lunedì 6 novembre 2017

Bilancio Real Madrid 2016/17: successi, fatturato record, utile e costo del personale in aumento.



Luca Marotta


L’ Assemblea Generale Ordinaria dei Soci del Real Madrid del 1 ottobre 2017, ha approvato il bilancio 2016/17.
Il Bilancio 2016/17 del Real Madrid per la prima volta mostra componenti positivi di reddito lordi superiori a 700 milioni di Euro. Precisamente, i ricavi lordi, comprensivi delle plusvalenze e degli interessi attivi, risultano pari a 727,9 milioni di Euro (€ 630,9 milioni nel 2015/165), con un incremento del 15,4 % sul bilancio 2015/16.
Invece, il fatturato netto, senza plusvalenze, ha raggiunto la cifra record di Euro 671.864.000; mentre nel 2015/16 era pari a 619,7 milioni di Euro. L’incremento registrato rispetto all’esercizio precedente è stato dell’8,42%. Il club madrileno ha superato per il sesto anno consecutivo la barriera dei 500 milioni di Euro di fatturato netto e per la seconda volta consecutiva quella dei 600 milioni di Euro. L’esercizio 2016/17 si è chiuso con un utile lordo di 26,3 milioni di Euro (€ 43,3 milioni nel 2015/16) e un utile netto di 21,37 milioni di Euro (€ 30,28 milioni nel 2015/16), che segna un decremento del 29,4%.
La Posizione finanziaria Netta è rimasta positiva per 10 milioni di Euro.

Dal punto di vista sportivo, il Real Madrid ha vinto la UEFA Champions League 2016/17, per la dodicesima volta nella sua storia ed ha vinto la Liga con 93 punti e in Copa del Rey è stato eliminato ai quarti dal Celta Vigo. Il Real Madrid ha vinto anche la FIFA Club World Cup 2017 e la UEFA Supercup.

Tuttavia, l’esercizio 2016/17, che è stato quello col maggior numero di successivi sportivi, ha evidenziato un incremento del costo del personale, dovuto soprattutto ai premi di risultato, superiore all’incremento del fatturato netto.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo ed in aumento e ammonta a 463,48 milioni di Euro (€ 442,25 milioni nel 2015/16), con un incremento di 21.23 milioni di Euro, rispetto al 2015/16, ossia del 4,8%. La differenza di 21,23 milioni è dovuta principalmente all’utile netto dell’esercizio pari a 21,37 milioni e alla variazione delle riserve per contributi ricevuti.
Essendo “non negativo” ed in crescita, tale indicatore è conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario. Da evidenziare che il Real Madrid finanzia con i mezzi propri il 43,1% circa delle attività.
L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile.
Nel caso del Real Madrid l’indice di solvibilità totale è pari a 1,76, mentre nell’esercizio precedente era pari a 1,73.
Pertanto, i beni posseduti dal Real Madrid possono pagare i debiti.
Si aggiunga che il Patrimonio Netto, ossia i mezzi propri, sono superiori al valore dei diritti pluriennali sui giocatori, infatti, il rapporto tra Patrimonio Netto e valore dei diritti pluriennali sui giocatori è pari a 1,27 (1,33 nel 2015/16).
L’indice di solvibilità totale resterebbe al di sopra di 1, precisamente 1,16 (1,18 nel 2015/16), anche se escludessimo il valore dei giocatori, pertanto i restanti beni sarebbero in grado di pagare i debiti.




L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,76 (0,73 nel 2015/16).
Infatti, l’equity ratio è pari a 43,1% e si ricorre al capitale di terzi, nella misura del 56,9%.
Il valore di questo rapporto è in aumento negli ultimi anni, partendo da 0,29 del 2009 e raggiungendo il valore di 0,76 al 30 giugno 2017.

Gli Investimenti.

Nell’esercizio 2016/17, il club ha investito € 152 milioni (€ 117 milioni nel 2015/16), di cui € 25 milioni (€ 23 milioni nel 2015/16) sono stati destinati al miglioramento e allo sviluppo delle strutture del Club e alla progettazione e all'attuazione della piattaforma tecnologica che supporta lo sviluppo dell'attività digitale del Club; € 127 milioni (€ 94 milioni nel 2015/16) per acquistare giocatori.




Dal Grafico precedente, tratto dal bilancio del Real Madrid, emerge che per quanto riguarda l’importo degli investimenti effettuati dal 2000/01, il record è costituito dal 2008/09 con 314 milioni di Euro.

Come già detto, l’investimento nella rosa giocatori è stato di circa € 127 milioni, in parte coperto dalle cessioni di giocatori per € 54 milioni (€ 28 milioni nel 2015/16). Pertanto, l’investimento netto per rafforzare la rosa giocatori è stato di circa € 73,5 milioni (€ 66 milioni nel 2015/16). Nel periodo 2000-2017, l'investimento netto medio annuo è stato di 71 milioni di euro.
Osservando l'evoluzione degli investimenti, si nota che, nel periodo 2000/01-2016/17, il club madrileno ha investito molto nelle strutture sportive immobiliari. In particolare, in tale periodo sono stati investiti 247 milioni di Euro (di cui € 6 milioni nel 2016/17) per lo stadio, per modernizzarne le strutture e migliorarne la qualità e funzionalità per gli spettatori, per fornire servizi multimediali e servizi che consentono un maggiore sfruttamento commerciale, creando un ritorno economico annuo molto significativo. E sono stati investiti 215 milioni di Euro (di cui € 18 milioni nel 2016/17) per la costruzione della “Ciudad Real Madrid”, considerato il più grande centro sportivo mai costruito per una squadra di calcio, con una superficie totale di 120 ettari, 10 volte più grande dell’ex città dello sport.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.




Le immobilizzazioni materiali nette, compresi gli investimenti immobiliari, rappresentano il 33% del totale delle attività; mentre, le immobilizzazioni immateriali sportive, pari a € 366,2 milioni (€ 333,5 milioni nel 2015/16), rappresentano il 34,1% dell’attivo. Il totale delle attività al 30 giugno 2017 è di circa 1,075 miliardi di Euro (€ 1,045 miliardi nel 2015/16) e registra un incremento del 2,83%.
La variazione del valore contabile netto della rosa atleti sportivi è stata di 32,7 milioni di Euro.
La variazione della rosa calciatori pari a Euro 35,3 milioni è dipesa da acquisti per 126,9 milioni, cessioni per un valore contabile residuo di € 493 milioni e ammortamenti per Euro 91,1 milioni. Il costo storico della rosa calciatori ammonta a 862,1 milioni di Euro.




La variazione diminutiva della rosa dei giocatori di pallacanestro è pari a Euro 2.545.000 ed è dipesa da acquisti per € 358 mila, cessioni per un valore contabile residuo di € 1.738.000 e ammortamenti per Euro 1.165.000. Il costo storico della rosa giocatori di pallacanestro ammonta a  10,3 milioni di Euro, mentre il valore contabile netto è pari a Euro 1.465.000.




Al 30.06.2017, il saldo finale del costo storico delle immobilizzazioni materiali ammonta a 479.5 milioni di Euro. Il valore contabile netto dello stadio e dei palazzetti dello sport ammonta a 257,87 milioni di Euro. Il costo storico è pari a 347,9 milioni di Euro. Il valore contabile netto dei terreni e delle altre costruzioni ammonta a 17,3 milioni di Euro. Il costo storico è pari a 22,2 milioni di Euro.
Nella voce contabile “Construcciones” è incluso il centro commerciale “La Esquina del Bernabéu”, con un costo storico di 14,67 milioni di Euro.

