milioni a € 141,4 milioni. Nel 2012/13 erano pari a € 117,3 milioni. Nel 2011/12 le spese in questione erano pari a € 453,7 milioni e quelle riguardanti l’evento “EURO 2012” erano pari a € 281,4 milioni.
Nello specifico le spese strettamente legate agli eventi comprendono costi quali contributi per gli organizzatori locali, noleggio di stadi e infrastrutture, sicurezza e materiale. Tali spese sono aumentate da € 29,3 milioni a € 31,2 milioni.
Nella voce di costo generale, sono compresi il costo di produzione di contenuti televisivi e i costi legati al marketing e altri costi come il catering per l’hospitality e tutti gli altri servizi messi a disposizione degli ospiti aziendali, sponsor e funzionari per le partite.

Le spese per gli arbitri aumentano da € 33,2 milioni a € 35,7 milioni. Tale importo include tutte le spese arbitrali per le partite ufficiali, come compensi, viaggio e alloggio per € 21,2 milioni, i delegati per circa 7,2 milioni di Euro e i controlli antidoping per € 1,6 milioni. Per quanto riguarda la ripartizione per competizioni l’incremento è dovuto alle qualificazioni ad EURO 2016 per € 4,89 milioni. Il decremento delle spese arbitrali per altre competizioni riguarda principalmente la “UEFA Women’s EURO 2013” e la “UEFA European Under-21 Championship”.

Le spese non capitalizzate per “Information and communications technology” (ICT) risultano aumentata da € 46,5 milioni a € 52,6 milioni. In particolare, i costi connessi direttamente al sito della UEFA, come l'hosting e dei costi redazionali, nonché gli investimenti non capitalizzati in relazione alla progettazione del sito web, ammontano a € 7,7 milioni. Il resto dei costi si riferisce al sistema della rete, ai programmi software, ai sistemi audiovisivi.

I costi del personale sono aumentati a € 72,8 milioni da € 64,6 milioni, soprattutto a causa dell’impatto dei tassi di cambio e all’imputazione di costi alle qualificazioni per gli Europei 2016.
L'aumento del numero di dipendenti rispetto al 2013/14 è dovuto in gran parte ai preparativi per UEFA EURO 2016. Tuttavia, l'impatto sui salari dei dipendenti e dei costi per benefit riconosciuti nel conto economico di quest'anno è limitato in quanto i costi stanziati per UEFA EURO 2016 sono differiti nel bilancio e si riverseranno nell'esercizio 2015/16, in base ai principi contabili.

La voce altre spese pari a € 48 milioni (€ 54,1 milioni nel 2013/14) comprende le spese per viaggi, alberghi e indennità giornaliere per i funzionari UEFA (esclusi gli arbitri) e personale per un importo di € 23,2 milioni (€ 24,7 milioni nel 2013/14). Le spese per consulenze ammontano a € 16,8 milioni (€ 23,8 milioni nel 2013/14).

Altra voce importante dei costi è quella relativa ai contributi di solidarietà, che diminuiscono da € 175,6 milioni da € 171,4 milioni. L’UEFA effettua i pagamenti di solidarietà alle associazioni e ai club per le loro attività, come previsto nei rispettivi regolamenti.
I fondi utilizzati provengono principalmente da due fonti: dal Campionato Europeo per Squadre Nazionali ogni quattro anni e, su base annuale, dai ricavi delle principali competizioni per club UEFA.
In genere, i fondi provenienti da UEFA EURO sono destinati: al programma “HatTrick” per associazioni, per finanziare progetti di investimento come lo sviluppo delle infrastrutture; alle associazioni per progetti straordinari approvati e ai club i cui calciatori abbiano partecipato al Campionato Europeo.
Come già detto, altra fonte dei contributi di solidarietà è quella proveniente dai ricavi relativi alle principali competizioni per club. Tali contributi vengono destinati ai club eliminati nelle fasi preliminari. Un’altra parte di questi contributi è destinata alle attività di sviluppo dei giovani nel calcio professionistico.
Nella 2014/15 la solidarietà alle Associazioni è stata di 30,9 milioni di Euro e la solidarietà ai club è stata di133,5 milioni di Euro. Le donazioni diminuiscono da € 15,1 milioni a € 7 milioni.

