domenica 24 gennaio 2016

I conti del secondo Triplete del Fútbol Club Barcelona



Luca Marotta


Il bilancio 2014/15 del Barcellona, quello del secondo “Triplete”, si è chiuso con un utile netto di € 15.150.000 e con un fatturato netto record di 560,7 milioni di Euro, che per la prima volta nella storia del club catalano sfonda il muro dei 500 milioni di Euro. Nel 2013/14 l’utile netto di esercizio era pari a € 41,1 milioni e nel 2012-13 a € 32,5 milioni. L'utile prima delle imposte risulta pari a € 18,1 milioni (€ 54,8 milioni nel 2013/14 ed € 43,6 milioni nel 2012-13). Per il quarto anno consecutivo il Barcellona ha chiuso l’esercizio con un risultato positivo, che ha permesso di consolidare ulteriormente il Patrimonio Netto positivo.
Nell’esercizio 2014/15 ha senza dubbio esercitato un effetto positivo il successo sportivo con il conseguimento del secondo “triplete”, cui bisogna aggiungere anche la plusvalenza di Alexis Sanchez ceduto all’Arsenal. I ricavi derivanti dal successo in UEFA Champions League, secondo i dati UEFA, sono stati pari a € 61.027.000 (di cui Euro 24.627.000 per Market Pool).
I ricavi lordi, comprensivi delle plusvalenze e degli altri componenti positivi straordinari con esclusione dei proventi finanziari, hanno segnato la cifra record di Euro 608 milioni in aumento rispetto ai 529,9 milioni di Euro del 2013/14 e che rappresenta un record nella storia del Club.
Il fatturato al netto delle plusvalenze, secondo la riclassificazione operata dagli amministratori, ammonta a 576 milioni di Euro e si avvicina di molto quello del Real Madrid che è stato di 577,7 milioni di Euro, anche se i ricavi lordi del Real Madrid sono risultati nettamente superiori, essendo pari a 660,6 milioni di Euro. Il Barcellona si colloca al secondo posto della classifica Football Money League della Deloitte, con 560,8 milioni di fatturato netto.

Ormai, da alcuni anni, la Polisportiva Barcellona ha intrapreso il percorso “virtuoso” dell’autofinanziamento.

La Polisportiva.
Il “Fútbol Club Barcelona” è una polisportiva costituita il 29 novembre 1899 sotto forma di associazione privata di persone fisiche senza scopo di lucro. Svolge la sua attività nel calcio, nel basket, nella pallamano, nel calcio a 5, hockey e altri sport, che contribuiscono ad appesantirne il bilancio. Infatti, il bilancio per sezioni, mostra un utile lordo di € 90,7 milioni (€ 144,8 milioni nel 2013/14), riguardante la prima squadra di calcio e una perdita lorda complessiva di € 72,6 milioni (-€ 103,7 milioni nel 2013/14) per tutte le altre sezioni sportive. Si pensi che il costo del personale della Sezione Basket è di € 18.412.000 a fronte di ricavi per € 4,3 milioni. La sezione del “Fútbol Base” mostra un costo del personale di € 13.997.000 a fronte di ricavi per circa € 1,5 milioni.
La “Ley del deporte” del 15 ottobre 1990, stabilisce che i club coinvolti nelle competizioni sportive professionistiche debbano assumere la forma di “Sociedad Anónima Deportiva”, ma, in deroga a ciò, fu prevista la possibilità per i club, che soddisfacevano determinati requisiti, di mantenere la struttura giuridica esistente e il “Fútbol Club Barcelona” mantenne la sua struttura giuridica. In questo caso, la legge prevede che il consiglio di amministrazione deve garantire il 15% delle spese del club, in base al bilancio preventivo.
In base a quanto stabilito dal Regio Decreto 1251/1999 del 16 luglio, l'attuale Consiglio del Club è tenuto a presentare la garanzia, con effetto dal 1 ° luglio 2015, data di inizio dell'anno sociale 2015/2016 per un importo pari al 15% del budget di spesa per la prossima stagione, meno i risultati economici positivi accumulati durante il suo mandato.
Il 5 ottobre 2013 l’Assemblea dei Soci ha approvato una modifica dello statuto del Club. E’ stato incluso un articolo che dispone che la “Junta Directiva” dovrà garantire il mantenimento del patrimonio netto del club.

I Soci.
Anche per il 2014/15 il numero dei soci è diminuito.
Il numero dei soci è di 142.816 (153.458 nel 2013-14 e 161.197 nel 2012-13). Le donne sono pari a 37.378 (39.477 nel 2013-14 e 40.823 nel 2012-13) e rappresentano il 26,2% (25,73% nel 2013-14) del totale.
I soci non Catalani sono 10.696 (13.380 nel 2013-14 e 15.603 nel 2012-13). I soci di età inferiore ai 5 anni sono pari a 8.355 (10.678 nel 2013-14 e 13.118 nel 2012-13), quelli con età maggior di 65 sono pari a 26.670 (27.087 nel 2013-14 e 26.580 nel 2012-13).

“Ipotesi minima” sul Valore del Barcellona.

Forbes nella sua classifica “The World's Most Valuable Soccer Teams” del mese di maggio 2015, riferita ai dati di bilancio 2013/14, colloca il Barcellona al secondo posto con un valore di 3,163 miliardi di Dollari USA, pari a circa 2,3 miliardi di Euro.
Volendo distaccarsi dal modello di valutazione di Forbes, si potrebbe ipotizzare un valore che sintetizzi la “Formula di Markham” col valore di stima del brand.
La “Formula di Markham” è un metodo misto di valutazioni che tiene conto sia di criteri patrimoniali che reddituali.
In base alla “Formula di Markham” e utilizzando i dati del bilancio 2014/2015, si otterrebbe un valore di stima 837 milioni di Euro a cui bisognerebbe aggiungere il valore del Brand, non essendo valorizzato nel bilancio.
La classifica “BrandFinance® Football 50 2015”, stima il valore del brand del Barcellona per 572 milioni di Euro. Dalla somma dei due dati si potrebbe ipotizzare un valore del Barcellona di circa 1,4 miliardi di Euro.
Un limite dell’applicazione della “formula di Markham” al Barcellona potrebbe essere la mancata valorizzazione delle riserve latenti esistenti a causa dei numerosi calciatori provenienti dal settore giovanile.
Con la considerazione nel calcolo della “Formula di Markham” delle riserve latenti e con l’aggiunta del valore del marchio si otterrebbe un valore di stima vicino ai 2 miliardi di Euro.

La continuità aziendale.
I revisori della Deloitte S.L., come l’anno precedente, nella loro Relazione non hanno mosso alcun rilievo o eccezione.
La situazione patrimoniale al 30 giugno 2015 si presenta con un capitale circolante netto negativo per € 266.893.000 (-€ 243.926.000 nel 2013-14 e - € 251.603.000 nel 2012-13). Questo significa che c’è uno squilibrio finanziario, ossia i debiti a breve superano i crediti a breve di 266,9 milioni di Euro.
Nonostante quanto sopra, nella redazione del bilancio, gli Amministratori hanno applicato il principio della continuità aziendale, data l'importanza dei fattori attenuanti descritti di seguito:
- la presenza dei ratei passivi nell'ambito del calcolo del capitale circolante, pari a € 76,34 milioni, che non implicano futuri obblighi finanziari;
- il Club dispone di linee di credito non utilizzate per 55 milioni;
- non vi è verificata alcuna violazione delle norme vigenti che impedisca al club di continuare a funzionare normalmente con la posizione finanziaria risultante al 30 giugno 2015.
Il precedente Consiglio di Amministrazione ha implementato un modello di gestione, che ha come obiettivo principale quello di raggiungere un equilibrio finanziario, nei prossimi anni, basato sulla crescita del fatturato e sull'attuazione di una politica di riduzione dei costi. Come risultato di questo modello di gestione, il patrimonio netto del Club è migliorato ulteriormente di € 15.068.000 nel corso dell'anno e di € 41.113.000 nel precedente esercizio.  Secondo gli attuali amministratori, come è avvenuto in questi ultimi anni, questo modello e la struttura finanziaria del club permetteranno di generare nell’esercizio successivo dei flussi di cassa positivi .

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,125, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,40, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Tuttavia, come evidenziato dagli amministratori, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 76,3 milioni; tuttavia anche, escludendo i ratei e risconti passivi, l’indice di solvibilità corrente sarebbe inferiore a 1 poiché sarebbe pari a 0,48.

Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto al 30 giugno 2015 risulta positivo per € 68,6 milioni, mentre la 30 giugno 2014 positivo per € 53,5 milioni; al 30 giugno 2013 era positivo per € 12.427.000 e al 30 giugno 2012 era negativo per € 19.969.000. La variazione è dovuta essenzialmente all’utile netto d’esercizio di € 15,1 milioni.
I mezzi propri del Barcellona finanziano solo l’ 11,2% del totale delle attività e il 30,8% del valore della Rosa.
Il patrimonio netto positivo è comunque conforme a quanto richiesto dal Regolamento del Fair Play Finanziario.



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso del Barcellona, l’indice di indebitamento è pari a 0,13, che segnala il prevalere delle Liabilities sui mezzi propri.
L’indice di indebitamento potrebbe essere un parametro valido da considerare in chiave del Regolamento del Fair Play Finanziario, se si adottasse il principio di favorire la capitalizzazione dei club con i mezzi propri, evitando il ricorso all’indebitamento.

L’indebitamento Finanziario Netto.



L’indebitamento finanziario netto, comprensivo del saldo tra crediti e debiti verso enti sportivi,  aumenta a € 26,13 milioni da € 23,78 milioni. Quindi, in considerazione di un importo di fatturato netto pari a  € 560,7 milioni, possiamo affermare che l’indebitamento finanziario netto rientra abbondantemente nei limiti auspicati dal Regolamento UEFA. Si aggiunga che l’indebitamento finanziario netto è anche inferiore all’Ebitda, che è positivo per € 104,9 milioni.
Il rapporto di tale indebitamento finanziario netto, comprensivo dei debiti e crediti per trasferimenti giocatori, con l’EBITDA è ottimo essendo pari a 0,24.
Per quanto riguarda le disponibilità liquide, il club mostra liquidità disponibile per 76 milioni di euro, con debiti verso banche ridotto di 21 milioni, da € 52 milioni a € 73 milioni.
I debiti bancari ammontano complessivamente a € 52.266.000 (€ 72.506.000 nel 2013/14), risultano in diminuzione di 20,2 milioni e finanziano l’8,45% delle attività. I prestiti bancari sono alimentati da un contratto di finanziamento bancario rinnovato il 14 luglio 2010, per un importo massimo di 155 milioni di Euro e con scadenza 30 luglio 2015.
Il 28 luglio 2014, è stato ottenuta la proroga del finanziamento per complessivi 51,7 milioni, stabilendo come prima scadenza di pagamento il 29 luglio 2015. Questo rinvio è stato richiesto a causa degli impegni di pagamento derivanti principalmente dal rinnovamento della prima squadra.
In base a tale contratto il Barcellona ha l'obbligo di rispettare alcuni parametri finanziari. Secondo gli amministratori, il club catalano è in grado di soddisfare tutti i parametri finanziari richiesti.

I debiti verso enti creditizi (compresi i debiti per leasing finanziario) a lungo termine ammontano a € 20.658.000 (€ 20.679.000 nel 2013/14), mentre quelli a breve ammontano a € 31.608.000 (€ 51.827.000 nel 2013/14).