L’attivo non corrente risulta aumentato di € 52,2 milioni a causa soprattutto dell’incremento del valore contabile netto delle immobilizzazioni immateriali sportive, da € 333,5 milioni a € 366,2 milioni, e dell’incremento dei crediti a lungo termine per la cessione calciatori, che sono aumentati da € 6,5 milioni a € 16,9 milioni.
Le attività correnti, invece, registrano un decremento di € 22,67 milioni.
Il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attività correnti e passività correnti, mostra un valore negativo di € 131,9 milioni (-€ 85,6 milioni di Euro nel 2015/16). Il principale fattore che rende negativo il capitale circolante è rappresentato dai risconti passivi a breve, ossia ricavi anticipati inerenti la stagione successiva, che ammontano a € 90,5 milioni (€ 67,4 milioni nel 2015/16). Complessivamente i risconti passivi ammontano a € 107,4 milioni (€ 89,6 milioni nel 2015/16).

La Posizione Finanziaria Netta.

In base al regolamento del Fair Play Finanziario, l’indebitamento di natura finanziaria al netto delle disponibilità liquide, con l’aggiunta del saldo tra crediti e debiti da calciomercato, non deve essere superiore al fatturato netto.




Da questo punto di vista il Real Madrid non presenterebbe alcun problema.

Gli Amministratori del Real Madrid considerano come indebitamento finanziario netto (“Deuda Neta”) la somma del saldo tra crediti e dei debiti per i trasferimenti di giocatori più l’indebitamento finanziario netto (inteso come somma tra saldo tra debiti e crediti bancari, finanziamenti da soci e parti correlate, risconti passivi pluriennali per ricavi anticipati e debiti per leasing finanziario al netto delle disponibilità liquide e investimenti a breve termine) e il debito verso fornitori di immobilizzazioni (comprese le opere per lo stadio e il centro sportivo). L'indebitamento finanziario netto non include i debiti commerciali e altri debiti.

In base al conteggio fatto dagli Amministratori, l'indebitamento finanziario netto risulta positivo per € 10.289.000; mentre, nel 2015/16 era positivo per € 13.075.000.
Si pensi che al 30 giugno 2009, risultava un indebitamento finanziario netto di 327 milioni circa. Ovviamente il dato risulta abbondantemente conforme al Fair Play Finanziario, considerato l’importo record del fatturato.
L’indebitamento finanziario lordo calcolato dagli Amministratori ammonta a circa 187 milioni di Euro (€ 235 milioni nel 2015/16) ed è determinato dai seguenti dati: € 82 milioni di debiti bancari (€ 81,9 milioni nel 2015/16) ed € 105 milioni di debiti per investimenti in giocatori e altre immobilizzazioni (€ 153,93 milioni nel 2015/16).
La posizione finanziaria netta si ottiene sottraendo le disponibilità liquide, pari a € 178 milioni (€ 211,48 milioni nel 2015/16) e i crediti verso club per l’acquisto di giocatori pari a € 36,65 milioni.
Il Risultato della Posizione Finanziaria netta è positivo per 10,3 milioni di Euro, che rappresenta liquidità netta in eccesso.

Il grafico seguente tratto dal bilancio del Real Madrid mostra l’evoluzione della Posizione Finanziaria Netta nel tempo, con il picco raggiunto nel 2009.




Debiti con dipendenti e fisco.

Il Fair Play Finanziario richiede che non vi siano delle problematiche relative a debiti scaduti verso altri club, il fisco e/o i propri dipendenti.
Al 30 giugno 2017, i debiti correnti verso il personale ammontano a € 197 milioni (€ 144 milioni nel 2015/16), di cui € 189,9 milioni verso il personale sportivo (€ 138,75 milioni nel 2015/16). Nel complesso segnano un incremento del 36,8%, dovuto soprattutto ai premi per i successi sportivi.
L’importo dei debiti correnti verso il personale corrisponde al 50% circa delle remunerazioni oltre ai premi. Infatti, il rapporto tra debiti verso il personale sportivo e costo del personale sportivo è del 46,8%.
Nel bilancio è specificato che il Club risulta in regola per quanto riguarda gli adempimenti relativi agli obblighi fiscali e quindi non ha pendenza nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.
Le passività per imposte correnti sono nulle. Quelle per imposte differite ammontano a circa € 13,89 milioni (€ 14,39 milioni nel 2015/16).
Nella sezione opposta, i crediti per imposte correnti ammontano a € 6,73 milioni (€ 5,47 milioni nel 2015/16) e i crediti per imposte differite ammontano a circa € 12,41 milioni (€ 15,9,1 milioni nel 2015/16).
Gli altri debiti verso le Amministrazioni Pubbliche ammontano a 26,99 milioni di Euro (€15,16 milioni nel 2015/16), di cui € 21.077.000 per IVA di giugno 2017. Di contro gli altri crediti verso le Amministrazioni Pubbliche ammontano a 9 mila Euro (€ 302 mila nel 2015/16).

I Ricavi

I ricavi operativi per l'anno 2016/17, escludendo le plusvalenze, raggiungono la cifra record di € 675 milioni; mentre, nell’esercizio precedente erano pari a € 620,13 milioni, segnando un incremento dell’ 8,8%. Dal 2011/12 il fatturato si colloca costantemente sopra la soglia dei 500 milioni e nel 2016/17 ha superato per la prima volta la soglia dei 600 milioni di Euro.
Sono cresciuti, soprattutto i ricavi commerciali e i ricavi da stadio.
Le principali fonti di tali ricavi sono: lo stadio, i diritti televisivi e il marketing e sono sostanzialmente “equidistribuite”, ossia contribuiscono in egual misura percentuale al fatturato.
I ricavi da biglietteria della Liga ammontano a 511 milioni di Euro (€ 51,7 milioni nel 2015/16).
I ricavi da biglietteria della ‘Copa del Rey’ ammontano a 5,6 milioni Euro (€ 3 mila nel 2015/16). I ricavi complessivi, da Champions League ammontano a € 86.213.000 (€ 82.122.000 nel 2015/16). Nel 2016/17 non figurano ricavi per la ‘Supercopa de España’ che nel 2015/16 erano pari a € zero; mentre figurano ricavi per la ‘UEFA SuperCup’ per € 4 milioni, che nel 2015/16 erano pari a  zero. Sono presenti anche i ricavi per il Mondiale per Club per € 4.922.000, che nel 2015/16 erano pari a € zero.
I ricavi derivanti dalle amichevoli ammontano a 9.875.000 Euro (€ 23,97 milioni nel 2015/16).
I ricavi per le competizioni di Pallacanestro ammontano a € 5.954.000 (€ 4.015.000 nel 2015/16).
Gli altri ricavi ammontano a € 9.542.000 (€ 5.569.000 nel 2015/16).
Pertanto secondo una delle riclassificazioni dei ricavi presenti in bilancio, i ricavi da biglietti e competizioni ammontano a € 177.170.000 (€ 167.398.000 nel 2015/16).
Il contributo dei soci, tanto per la quota associativa quanto per gli abbonamenti, rappresenta il 7,4% della cifra totale dei ricavi e ammontano a € 49.772.000 (€ 49.981.000 nel 2015/16).
I ricavi relative al funzionamento delle strutture ammontano a € 25.486.000 (€ 22.390.000 nel 2015/16).

I ricavi radiotelevisivi mostrano un importo notevole pari a € 165,3 milioni (€ 167,57 milioni nel 2015/16) e rappresentano il 24,6% dei ricavi operativi, segnando un decremento dell’1,36%.

I ricavi commerciali hanno un’incidenza del 37,8% e risultano pari a € 254,1 milioni (€ 212,16 milioni nel 2015/16). Tali ricavi comprendono i ricavi per la vendita al dettaglio per € 25.215.000 (€ 21.096.000 nel 2015/16); i ricavi da Sponsor e Licenze per € 202.790.000 (€ 161.537.000 nel 2015/16)); ricavi pubblicitari per € 1.950.000 (€ 3.571.000 nel 2015/16) e Altri ricavi commerciali per € 24.182.000 (€ 26.160.000 nel 2015/16).