I Proventi finanziari sono notevoli e ammontano a € 34,9 milioni (€ 19,4 milioni nel 2013/14 ed € 22 milioni nel 2012/13).
I Costi finanziari risultano inferiori essendo pari a € 13,45 milioni (€ 1,4 milioni nel 2013/14).
L’importo maggiore riguarda differenze di cambio non realizzate per € 12,2 milioni.

Lo Stato Patrimoniale.

La struttura dello Stato Patrimoniale è molto liquida. Le disponibilità liquide e le attività finanziarie correnti costituiscono il 50,3% dell’attivo. L’incidenza dell’attivo non corrente è del 10,5%. Le disponibilità liquide ammontano ad € 5187,1 milioni (€ 407,1 milioni nel 2013/14). Le Attività finanziarie sono pari a € 1 miliardo. I fabbricati di proprietà ammontano a € 91,5 milioni e i terreni a € 12,9 milioni.



I Crediti ammontano a € 733,6 milioni, mentre, nel 2013/14, i crediti erano pari a € 672,9 milioni. I crediti scaduti e non svalutati ammontano a € 59,7 milioni. I crediti diventati inesigibili ammontano a € 7,1 milioni (€ 3,1 milioni nel 2013/14).
Le attività finanziarie correnti ammontano a € 1.024.994.000 (€ 1.013.780.000 nel 2013/14).
Le attività finanziarie non correnti risultano pari a € 201,4 milioni (€ 176,1 milioni nel 2013/14).

I mezzi propri finanziano il 17,3 dell’attivo. La variazione dell’importo dei mezzi propri è dipesa dalla perdita dell’esercizio.

I debiti correnti diminuiscono da € 463 milioni da € 454,9 milioni. La maggior parte riguarda i debiti verso le Associazioni per € 421 milioni (€ 439,5 milioni nel 2013/14), tra cui figura la voce “Euro Pool” per € 219,22 milioni (€ 287,3 milioni nel 2013/14). Tale voce riguarda pagamenti di solidarietà e progetti in favore delle associazioni aderenti. Nei prossimi anni, parte di questo importo è destinato a finanziare gli impegni relativi alla Qualificazioni agli Europei (2014-18).
I ratei e risconti passivi ammontano a € 1,8 miliardi (€ 1,37 miliardi nel 2013/14). L’importo relativo ai risconti passivi è di € 1,75 miliardi (€ 1,34 miliardi nel 2013/14). I ricavi anticipati si riferiscono alle competizione per club per € 1,14 miliardi (€ 974,1 milioni nel 2013/14) e i ricavi anticipati per UEFA EURO 2016 per € 495 milioni (€ 193,5 milioni  nel 2013/14 ed € 69,2 milioni nel 2012/13).

Risulta accantonato a fondo rischi l’importo di € 162,5 milioni, di cui € 104,1 milioni (€ 186,4 milioni nel 2013/14) non correnti, soprattutto per i progetti relativi ai contributi di solidarietà.

Il Rendiconto Finanziario.

Il rendiconto finanziario dimostra come le disponibilità liquide, al netto delle differenze di cambio, siano aumentate di € 103,2 milioni (€ 79 milioni nel 2013/14). L’attività operativa ha apportato flussi di cassa netti per 140,3 milioni di Euro e l’attività di investimento ha drenato flussi di cassa per 37,1 milioni di Euro.

Conclusioni.


Fatta eccezione per gli anni in cui si disputano i Campionati Europei per Squadre Nazionali, il bilancio dell’UEFA dipende soprattutto dagli introiti per la cessione dei diritti della Champions League. In particolare, solo con l’organizzazione dei Campionati Europei per Squadre Nazionali, l’UEFA evidenzia nei suoi conti un risultato positivo, negli altri anni i pagamenti di solidarietà assorbono il risultato operativo.

martedì 7 giugno 2016

Bilancio Empoli 2014/2015: la Serie A, Valdifiori e Rugani portano l’equilibrio economico.