I crediti verso Enti sportivi ammontano complessivamente a € 54,5 milioni (€ 48.735.000 nel 2013/14) di cui € 51.054.000 riguardanti i club per la cessione di calciatori. Tra gli importi rilevanti risultano: Arsenal FC (Alexis Sanchez) per € 25,8 milioni; Everton (Delefouel) per 5,9 milioni; Chelsea Football Club (Francesc Fàbregas) per per € 16,5 milioni.
I debiti verso Enti sportivi risultano pari a 102,31 milioni (€ 44,8 milioni nel 2013/14), di cui 73,18 milioni a breve. Il Barcellona risulta indebitato principalmente con Liverpool, F.C. (Luis Suárez) per € 53,8 milioni; Sevilla Club de Fútbol, SAD (Ivan Rakitic, Aleix Vidal y Denis Suarez) per € 26,9 milioni e Real Sociedad de Fútbol, S.A.D. (Claudio Bravo) per € 7,4 milioni.

Gli Amministratori nella loro analisi considerano anche l’Indebitamento netto dato dalla differenza tra tutti i crediti e le disponibilità liquide, da una parte, e tutti i debiti compresivi anche dei debiti finanziari e i ratei e risconti passivi. Nel 2014/15, per quanto concerne l'indebitamento finanziario netto, è passato da 287 milioni di euro dell'anno precedente a 328 milioni di euro, soprattutto a causa del significativo investimento in acquisizioni di giocatori (Suarez, Mathieu, Bravo, Vermaelen e al termine della stagione, Aleix Vidal ), che è risultato nettamente superiore a quello degli investimenti effettuati nelle stagioni precedenti. Uno dei motivi, per cui si è effettuato un investimento notevole è stata l’incombenza della sanzione Fifa, che ha bloccato il calciomercato. Per quanto riguarda il debito, rispetto al 2010/11, è comunque diminuito di 102 milioni di euro.
Il rapporto tra EBITDA e debito netto fornisce notizie sulla sostenibilità del debito, in altre parole in quanti anni esso possa essere restituito, destinandovi completamente il risultato della gestione operativa, prima del calcolo degli ammortamenti. Il rapporto tra indebitamento netto ed EBITDA si è attestato a 3,24 (2,1 nel 2013-14 e 2,8 nel 2012-13) , superiore al massimo di 2,75 stabilito nello Statuto per la stagione. Le previsioni per la stagione 2015/16, con bassi costi di acquisizione di giocatori e con un margine operativo lordo di 120 milioni di euro, ha come obiettivo quello di ridurre tale rapporto sotto 2.5.

I Debiti verso il personale.

Il debito complessivo verso il personale ammonta a € 109,96 milioni e finanzia il 17,9% dell’attivo.
I debiti verso il personale sportivo ammontano complessivamente a € 107,8 milioni (€ 59,5 milioni nel 2013/14), risultano in aumento di € 48,35 milioni e finanziano il 17,5% dell’attivo.
Da notare che il debito verso il personale sportivo a lungo termine ammonta a € 11,68 milioni (€ 8 milioni nel 2013/14).
Il debito verso il personale sportivo corrente rappresenta circa il 37,92% del costo del personale sportivo, il che significa che gli stipendi riguardano più mensilità. Infatti, gli amministratori hanno scritto che nei primi giorni di luglio 2015 è stato effettuato il parziale pagamento dei salari del personale sportivo.

Debiti verso il Fisco e controversie giudiziarie.

Il 17 dicembre 2013, il Club ha ricevuto una comunicazione da parte delle autorità fiscali in cui si preannunciava l'inizio di una verifica fiscale per l'imposta sul reddito per gli esercizi 2008/2009, 2009/2010, 2010/2011 e 2011/2012 e per l’Imposta sul valore aggiunto per il periodo 2009-2012.
Gli Amministratori e i consulenti fiscali del Club, ritengono che le liquidazioni dei relativi periodi di imposta sono state fatte correttamente. Le eventuali passività che potrebbero sorgere da una diversa interpretazione delle norme non avranno un impatto significativo sul bilancio.
Da evidenziare che i debiti tributari per ritenute sul reddito delle persone fisiche ammontano a € 74.482.000 (€ 47.278.000 nel 2013/14). Tali debiti “finanziano” il 15,1% dell’attivo e costituiscono l’importo maggiore dei debiti erariali, che ammontano a € 77.665.000 (€ 53.531.000 nel 2013/14).

Nella sostanza il 32,6% dell’attivo è finanziato dal debito verso il personale e dal debito verso l’erario per ritenute da versare.

I fondi rischi accantonati a lungo termine ammontano ad Euro 21.110.000 (€ 22.258.000 nel 2013/14) di cui € 4.573.000 per accantonamenti per imposte ed € 16.537.000 per altre responsabilità.
I fondi rischi accantonati a breve termine ammontano ad Euro 4.010.000 (€ 7.260.000 nel 2013/14)

Il Valore della Rosa.
Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei giocatori ammonta ad € 222,8 milioni e rappresentano il 36,2% del valore totale dell’attivo.
La variazione, rispetto al 2013/14, è stata causata: da investimenti pari a € 159.755.000, da cessioni per un valore contabile netto di € 23,6 milioni, da ammortamenti calcolati per € 63,9 milioni, svalutazioni per € 8.3 milioni.
La sezione calcio ha comportato investimenti per € 153 milioni, cessioni per un valore contabile di € 19 milioni, ammortamenti per € 64 milioni, svalutazioni per € 8,3 milioni.
Il Barcellona ha acquistato tre giocatori per l’importo totale di € 144,7 milioni, tra cui spicca Suarez da Liverpool. Mentre sono stati ceduti quattro giocatori per € 34,7 milioni, che hanno generato plusvalenze per € 15 milioni.
Dopo la chiusura dell’esercizio il Club catalano ha acquistato un calciatore per l’importo di 34 milioni di Euro più 7 milioni di Euro di bonus a determinate condizioni.

I Ricavi.

Secondo la riclassificazione operata dagli Amministratori, i componenti positivi di reddito, esclusi solo i proventi finanziari, aumentano da € 530 milioni a € 608 milioni e registrano un incremento del 15%. I componenti positivi di reddito, di cui sopra, al netto delle plusvalenze, risultano pari a € 576 milioni e superano dell’11,9% i ricavi netti preventivati che erano di € 507,3 milioni.



Secondo la riclassificazione operata dagli Amministratori, i ricavi da stadio ammontano complessivamente a circa € 149 milioni (€ 128,5 milioni) e sono aumentati del 16%, a causa della partecipazione e organizzazione delle finali di Copa del Rey e Champions League, nonostante l'impatto negativo di non aver giocato la Supercoppa di Spagna, che è una fonte importante di ricavo. Sono aumentati i ricavi derivanti dalle visite allo stadio e dalla gestione delle aree hospitality.
Ovviamente i ricavi da stadio comprendono anche quelli derivanti dal botteghino del Camp Nou per la Liga, che sono stati pari a € 31.106.000 (€ 28.041.000 nel 2013/14). Per la competizione UEFA Champions League sono stati pari a € 15.959.000 (€ 7,3 milioni nel 2013/14). Per le altre competizioni l’incasso da botteghino è stato di solo 3.967.000. Per le gare amichevoli l’incasso è stato di 5 milioni di Euro. La media spettatori nella Liga 2014/15 è stata di 77.632 (71.988 nel 2013/14). Gli abbonamenti per tutti gli sport sono lievemente diminuiti da € 32,1 milioni a € 30,6 milioni. Le visite allo stadio e altri ricavi collegati hanno fatto registrare entrate per € 50.520.000 (€ 39.409.000 nel 2013/14).
I ricavi da media sono pari a € 162.312 .000(€ 160,9 milioni nel 2013/14) e segnano un decremento dell’1%.
I Ricavi da quote sociali risultano pari a € 18 milioni (€ 19.186.000 nel 2013/14).
I ricavi commerciali ammontano a circa € 221,7 milioni. Nel 2013/14 erano pari a € 160,1 milioni.
Secondo la riclassificazione operata dagli Amministratori, i ricavi commerciali 2014/15 ammontano a € 225 milioni e nel 2013/14 ammontavano a € 169 milioni nel 2013/14. Gli amministratori hanno specificato che tali ricavi sono aumentati di 56 milioni di Euro, registrando un incremento percentuale del 33%, grazie ai nuovi accordi (Telefonica, Beko) e ai miglioramenti contrattuali con sponsor importanti come Audi, Damm e La Caixa, ma anche i bonus versati dagli sponsor per la vittoria di Liga, Copa del Rey e Champions League hanno contribuito a realizzare l’incremento.
Per quanto riguarda la sponsorizzazione tecnica di Nike, con scadenza 30 giugno 2018, l'importo minimo garantito annuale è di 30 milioni di euro. Nel 2014/15, il contratto ha determinato ricavi per € 33,1 milioni. In base al contratto, Nike European Operations Netherlands, BV oltre ad essere sponsor tecnico e fornitore di materiale sportivo, è anche licenziatario per la vendita di prodotti con il marchio del club catalano.
Per quanto riguarda lo Sponsor ufficiale, Qatar Sports Investments (QSI), il contratto stipulato il 13 dicembre 2010, per un importo complessivo di 151 milioni di Euro, ha determinato un importo di € 32 milioni imputati all’esercizio 2014/15 (€ 30,4 milioni nel 2013/14).
Per quanto riguarda gli altri sponsor, in data 16 febbraio 2015, il Club si è accordato con Telefónica, S.A., per le stagioni 2014/15, 2015/16 e 2016/17, 2017/18 e 2018/19, con una remunerazione per l’importo di 66 milioni di Euro  Il Club ha registrato un ricavo per il 2014/15 € 13,4 milioni.
Secondo la riclassificazione operata dagli Amministratori, gli altri ricavi, comprese le plusvalenze, ammontano a circa 53 milioni, mentre nel 2013/14 ammontavano a 52,6 milioni.

La vendita dei giocatori ha generato delle plusvalenze per l’importo di € 31.316.000 e delle minusvalenze per € 1.964.000 oltre a delle perdite per € 68 mila.

L’Indice di “Efficienza Televisiva” della Rosa dei Calciatori.

L’efficienza televisiva della rosa dei calciatori può essere misurata dal rapporto tra ricavi TV e valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.
Quanto maggiori sono i ricavi TV e quanto è minore il valore contabile della rosa, tanto maggiore sarà l’efficienza televisiva. Nel caso specifico l’indice di efficienza televisiva del Barcellona è pari al 72,83%, perché i ricavi TV sono inferiori al valore contabile della Rosa.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e attività totali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura?
Nel caso del Barcellona, tale indicatore è pari al 101,12%, pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 101,12 Euro, che è un segnale di una buona rotazione degli investimenti effettuati.

I Costi.
I costi complessivi aumentano di 109 milioni di Euro da € 472 milioni a € 581 milioni. L’incremento registrato è stato del 23%.