Dal Grafico seguente, tratto dal bilancio del Real Madrid emerge che nel periodo 1999/2000-2016/17, il tasso medio di crescita annuale dei ricavi è stato dell’ 11%.




E’ evidente che il club ha raggiunto una struttura equilibrata di ricavi, ciascuna delle tre aree (stadio, televisione e marketing) contribuisce con circa un terzo del totale dei ricavi. La diversificazione delle fonti di ricavo, conferisce stabilità economica, attenuando l'impatto di eventuali fluttuazioni dei ricavi causate dai risultati sportivi e altre cause congiunturali economiche.

Il Costo dei dipendenti.

Il costo complessivo del personale al 30 giugno 2017, compresi i diritti di immagine, ammonta a circa € 406,1 milioni (€ 306,87 milioni nel 2015/16) e risulta in aumento del 32,3%. Il costo del personale riguardante i calciatori e lo staff tecnico della prima squadra di calcio ammonta a Euro 320.125.000 (€ 231,7 milioni nel 2015/16).
Il costo del personale non sportivo associato alla prima squadra di calcio è di Euro 2.929.000.
Il costo del personale riguardante i calciatori e lo staff tecnico della seconda squadra di calcio ammonta a 11.493.000 Euro (€ 10,4 milioni nel 2015/16). Il costo del personale riguardante i giocatori e lo staff tecnico della squadra di basket ammonta a 27 milioni di Euro (€ 25,86 milioni nel 2015/16).
Il rapporto tra costo del personale totale e i ricavi operativi, con esclusione delle plusvalenze, è l'indicatore utilizzato a livello internazionale per misurare l'efficienza operativa delle società di calcio. Più basso è il valore di questo rapporto e più “efficiente” risulta il club.
Il 30 giugno 2017, tale rapporto risulta pari al 60,4%; mentre, il 30 giugno 2016, era pari al 49,5%.
In base a quanto scritto dagli Amministratori, tale incremento è dovuto principalmente alla spesa in premi causata dagli eccezionali risultati sportivi, la migliore della storia, ottenuta dalla prima squadra; inoltre, bisogna evidenziare che il dato in questione, si trova al di sotto del valore del 70%, che è il livello massimo raccomandato dall'Associazione europea dei club. Nel 2016/17 sono stati conseguiti quattro titoli: Champions League, Liga, Coppa del Mondo e Supercoppa Europea, senza i premi assegnati per tali competizioni, l’indicatore sarebbe sceso al 53%.




Dal Grafico, tratto dal bilancio del Real Madrid emerge che dal 2002/03, tale indicatore è inferiore al 70%.

In definitiva, il Real Madrid si può permettere una rosa di calciatori dall’ingaggio elevato perché la sua gestione economica genera un fatturato altrettanto elevato.

L’equilibrio della Gestione Economica.

Il grafico dimostra come l’evoluzione del costo del personale mantenga la stessa distanza dall’evoluzione dei ricavi operativi.




Si pensi che nel periodo 2008/09-2016/17 la somma dei risultati prima delle imposte è pari a 356,3 milioni di Euro, con una media di circa 39,59 milioni di Euro ad anno.

Il “Breakeven Result”.

Per il periodo di monitoraggio del 2017/2018 gli esercizi sotto osservazione sono il 2015, 2016 e 2017 e la soglia di perdita aggregata tollerata è di 30 milioni.
Per il Real Madrid la somma algebrica dei risultati prima delle imposte per gli esercizi 2015, 2016 e 2017, risulta positiva per 125,5 milioni di Euro; pertanto, non ci sono problemi per questo aspetto.
L’EBITDA, ossia il risultato prima del calcolo degli ammortamenti degli interessi e delle tasse, con esclusione delle plusvalenze, risulta pari a € 86,1 milioni; mentre nel 2015/16 era pari a 163,16 milioni.
Se considerassimo anche le plusvalenze si determinerebbe un EBITDA positivo per 137,8 milioni (€ 162,8 milioni nel 2015/16). Il risultato di gestione al lordo delle imposte risulta positivo con un utile di 26,3 milioni, mentre nel 2015/16 era positivo per 43,3 milioni e nel 2014/15 per 53,9 milioni.

Il Fair Play Finanziario Spagnolo.

In base a quanto emerge dai dati del bilancio 2016/17, il Real Madrid rispetta anche quanto stabilito dal Regolamento di Controllo Economico della LFP e tutti gli indicatori previsti dalla stessa LFP.


Il Bilancio Preventivo 2017/2018.

Le società e i club iscritti alla Liga Spagnola devono formulare il bilancio preventivo. Tale obbligo rientra nella fase di controllo economico “a priori” esercitata dalla Liga sui club.
Nel caso del Real Madrid, il Consiglio di Amministrazione ha previsto, un bilancio preventivo con un utile lordo di 48,5 milioni di Euro. Il volume d’affari netto previsto è di € 690,3 milioni.

Conclusioni.

Il Real Madrid non ha problemi in termini di Fair Play Finanziario, sia UEFA, che spagnolo. L’enorme quantità di ricavi permette al Real Madrid di avere una rosa di Top Player con costo lordo del personale notevole, ma la cui incidenza resta al livello del 60% circa dei ricavi senza plusvalenze.

Il Real Madrid è una società molto solida patrimonialmente, con una posizione finanziaria netta positiva e con una gestione economica equilibrata.


sabato 21 ottobre 2017

Bilancio Ajax 2016/2017: utile record con la plusvalenza di Arkadiusz Milik.



Luca Marotta

L’Ajax ha chiuso con un utile record il bilancio relativo all’esercizio 2016-17, segnando il ritorno al risultato positivo dopo la perdita del 2015-16.

Il bilancio consolidato 2016-17 dell'Ajax si è chiuso evidenziando un risultato positivo di Gruppo per Euro 49.739.000, al netto delle interessenze di terzi; mentre, nell’esercizio precedente il risultato del Gruppo era negativo per Euro 497 mila. Il fatturato netto mostra un incremento di 24,8 milioni di Euro, da 93,4 milioni di Euro a 118,2 milioni di Euro.
A determinare il risultato positivo record sono state le plusvalenze pari a 78.6 milioni di Euro. La finale di UEFA Europa League ha permesso l'incremento dei ricavi da competizioni europee che sono aumentati complessivamente di 15,8 milioni di Euro.
Comunque, le cifre del bilancio 2016-17 ribadiscono che l'Ajax è un club sano, dal punto di vista economico, finanziario e patrimoniale.

I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità, per la seconda volta consecutiva nella storia del club, hanno superato i 25 milioni di Euro, assestandosi a 29,1 milioni di Euro.

Dal punto di vista sportivo, nel 2016-17, l’Ajax è stata eliminata nei Play off di Champions League ed ha partecipato alla fase a gironi della UEFA Europa League, giungendo in finale, persa col Manchester United. Per quanto riguarda il campionato l’Ajax è giunta seconda in Eredivisie con 81 punti e si è qualificato per la stagione 2017-18 ai preliminari della UEFA Champions League. Nella coppa nazionale (KNVB beker) l’Ajax ha perso agli ottavi di finale col Cambuur.

Il Gruppo.

“Amsterdam Football Club Ajax N.V.” è una società quotata in Borsa (“EuroNext Amsterdam”) dal 1998, con sede ad Amsterdam in Arena Boulevard 29. I principali soci sono: l’Associazione AFC Ajax ("Amsterdamsche Football Club Ajax")che controlla il 73%; Delta Lloyd N.V. con 8,56%; Invesco con 5,01%; Strating 6,02%; NN Group 5,29% e flottante la parte restante.