Luca Marotta 


Empoli FC SpA ha chiuso il bilancio chiuso al 30/06/2015, con un utile al netto delle imposte di € 35.000. Mentre, l’esercizio solare 2013/2014 si era chiuso con una perdita netta di 3,9 milioni di Euro e il 2013 con una perdita netta di Euro 554 mila.
Con la partecipazione al campionato di Serie A 2014/15 ed il conseguimento dei relativi diritti TV, cui si sono aggiunte le plusvalenze di Valdifiori e i proventi da compartecipazione di Rugani, l’Empoli ha raggiunto un sostanziale equilibrio economico, tuttavia permane l’elevata incidenza dei debiti tributari, di cui una parte risulta rateizzata.
L’Empoli è una “squadra di provincia” che ha come obiettivo principale la permanenza nella Serie A di calcio, senza le risorse di personale ed economiche dei grandi club. Per questo continua nella politica di investimento nel settore giovanile, ritenendo giustificato la capitalizzazione dei costi del vivaio, che riguardano la promozione e l'organizzazione del settore giovanile e che hanno utilità pluriennale.

Dal punto di vista sportivo, la stagione 2014/2015, si è conclusa con il quindicesimo posto del Campionato di Serie A Tim, con il raggiungimento dell’obiettivo della permanenza in Serie A..

La società.

L'Empoli Football Club viene fondato nel 1920. Il Capitale sociale è composto da 200.000 azioni dal valore nominale di € 5,20. Nel 1991 la proprietà è stata rilevata dalla famiglia Corsi, dando inizio alla presidenza di Fabrizio Corsi, tutt'ora al vertice della società.
Al 28 ottobre 2015, Fabrizio Corsi possedeva 97.810 azioni (48,9%); Immobiliare Calcinaia 15.000 azioni Silano Bini 6.822 azioni; Immobiliare Ciari 3.433 azioni e Aldo Lolli 3.000 azioni.

La continuità aziendale.

Nella nota integrativa è scritto che la valutazione delle voci di bilancio è stata fatta nella prospettiva della continuazione dell'attività.
La società di revisione OMNIREV srl ha evidenziato a titolo di maggior informativa che in bilancio risultano crediti per imposte anticipate e che gli Amministratori ritengono che possano essere recuperati con gli utili futuri.

La struttura dell’attivo.

Gli impieghi sono rappresentati per il 75% dall’attivo non corrente  e per il 25% dall’attivo corrente.



L’attivo, pari a € 32,1 milioni circa (€ 26,3 milioni nel 2013/14), risulta aumentato del 22%.
Le immobilizzazioni incidono sull’attivo per il 55%. I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori rappresentano il 39,3% delle immobilizzazioni ed il 21,7% dell’attivo. Notevole è l’importo dei costi capitalizzati per il settore giovanile che è pari a 4,6 milioni di Euro e che incide sulle immobilizzazioni per il 25,9%. Tale dato confermerebbe l’attenzione riposta dall’Empoli per il settore giovanile.
Le immobilizzazioni materiali ammontano ad € 5.366.089 (€5.132.516 nel 2013/14) ed incidono sull’attivo per il 16,7%. Tali immobilizzazioni riguardano: Centri e strutture sportive per € 4.631.838; Terreno sottostante centro sportivo per € 308.000; Terreni e Fabbricati e centro sportivo per € 97.000; Impianti e macchinario per € 113.983; Attrezzature industriali e commerciali per € 123.136 e Altri beni per € 92.132.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,03 (1,03 nel 2013/14), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,47 (0,46 nel 2013/14), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,42, di poco superiore alla soglia minima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,4.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 99% (23,8% nel 2013/14), pertanto ogni 100 Euro investiti se ne incassano 99, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, entro l’anno.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è positivo per € 1 milione circa, e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 3,6 Euro.