Il costo del personale complessivo, ammonta ad Euro 340,3 milioni. Nel 2013/14 era pari ad € 247,7 milioni. L’incremento è stato del 37,38% pari a 92 milioni di Euro.
La stagione 2014/15 ha visto il trionfo nelle tre competizioni principali e ciò ha comportato un aumento per la parte variabile del costo del personale sportivo. Bisogna anche evidenziare gli effetti dei rinnovi dei contratti di Sergio Busquets, Dani Alves, Pedro Rodriguez e Sergi Roberto.
La U.E.F.A. potrà richiedere maggiori informazioni economiche e finanziarie e chiarimenti ai club che presentino un costo del personale tesserato superiore al 70% dei ricavi. Per quanto descritto sopra, il Barcellona è in linea con quanto richiesto dal Regolamento del Fair Play Finanziario.

Gli ammortamenti sono pari a € 78,3 milioni (€ 76,3  milioni nel 2013/14) e segnano un incremento del 2,58%. L’ammortamento dei diritti sui giocatori ammonta a € 66,6 milioni (€ 65,4 milioni nel 2013/14) e segna un incremento dell’1,84%. Gli altri ammortamenti sono pari a € 11,7 milioni e risultano in aumento del 7%.

IL COSTO DEL FATTORE LAVORO

Il costo del fattore lavoro dato dalla somma del costo del personale e dal costo degli ammortamenti è pari a € 406,9 milioni e incide sui ricavi al netto delle plusvalenze per il 72,6%.
Gli amministratori considerano il costo del personale sportivo sezione calcio, comprensivo dei diritti di immagine e delle commissioni degli agenti, oltre che degli ammortamenti. L’importo di tale costo è di 380 milioni ed incide sul fatturato netto per il 66%.

I costi per servizi, comprensivi di diritti d'immagine di giocatori e allenatori e dei costi relativi agli agenti aumentano da € 93 milioni a € 105 milioni.

Il risultato prima delle imposte, derivante da un Ebit positivo per € 26,6 milioni (€ 58 milioni nel 2013/14) e una gestione finanziaria negativa per € 8,6 milioni (- € 3,2 milioni nel 2013/14), è positivo per € 18 milioni (€ 54,8 milioni nel 2013/14).
Il risultato d’esercizio al netto delle imposte è positivo per € 15,15 milioni (€ 41.118.000  nel 2013/14). Il risultato netto aggregato dal 2010/11 al 2014/15 risulta complessivamente positivo per 128 milioni di Euro.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, si otterrebbe la cifra di 26,6 milioni di Euro circa e per il Barcellona risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero 4,81 Euro.

ROE - RETURN ON EQUITY  (TASSO DI RENDIMENTO DEI MEZZI PROPRI)
Il rapporto tra risultato netto d’esercizio e mezzi propri indica il rendimento dei mezzi propri investiti nell’attività ed è pari al 24,8%. Tale ottimo risultato è determinato soprattutto dal basso apporto di mezzi propri.

Il Barcellona e il Fair Play Finanziario.
Per quanto riguarda il requisito del “Break-Even” il Barcellona non ha problemi. Infatti, la somma algebrica del risultato prima delle imposte 2014/15 con il risultato prima delle imposte 2013/14 e quello del 2012/13 è positiva per € 116.435.000. In chiave Fair Play Finanziario, tale sommatoria migliorerebbe di molto, perché bisognerebbe togliere le perdite triennali relative alle altre sezioni sportive, stimabili in € 237,1 milioni circa (€ 72,6 milioni nel 2014/15; € 103,7 milioni nel 2013/14; € 60,8 milioni nel 2012/13) oltre agli ammortamenti relativi alle infrastrutture sportive.
Il bilancio preventivo per il 2015/16 prevede ricavi lordi in ​​aumento del 4%, stabilendo un nuovo record di 633 milioni di euro, con costi operativi di 599 milioni di euro. L’EBIT, ossia il risultato operativo prima degli interessi e delle tasse è previsto positivo per € 34 milioni. Mentre, è previsto un utile al netto delle imposte pari a 20 milioni di euro.

Il Fair Play Finanziario Spagnolo.

In base a quanto emerge dai dati del bilancio 2014/15, il Barcellona rispetta quanto stabilito dal Regolamento di Controllo Economico della LFP .

a) Punto di equilibrio (art. 20 del Regolamento)

Il Punto di Equilibrio richiesto dal Regolamento di Controllo Economico della LFP è uguale a quello richiesto dall’UEFA. La soglia di tolleranza per le perdite è di 5 milioni di Euro. Il Barcellona, come visto precedentemente, rispetta quanto stabilito dall’indicatore, in quanto il punto di equilibrio per gli esercizi 2014/15, 2013/14 e 2012/13 è positivo per € 343.736.000.

b) Costi della prima squadra (art. 22 del Regolamento)

L’indicatore del costo del personale della prima squadra di calcio fornisce informazioni sull’esistenza di una possibile situazione di squilibrio economico finanziario futuro, quando supera il 70% dei ricavi rilevanti. Dove per ricavi rilevanti si intendono: il volume d’affari netto, gli altri ricavi e il risultato netto relativo alle le cessioni dei calciatori. Quindi, in base a tale indicatore, il costo del personale della prima squadra (€ 298.231.000) non deve superare il 70% dei ricavi rilevanti ( € 598.850.000). Per il Barcellona, tale indice risulta conforme al Regolamento perché è pari al 50%. A differenza di quanto stabilito dal Regolamento UEFA, il Regolamento Spagnolo sembra più “elastico”, considerando anche le plusvalenze.

c) L’indice dell’indebitamento netto (art. 23 del Regolamento)

La norma stabilisce che il rapporto tra il totale del Debito Netto e i Ricavi rilevanti non deve essere superiore a 1, altrimenti si configurerebbe una situa di squilibrio economico e finanziario.
Per indebitamento netto si intende i debiti finanziari a lungo termine e i debiti a breve temine diminuiti dei crediti per la cessione di calciatori e delle disponibilità liquide.
Tra i debiti finanziari non si considerano gli accantonamenti, i debiti di natura commerciale e i ratei e risconti passivi. Invece, si considerando i debiti per l’acquisto di immobilizzazioni, i debiti per l’acquisto di calciatori e i debiti bancari.
Pertanto, al 30 giugno 2015, il rapporto tra Indebitamento Netto e Ricavi Rilevanti è del 7% e del 5% al 30 giugno 2014, in entrambi i casi entro il limite del 100%.

Conclusioni.


Nel caso del Barcellona si è in presenza di una gestione economica equilibrata, che da alcuni anni è improntata dall’autofinanziamento, grazie agli utili conseguiti. Il successo sportivo ha permesso al Barcellona di ridurre il gap col Real Madrid.

sabato 16 gennaio 2016

Bilancio Chelsea 2014/15: in perdita per £ 23,1 milioni.



Luca Marotta


Il comunicato stampa che ha annunciato i risultati economici e finanziari del Chelsea, relativi alla stagione 2014/15 (vedasi: http://www.chelseafc.com/news/latest-news/2015/11/financial-results-announced-with-ffp-compliance-maintained.html), ha fatto riferimento al consolidato di Chelsea FC plc, che si analizzerà di seguito.

“Chelsea FC plc” è una società “sub-holding” del gruppo cui fa capo il “Chelsea Football Club”. Il gruppo ha come holding “Fordstam Limited” e come controllore di ultima istanza Roman Abramovich.
Chelsea FC plc, ha chiuso il bilancio consolidato al 30 giugno 2015 con un risultato negativo di £ 23,068,000, pari a circa € 32,3 milioni (cambio: £1 =  €1,4018). Il bilancio al 30 giugno 2014, si era chiuso con un risultato netto positivo pari a £ 18,4 milioni, mentre nel 2012-2013 si era registrata una perdita di £ 49.440.000 e nel 2011-2012 era evidenziato un utile netto di £ 1.378.000.

Il fatturato risulta diminuito da £ 319,8 milioni a £ 314,3 milioni (€ 440,5 milioni), la riduzione è dovuta principalmente a minori ricavi da Broadcasting a causa dell’andamento in Champions League meno brillante rispetto alla stagione precedente.

Per quanto riguarda l'introduzione delle regole UEFA sul Fair Play Finanziario, dalla stagione 2011/2012, gli Amministratori hanno dichiarato che rappresenta una sfida importante. La squadra di calcio ha bisogno di coniugare il successo sportivo sul campo con i dettami di questo nuovo regime.

Grazie al supporto della proprietà, l’indebitamento finanziario netto è assente, il Patrimonio Netto è positivo, ma la continuità aziendale continua ad essere garantita dall’azionista di riferimento.

Dal punto di vista sportivo, nel 2014/15 il Chelsea ha vinto la Premier League (2013/14: terzo posto) e la Capital One Cup (2013/14: quarti di finale); è stato eliminato agli ottavi di Champions League (2013/14: semifinalista), ha raggiunto il quarto turno in FA Cup (2013/14: il 5° turno).

La continuità aziendale.

Gli Amministratori hanno scritto che “Chelsea FC plc” fa affidamento sul continuo supporto finanziario della capogruppo “Fordstam Limited”. La società ha ricevuto conferma dalla capogruppo, che verranno forniti fondi sufficienti per finanziare l'attività per il prossimo futuro. Pertanto, gli Amministratori, nella preparazione del bilancio, hanno adottato il principio della continuità aziendale.
Invero, durante il 2014/15, la capogruppo “Fordstam Limited”, supportata dal proprietario finale, Mr Roman Abramovich, ha sottoscritto un aumento di capitale di n. 1.350.000 azioni del valore nominale di £ 0,01 al prezzo di £ 20. L’apporto della proprietà è stato di £ 27.000.000 (£ 54.000.000 nel 2013/14).

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per £ 375,5 milioni (€ 526,4 milioni) e risulta in aumento rispetto al dato dell’esercizio precedente, che era positivo per £ 370,6 milioni. La variazione positiva di £ 4,9 milioni è dovuta, come già scritto, principalmente a causa di un’operazione di aumento di capitale per circa £ 27 milioni, derivante dal collocamento di 1.350.000 azioni a £ 20, che ha determinato un aumento del capitale sociale per £ 13.000 e un aumento della riserva da sovrapprezzo azioni per £ 26.987.000. Ovviamente sulla variazione ha esercitato i suoi effetti anche il risultato dell’esercizio negativo per £ 23,1 milioni. Il Patrimonio Netto finanzia il 68,3% dell’attivo.



L’indebitamento.

Il bilancio consolidato al 30 giugno 2015, mostra una posizione finanziaria netta positiva per £ 5,3 milioni (€ 6,3 milioni). Determinata da disponibilità liquide per £ 830 mila (€ 1,16 milioni) e crediti verso controllate per £ 4,5 milioni. Non esistono debiti finanziari.
Se considerassimo la struttura del gruppo fino al livello di “Chelsea FC plc”, potremmo affermare che l’assenza di debiti finanziari è frutto della scelta, di finanziarsi con apporti di capitale, tuttavia nella controllante “Fordstam Limited”, almeno fino al 2013/14, l’azionista ha preferito rimanere “creditore del gruppo” per i finanziamenti necessari agli apporti di capitale da destinare alle società controllate.
Nel 2013/14 la posizione finanziaria netta era positiva per £ 25.004.000.
L’entità dell’indebitamento finanziario netto, cui bisogna aggiungere il saldo tra debiti e crediti da calciomercato, è conforme al regolamento del Fair Play Finanziario in quanto inferiore ai ricavi.
I debiti con durata inferiore all’esercizio successivo ammontano a £ 156,8 milioni (€ 219,8 milioni), mentre nel  2013/14 erano pari a £ 169,5 milioni. Questi debiti comprendono i ricavi anticipati per abbonamenti relativi alla stagione 2015/16 per l’importo di £ 43,2 milioni (£ 41,8 milioni nel 2013/14) e altri ricavi anticipati per £ 52,1 milioni (£ 40,1 milioni nel 2013/14) .
I debiti commerciali nel complesso sono pari a £ 59,7 milioni (£ 103,9 milioni nel 2013/14), di cui £ 42,4 milioni, hanno scadenza entro l’esercizio successivo.
I debiti tributari e previdenziali ammontano a £ 13,6 milioni, mentre nel 2013/14 erano pari a £ 13,9  milioni.
La voce Altri debiti aumenta da £ 2,6 milioni a £ 5,4 milioni.
I debiti a lungo termine riguardano principalmente debiti commerciali da player trading.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 2,16.
Infatti, l’equity ratio è molto alto ed è pari a 68,3%. Il ricorso al capitale di terzi è inferiore all’apporto di mezzi propri.