Fino al 2015 le società del Gruppo consolidate, con sede in Amsterdam, erano le seguenti:
- Teucrus BV: holding intermedia (controllata al 100%);
- Football Merchandising & Promotion Zuid Oost BV: attività di merchandising (controllata al 100%);
- Tekmessa BV: sfruttamento dei diritti di immagine dei giocatori (partecipazione del 100%);
- Exekias BV: sfruttamento dell’ “Ajax Experience” (controllata al 100%);
- Eurysakes BV: gestione del “Fanshop Ajax”, su Internet e vendita per corrispondenza (controllata al 100%).

A partire dal 10 Maggio 2016 (la data di fusione) con effetto retroattivo al 1 Gennaio 2016 è stata effettuata una fusione tra AFC Ajax NV (società acquirente) e le sue controllate: Teucrus BV; Football Merchandising & Promotion Zuid Oost BV; Tekmessa BV; Exekias BV ed Eurysakes BV (società che scompaiono).
A decorrere dalla data di fusione le attività delle aziende sono proseguite con AFC Ajax NV.

La controllata consolidata estera è:
- Ajax Cape Town Ltd., Città del Capo, Sud Africa: che è una squadra di calcio, controllata al 51%.
Per quanto riguarda la società sudafricana Ajax Cape Town Ltd, controllata al 51%, essa ha fatto registrare un risultato positivo complessivo di 0,6 milioni di Euro. Il fatturato è stato pari a 3,1 milioni di Euro, di cui € 1,7 milioni per ricavi televisivi, € 0,8 milione per sponsorizzazioni e il resto da vendita dei biglietti, merchandising e premi. Il costo del personale è stato pari a € 2,4 milioni.

Nell’attivo del bilancio consolidato il valore delle partecipazioni è di € 4.166.000 (€ 6.366.000 nel 2015/16. Tali partecipazioni riguardano circa il 13,2% di Stadion Amsterdam NV per € 2.800.000 (€ 5.000.000 al 30.06.2016).
Il Gruppo Ajax possiede circa 20.000 certificati azionari di tipo F della società Stadion Amsterdam NV del valore nominale di 454 Euro cadauna per un valore nominale complessivo di € 9.075.604. Tale valore è esposto in bilancio per € 2.800.000 (€ 5 milioni nel 2015/16), in base ad una relazione di stima. Sulla base del rapporto di valutazione esterna, avvenuta nell’ambito di una proposta di vendita di alcuni certificati azionari dal Comune di Amsterdam all’Ajax, il valore della partecipazione in “Stadion Amsterdam NV” nel 2016/2017 è stato determinato in 2,8 milioni di euro. Ciò ha comportato una svalutazione della partecipazione in Stadion Amsterdam NV per un importo di 2.200.000 euro.

Nel 2009/2010 è stato acquistato un certificato azionario A della società Stadion Amsterdam NV, per un importo di 225 100 Euro. Nel 2014/2015 sono stati acquistati tre certificati azionari A della società Stadion Amsterdam NV, per un importo di 677.500 Euro; nel 2015/2016 sono stati acquistati due certificati della società Stadion Amsterdam NV per un importo complessivo di euro 450.000. L’importo totale di questi certificati è di 1.352.600 euro. Il certificato azionario A, dà diritto a tempo indeterminato ad uno skybox con 10 posti e parcheggio riservato.

Tra le partecipazioni è inclusa un’interessenza in Eredivisie NV pari a 13.613 Euro, rappresentata da un certificato azionario del valore nominale di Euro 2.500. L’importo maggiore iscritto in bilancio rispetto al valore nominale è a titolo di sovrapprezzo.

AFC Ajax NV è socia della “Coöperatieve Contractpartners XXVI U.A.”.

Il Valore dell’Ajax.

Il grafico seguente, tratto da Euronext (Link:  https://www.euronext.com ) mostra l’andamento della quotazione in borsa dal 16-10-2012 al 16-2017.


I numeri  di borsa dicono che il valore dell’Ajax è aumentato.
La capitalizzazione di Borsa dell’Ajax al 16.10.2017 è di circa 186,9 milioni di Euro, con una quotazione di 10,195 Euro.. La capitalizzazione di Borsa dell’Ajax al 13.12.2016 era di circa 159 milioni di Euro, con una quotazione di 8,675 Euro. Dal giorno 01/07/2016 al giorno 30/06/2017, il valore più alto della quotazione è stato di 11,50 Euro il 20/07/2017 e quello più basso è stato di 8,161 Euro il 04/07/2016.
La capitalizzazione di mercato di AFC Ajax al 30 giugno 2017 era di € 207 milioni; mentre, la capitalizzazione di mercato di AFC Ajax al 30 giugno 2016 era di € 155,8 milioni.

Secondo la classifica BrandFinance® Football 50 2017 il valore del brand dell’Ajax è di 129  milioni di Euro.

La Strategia.

La Strategia dell’Ajax punta sullo sviluppo del settore giovanile. L’obiettivo è quello della formazione e l’affermazione di giovani talenti che vengono venduti con realizzo di plusvalenze.
Contemporaneamente, si cerca di perseguire anche l’obiettivo di vincere, con un ‘giuoco’ offensivo e attraente, nelle varie competizioni con una squadra giovane.
La formazione è stata e rimane la priorità principale.
Pertanto l’obiettivo è quello di attrarre non solo i migliori talenti, ma anche allenatori e gli specialisti che eccellono nello sviluppo dei giovani calciatori, in modo tale che Ajax diventi la scelta privilegiata per i grandi talenti.
Gli Amministratori ritengono che questa strategia renda attraente l’Ajax anche per i tifosi e i partner commerciali, creando valore.
Gli Amministratori elencano quelli che sono i Valori fondamentali del club: 1) voler essere i migliori, con una mentalità vincente; 2) pensare offensivo;, nel senso di prendere sempre l'iniziativa; 3) Far crescere i talenti; 4) puntare a rafforzarsi, lavorando insieme, ognuno con le proprie competenze uniche e usando le qualità dell'altro, prestando attenzione all'individuo e al suo sviluppo; 5) mostrare leadership; mostrando rispetto per se stessi, gli altri e l’ambiente; 6) avere la mentalità di Amsterdam.

Dal punto di vista finanziario l’Ajax persegue una gestione economica equilibrata con l’obiettivo del pareggio e una crescita del valore del brand.

La continuità aziendale.

La Relazione della società di revisione Deloitte Accountants B.V. non contiene riserve, rilievi o richiami sul tema della continuità aziendale.

Lo Stato Patrimoniale.

 


La struttura dello stato Patrimoniale è solida. Il Patrimonio Netto, positivo per € 158,87 milioni (€ 108,94 milioni nel 2015-16), finanzia il 64,6% dell’attivo (63,9% nel 2015-16). La variazione in aumento è di € 49,9 milioni ed è dovuta essenzialmente all’utile dell’esercizio.

I debiti bancari sono di modesto importo, perché ammontano complessivamente solo a € 29 mila (€ 48 mila nel 2015-16). La maggior parte delle passività (31,1%) riguarda i risconti passivi correnti per ricavi anticipati per abbonamenti, Sky Box, aree ospitalità e business, sponsorizzazioni. I risconti passivi correnti ammontano a € 27,1 milioni (€ 23,79 milioni nel 2015-16).
Le disponibilità liquide, pari a € 62,65 milioni (€ 70,27 milioni nel 2015/16), rappresentano il 25,5% (41,2% nel 2015/16) dell’attivo.
Dal 2016/17, nel bilancio fanno la comparsa investimenti per € 25.174.000, che riguardano un portafoglio di investimenti detenuto presso una banca. La banca è responsabile della gestione di tali investimenti a spese ea rischio di Ajax, sulla base di direttive di investimento preesistenti.
Il capitale circolante netto è positivo per € 76,3 milioni (€ 41,7 milioni nel 2015-16).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra passivo non esigibile (patrimonio netto) e debiti totali determina l’indice di indebitamento. Il valore ideale deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso dell’Ajax è uguale a 1,82 (1,77 nel 2015/16).
I mezzi propri sono nettamente superiori al capitale di prestito.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. 
Nel caso dell’Ajax è uguale a 2,82 (2,77 nel 2015/16). Il totale dei beni a disposizione è abbondantemente superiore al passivo esigibile.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso dell’Ajax è uguale a 2,06 (1,78 nel 2015/16). Ciò vuol dire che l’attivo a breve è in grado di pagare i debiti a breve.