Il Valore della Rosa.

Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta aumentato da € 2.580.318  a € 6.944.367.
Le operazioni di calciomercato più importanti del 2014/15 sono state: Barsotti Lorenzo per € 20.000 (FIORENTINA A.C.); Saponara Riccardo per € 4.000.000 (AC Milan); Mestre Francesco per € 900.000 (Juventus); Santomauro Luca per € 600.000 (Juventus); Colombini Francesco per € 360.000 (San Miniato Tuttocuoio)
Tra  le cessioni spiccano: Cassata Francesco per € 1.500.000 (Juventus); Bachini Matteo per € 350.000 (San Miniato Tuttocuoio); Radonjc Nemanja per €600.000 (AS Roma); Valdifiori Mirko per € 5.600.000 (Napoli).
Valdifiori è stato ceduto al Napoli, entro la fine del mese di giugno 2015, per mettendo di realizzare una plusvalenza di € 5.513.333..
Durante la sessione invernale di mercato 2016, è stata risolta la compartecipazione di Rugani con la Juventus per € 3.000.000, come riportato nel bilancio dell’Empoli. Nel comunicato del 02.02.2015 della società bianconera era scritto che “il corrispettivo per la risoluzione era di € 3,5 milioni pagabili da Juventus in quattro esercizi”.
Entro il 30 giugno 2015 sono state definite le compartecipazioni di Barba con la Roma e di Rovini con l’Udinese.

Il Patrimonio netto.

Il patrimonio netto risulta positivo per € 808.609 (€773.608 nel 2013/14) e finanzia il 2,5% delle attività (2,9% nel 2013/14).
La variazione positiva di € 35 mila è dovuta all’utile netto di esercizio.

Il rapporto tra patrimonio netto e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 0,12 (0,3 nel 2013/14). Il valore basso di tale indicatore significa che il valore contabile netto della rosa non è finanziato totalmente con i mezzi propri.
Il Capitale Circolante netto è negativo per € 9 milioni, nel 2013/14 era negativo per € 10 milioni.

La struttura del Passivo.

Il capitale di terzi finanzia il 97,5% delle attività (97,1% nel 2013/14).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, è pari a 0,03 (0,03 nel 2013/14).
Il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri.
Infatti, l’equity ratio è molto basso ed è pari al 2,5%.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 30.06.2015 ammontano a € 29,9 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 23,4 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,27, comunque inferiore alla soglia massima consentita del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 2. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.

I ratei e risconti passivi ammontano a € 62.152 (€ 88.748 nel 2013/14) e finanziano lo 0,19% delle attività (0,34% nel 2013/14).

I debiti verso il personale ammontano a € 1.436.229. Nella nota integrativa è scritto che i debiti verso il personale riguardano il debito relativo alle mensilità di maggio e giugno 2015, pagate nel mese di settembre 2015.

I debiti tributari ammontano a € 11.656.544 (€ 6.880.799 nel 2013/14) e finanziano il 36,3% dell’attivo.
I debiti tributari comprendono: debiti per iva relativi ad esercizi precedenti rateizzati per circa 5,4 milioni di Euro; € 1.575.386 per iva a debito anno 2015 relativa alle liquidazioni dei primi sei mesi del 2015 che risultavano ancora da versare, alla data di redazione del bilancio, € 1.656.743 relativi a ritenute dipendenti, tesserati e autonomi; € 127.248 per ritenute irpef 2012 rateizzate; € 2.809.607 per imposte esercizi precedenti inerenti il P.V.C. definito con accertamento con adesione in data 17/12/2014 il cui importo originario ammontava a € 3.758.641.
Il P.V.C. è relativo alle annualità 2005 - 2009 per compensi e provvigioni erogati a terzi procuratori.
I debiti verso Enti previdenziali ammontano a € 513.683,00.
Il Financial Fair Play richiede che non vi siano debiti scaduti verso club, personale, ma anche verso il fisco o verso gli Enti Pubblici. Tuttavia, nel caso in cui si fossero concluse delle transazioni oppure instaurasse una controversia, argomentata e giudicata ammissibile, il debito non sarebbe considerato scaduto e si rientrerebbe nei parametri del Fair Play Finanziario.