La struttura dell’attivo patrimoniale.

Il totale dell’attivo ammonta a £ 549,7 milioni (£ 573 milioni nel 2013/14) e risulta in diminuzione del 4,1%.
Al 30 giugno 2015, le attività non correnti rappresentano il 75,2% (72,3%  nel 2013/14) del totale dell’attivo e ammontano complessivamente a £ 413,6 milioni (£ 414 milioni nel 2013/14).
Si è verificato un decremento dello 0,1%.
Le immobilizzazioni immateriali nette, rappresentano il 41,2% dell’attivo e risultano diminuite da £ 230,2 milioni a £ 226,5 milioni. La voce avviamento risulta pari a zero (£ 636 mila nel 2013/14). L’evidenziazione dell’avviamento fu dovuta all’acquisizione del 31 gennaio 2012 del 100% di Chelsea Digital Media Limited.
Le immobilizzazioni materiali, rappresentano il 34% dell’attivo e ammontano a £ 187,1 milioni; nel 2013/14 erano pari a £ 183,8 milioni. L’importo investito nel 2014/15 è stato di £ 12,1 milioni e come nel 2013/14, la maggior parte degli investimenti effettuati, riguardano il miglioramento delle strutture dello Stamford Bridge e del campo di allenamento a Cobham. Come nel 2013/14, sono stati capitalizzati costi finanziari per £ 2.003.000.
Le attività correnti rappresentano il 24,8% dell’attivo e ammontano complessivamente a £ 136 milioni, con un decremento del 14,4% rispetto all’esercizio precedente.
Le disponibilità liquide diminuiscono da £ 19,9 milioni a £ 830 mila.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 3,16, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore, in base ai criteri di valutazione adottati, è abbondantemente in grado di pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente sia in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,87, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

Il Valore della Rosa.

Al 30 giugno 2015, il valore contabile netto della rosa calciatori ammonta a £ 223,2 milioni (€ 225,9 milioni) e risulta in diminuzione di £ 2,67 milioni. La variazione è stata causata da investimenti per £ 93,57 milioni, cessioni per un valore netto contabile residuo di £ 26,86 milioni, ammortamenti per £ 69,36 milioni.



In base ad una valutazione effettuata, la rosa del Chelsea al 30 giugno 2015 avrebbe un valore di mercato pari a £ 349,7 milioni (£ 352.950.000 al 30.06.2014; £ 272,2 milioni al 30.06.2013 e £ 278.5 milioni al 30.06.2012).

Dopo la chiusura dell’esercizio sono stati acquistati 8 calciatori  con un costo iniziale di £ 69.052.000 (£ 62.997.000 nel 2013/14) e sono stati ceduti 6 calciatori con un profitto di £ 21.285.000 (£ 19.602.000 nel 2013/14). Inoltre sono stati incassati dei bonus, relativi a cessioni dei precedenti esercizi per £ 5.686.000.

Il Fatturato.



Il fatturato consolidato netto, per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2015, risulta pari a £ 314,3 milioni. Il fatturato netto del 2013/14 era pari a £ 319,8 milioni. La diminuzione del fatturato, rispetto all’esercizio precedente, è stata di £ 5,5 milioni, ossia dell’1,7%. In ogni caso il fatturato 2014/15 rimane il secondo migliore nella storia del club.
I Ricavi Media, come per tutti i club della Premier League, sono rilevanti, ma diminuiscono del 3,1%, da £ 139,8 milioni a £ 135,6 milioni (€ 190 milioni). La differenza è dovuta principalmente ai ricavi da UEFA Champions League. In base ai dati UEFA, al Chelsea per il 2014/15 spettavano Euro 39.230.000; mentre nel 2013/14, Euro 43.391.000.
I ricavi commerciali diminuiscono a £ 107,9 milioni da £ 108,9 milioni.
I ricavi da gare (“match day”) diminuiscono dello 0,3%, da £ 71,019,000 a £ 70,778,000.
Il settore dei ricavi da match day è rimasto praticamente invariato.



Le Spese operative.

Le spese operative ordinarie ammontano complessivamente a £ 378 milioni (£ 349,2 milioni nel 2013/14) e registrano un incremento di £ 28,8 milioni pari all’8,3%.
Non sono evidenziati componenti straordinari di reddito operativo per circa £ 16,8 milioni (£ 16,8 milioni nel 2013/14).
Tra gli altri costi operativi si segnala l’ammortamento delle immobilizzazioni dei costi di registrazione dei calciatori ammontante a £ 69,4 milioni (£ 72,4 milioni nel 2013/14), in diminuzione del 4,1%. L’ammortamento delle immobilizzazioni materiali è stato di 9,2 milioni di sterline (£ 8,3 milioni nel 2013/14). L’ammortamento dell’avviamento è stato pari a £ 93 mila.

Il Costo del Personale.

Il costo del personale ammonta a £ 215,6 milioni e registra un incremento del 13,2% rispetto ai 190,6 milioni di sterline del 2013/14. L’incidenza del costo del personale sul fatturato, senza plusvalenze, è pari al 68,6% (59,6% nel 2013/14), nel limite del 70%, auspicato dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario. Il costo del personale riguarda 681 unità (669 nel 2013/14) di cui 92 appartenenti alla gestione sportiva (giocatori e staff compreso).
Nel 2013/14, il costo del personale comprendeva anche un componente positivo straordinario di £ 2.132.000.
La regola sul contenimento dei costi del personale della Premier League, stabilisce che il costo del personale di un club di Premier League può aumentare annualmente solo di 4 milioni di sterline, attingendo ai fondi provenienti dalla Premier League, ossia i diritti TV. Nel caso in cui tale limite fosse superato, l'eccedenza deve essere finanziata da fondi diversi, come i ricavi commerciali.
Nel caso del Chelsea, risulterebbe un aumento di £ 25 milioni.

Il “Costo del Fattore Lavoro”, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti della rosa calciatori, è pari a £ 285 milioni.
Il “Costo del Fattore Lavoro” incide sul fatturato netto per il 90,7%. Quindi ogni 100 sterline che si fatturano, ne vengono destinate 90,7 al personale.

Player Trading.



La differenza tra plusvalenze e minusvalenze realizzate con le cessioni di calciatori è positiva per £ 42 milioni (£ 65,1 milioni, nel 2013/14).

Questo risultato positivo è dovuto principalmente alle cessioni del difensore Romelu Lukaku all’Everton, Andre Schurrle al Wolfsburg, Ryan Bertrand al Southampton e Thorgan Hazard al Borussia Moenchengladbach.

L’importo realizzato con le plusvalenze non è sufficiente a coprire gli ammortamenti pari a £ 69,4 milioni e pertanto la gestione del “player trading è in perdita per £ 27,3 milioni.

Il “Break-even result”.

Al 30 giugno 2015, il risultato prima delle imposte è negativo per £ 22.656.000 (€ 31,7 milioni).
Al 30 giugno 2014, il risultato prima delle imposte era positivo per £ 18.906.000; mentre al 30 giugno 2013, il risultato prima delle imposte era negativo per £ 50.712.000.
Ai fini del calcolo del Break-even Result, occorre esprimere gli importi in Euro e bisogna considerare il cambio medio dell’esercizio e non quello alla data di chiusura del bilancio.
Il Chelsea potrebbe escludere dal calcolo le spese per il settore giovanile, gli ammortamenti che non riguardino la rosa dei calciatori, le spese per lo sviluppo della comunità.
Nel 2014/15, il Chelsea ha destinato £ 3.142.905 per le sue azioni caritatevoli ( £ 2.886.186 nel 2013/14).

Conclusioni.


In sintesi il 2014/15, mostra un lieve calo del fatturato con una perdita di esercizio nonostante il successo in Premier League. Tra i fattori che hanno determinato la perdita si possono citare l’aumento del costo del personale di £ 25 milioni; le minori plusvalenze e la performance in Chempions League. 

domenica 10 gennaio 2016

Il primo bilancio di FC Bari 1908 S.p.A. chiude in perdita per Euro 1.452.248.



Luca Marotta


La società “FC Bari 1908 S.p.A.” ha chiuso il suo primo bilancio con una perdita di € 1.452.248, nonostante un fatturato netto di € 14,7 milioni. Il primo esercizio, va dalla data di costituzione della Società, avvenuta il 22 marzo 2014, al 30 giugno 2015, data di chiusura dell’esercizio.
L’attivo, pari a € 13.755.924, è finanziato con i mezzi propri solo per il 4%, dai debiti per il 62,6% e dai risconti passivi per il 33,4%.

Tra i punti di forza del bilancio spiccano i ricavi da gare, che sfiorano i 3 milioni di Euro, pari a circa il 20% del fatturato netto.
Il bilancio al 30 giugno 2015 di “FC Bari 1908 S.p.A.” ricade nella fattispecie prevista dall’articolo 2446 del Codice Civile, ossia quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite. Al secondo comma di tale articolo è previsto che se entro l’esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, bisogna ridurre il capitale in proporzione alle perdite accertate.

Per quanto riguarda la stagione sportiva 2014/2015, la società ha disputato il campionato di Serie B, concludendo al decimo posto con 54 punti e senza disputa dei play-off. Secondo l’Organo Amministrativo, “il traguardo è stato, senza dubbio, al disotto delle aspettative sportive”.
La prima squadra per la Stagione Sportiva 2014/2015 è stata affidata a Mangia poi sostituito da Nicola nel novembre 2014.
Nella Relazione sulla Gestione si mettono in rilievo i risultati del settore giovanile e l’esistenza di un progetto “Academy”. La squadra Primavera ha partecipato, dopo dieci anni, alle fasi finali del campionato nazionale.

La Società e la Proprietà.

“FC Bari 1908 S.p.A.” è partecipata al 100% dalla famiglia Paparesta, nel seguente modo: il socio Paparesta Gianluca con il 95,00% e il socio Paparesta Romeo con il 5,00% del capitale sociale;
Il quattordici marzo duemilaquindici l’assemblea straordinaria dei soci di "FOOTBALL CLUB BARI 1908 s.r.l." deliberò di trasformare la società da Srl in Società per Azioni.
“FC Bari 1908 S.p.A.” non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di altre società o Enti e non detiene alcun tipo di partecipazione.

La Continuità Aziendale.