Il Valore della Rosa.




Il valore contabile della rosa al 30 giugno 2017 è di € 54,6 milioni (€ 47,2 milioni nel 2015/16) e registra un incremento di circa € 7,4 milioni, La variazione è dovuta ad investimenti per € 39,8 milioni, cessioni per un valore contabile netto di € 14,4 milioni e ammortamenti per € 18,1 milioni.

Gli investimenti hanno riguardato l’acquisto di Hakim Ziyech (FC Twente), Mateo Cassierra (Deportivo Cali), Davinson Sanchez (Atlético Nacional), David Neres (31 gennaio, Sao Paolo FC).

Nel 2016/2017 sono stati ceduti: Arkadiusz Milik (SSC Napoli); Riechedly Bazoer (Wolfsburg),
Jasper Cillessen (FC Barcelona), Nemanja Gudelj (Tianjin Teda FC), Anwar El Ghazi (Lilla), Mike van der Hoorn (Swansea City).


Le Immobilizzazioni materiali.

Le immobilizzazioni materiali ammontano a € 14,39 milioni (€ 14,49 milioni nel 2015-16) e incidono per il 5,8% sull’attivo totale.
I terreni e i fabbricati sono esposti per € 10,4 milioni (€ 11,16 milioni nel 2015-16); gli impianti e i macchinari sono pari a € 170 mila (€ 142 mila nel 2015-16); gli altri beni materiali risultano pari a € 3.087.000 (€ 2,34 milioni nel 2015-16) e le immobilizzazioni materiali in corso ammontano a € 686 mila (€ 849 mila nel 2015-16).
Il costo storico della voce terreni e fabbricati è di € 25,53 milioni (€ 30,3 milioni nel 2015-16). La voce fabbricati include migliorie beni di terzi e gli interessi che vengono ammortizzati in un periodo di 10 anni.

Il Rendiconto finanziario consolidato.



La variazione delle disponibilità liquide è stata negativa per € 7.619.000 (€ 9.872.000 nel 2015-16).
Tale variazione è dovuta a flussi di cassa positivi generati dall’attività operativa per € 22.523.000 e a flussi di cassa negativi dall’attività di investimento per € 30,2 milioni, a causa dell’acquisto di calciatori che hanno assorbito 46,7 milioni di Euro. L’attività di finanziamento ha generato flussi di cassa negativi per € 10 mila. Le differenze di cambio sulle disponibilità liquide hanno generato flussi positivi per € 68 mila.

Il Conto Economico.




Complessivamente i ricavi derivanti dall’attività calcistica, esclusi ricavi TV e commerciali, aumentano da 39,9 milioni di Euro a € 55.575.000.
I ricavi derivanti dalla vendita di biglietti per le gare di campionato, coppa nazionale e amichevoli diminuiscono da € 6,7 milioni a circa € 5,44 milioni. Gli incassi relativi alle gare di campionato sono aumentati di 300 mila Euro, a causa della politica di riduzione dei prezzi. Gli incassi relativi alla Coppa nazionale hanno registrato una riduzione di 600 mila Euro, per il minor numero di partite. Gli incassi delle gare amichevoli sono diminuiti di € 400 mila.
Il numero medio degli spettatori a partita è stato di 48.945 (47.882 nel 2015/16 e 48.062 nel 2014/15), per uno stadio che ha una capacità di 54.033 spettatori.
Invece, i ricavi da gare per competizioni Europee aumentano di € 5.795.000, da € 4,7 milioni a € 10,49 milioni, a causa della partecipazione alla finale di UEFA Europa League. In UEFA Champions League, al terzo turno preliminare l’avversario è stato: PAOK Salonicco; agi spareggi dei play-off, l’avversario è stato: FC Rostov; mentre nella fase a gironi, di UEFA Europa League gli avversari incontrati sono stati: Panathinaikos Standard Liegi, Celta de Vigo; nei sedicesimi Legia Varsavia; negli ottavi di finale di FC Copenaghen; nei quarti di finale FC Schalke 04; nella semifinale Olympique Lyon e in finale Manchester United.

Per quanto riguarda i premi per la partecipazione a competizioni Europee, essi ammontano a € 15,5 milioni, nella stagione 2015-16, ammontavano a € 5,5 milioni.
Secondo il comunicato UEFA relativo alla distribuzione dei proventi UEFA Europa League 2016/17 all’Ajax spettano complessivamente € 16.194.703, di cui € 3.800.703 per il Market Pool della stessa Europa League. Mentre, il comunicato UEFA relativo alla distribuzione dei proventi UEFA Champions League 2016/17, assegna all’Ajax l’importo di € 3.943.000, di cui € 943.000 per il Market Pool olandese della Champions League.

I ricavi per abbonamenti, pari a € 11.296.000 (€ 11.069.000 nel 2015/16), sono aumentati del 2,1%. Il numero degli abbonamenti è stato pari a 36.322 (35.854 nel 2015/16 e 37.996 nel 2014/15).
I ricavi per le aree business e skybox aumentano del 6,7%, da € 10.132.000 a € 10.814.000. Il fatturato relativo agli Skybox è aumentato di 100 mila Euro, da € 3,6 milioni a € 3,7 milioni, mentre i ricavi per le aree business è aumentato di 600 mila Euro, da € 6,5 milioni a € 7,1 milioni. Se si considerassero anche tali posti riservati, unitamente agli abbonamenti, si avrebbe uno stadio con 39.439 posti riservati (38.511 nel 2015-16; 40.595 nel 2014-15; 41.985 nel 2013-14; 42.856 nel 2012-13).
Gli altri ricavi relativi al calcio ammontano a € 2,1 milioni; mentre, nell’esercizio precedente erano pari a € 1,8 milioni. Tali ricavi includono i rimborsi per le convocazioni nelle squadre nazionali per € 200 mila (€ 700 mila nel 2015/16); il prestito di calciatori per € 1 milione (€ 100 mila nel 2015/16) e ricavi di ristorazione per € 500 mila (€ 700 milioni nel 2015/16).
I ricavi televisivi, che comprendono anche i ricavi internet, aumentano di 2,3 milioni di Euro, da € 12,3 milioni a € 14,6 milioni. I ricavi televisivi nazionali ammontano a € 8,9 milioni, restando sostanzialmente invariati. I ricavi televisivi Europei aumentano di € 2 milioni, a causa del raggiungimento della finale della UEFA Europa League. Tali ricavi dovrebbero comprendere il Market Pool di UEFA Champions League 2016/17 per circa 943 mila Euro e il Market Pool della. UEFA Europa League 2016/17 per circa 3.8 milioni di Euro.

I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità sono pari a € 29.126.000 (€ 26.724.000 nel 2015-16). L'aumento è dovuto a nuovi sponsor come Suitsupply e Zillertal e maggiori proventi da sponsor esistenti come Friends Lottery, TUI e ABN AMRO. Ziggo e Adidas hanno pagato bonus extra a causa delle prestazioni europee.
Per il 2016/17, gli sponsor principali sono stati: Ziggo e ‘adidas’. ed hanno contribuito con un fatturato di 13,1 milioni di euro (2015/2016 11,9 milioni di euro), pari all’ 11,1% del fatturato netto totale (2015/2016 12,7%). Tra i partners si segnalano: ABN AMRO; CST; Huawei, Suitsupply e Zillertal e Jupiler.
La stagione 2015-2016 è stata la seconda stagione completa con Ziggo sulle maglie.