La Posizione Finanziaria Netta.

I debiti bancari, al 30 giugno 2015 sono esposti per € 7.200.448 (€8.719.250 nel 2013/14). Tali debiti riguardano: un mutuo ipotecario quindicinale erogato dal Credito Sportivo per circa € 2,3 milioni; il debito verso Monte dei Paschi factor per operazioni di anticipo fatture per € 1.730.075; il debito verso Banca di Credito cooperativo di Cambiano per operazioni anticipo parte saldi campagna trasferimenti 2016/17 e 2017/2018 per € 1.400.000; il debito verso Banca del Chianti per operazioni anticipo parte saldi campagna trasferimenti 2015/2016 e 2016/2017 per € 1.395.040.

Le disponibilità liquide aumentano da € 107.823 a € 1.068.173.
I Crediti verso società calcistiche non sono esplicitati, ma inclusi genericamente nella voce crediti v/clienti e società di calcio per  € 10.550.000.
Al 30 giugno 2015, i Debiti verso enti-settore specifico ammontano a € 5.734.597.

Ai fini del Financial Fair Play la posizione finanziaria netta dovrebbe risultare comunque inferiore al fatturato netto, senza plusvalenze e quindi abbondantemente nei limiti auspicati dal Regolamento stesso.

La gestione economica.

La gestione economica è stata caratterizzata dal deciso aumento del valore della produzione da € 10,4 milioni a € 39,6 milioni, grazie alla partecipazione al campionato d Serie A 2014/15, con i relativi diritti TV, ma anche alle plusvalenze, che contabilizzano quella di Valdifiori.
I costi della produzione anche se sono raddoppiati, da € 18,5 milioni a € 37,7 milioni, risultano aumentati in misura nettamente meno che proporzionale, in confronto all’incremento del valore della produzione.
La differenza tra valore e costi della produzione è positiva per € 1,9 milioni, mentre nel 2014 era negativa per € 8,1 milioni.



I Ricavi.

I ricavi da gare aumentano a € 2,15 milioni da € 444 mila, con un incremento di circa il 385,8%.
I ricavi da gare campionato hanno registrato un incremento di € 545 mila.
La voce “Ricavi da sponsorizzazioni” aumenta da € 420 mila a € 653 mila. Tale voce comprende Ricavi dallo sponsor ufficiale NGM per € 450.000 dallo sponsor tecnico per € 180.000, altre sponsorizzazioni commerciali per € 23.229.
I “Proventi pubblicitari”, aumentano a € 785.683 da € 310.204.
I “Proventi commerciali e royalties”, pari a € 79.255 (€ 10.019 nel 2013/14), si riferiscono ai ricavi derivanti dall’attività di merchandising e di licensing.
I ricavi TV della Serie A ammontano a € 23.912.973.
I Contributi in conto esercizio diminuiscono a € 979.550 da € 3.270.221.

Il Player Trading.

La gestione del Player Trading riesce a sostenere da sola il costo annuale dei cartellini dei calciatori.



Le Plusvalenze realizzate ammontano a € 7.971.133 su un valore di cessione di € 8.058.000.
Tali plusvalenze riguardano: Cassata Francesco (Juventus) ceduto per € 1.500.000, con pari plusvalenza; Della Latta Simone (Pontedera) ceduto per € 8.000, con una plusvalenza di € 7.800; Radonjc Nemania (Roma) ceduto per €  600.000 , con plusvalenza di pari importo; Bachini Matteo (Tuttocuoio) , ceduto per € 350.000, con pari plusvalenza; Valdifiori Mirko Napoli ceduto per € 5.600.000, con plusvalenza di € 5.513.333.
Le minusvalenze pari ad € 10.400, riguardano tre calciatori svincolati.