La valutazione delle voci di bilancio è stata fatta dall’Organo Amministrativo ispirandosi a criteri generali di prudenza e competenza, nella prospettiva della continuazione dell’attività.
L’Organo Amministrativo si è avvalso del maggior termine dei centottanta giorni per la convocazione dell’Assemblea ordinaria per la discussione del bilancio di esercizio.

La relazione sul bilancio di esercizio chiuso al 30 giugno 2015 della società di revisione RIA Grant Thornton è priva di rilievi, ma contiene due richiami di informativa riguardanti l’ammortamento della voce “Avviamento” e il fatto che il bilancio al 30 giugno 2015 rientra nella fattispecie prevista dall’art. 2446 del Codice Civile.
Per quanto riguarda l’ammortamento della voce “Avviamento”, l’Amministratore Unico ha ritenuto ragionevole ammortizzare l’avviamento in quindici anni, esercitando la facoltà di andare oltre il periodo di cinque anni perché il maggior termine non supera la durata per l’utilizzazione di questo attivo. L’Amministratore Unico ha fatto riferimento alla possibilità di partecipare ad un torneo riservato soltanto a ventidue società calcistiche professionistiche per un prolungato periodo di tempo ed ai risultati storici calcistici conseguiti, che asseverano che negli ultimi quindici anni la squadra non è mai retrocessa in una serie inferiore alla Serie B.
Per quanto riguarda la fattispecie prevista dall’articolo 2446 del codice civile, ossia quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, i revisori hanno scritto: “l’Amministratore Unico a supporto della capacità aziendale di generare nel prossimo esercizio risultati economici positivi, indica nella Relazione sulla Gestione le azioni volte al risanamento economico, le cui assunzioni sono basate essenzialmente su alcuni presupposti correlati all’incremento dei ricavi. In particolare evidenzia che il risultato economico negativo al 30 giugno 2015 è stato influenzato in maniera significativa, dai costi relativi alla gestione sportiva ivi inclusi gli ammortamenti connessi agli acquisti e rinnovi del parco giocatori, i cui effetti positivi si manifesteranno già a partire dal prossimo esercizio. Tutto ciò premesso, tenendo in considerazione che la perdita d’esercizio è stata determinata principalmente dagli eventi suindicati, l’Amministratore Unico ha valutato ragionevolmente che lo stato di marginabilità economica negativa abbia natura temporanea, indicando che la predetta situazione potrà essere superata attraverso le azioni suindicate”.

Il Collegio Sindacale nella sua Relazione ha condiviso quanto scritto dalla Società di Revisione. Lo stesso Collegio ha definito di “assoluta straordinarietà” il fenomeno sportivo e mediatico intorno alla F.C. Bari 1908. Infatti, nella citata Relazione è scritto: “dopo attente valutazioni sulle operazioni eseguite dalla società, anche con particolare riferimento a quelle effettuate in fase di “start up”, in cui si riflette l’assoluta straordinarietà del fenomeno sportivo e mediatico intorno alla F.C. Bari 1908, non sono state riscontrate operazioni atipiche e/o inusuali”.

La Situazione Patrimoniale.



Il totale dell’attivo è pari di 13,75 milioni di Euro ed composto per il 61,1% dalle immobilizzazioni, pel il 34,7% dall’attivo circolante e per il 4,2% dai ratei e risconti attivi.
In particolare, le immobilizzazioni immateriali nette ammontano a € 8.165.477 e rappresentano il 59,4% dell’attivo. La voce principale delle immobilizzazioni immateriali nette riguarda l’Avviamento, che risulta pari a € 3.703.899, poiché il Collegio Sindacale ha dato il proprio consenso all’iscrizione in tale voce dell’importo di € 3.968.116, ricorrendone i presupposti invocati dall’organo Amministrativo. Il valore dell’Avviamento rappresenta il prezzo pagato per l’acquisizione dell’azienda AS Bari Spa in fallimento formalizzata in data 23 maggio 2014. L’acquisizione ha riguardato il complesso dei beni della società fallita e l’accollo del “debito sportivo” contratto dalla società fallita. I costi sostenuti per l’avviamento, sono ammortizzati in misura costante in quindici esercizi, in deroga a quanto previsto dall’articolo 2426 del Codice Civile, comma 1, n. 6, ma in linea con quanto dallo stesso derogabile ed in conformità alle disposizioni del principio contabile dell’OIC 24 al n. 92. La voce “Avviamento” è stata esposta in bilancio, perché secondo l’Organo Amministrativo, “FC BARI 1908 SpA”, con l’acquisizione del ramo d’azienda di AS Bari, ha “conseguito l’accesso al limitato novero delle società calcistiche professionistiche abilitate a partecipare ad un torneo aperto a 22 squadre e che presumibilmente tale prerogativa verrà conservata per lungo tempo dalla società, nonché nella considerazione dei risultati storici calcistici conseguiti, che asseverano che negli ultimi quindici anni la squadra non è mai retrocessa in una serie inferiore”.
La voce “Altre immobilizzazioni immateriali” ammonta ad € 3.487.184 e dovrebbe comprendere i costi del vivaio capitalizzati e i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori. Il Collegio Sindacale ha dato il proprio consenso alla capitalizzazione dei costi di struttura e di gestione del vivaio per anni 5 per €. 1.072.234. Pertanto, il valore contabile netto di tale voce dovrebbe ammontare a € 857.787; di conseguenza il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori dovrebbe ammontare ad € 2.629.397.
I Costi di impianto e di ampliamento sono pari a € 211.082. I Costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità sono pari a € 86.026. La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili” ammonta a € 147.237. Tale posta riguarda i costi sostenuti per l’acquisizione del marchio della fallita AS Bari Spa e i costi sostenuti per la creazione e registrazione del nuovo marchio aziendale. I periti del fallimento dell’AS Bari avevano valutato il marchio in € 146.000.
La posta relativa alle Immobilizzazioni immateriali in corso e acconti risulta pari a € 530.109. Tale voce include i costi sostenuti per l’ammodernamento e le manutenzioni e riparazioni a carattere straordinario sostenute dalla società sull’impianto sportivo Stadio San Nicola di proprietà del Comune di Bari, concesso in utilizzo provvisorio, finalizzati all’ottenimento dei certificati di idoneità e di agibilità, nonché la sottoscrizione della nuova concessione pluriennale. Il certificato di agibilità dell’impianto è stato rilasciato nell’aprile 2015. La gestione provvisoria dello stadio San Nicola con concessione scaduta il 30 giugno 2015, si legge nel bilancio che è attualmente in proroga concordata.  Alla data di redazione del bilancio il processo non poteva dirsi concluso e il costo dell’investimento complessivo previsto è superiore ad un milione di euro.

Le immobilizzazioni materiali nette ammontano a € 213.615 e rappresentano solo l’1,6% dell’attivo.

I crediti pari a € 4.175.396, rappresentano il 30,4% dell’attivo. In particolare, i Crediti verso clienti ammontano a € 1.871.926 e comprendono la voce “Clienti per fatture da emettere” pari ad € 1.836.140. In tale voce risulta appostato il credito totale al valore nominale vantato dalla società verso il cliente SuisseGas Spa primo sponsor di maglia per la stagione calcistica 2014/2015. Nel bilancio è scritto che risulta che SuisseGas Spa “ha fatto domanda “prenotativa” al Tribunale di Milano, ai sensi dell’art. 161, co. 6, L.F., di accesso alla procedura di concordato preventivo. Tuttavia dalle costanti informazioni chieste ed ottenute dal management della società debitrice, nonché dalla consultazione degli atti depositati presso il registro delle Imprese si evince una situazione di solidità finanziaria fino all’approvazione del bilancio 2013 avvenuto in data 4 agosto 2014. La richiesta di accesso alla procedura è probabilmente giustificata dalla volontà di protezione del patrimonio aziendale dopo la richiesta degli organi accertatori fiscali di ingenti somme a titolo di accertata imposta di fabbricazione ed accessori. Alla data di relazione del presente documento, inoltre, non risulta depositato il piano concordatario definitivo e, pertanto, non sono note le percentuali di soddisfo dei creditori chirografari, così come resta possibile che la società rinunci alla domanda di accesso e torni in bonis stante anche l’assenza di istanze di fallimento.”

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,04.
Infatti, l’equity ratio è molto basso ed è pari a 3,98%. Il ricorso al capitale di terzi è eccessivo.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,04, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore, in base ai criteri di valutazione adottati, è di poco sufficiente a pagare i debiti. Quindi, ad esempio, è fondamentale che i crediti vantati vengano riscossi.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente sia in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,41, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Tuttavia, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 4.594.981.
Se si escludessero i ratei e i risconti passivi, il passivo corrente passerebbe da € 13,2 milioni a € 8,6 milioni e l’indice di solvibilità corrente salirebbe a 0,62.

I risconti passivi, che ammontano a €  4.594.981, riguardano i ricavi per proventi pluriennali la cui manifestazione finanziaria è già avvenuta, ma non quella economica. Tra i risconti passivi spiccano: MP Silva per euro 2.000.000 per la concessione degli spazi pubblicitari interni all’impianto sportivo, Infront Italia Srl complessivamente per euro 2.530.000 per la concessione di spazi pubblicitari su indumenti, concessione di diritti di archivio televisivi, e altro.

Il capitale circolante netto è negativo per € 7.831.339.

Il Valore della Rosa.

Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, non è esplicitato nel bilancio, ma ricompreso nella voce “altre immobilizzazioni immateriali”.
Considerando il valore netto dei costi per capitalizzazione vivaio pari € 857.787; si può stimare il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori in € 2.629.397.

Secondo l’Organo Amministrativo, nel corso del primo esercizio la società, durante la “Campagna Trasferimenti” ha destinato significative risorse per rafforzare la rosa e sono stati compiuti “notevoli sforzi per acquistare giovani talenti e/o rinnovare i contratti in prossima scadenza agli atleti più significativi dal punto di vista patrimoniale”.  Tuttavia, la società ha perseguito l’obiettivo di rafforzamento tecnico del parco calciatori con numerose operazioni di acquisizione temporanea di atleti, con diritto di riscatto. La Campagna trasferimenti 2014/15 ha registrato un saldo negativo di circa € 800 mila.

Trai i calciatori acquistati, durante la stagione sportiva 2014/15, figurano: Lorenzo LONGO; Salvatore MARSEGLIA; Stefano SABELLI (riscatto della comproprietà); Alessandro LIGI; Giovanni DI NOIA; Kingsley BOATENG; Ionut RADA.
Trai i calciatori ceduti, durante la stagione sportiva 2014/15, figurano: Joao DA SILVA (Palermo); Daniele SCIAUDONE (Catania) in prestito on obbligo di riscatto; Idriz TOSKIC (Chievo Verona).

Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori dell’AS Bari fallita era di € 3.300.409,98. La perizia sul “valore ritraibile stimato perequato” di alcuni calciatori dell’AS Bari aveva stabilito un valore complessivo di € 2.541.084,25, riguardante i seguenti calciatori: Caputo € 533.587,50 (scadenza 30.06.15); Guarna € 172.500 (scadenza 30.06.15); Romizi € 349.300 (scadenza 30.06.15); Da Silva € 200.000 (scadenza 30.06.16); Sciaudone € 435.093,75 (scadenza 30.06.16) e Galano € 850.603 (scadenza 30.06.16). Il valore del settore giovanile stimato era di € 400 mila.
Il valore stimato delle compartecipazioni ex art. 102bis NOIF dell’AS Bari fallita era di Euro 1.162.402,75 e riguardava: De Falco per € 161.540,40; Sabelli per € 409.935,60; Calderoni 126.700; Ceppitelli per € 464.226,75.