L’aumento delle vendite di articoli di merchandising è di € 900 mila da € 12,7 milioni a € 13,6 milioni, causa di un aumento dei prezzi di vendita.

I costi operativi totali, esclusi gli ammortamenti dei calciatori, risultano aumentati del 18,4%, da 92,77 milioni di Euro a 109,85 milioni di Euro, comunque sempre meno dell’incremento del fatturato netto che è stato del 26,5%.
I Costi del Personale aumentano del 17,5%, da € 46,9 milioni a € 55,1 milioni. Gli stipendi dei calciatori sono aumentati di 3,2 milioni di euro; mentre, i sono aumentati di 2,3 milioni di euro. L'aumento del costo del personale tecnico e del personale medico è stato di 1,9 milioni di euro è dovuto a maggiori benefici e premi.Il rapporto tra costi del personale e fatturato netto è ottimo, essendo pari al 46,6% (50,2% nel 2015-16), ed è conforme al Regolamento sul Fair Play Finanziario.
Gli ammortamenti e le svalutazioni delle immobilizzazioni materiali sono pari a € 3.180.000 (€ 2.729.000 nel 2015-16).
La voce relativa agli altri costi operativi include il costo del venduto, gli altri ammortamenti e gli oneri diversi di gestione. Gli oneri diversi di gestione ammontano a € 44,58 milioni (€ 35,96 milioni nel 2015-16). Tale voce include: i costi relativi alle gare e calciatori in prestito pari a € 17.292.000 (€ 14.098.000 nel 2015-16); gli altri costi del personale per € 5.627.000 (€ 2.666.000 nel 2015-16); gli affitti e spese per fabbricati per € 11.352.000 (€ 10.387.000 nel 2015-16) e i costi di gestione e amministrazione pari a circa € 10.310.000 (€ 8.807.000 nel 2015-16).
Il costo del venduto dei prodotti a marchio Ajax e altri è diminuito da € 7.170.000 a € 6.994.000.

Le imposte sul reddito risultano negative per € 17,2 milioni (positive per € 174 mila nel 2015/16).

Il Player Trading.

 


L’Ajax, nel 2016-17, ha realizzato un risultato da “player trading” positivo per € 60,5 milioni, mentre, nel 2015-16, era negativo per € 1,9 milioni. Il risultato è determinato dalla somma algebrica degli ammortamenti dei calciatori e del risultato della cessione economica sui diritti alle prestazioni dei calciatori.
Gli importi relativi alle quote di ammortamento sono aumentati di € 3,5 milioni, da € 14,6 milioni a € 18,1 milioni. Ciò è stato causato dall’acquisto di giocatori con elevate quote di ammortamento, come Hakim Ziyech, Davinson Sanchez, David Neres e Mateo Cassierra.
Il risultato della cessione calciatori consiste principalmente nell'ammontare dei ricavi netti al netto delle commissioni di trasferimento, meno il valore di carico del giocatore in questione.
In definitiva, nel 2016/17, l’importo delle plusvalenze, pari a € 78,6 milioni (€ 12,6 milioni nel 2015/16; € 27,3 milioni nel 2014/15), è riuscito a coprire il costo annuale dei cartellini ed è stato decisivo per la determinazione dell’utile finale.
Nel 2016/2017 le cessioni hanno riguardato Arkadiusz Milik, Jasper Cillessen, Riechedly Bazoer, Anwar El Ghazi e Davy Klaassen si sono trasferiti rispettivamente a SSC Napoli, FC Barcelona, VF Wolfsburg, Lille OSC e Everton FC.

Conclusioni.

L’equilibrio economico dell’Ajax è basato sul Player Trading, alimentato dalla strategia aziendale che punta sui giovani, ma altro fattore importante è la partecipazione alle Competizioni UEFA.
In effetti i conti del 2016/17 hanno risentito positivamente del notevole risultato positivo della cessione dei calciatori e della partecipazione alla finale della UEFA Europa League.

Per il 2017/18 l’Ajax ha perso al terzo turno preliminare con il Nizza ed ha perso agli spareggi di UEFA Europa League 2017/18 con il Rosenborg. Per la gestione economica 2017/18, molto probabilmente sarà ancora una volta importante il Player Trading.
Per quanto riguarda le aspettative degli amministratori dell’Ajax prevedono un risultato operativo negativo per l'esercizio finanziario 2017/2018. Tuttavia, le cessioni nel 2017/2018 di Davinson Sanchez, Jairo Riedewald e Kenny Tete, giustificano l'aspettativa di un modesto risultato netto positivo.
Per la stagione 2017/2018, Ajax ha emesso 43.370 abbonamenti, con un incremento di 3.931.


Bisogna evidenziare che per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, l’Ajax non presenta criticità.

sabato 14 ottobre 2017

Bilancio A.S. Roma 2016/17: problemi col rispetto del Settlement Agreement.



Luca Marotta


Il Bilancio consolidato al 30 giugno 2017 di AS Roma Spa si è chiuso con una perdita netta di € 42 milioni (€ -13,98 milioni nel 2015/16) e con un Patrimonio Netto negativo per € 88,9 milioni (€ -117 milioni nel 2015/16).

Anche l’esercizio 2016/17 di AS Roma SpA è stato condizionato dal Settlement Agreement stipulato con l’UEFA in data 8 maggio 2015 e che fissava un Aggregate break-even result per il periodo 2014/15-2015/16 di 30 milioni di Euro ed il pareggio di bilancio per l’esercizio 2016/17.
Mentre nel 2015/16, per raggiungere l’obiettivo è apparsa decisiva la plusvalenza di € 28.272.000 realizzata con la cessione di Pjanic alla Juventus; per quanto riguarda il 2016/17, non è risultata sufficiente la plusvalenza realizzata con la cessione di Salah.

Gli Amministratori hanno scritto che il risultato aggregato 2016/17; 2015/16 e 2014/15 risulta “oltre la soglia prevista dall’Accordo transattivo. Pertanto, la Società sarà presumibilmente soggetta all’invio all’UEFA di maggiori informazioni economico-finanziarie e, successivamente, il CFCB potrà richiedere eventuali chiarimenti per le valutazioni del caso. Non essendo predeterminata una automatica applicazione di una sanzione a fronte di questo tipo di violazione, e a maggior ragione quale tipo di sanzione, non è oggi prevedibile quale decisione potrà essere assunta dal CFCB alla conclusione degli eventuali approfondimenti sopra descritti.”

Al 30 giugno 2017, l’indebitamento finanziario netto, è aumentato a 192,5 milioni di Euro e risulta superiore al fatturato netto consolidato. Le spese per il personale rappresentano l’82,9% del fatturato netto.

E’ molto probabile che la parte condizionata della sanzione patteggiata con l’UEFA, pari a € 4 milioni, risulti dovuta, perché nono sono state soddisfatte le condizioni previste nell’Accordo,

Il Problema dell’Accordo transattivo con l’UEFA

Con il Club Financial Control Body dell’UEFA, in data 8 maggio 2015, AS ROMA SpA ha stipulato un “Settlement Agreement”, ossia un accordo transattivo. In sintesi, A.S. Roma SpA, dopo aver riconosciuto e ammesso lo “sforamento” per il periodo di monitoraggio 2015/16, si è impegnata ad avere un deficit aggregato di bilancio massimo di Euro 30 milioni per gli esercizi 2014/2015 e 2015/2016 e si è impegnata a raggiungere il Pareggio di Bilancio, inteso come surplus o come perdita nei limiti della soglia di tolleranza, per il periodo di monitoraggio della stagione sportiva 2017/18 (relativo agli esercizi 2015/16, 2016/17 e 2016/17).
Oltre a subire delle limitazioni nella Rosa per le competizioni europee, A.S. Roma si è impegnata a pagare una sanzione di 6 milioni Euro, che già è stata trattenuta, per la parte non condizionata, dai ricavi conseguiti per le competizioni UEFA, a partire dalla stagione 2014/2015. La parte non condizionata ammonta a € 2 milioni. La parte condizionata pari a € 4 milioni, era previsto che non fosse dovuta se fossero state soddisfatte le condizioni previste nell’Accordo, tra cui il pareggio di bilancio.