I proventi da compartecipazione pari a € 3 milioni, riguardano la risoluzione della compartecipazione di Rugani a favore della Juventus.

Gli ammortamenti dei calciatori aumentano del 31,4%, da € 1,1 milioni a € 1,4 milioni.

I Costi.

Il costo del personale è aumentato da € 8.365.310 a19.909.238. Si è registrato un incremento di circa € 11,5 milioni, con un’incidenza sul valore della produzione del 50,2% (80,7% nel 201314) e sul fatturato netto del 68,9% (159,1% nel 2013/14).
Il costo del personale tesserato è di € 18.386.375.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,96 tale valore sarebbe di poco oltre il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2015/16, e al di sopra per il 2016/17, che è di 0,85 e anche per il 2017/18, la cui soglia è di 0,8.

I costi per servizi ammontano a € 6.618.232 (€ 3.439.456 nel 2013/14). Tali costi comprendono i C osti per tesserati pari ad € 330.996; i Costi per attività sportiva pari ad € 443.980; i Costi specifici tecnici pari ad € 510.052, relativi a costi per l'osservazione dei calciatori, costi squadre sovvenzionate e costi accessori campagna trasferimenti; i Costi di vitto, alloggio e locomozione gare pari ad € 354.799; le Spese assicurative e previdenziali pari ad € 130.495; le Spese amministrative, pubblicitarie e generali pari ad € 4.763.607, comprendenti gli emolumenti ad Amministratori per € 845.537. Sono stati imputati i compensi relativi all'esercizio 2014/15 spettanti al Presidente del CDA per € 519.760, all'Amministratore Delegato per € 325.777 , ai Sindaci per € 19.656.

I Costi per godimento beni di terzi ammontano a € 359.605 (€ 319.274 nel 2013/14) e includono l’affitto dei campi sportivi per € 27.700 e il canone di locazione di locali per € 207.642.

Il pareggio di bilancio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 706 mila. Nel 2013/14 il risultato prima delle imposte era negativo per € 8,56 milioni. Nel 2012/13, il risultato prima delle imposte era negativo per € 819 mila.
Il dato aggregato dell’EBT per il periodo 2012/13, 2013/14 e 2014/15 è negativo per Euro 8,68 milioni. Bisogna precisare che per il Regolamento del Fair Play Finanziario, bisognerà operare delle rettifiche sull’EBT, come quella di non considerare gli ammortamenti sulle infrastrutture sportive.

Nel 2015, le imposte di esercizio hanno esercitato un impatto negativo sul risultato finale per € 670.883, corrispondenti a € 179.197 per Ires e € 491.686 per Irap.
Il risultato netto è positivo per € 35.000. Nel 2013/14 i l risultato netto è stato negativo per € 3.899.913.

Conclusioni.


Per l’esercizio 2015-2016, con la permanenza in Serie A, gli Amministratori prevedono che la società potrà contare su ricavi pari ad oltre € 27 milioni, che sommati alle plusvalenze da cessione calciatori che suppongono di realizzare, consentiranno all’Empoli di raggiungere un risultato economico di sostanziale pareggio considerando anche che i costi aziendali subiranno degli aumenti soprattutto nel costo del personale.

sabato 4 giugno 2016

I risultati economici record del 2015 di Ferrari N.V.



Luca Marotta


Dal 21 ottobre del 2015, la società “Ferrari N.V.” è quotata alla Borsa di New York.
“Ferrari NV” è la ridenominazione di “New Business Netherlands NV”, che è stata creata il 24 maggio 2013, come società controllata da FCA e come società holding del gruppo Ferrari in possesso del 100% di Ferrari SpA. Tale società è stata utilizzata come veicolo di diritto olandese per rendere possibile l’IPO. Prima dell’IPO, “Ferrari NV” era controllata al 90% da FCA e al 10% da Piero Ferrari.