Il Patrimonio Netto

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 547.753 e comprende il capitale sociale per € 2.000.000 e la perdita di esercizio per € 1.452.248.
L’intento iniziale era quello di partire con una robusta capitalizzazione, con la possibilità di far entrare dei nuovi soci nella compagine societaria. Infatti, il ventiquattro giugno duemilaquattordici, l’assemblea straordinaria dei soci di "FOOTBALL CLUB BARI 1908 s.r.l." deliberò di aumentare il capitale sociale da Euro 10.000 ad Euro 10.000.000. Il socio Paparesta Gianluca, che possedeva il 95% delle quote, esercitò parzialmente il diritto di opzione sottoscrivendo una quota di euro 1.890.500,00 e rinunziò al diritto di opzione e di prelazione sul residuo aumento di capitale; il signor Paparesta Romeo, che possedeva il 5% delle quote, esercitò parzialmente il diritto di opzione sottoscrivendo una quota di euro 99.500,00 e rinunziò al diritto di opzione e di prelazione per il residuo aumento di capitale. L’assemblea straordinaria diede ampio mandato all'Amministratore Unico signor Paparesta Gianluca di collocare presso terzi la restante parte del deliberato aumento non sottoscritto pari ad Euro 8 milioni entro e non oltre il 31 dicembre 2014.
Non si può escludere che il mancato collocamento della residua parte dell’aumento del capitale sia dipesa anche dall’andamento sportivo della prima squadra, con il venir meno delle prospettive di promozione in Serie A. Infatti, già nel mese di Novembre 2014, la società fu costretta a cambiare l’allenatore.

La Posizione Finanziaria Netta



L’indebitamento finanziario netto è pari a € 308 mila; poiché le disponibilità liquide sono pari a € 256 milioni a € 598 mila, i debiti per finanziamento soci ammontano ad € 66.600 e i debiti verso le banche ad € 497.755.
Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è positivo per € 665 mila.
Poiché l’EBITDA è positivo per € 283 mila, il rapporto Net Debt/EBITDA è pari a 1,09 e fornisce indicazioni di sostenibilità per il debito finanziario.

Il Rendiconto Finanziario

L’esercizio chiuso al 30.06.2015 ha prodotto un flusso di cassa positivo per € 255.893, dovuto ad un flusso positivo da Autofinanziamento Economico (risultato netto+ammortamenti+ variazioni TFR) pari ad € 533.923; ad un flusso positivo da variazioni nelle attività e nelle passività correnti per € 7.269.052; ad un flusso negativo di cassa generato dall’attività di investimento per € 10.111.437; ad un flusso positivo di cassa generato dall’attività finanziaria per € 2.564.355.

I Debiti.

Il totale della voce debiti ammonta a € 8.613.190 e finanzia il 62,6% dell’attivo.
L’importo maggiore dei debiti riguarda i debiti verso dipendenti per € 1.784.037. Il rapporto tra debiti verso i dipendenti e costo del personale è del 17,1%.
I debiti verso fornitori, ammontano a € 1.761.086 e finanziano il 12,8% dell’attivo.
I debiti tributari ammontano a € 1.675.112, di cui € 1.193.933 per debito verso Erario per ritenute alla fonte; € 356.753 per debito IRES/IRAP ed € 124.426 per debito IVA. I debiti tributari finanziano il 12,18% dell’attivo.
I Debiti verso istituti di previdenza e sicurezza sociale € 858.112 e finanziano il 6,24% dell’attivo. In particolare, il debito verso INPS ammonta a € 760.856.

La Gestione Economica.

Il Valore della produzione ammonta a € 16.994.098 e risulta inferiore ai costi della produzione che sono pari a € 18.905.731, determinando una differenza negativa per € 1.911.633.



I Ricavi.

I contributi in conto esercizio ammontano a € 3.698.792 e riguardano: Contributi federali per € 1.478.044; Altri contributi federali per € 1.683.862; Contributi promozione LEGA per € 534.539.
I Proventi televisivi risultano pari a € 560.730 e derivano dalla cessione dei diritti di ripresa e trasmissione televisiva delle partite di calcio.
I Proventi da sponsorizzazioni ammontano ad €. 2.849.086. Lo Sponsor Ufficiale ha contribuito con €. 1.598.411; mentre lo Sponsor Tecnico con € 261.966. I proventi da altre sponsorizzazioni, riguardanti i corrispettivi dei contratti con Sponsor istituzionali, Fornitori ufficiali e tecnici e Partner commerciali ammontano a €. 988.709.
I ricavi da gare risultano pari a € 2.954.684. Per la campagna abbonamenti 2014/15 sono stati sottoscritti 11.000 abbonamenti, con un incasso di € 1,5 milioni. La società del Bari detiene il record degli abbonati per il campionato di serie B ed è tra le prime società in Italia per numero di spettatori, potendo confrontarsi anche con club di Serie A. Anche la media spettatori, pari a circa 19.272, è di gran lunga la prima per la serie B e tra le prime dieci in Italia, considerando anche la Serie A. Tali dati sono il sintomo di un pubblicato “fidelizzato”, soprattutto se si considerano i risultati sportivi non esaltanti.

La composizione del fatturato netto evidenzia l’importanza dei ricavi da gare, pari a circa il 20% dello stesso.



La capitalizzazione dei costi del vivaio, rappresenta uno storno di costi, ed ammonta a € 1.072.234.

Il Player Trading.



Il player trading, determinato dalla differenza tra ricavi e costi della gestione economica dei cartellini dei calciatori e i relativi ammortamenti, risulta negativo per € 1,27 milioni.
Le plusvalenze da alienazione diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risultano pari a € 1.151.000. Tali plusvalenze riguardano: Joao P.P. Da Silva, ceduto a U.S. Città di Palermo Spa per € 500.000 con una plusvalenza di € 300.000; Toskic Idriz ceduto a A.C. Chievo Verona Srl per € 800.000 con una plusvalenza di € 400.000; Gugliemi Daniele ceduto a Hellas Verona F.C. Spa per € 1.000 con una plusvalenza di pari importo; Parodi Giulio ceduto a F.C. Juventus Spa per € 150.000 con una plusvalenza di pari importo; Vogliacco Andrea ceduto a F.C. Juventus Spa per € 300.000 con una plusvalenza di pari importo.
I Costi delle acquisizioni temporanee ammontano a € 1.244.000 e riguardano: Stoian Adrian (A.C. Chievo Verona Srl) per € 150.000; Stevanovic Alen (Torino F.C. Spa) per € 509.000; Contini Matteo (Atalanta Bergamasca Calcio Spa) per € 540.000; De Luca Giuseppe (Atalanta Bergamasca Calcio Spa) per € 45.000.
Le minusvalenze risultano pari a € 561.540 e riguardano il calciatore De Falco.
I proventi da compartecipazioni ex art. 102 bis N.O.I.F., pari ad € 591.773, si riferiscono principalmente a Ceppitelli Luca (Parma F.C. Spa) per € 535.773.
Gli oneri da compartecipazioni ex art. 102 bis N.O.I.F., pari ad €  48.700, riguardano principalmente Calderoni Marco (A.C. ChievoVerona) per € 46.700.

L’ammortamento dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori non è esplicitato nel bilancio, ma in considerazione del fatto che l’ammortamento delle “altre immobilizzazioni immateriali” è pari ad € 1.347.828 e che l’ammortamento dei costi del vivaio capitalizzati dovrebbe ammontare a € 214.447, si potrebbe stimare il valore dell’ammortamento dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori in Euro 1.133.881.
Nel bilancio è scritto che per il calciatore Daniele Sciaudone, ceduto nel 2015/16 con prezzo stabilito da pagarsi nella stagione sportiva 2015/2016, nella determinazione delle quote di ammortamento per il periodo si è tenuto conto del corrispettivo da incassare e pertanto la quota di ammortamento è stata considerata per differenza. La quota di ammortamento normalizzata avrebbe invece dovuto essere pari ad euro 217.547 in luogo della quota contabilizzata pari ad euro 85.094. Pertanto l’effetto a conto economico avrebbe generato una maggiore perdita di euro 132.453 con pari effetto negativo sul patrimonio netto.

I Costi.

Il costo del personale ammonta a € 10.448.148. Il costo del personale incide sul fatturato netto per il 71,11% e sul valore della produzione per il 61,5%.
Il costo del personale rappresentano il 55,3% dei costi della produzione.
Nel bilancio non è specificato il costo dei tesserati; tuttavia si può ipotizzare che FC Bari 1908 SpA abbia un dato conforme alle norme sul “Salary Cap”, che prevedono per il costo del personale tesserato un limite del 60% del Valore della Produzione.
L’organico medio aziendale è composto da n 11 Impiegati;  n. 10 Operai e n. 65 Altri dipendenti, per un totale di n. 86 dipendenti.

Le norme di “autoregolarizzazione” in termini di gestione del costo del lavoro adottate dalla Lega Serie B, prevedono una specie di “salary cap” per i calciatori tesserati, con delle sanzioni in caso di sforamento, che incidono sui premi collettivi elargiti dalla Lega.

L’ammortamento delle immobilizzazioni ammonta a € 1.711.121, di cui € 1.697.550 per l’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali.

I costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci, pari a € 734.979, riguardano principalmente l’acquisto di indumenti sportivi e divise ufficiali acquistate dallo Sponsor Tecnico.

I costi per servizi sono risultati pari a € 3.192.433 e rappresentano il 16,9% dei costi della produzione. Tali costi comprendono le Spese amministrative, pubblicitarie e generali per € 1.851.865, che includono le spese per le utenze, gli emolumenti all’Organo Amministrativo per € 360.0000 (di cui € 210.000 da pagare) e ai Sindaci per € 45.000 e le consulenze. Tra i costi per prestazioni di servizi sono inclusi anche i Costi di servizio biglietteria, controllo ingressi e stewarding per €. 481.168, Trattasi del servizio commissionato in outsourcing alla Best Union Spa.
I Costi per il godimento di beni di terzi sono pari ad € 265.876.
Tra gli oneri diversi di gestione spicca l’acquisto vivaio AS Bari per € 400.000.

La gestione finanziaria è negativa per € 60 mila e comprende interessi passivi bancari per € 54.770.

Il Punto di Pareggio.

Anche in considerazione dell’importo dei costi del personale, i ricavi non riescono a coprire i costi, determinando una situazione di squilibrio economico. I costi della produzione sono circa 1,11 volte il valore della produzione.
La situazione di squilibrio economico ha determinato un risultato prima delle imposte negativo per € 1.488.141.