La Proprietà.

AS Roma SpA è controllata, in base alla situazione aggiornata sulla base delle comunicazioni pervenute alla Consob fino al 16/08/2017, per il 78.038% da NEEP ROMA HOLDING SPA e la parte restante costituisce il flottante. Il Dichiarante ovvero il soggetto posto al vertice della catena partecipativa risulta: AS ROMA SPV LLC (società gestita da un Investor Committee formato da 5 componenti e amministrata dalla AS ROMA SPV GP LLC in qualità di managing member).


La continuità aziendale.

Il Regolamento del Fair Play Finanziario richiede che il bilancio consolidato sia certificato da un revisore esterno, e non presenti eccezioni relative alla continuità aziendale (‘going concern’).
Per Continuità Aziendale si può intendere la capacità di onorare gli impegni, ovvero l’attitudine dell’impresa a durare nel tempo.

Per attestare i presupposti della continuità aziendale, il Consiglio di Amministrazione della Società ha predisposto un revised budget per l’esercizio 2017/18 che prevede che la gestione aziendale, anche con il supporto dell’azionista di riferimento e, consentirà di reperire adeguate risorse finanziarie per continuare la normale operatività. I fabbisogni finanziari del Gruppo saranno coperti attraverso i flussi finanziari generati sia dall’attività ordinaria, che dall’ulteriore ricorso all’indebitamento finanziario. Inoltre, come già scritto nelle relazioni al bilancio precedenti, gli Amministratori hanno evidenziato, che qualora servisse della liquidità il club potrebbe vendere alcuni calciatori importanti, il cui valore contabile è ampiamente inferiore al valore di mercato. Secondo gli Amministratori il valore di mercato complessivo dei calciatori “rappresenta una solida base di sicurezza per la continuità aziendale”.

Pertanto, la società ed il Gruppo sono stati considerati in una situazione di continuità aziendale e su tale presupposto è stata redatto il bilancio.

Gli Amministratori hanno tenuto ad evidenziare che “l’azionista di riferimento, per il tramite della controllante Neep Roma Holding S.p.A., ad oggi non è mai venuto meno agli impegni assunti”.

Nel primo semestre dell’esercizio 2016/17, l’azionista di maggioranza Neep ha effettuato versamenti in conto futuro aumento di capitale per complessivi 70 milioni di Euro, che hanno permesso di superare la situazione creatasi al 31 dicembre 2016, per il bilancio della società, e prevista dall’articolo 2446 del Codice Civile (riduzione del capitale di oltre un terzo in conseguenza di perdite). Inoltre, l’Assemblea degli Azionisti di A.S. Roma del mese di ottobre 2017 sarà chiamata a deliberare, in sede straordinaria, l’approvazione di un aumento di capitale sociale scindibile a pagamento per un ammontare massimo di 120 milioni di euro. 


Il perimetro di consolidamento.

L’area di consolidamento del bilancio consolidato comprende i bilanci della Capogruppo A.S. Roma S.p.A. che controlla le partecipate Soccer Società in Accomandita Semplice di Brand Management Srl, al 99,98%, e ASR Media and Sponsorship Srl, all’11,34%. A sua volta, Soccer Società in Accomandita Semplice di Brand Management Srl controlla all’88,66%  ASR Media and Sponsorship Srl.

La Struttura Patrimoniale

La struttura patrimoniale mostra il prevalere delle passività sulle attività, con un patrimonio netto consolidato negativo. E’ presente una fortissima incidenza del valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari al 43,3%.  Il capitale circolante netto è negativo per 41,7 milioni di Euro, a causa di un circolante netto, al netto delle componenti finanziarie, negativo per 64,2 milioni di euro e di una Posizione finanziaria netta consolidata a breve termine positiva per 22,499 milioni di Euro.




L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,83 (0,75 nel 2015/16), ciò vuol dire che il valore contabile dei beni risultanti dal bilancio non è sufficiente a pagare i debiti. Tuttavia, gli Amministratori hanno ribadito che il valore di mercato dei calciatori è superiore al valore contabile.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,81 (0,48 nel 2015/16), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,57, inferiore alla soglia minima del 2017/18 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
Nel caso in cui non fosse stata rispettata la soglia minima si sarebbe potuto colmare la differenza con versamenti in conto futuro aumento di capitale; aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato; finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci. Inoltre il rispetto degli altri due indicatori del Fair Play Finanziario italiano avrebbe potuto ridurre l’importo da colmare di 2/3.

Il Patrimonio Netto.

Uno degli indicatori del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario riguarda il Patrimonio Netto, che non deve essere negativo e qualora lo fosse, non dovrebbe evidenziare una situazione di deterioramento. Per quanto riguarda il bilancio consolidato 30 giugno 2017, il Patrimonio netto, comprensivo delle interessenze dei terzi, è negativo € 88,9 milioni. Tuttavia presenta una situazione in miglioramento rispetto al 2015/16; infatti, nel 2015/16 il Patrimonio netto consolidato era negativo per 117 milioni di Euro.
Nel 2014/15 era negativo per 102,3 milioni di Euro; nel 2013/14 era negativo per 81,3 milioni di euro; nel 2012/13 era negativo per 66 milioni di euro; nel 2011/12 era negativo per 52,5 milioni di euro e nel 2010/11 era negativo per 44 milioni di euro. Il trend di un Patrimonio Netto negativo in costante peggioramento, risulta fermato.
La variazione rispetto all’esercizio precedente è stata positiva per € 28,1 milioni, a causa principalmente della perdita di 42 milioni di Euro e ai versamenti in conto futuro aumento di capitale per € 70 milioni.
La “Riserva utili (perdite) attuariali” risulta negativa per 611 mila Euro (-€ 979 mila nel 2015/16), e accoglie gli adeguamenti operati al Fondo benefici futuri ai dipendenti, determinato da professionisti esterni e qualificati in base al principio contabile citato.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione è negativo, a causa del patrimonio netto consolidato negativo.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento della FIGC è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
La voce “debiti” riclassificata al 30.06.2017 ammonta a € 506,7 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 271,6 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,87, comunque superiore alla soglia massima consentita per il 2017/18 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,5. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Indebitamento, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 1,5, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

L’Indebitamento Finanziario Netto.

La Posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno 2017, è negativa per 192,5 milioni di Euro e risulta in peggioramento rispetto al dato 2015/16 che era negativo per 170,3 milioni di Euro.
La presenza di una posizione finanziaria netta negativa significa che i debiti finanziari pari a € 261,1 milioni superano le disponibilità liquide pari a € 51,8 milioni e i crediti finanziari pari a 16,7 milioni di euro.

L’indebitamento finanziario lordo, pari a 261,1 milioni di Euro (€ 190,7 milioni nel 2015/16), riguarda per la maggior parte il debito per il contratto di finanziamento, sottoscritto nel febbraio 2015 e modificato nel giugno 2017, con Goldman Sachs International e Unicredit S.p.A., per € 218.258.000, di cui € 5.287.000 a breve termine.
La parte restante riguarda: € 22.792.000 di euro, per finanziamenti bancari di breve periodo, nella forma di scoperti temporanei di conto corrente; € 1.118.000, per debiti verso banche e istituti finanziari, relativi all'addebito delle operazioni effettuate a mezzo carte di credito aziendale; € 1.012.000, per muti erogati dall’Istituo del Credito Sportivo per  per lavori di adeguamento del
Centro Sportivo di Trigoria; € 124 mila per debiti verso società di leasing e altri Istituti Finanziari ed € 17.780.000, verso la controllante Neep Roma Holding S.p.A..