L’esercizio 2015 si è chiuso con un utile record e con un fatturato record.

L'Amministratore Delegato Amedeo Felisa, ha scritto che il 2015 ha visto la Ferrari affrontare nuove importanti produzioni e sfide commerciali. Sono stati lanciati due nuovi modelli di produzione (la 488 GTB e la 488 Spider) e l'edizione speciale limitata F12tdf, che comprende alcune delle caratteristiche tecniche che presto saranno applicate alla nuova gamma V12, le consegne della Ferrari “LaFerrari” risultano essere in fase di completamento. Nel 2014, la crescita del fatturato era stata determinata soprattutto dalla performance relativa all'edizione limitata “LaFerrari”.
Da quanto sopra sono scaturiti dei risultati più che soddisfacenti, con la consegna di 7.664 vetture alla rete dei concessionari, con un incremento del 6% rispetto all'anno precedente. Inoltre sta riscuotendo un crescente successo la personalizzazione delle vetture, in particolare il programma Tailor Made che permette ai clienti di creare vetture veramente esclusive.

Il Fatturato e il risultato economico.

Dai dati contabili dell’Annual Report di Ferrari NV del 2015, Ferrari mostra un fatturato netto di 2,8 miliardi di Euro, in crescita del 3,3% rispetto al 2014.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto degli ultimi cinque anni è dell’8,4%.



Nel 2014, i ricavi netti sono stati pari a 2,76 miliardi di Euro. I Ricavi netti di Ferrari nel 2013 erano pari a 2,3 miliardi di Euro, mentre nel 2012 erano pari a  2,2 miliardi di Euro.

Le consegne effettuate nel 2015 sono state pari a 7.664 modelli; nel 2014 ammontavano a 7.255 modelli; pertanto, si è registrato un aumento del 5,6% circa. Nel settore sport le vetture consegnate diminuiscono da 5.216 a 4.703; invece nel settore GT aumentano da 2.039 a 2.961.
Nel complesso, le consegne dei modelli a 12 cilindri diminuiscono del 24% circa; mentre i modelli a 8 cilindri aumentano del 16,5% circa.

Dal punto di vista geografico 5 nazioni Europee ( Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera e Italia) hanno assorbito il 29,1% del fatturato 2015. Le stesse nel 2014 ne assorbivano il 29,6%. La zona delle Americhe ha assorbito il 34,4% del fatturato, mentre nel del 2014 ne assorbiva il 33,9%. China, Hong Kong e Taiwan l’ 8% (9,3% nel 2014).

Il costo del venduto pari a 1,5 miliardi di Euro risulta diminuito dello 0,5%.



Per quanto riguarda l’EBIT, ossia il risultato prima degli interessi e delle tasse, registra l’importo positivo di 444 milioni di Euro, in aumento di 55 milioni di Euro (+14,1%) rispetto all’EBIT dell’esercizio precedente.
L’EBIT del 2013 era pari a 364 milioni di Euro, mentre nel 2012 era pari a 335 milioni di Euro.

La gestione finanziaria, da essere positiva nel 2014 per 9 milioni di Euro, nel 2015 diventa negativa per 10 milioni di Euro circa, anche a causa degli interessi sulle “FCA Note”.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 434 milioni; nel 2014 era positivo per € 398 milioni. Nel 2013 era positivo per € 366 milioni e nel 2012 per € 335 milioni.
E’ prevista la distribuzione di un dividendo di Euro 0,46 per azione ordinaria

Il risultato netto è positivo per 290 milioni di Euro e segna un aumento di 25 milioni di Euro rispetto al 2014 (+9%).

Lo Stato Patrimoniale.

Il totale dell’attivo (riclassificato al fine della comparazione con i precedenti esercizi) è diminuito da 4,6 miliardi di Euro a 3,87 miliardi di Euro.
L’attivo non corrente rappresenta il 47,9% del totale.
Nell’attivo corrente le disponibilità liquide aumentano da Euro 134,3 milioni a Euro 182,7 milioni e rappresentano il 4,7% dell’attivo.