Per il 2015/16 si potrebbe ipotizzare una gestione economica (nel senso di ricavi meno costi) sostanzialmente equilibrata. Tra l’altro esistono delle norme per la Lega Serie B che obbligano i club ad adottare una gestione economica equilibrata. Si pensi al “Salary Cap”, che impone un tetto massimo ai nuovi contratti di 300 milioni lordi, di cui 150 fissi e 150 di parte variabile. Si pensi alla regola che impone un tetto massimo del 60% al rapporto tra costo tesserati e il valore della produzione, invero, pur non avendo il dato del costo dei tesserati, anche il bilancio 2014/15 presenta un dato conforme. Altra regola importante è quella che riguarda la rosa calciatori con un tetto di 22 calciatori “over 21”. Da un’intervista rilasciata da Paparesta a Repubblica, emergerebbe che il costo del personale 2015/16 del Bari è di 5 milioni, che i soldi provenienti dalle contribuzioni della Lega Serie B dovrebbero aggirarsi intorno ai 6 milioni. Molto probabilmente, dovrebbe trattarsi del costo del personale tesserato, in ogni caso, è importante che il costo del personale 2015/16 totale sia inferiore ai 10,4 milioni del 2014/15. Considerando che nello stesso articolo si affermava che il Bari aveva incassato per la stagione 2015/16 circa 1,5 milioni di Euro in abbonamenti, si potrebbero stimare e confermare i ricavi da gare intorno ai 3 milioni. Recentemente, la società in un comunicato ufficiale ha scritto che “La nostra società gode, fortunatamente visti i tempi, di ottima salute grazie ai proventi derivanti dai diritti tv, dagli sponsor che ci affiancano. …”; pertanto, si potrebbero stimare prudenzialmente ricavi commerciali, comprensivi dei ricavi pubblicitari vari, per almeno 2,5 milioni di Euro. A tali importi bisogna aggiungere anche i proventi vari. Premesso quanto sopra, il Bari potrebbe chiudere il 2015/16 con un fatturato netto intorno ai 14 milioni. Sottraendo i costi del personale sportivo di 5 milioni, i costi del personale non sportivo, le spese di gestione, gli ammortamenti e le spese per i prestiti dei calciatori, si determinerebbe una gestione economica sostanzialmente equilibrata, tenuto conto che il Bari non ha fatto “follie” sul mercato, ricorrendo spesso al meccanismo dell’acquisizione in prestito dei calciatori.

Conclusioni.

Dal punto di vista della copertura del fabbisogno finanziario, la strategia iniziale, fissata nell’assemblea straordinaria del 24 giugno 2014, ossia di partire con una robusta capitalizzazione mediante il collocamento dell’aumento di capitale per 8 milioni di Euro presso terzi, era giusta ed opportuna. Se l’aumento di capitale fosse stato collocato per intero, la società avrebbe evitato di ritrovarsi nella fattispecie prevista, dall’articolo 2446 del codice civile, ossia quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite; inoltre, avrebbe evidenziato un capitale circolante netto positivo e la società avrebbe atteso con relativa tranquillità la vicenda “SuisseGas Spa”. Si tenga conto che un’eventuale svalutazione del credito verso “SuisseGas SpA”, il calcolo dell’ammortamento pieno di Sciaudone e l’ammortamento dell’Avviamento in cinque anni in luogo di quindici, avrebbero determinato la fattispecie prevista dall’articolo 2447 del Codice Civile, ossia la riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale. A quanto detto, bisogna aggiungere gli enormi vantaggi che sarebbero scaturiti dalla liquidità aggiuntiva, che avrebbe apportato il collocamento dell’aumento di capitale.
Venuta meno la possibilità di incamerare 8 milioni dall’aumento del capitale, FC Bari 1908 SpA si è ritrovata nella situazione in cui è l’andamento sportivo a determinare l’andamento economico. Infatti, secondo l’Organo Amministrativo, “il risultato di esercizio è stato influenzato da incrementi dei costi relativi alla gestione sportiva e dalle variazioni, anche rispetto ai ricavi attesi, che sono derivati dai risultati conseguiti in campionato dalla prima squadra” e dal punto di vista sportivo, si può affermare che il campionato 2014/15 non è risultato in linea con le aspettative. L’eventuale promozione in Serie A garantisce i ricavi per diritti televisivi, che consentirebbero al Bari di triplicare, come minimo, il valore della produzione.

Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, secondo l’Organo Amministrativo, Il risultato negativo conseguito sarà sicuramente neutralizzato dai risultati positivi che si realizzeranno già a partire dal prossimo esercizio.

lunedì 4 gennaio 2016

Hellas Verona 2014/15: perdita di 6,9 milioni.



Luca Marotta



“Hellas Verona Football Club S.p.A.” ha chiuso l’esercizio 2014/15 con una perdita di 6,9 milioni di Euro. L’esercizio precedente si era chiuso con un utile di 5,27 milioni di Euro grazie alla plusvalenza realizzata con la cessione del marchio du Euro 15,9 milioni.
Durante il 2014/15 la società “Hellas Verona Football Club S.p.A.”, ha acquisito il controllo della società “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.”, che aveva acquisito il marchio “a normali condizioni di mercato”. Quindi tale società è diventata “controllata”.

Per quanto riguarda la stagione sportiva 2014/15, la prima squadra si è classificata al tredicesimo posto nel campionato di calcio professionistico di Serie A, ottenendo la conferma alla partecipazione alla Serie A anche per la stagione 2015/16.

Dalla lettura del bilancio, appare di fondamentale importanza la permanenza in Serie A.

La Società.

“Hellas Verona Football Club S.p.A.” è controllata dalla società “HV7 S.r.l.”, ma non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte dell’unico azionista. La società intrattiene con “HV7 S.r.l.” un contratto relativo all’utilizzo della sede sociale, ad un canone  pari a € 107 mila.
A partire dall’esercizio 2012-2013 “Hellas Verona Football Club S.p.A.” ha esercitato l’opzione per l’adesione al consolidato fiscale, in qualità di soggetto consolidato, con la società “Seven 23 S.r.l.”  in qualità di consolidante.
Dall’anno solare 2015 “Hellas Verona Football Club S.p.A.” ha aderito alla procedura Iva di Gruppo, con la controllante HV7 Srl e la controllata “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.”.
Durante il 2014/15 è stata assunta una partecipazione pari al 88,89% nella società “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.”. Con “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.”, durante il 2013/14 si è verificata l’operazione “cessione marchio”.

La Continuità Aziendale (going concern).

Gli Amministratori hanno redatto il bilancio di esercizio al 30 giugno 2015 nella prospettiva della continuità aziendale, anche perché per il 2015/16 il Verona ha acquisito il diritto a partecipare al campionato di serie A e secondo gli Amministratori, tale circostanza permette di affrontare gli aspetti economico-finanziari della gestione caratteristica con criteri e metodologie di continuità con il 2014/15. Ovviamente, salvaguardando le priorità al fine di raggiungere un equilibrio economico-finanziario.

Lo Stato Patrimoniale.



Il totale dell’Attivo, ossia il totale dei mezzi a disposizione, è diminuito da € 66,36 milioni a € 61,28 milioni. La diminuzione dipende soprattutto dallo smobilizzo, dovuto alle cessioni, dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori diminuiti da € 22,7 milioni a € 11,68 milioni. Le immobilizzazioni immateriali incidono per il 27,98% sull’attivo.
Le immobilizzazioni finanziarie sono pari ad € 92.883 e comprendono la cifra di € 80.000 riguardante la partecipazione in “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.” per l’88,9%; ed € 12.833 per depositi cauzionali.
I crediti sono aumentati da € 32,6 milioni a € 42,9 milioni e rappresentano il 70,03% dell’attivo. La principale voce dei crediti riguarda i crediti verso enti settore specifico per € 19,56 milioni seguiti dai crediti verso le imprese collegate, ossia “Hellas Marketing & Communication Srl”, pari a € 16,7 milioni.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,055 (1,13 nel 2013/14), ciò vuol dire che, adottando il principio di continuità aziendale, al 30.06.2015, il club possedeva dei beni il cui valore era sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,81 (0,68 nel 2013/14), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe sufficiente per pagare i debiti a breve termine.
Anche non considerando i ratei e i risconti passivi, pari a € 3.882.781, l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,06 (0,13 nel 2013/14).
Infatti, l’equity ratio, ossia l’indice di autonomia patrimoniale, è molto basso ed è pari a 5,3%. Il ricorso al capitale di terzi risulta eccessivo, perché pari all’94,7%.

SOSTENIBILITA’ DEL PASSIVO
A fronte di un totale delle passività, intese come “liabilities” pari a € 58.047.498 (€ 58,7 milioni nel 2013/14), si contrappone un EBITDA negativo per € 973.737. Nel 2013/14 l’’EBITDA era positivo per € 5.895.564, ed il rapporto tra il totale lordo delle passività e l’EBITDA era pari a 9,96. In altri, termini, mentre nel 2014/15 la gestione economica, da sola senza l’ausilio dei valori dell’attivo, non risulta in grado di generare flussi di cassa in grado di pagare il debito, nel 2013/14 avrebbe impiegato 9,96 anni.

Il Valore della Rosa.

Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori rappresenta il 19,06% (34,25% nel 2013/14) del totale dell’attivo.



Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta in forte calo da € 22,72 milioni  a  € 11,68 milioni. La variazione è dovuta ad investimenti per € 9,75 milioni (€ 23,7 milioni nel 2013/14), a cessioni per un valore contabile residuo di € 15,3 milioni (€ 3,17 milioni nel 2013/14), ad ammortamenti per € 5,1 milioni (€ 3,2 milioni nel 2013/14) e svalutazioni per € 343 mila.
L’acquisto più oneroso è stato Viviani (Roma) per € 4 milioni, seguito dal “riscatto” di Romulo dalla Fiorentina per € 3,5 milioni e Marquez (Leon)  per € 300 mila.
Tra le cessioni con l’importo più rilevante spiccano: Iturbe (Roma) per € 22 milioni con una plusvalenza di € 7 milioni; Donsah ceduto al Cagliari per € 2.160.000 con una plusvalenza di € 2.047.000.

Il Grado Copertura Patrimonio Calciatori con i mezzi propri.
Il Grado Copertura Patrimonio Calciatori indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri. E’ auspicabile che tale rapporto sia almeno pari a 1. Nel caso in questione il rapporto tra mezzi propri e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 0,28 (0,34 nel 2013/14).

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 3.234.776 (€ 7,6 milioni nel 2013/14). Rispetto al 2013/14 si è verificata un decremento di € 4,4 milioni, corrispondente alla perdita dell’esercizio di € 6.922.605 ed ad un versamento in conto capitale da parte del socio controllante per Euro 2.500.000. I mezzi propri finanziano solo il 5,3% dell’attivo.
Tuttavia, essendo positivo, il Patrimonio Netto è conforme a quanto richiesto dall’indicatore 2) del Fair Play Finanziario.
L’assemblea degli azionisti del 28 ottobre 2015 ha deliberato la copertura della perdita 2014-2015 mediante l’utilizzo delle riserve disponibili.

La Posizione Finanziaria Netta.



L’indebitamento di natura finanziaria 2014/15 al netto delle disponibilità liquide è aumentato da € 18,6 milioni a € 22 milioni.
I debiti verso la società controllante ammontano a € 3.116.435 e riguardano il residuo dell’anticipazione di 14 milioni di Euro del 2013/14 per la campagna trasferimenti.
I debiti bancari aumentano da € 275 mila a € 2,85 milioni. Tali debiti riguardano un mutuo con Unicredit per un importo residuo di € 168 mila e scadenza 31/12/2016 e lo scoperto con MPS per Euro 2.682.000.
Le disponibilità liquide risultano in riduzione da € 1.197.696 a € 80.281.
Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è positivo per € 5,8 milioni (-€ 3,8 milioni nel 2013/14). I crediti verso enti settore specifico ammontano a circa € 19,56 milioni. L’importo maggiore riguarda il credito verso la Roma di € 12,5 milioni per Iturbe.
I debiti verso enti settore specifico ammontano a € 13,78 milioni (€ 12,5 milioni nel 2013/14). L’importo maggiore riguarda i debiti verso la Lega Nazionale Professionisti per € 7,8 milioni seguito dai debiti verso agenti FIFA per Euro 4.875.000. L’aumento dei debiti verso gli agenti dipende dal fatto che la politica societaria ha puntato sui calciatori svincolati e/o fine contratto.
I debiti verso altri finanziatori riguardano il debito verso banca IFIS per 13.117.000 Euro, riguardanti l’anticipo sul saldo attivo della campagna trasferimenti e il debito verso Emilia Romagna Factor per 3.002.000 Euro, riguardante l’anticipo per i diritti televisivi di Serie A 2015/2016.

Altri debiti.

Secondo gli Amministratori, la gestione finanziaria non ha evidenziato momenti di criticità e si è impostata la pianificazione dei pagamenti verso terzi assolvendo puntualmente alla liquidazione dei compensi per l’attività di lavoro dipendente, delle competenze fiscali e contributive.
I debiti tributari ammontano a € 173.519 (€ 2,2 milioni nel 2013/14), di cui € 108 mila per ritenute IRPEF, e i debiti verso Istituiti previdenziali risultano pari a € 283 mila (€ 260 mila nel 2013/14). Nella Nota Integrativa è specificato l’adempimento degli obblighi nel mese di competenza.
I debiti verso i propri Dipendenti ammontano a € 7.953.000 (€ 6.590.000 nel 2013/14) e si riferiscono alle mensilità di maggio e giugno 2015 oltre ai premi maturati. Nella Nota Integrativa è specificato il puntuale pagamento alle scadenze.
I debiti verso dipendenti rappresentano circa il 23,44% del costo del personale.
Il fondo rischi e oneri diminuisce da € 7.634.614 a € 4.240.174, soprattutto a causa del rilascio dell’accantonamento prudenziale di € 2 milioni effettuato l’esercizio precedente.

La Gestione Economica.

Il valore della produzione è aumentato del 4,7%, da € 53,6 milioni a € 51,1 milioni.
I costi della produzione restano superiori, perché sono aumentati, anche in misura più che proporzionale 7,9%, da € 54 milioni a € 58,28 milioni, a causa soprattutto dell’incremento del costo del personale da € 29,1 milioni a € 33,9 milioni. La differenza tra valore e costi della produzione è negativa per € 7.187.512, mentre nell’esercizio precedente era negativa per € 401.093.



I Ricavi

Il fatturato, al netto delle plusvalenze realizzate, degli altri ricavi da Player Trading e degli storni dei costi per il vivaio, risulta diminuito da € 42,7 milioni a € 38,2 milioni.
I diritti TV aumentano del 9,1%, da € 22.822.867 a € 24.890.993.
I ricavi commerciali pari a € 1,88 milioni (€ 3,58 milioni nel 2013/14), riguardano proventi da sponsorizzazioni per € 1.243.226 (€ 1.615.416 nel 2013/14), proventi pubblicitari per € 622.359 (€ 1.818.724 nel 2013/14) e proventi commerciali e royalties per € 19.964 (€ 153 mila nel 2013/14). Gli sponsor ufficiali (Agsm Verona Spa, Leaderform Spa, Franklin & Marshall) hanno contribuito con € 1.050.000 (€ 1.450.000 nel 2013/14). Lo sponsor tecnico Nike  ha contribuito con € 193 mila (€ 165.000, sempre con Nike nel 2013/14).
I ricavi da gare diminuiscono del 3,6%, da € 5,31 milioni a € 5,12 milioni, a causa soprattutto della diminuzione dei ricavi per abbonamenti da € 3,5 milioni a € 3,29 milioni. La campagna abbonamenti relativa alla stagione sportiva 2014/15 ha visto la sottoscrizione di n. 14.107 abbonamenti (n. 16.129 nel 2013/14).
Mentre, la campagna abbonamenti 2015/16 ha registrato la sottoscrizione di n. 13.207 abbonamenti per un incasso lordo di Euro 3,565 milioni.
Secondo gli Amministratori, il numero di abbonamenti, pone la società Hellas Verona tra le prime in Italia; tuttavia, è in calo rispetto al 2013-2014.

I ricavi e proventi diversi pari a € 2.206.848 (€ 4,9 milioni nel 2013/14), risultano in calo, perché nell’esercizio precedente figurava l’accordo transattivo con la RAI per € 3,5 milioni. Il corrispettivo 2014/15 per la concessione dei diritti, pattuito con la RAI, è di 52 mila Euro. L’accordo con “Infront” per l’utilizzo e lo sfruttamento dell’archivio ha fruttato € 1.035.000. Il riaddedito al Comune di Verona dei lavori effettuati nello stadio è stato pari a € 354 mila.

Il Player Trading.



Il risultato economico delle operazioni di mercato, ossia i ricavi e le plusvalenze al netto delle minusvalenze e dei costi legati al trasferimento dei calciatori, è riuscito a coprire il costo degli ammortamenti dei calciatori. Tale circostanza, verificatasi anche negli esercizi precedenti è indicatore di una particolare attenzione alle operazioni di calciomercato da parte della società.
Le plusvalenze realizzate sono pari a € 10,3 milioni (€ 10,2 milioni nel 2013/14).
La plusvalenza più importante è stata quella legata alla cessione del calciatore Iturbe, che è stato ceduto alla Roma per € 22 milioni e che ha determinato una plusvalenza di € 7.000.000. Le altre plusvalenze riguardano la cessione dei calciatori Donsah (Cagliari) per € 2.047.000 e Bianchetti (Inter) per € 567 mila.
Le minusvalenze sono state rilevate solo per € 14 mila (€ 30 mila nel 2013/14).
I proventi derivanti dalla cessione temporanea di calciatori sono stati pari a € 1.701.000 e comprendono il prestito di Romulo alla Juventus per 1 milione di Euro.
Gli oneri derivanti dall’acquisizione temporanea di calciatori sono stati pari a € 1.150.000 e comprendono il prestito di Sorensen dalla Juventus per 300 mila Euro.
Gli ammortamenti dei calciatori sono aumentati da € 3,2 milioni a € 5,1 milioni.
Vi sono oneri da compartecipazione per € 1.051.000, dovuti principalmente al fatto che per il calciatore Jorginho in compartecipazione con il Napoli, il Verona ha ritenuto di accogliere l’offerta della controparte, pari a 3,5 milioni evitando l’alea della risoluzione alle “buste chiuse”.

I Costi.

Il costo del personale, pari a € 33,9 milioni (€ 29,1 milioni nel 2013/14), risulta aumentato del 16,4%.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato netto è stata elevata perché pari all’ 88,9% circa.
Il Regolamento del Fair Play Finanziario auspica che tale rapporto sia inferiore al 70%.
Il Costo del Lavoro Allargato, che considera anche gli ammortamenti dei calciatori, avrebbe un’incidenza sul fatturato netto del 102,3%. Se si considerasse solo il costo del personale tesserato, pari ad € 33,2 milioni, l’incidenza del Costo del Lavoro Allargato sul fatturato netto si ridurrebbe al 100,4%.
Gli ammortamenti e le svalutazioni complessive sono pari a € 6.213.775 (€ 3.995.057 nel 2013/14), di cui € 5,1 milioni per ammortamento calciatori, € 546 mila per ammortamento delle altre immobilizzazioni immateriali ed Euro 343 mila per svalutazione di 4 calciatori.
Tale voce incide per il 10,7% sui costi della produzione.
Le spese per servizi aumentano di circa € 2,67 milioni da € 9,17 milioni a € 11,85 milioni. I costi per le competenze dei procuratori aumentano da € 2.012.000 a € 4.973.000. I costi amministrativi e generali ammontano a € 2.672.000.
Non avendo infrastrutture sportive di proprietà, Hellas Verona paga € 644 mila per l’affitto di impianti sportivi comunali, € 120 mila per l’affitto di campi sportivi ed € 134 mila per l’affitto di altri locali (di cui € 107 mila verso HV7 srl).
Per quanto riguarda la gestione finanziaria, gli interessi passivi verso altri finanziatori sono aumentati da € 320 mila a € 1.228.000, per il maggior ricorso al factoring.

La gestione straordinaria è positiva per € 2 milioni, perché beneficia del fatto che l’8 aprile 2015 con delibera del Consiglio di Amministrazione si è provveduto a liberare l’accantonamento a fondi rischi, effettuato nell’esercizio precedente, per € 2 milioni, per il venir meno dei presupposti.

Il Consolidato Fiscale e le operazioni con parti correlate.

Per quanto riguarda la gestione tributaria, poiché Hellas ha aderito al consolidato fiscale, ha calcolato imposte anticipate per l’importo di € 661.439 (-€ 2.896.211  nel 2013/14), che rappresentano il risultato dell’importo fiscale trasferito alla consolidante.
A causa dell’IRAP di competenza dell’esercizio, pari a € 998.996 (€ 1.799.017 nel 2013/14) e delle imposte differite, pari a € 1.373.639, la gestione tributaria esercita un impatto positivo per  € 1.036.000 esercitando il suo effetto sul risultato prima delle imposte che era negativo per € 7.958.667, determinando una perdita netta di € 6.922.605.
HV7 srl ha prestato in data 26 maggio 2014 la cifra di 14 milioni per l’operazione Iturbe. L’anticipazione finanziaria è stata parzialmente rimborsata nel mese di settembre 2014 per Euro 9 milioni, mentre una successiva quota di Euro 2,5 milioni è stata destinata a riserva in conto capitale nel corso del mese di giugno 2015.
HV7 srl ha inciso sui costi per € 107 mila per l’affitto della sede sociale.
“Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.” ha determinato costi pubblicitari e promozionali per € 200 mila.
Nel mese di dicembre 2013, si è proceduto alla cessione del marchio “Verona” per lo sfruttamento commerciale, marketing e comunicazione, alla società correlata “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.”, preservando l’esclusiva titolarità del marchio ai fini del c.d. “titolo sportivo” in capo ad “Hellas Verona Football Club S.p.A.”. Tale cessione è avvenuta per l’importo di € 16 milioni (da pagarsi ratealmente entro il 30 giugno 2017). Al 30.06.2015 esiste un credito per fatture da emettere verso “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.” per Euro 16.750.000, di cui € 1,5 milioni per il contratto di concessione utilizzo marchi.
Hellas Verona è intervenuta nell’aumento di capitale della correlata “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.”, da € 10 mila a € 90 mila versando € 80 mila. Poiché l’aumento di capitale prevede il versamento di un sovrapprezzo di € 5 milioni entro il 30.06.2018, Hellas Verona utilizzerà parte del credito sorto dall’operazione di cessione del marchio.

Prospettive 2015/16.

Nel bilancio 2014/15 è mancata la plusvalenza di € 15,9 dovuta alla cessione del marchio avvenuta nel 2013/14.
Secondo gli Amministratori, la disputa del campionato di calcio professionistico di Serie A 2015/16 consentirà di affrontare gli aspetti economico-finanziari della gestione caratteristica con criteri e metodologie di continuità con la stagione 2014/15, salvaguardando le priorità al fine di raggiungere un equilibrio economico-finanziario.

In altre parole la permanenza in Serie A è fondamentale.