La voce "Employee benefits", pari a 78,3 milioni di Euro, contiene il TFR dei dipendenti Italiani per 23,12 milioni di Euro.

Il Patrimonio netto consolidato è negativo per 19,4 milioni di Euro. Nel 2014, era positivo per 2,47 miliardi di Euro.

La variazione è dovuta all’utile di esercizio per 290 milioni di Euro e all’operazione di ristrutturazione che ha determinato una riduzione di 2,8 miliardi di Euro.

FCA ha ceduto a Ferrari NV la sua partecipazione azionaria detenuta in Ferrari SpA (che rappresentava il 90 per cento del capitale sociale di Ferrari SpA). In cambio, Ferrari NV ha emesso a “FCA Note” per un valore nominale di € 7,9 miliardi.

FCA ha conferito 5,1 miliardi di Euro a Ferrari N.V. in considerazione del numero di azioni ricevute.  Il conferimento di € 5.1 miliardi di euro ricevuto da FCA è stato utilizzato per rimborsare una parte delle “FCA Note”, pertanto il capitale residuo da rimborsare delle “FCA Note” era pari a € 2.8 miliardi di euro. Tale debito è stato rimborsato attraverso depositi di liquidità detenuti con detenuti presso FCA e per il resto da un nuovo prestito.

La composizione del Patrimonio netto è la seguente:



L’Indebitamento.

Al 31 dicembre 2015, l’indebitamento finanziario netto è pari a 1,9 miliardi di Euro, mentre il Net Industrial Debt è pari a 797 milioni di Euro.



Al 31 dicembre 2015, la liquidità diminuisce da 1,1 miliardi a 322 milioni di Euro. I debiti finanziari con le terze parti ammontano a 2,26 miliardi di Euro.
Nel dettaglio i debiti verso le Banche, al 31 Dicembre 2015, ammontano a € 2.245.144.000 (€ 109.105.000 al 31 Dicembre 2014); i debiti verso FCA ammontano a € 3.787.000 e gli atri debiti a 11.459.000. L’importo dei debiti correnti è di Euro 919.409.000.

Il Rendiconto Finanziario.

La variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per 48,5 milioni di Euro.


L'attività di investimento e finanziamento hanno assorbito gran parte del flusso di cassa generato dall'attività operativa.

Il flusso di cassa generato dall’attività operativa è stato positivo per Euro 707 milioni. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di investimento è stato negativo per Euro 317 milioni. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di finanziamento è stato negativo per Euro 351 milioni.
Le differenze di cambio hanno determinato un effetto positivo sui flussi di cambio per circa 10 milioni di Euro.
Per quanto riguarda l’attività di finanziamento risulta che sono state rimborsate passività finanziarie in essere con FCA per circa 3,2 miliardi di Euro, che includevano il rimborso per 2,8 miliardi di Euro relativi al rimborso di “FCA Note”. La variazione nei depositi in FCA Group cash management pools è stata positiva per Euro 814 milioni e i prestiti bancari ricevuti sono pari a 2,1 miliardi di Euro.

Conclusioni.

Come evidenziato dal Presidente Marchionne, il 2015 è stato un anno importante per la Ferrari verso il traguardo dell'indipendenza da Fiat Chrysler Automobiles, per la realizzazione del suo pieno potenziale e per sbloccare maggior valore per gli azionisti. Secondo Marchionne “Ferrari è molto più di una società automobilistica e un team di Formula 1, è la definizione stessa di un marchio di lusso”. Sempre secondo Marchionne, l'attenzione dei media riservata all'IPO è stata una testimonianza innegabile della forza del marchio Ferrari.
Per quanto riguarda le prospettive future, poiché la domanda per la Ferrari è robusta e in crescita, se le condizioni di mercato si riveleranno giuste, Ferrari potrà aumentare i volumi di produzione in modo graduale e organico nel corso dei prossimi anni.