Il debito verso Neep Roma Holding S.p.A. potrebbe fruttare interessi in futuro, nella misura massima del 10%, al raggiungimento di una predeterminata redditività da parte del Gruppo NEEP Roma Holding.
L’operazione di finanziamento denominata "Project Wolf", del 22 giugno 2017, che modifica il contratto di finanziamento sottoscritto in data 12 febbraio 2015 con Goldman Sachs International e Unicredit, ha consentito di utilizzare un incremento della linea di credito per un ammontare pari ad 68,6 milioni di euro. La data di scadenza è stata estesa sino al giugno 2022. La linea di credito erogata con il contratto di finanziamento è stata incrementata da Euro 175 milioni sino ad Euro 230 milioni e il tasso di interesse è rimasto invariato: Euribor 3 mesi, con un minimo di 0,75% e spread del 6,25%.

I crediti finanziari, pari a Euro 16,7 milioni, riguardano depositi su conti correnti posti a garanzia di impegni assunti nell’ambito del contratto di finanziamento sottoscritto con Unicredit e Goldman Sachs nel mese di febbraio 2015 e del suo accordo modificativo del 22 giugno 2017.

Per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, in base all’art. 62 comma 4 del Regolamento, la U.E.F.A. può richiedere maggiori informazioni economiche e finanziarie e chiarimenti ai club che presentano un indebitamento finanziario (inclusi i crediti/debiti verso società calcistiche per la campagna trasferimenti) superiore ai ricavi. L’indebitamento finanziario netto, derivante dalla differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide, aumentato del saldo tra crediti e debiti da calciomercato non deve superare il totale dei ricavi. Pertanto, alla posizione finanziaria netta bisogna aggiungere il saldo tra debiti e crediti verso squadre di calcio, che, rispettivamente, sono debiti e crediti di funzionamento.



I crediti correnti verso società di calcio ammontano a € 87,5,1 milioni, di cui € 42 milioni verso il Liverpool ed € 33,4 milioni verso il Chelsea. I crediti non correnti verso società di calcio ammontano a € 23,5 milioni. Il club verso cui la Roma vanta il maggior credito è lo Zenit con 14,9 milioni, seguito dal Sassuolo con 7,8 milioni di Euro.
I debiti correnti verso società di calcio ammontano a € 79.616.000 (€ 77.097.000 nel 2015/16), di cui € 10,6 milioni verso il Fluminense ed € 8,2 milioni verso il Chelsea. I debiti non correnti verso società di calcio ammontano a circa € 49,45 milioni (€ 44,26 milioni nel 2015/16), di cui € 11 milioni verso il Feyenoord.
La posizione finanziaria netta negativa aumentata del saldo a debito verso squadre di calcio ammonterebbe a 210,6 milioni di Euro e risulterebbe superiore ai ricavi di esercizio.

La posizione finanziaria netta in rapporto all’EBITDA, che è positivo per € 44.269.000 (€ 66.288.000 nel 2015/16), nel 2016/17 peggiora da 2,57 a 4,35. In altre parole, la differenza tra ricavi e costi operativi, senza considerare gli ammortamenti, determinatasi nel 2016/17, se si ripetesse negli anni successivi, riuscirebbe a rimborsare il debito netto in quattro anni e quattro mesi circa.

Rendiconto Finanziario

La gestione 2016/17 ha determinato un flusso monetario complessivo negativo per € 22.195.000, che ha determinato il peggioramento dell’indebitamento finanziario netto da € 170.312.000 a € 192.507.000.
Infatti, il risultato prima delle imposte è negativo per € 36.096.000; il Flusso Monetario da Attività Operativa è stato negativo per € 20.518.000; gli Investimenti netti in diritti pluriennali alle prestazioni dei giocatori hanno determinato un flusso di liquidità negativo per € 9.035.000, determinato da acquisti, cessioni e variazioni di debiti e crediti verso società di calcio; il Flusso monetario dell'attività di investimento è stato positivo per € 5.606.000 e il Flusso monetario da attività di finanziamento è stato positivo per € 49.059.000, soprattutto a causa degli Incrementi di riserva c/futuro aumento di capitale pari a € 70.000.000.

 


Le attività finanziarie risultano aumentate di € 48.177.000 e il debito finanziario lordo risulta aumentato di € 70.372.000.

Altri Debiti.

AS Roma SpA, ai fini del Fair Play Finanziario non presenta problemi di “overdue payables”, perché gli Amministratori nella Relazione hanno scritto per quanto riguarda i Debiti Tributari che alla data di pubblicazione della Relazione Finanziaria Annuale “sono state regolarmente pagate imposte e ritenute correnti e rateizzate, e non risultano debiti tributari scaduti”; mentre, per quanto riguarda i Debiti verso Tesserati risulta corrisposta la retribuzione relativa alla mensilità di agosto 2017.

I debiti tributari correnti, al 30 giugno 2017, risultano pari a € 7,7 milioni, di cui € 4.852.000 per IRPEF corrente per ritenute su emolumenti oltre a € 66 mila per IVA rateizzata ed € 2.817.000 per IRAP.
I debiti verso il personale ammontano a 22,5 milioni di euro (€ 21 milioni nel 2015/16). Gli emolumenti dovuti al personale tesserato sono pari a € 19.847.000 (€ 18.236.000 nel 2015/16), per le mensilità relative a giugno 2017 oltre ai premi. Gli emolumenti dovuti al personale dirigente e dipendente sono pari a € 2.687.000 (€ 2.812.000 nel 2015/16) e sono relativi alla mensilità di giugno, a residue ferie maturate e a quota parte della 13^.
I Debiti verso Istituti Previdenziali sono pari a € 1.221.000 (€ 985 mila euro, al 30 giugno 2016), di cui € 1.153.000 verso l’INPS.
Esistono dei contenziosi importanti come quello con ‘BASIC ITALIA’, ex sponsor tecnico, per il quale gli Amministratori ritengono che non sia possibile effettuare una previsione sull’esito.

Il Valore della Rosa

Il valore netto dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 188.937.000, nel 2015/16 era pari a € 192.592.000.
La variazione è stata causata da investimenti per € 91,3 milioni (€ 125,9 milioni nel 2015/16); da cessioni per un valore contabile netto € 41,5 milioni (€ 21,5 milioni nel 2015/16) e da ammortamenti per € 53,4 milioni (€ 46,5 milioni nel 2015/16).
Il valore di cessione dei calciatori è stato di € 134.953.000 (€ 97.636.000 nel 2015/16).
Dal punto di vista finanziario gli investimenti nella rosa calciatori al netto dei disinvestimenti e delle variazioni dei crediti e debiti verso società calcistiche ed enti di settore hanno inciso sui flussi di cassa negativamente per un importo pari a € 9.035.000 (€ 4.299.000 nel 2015/16).




Tra gli investimenti effettuati risultano capitalizzati € 9.973.000 (€ 4.066.000 nel 2015/16) per oneri accessori di diretta imputazione per l’acquisizione dei diritti alle prestazioni sportive di calciatori, non condizionate alla permanenza degli stessi presso la Società. Al 30.06.2017, il costo storico di tali oneri, per i calciatori in organico è pari a 22.548.000 Euro (€ 17.631.000 nel 2015/16).
Gli Amministratori hanno ribadito che il valore di mercato dei diritti pluriennali dei calciatori, è superiore al valore contabile.

Al 30 giugno 2017, tra i calciatori col valore residuo contabile più elevato ci sono 70 calciatori oltre il valore contabile residuo di 9 milioni di Euro, precisamente: Gerson per € 16.265.000; Karsdorp per € 16.000.000; Dzeko per € 13.893.000; Pellegrini per € 13.165.000; Peres per 11.995.000; El Sharawy per € 9.750.000 ed Iturbe per € 9.729.000. Nainggolan ha un valore residuo di  € 7.208.000 e Manolas € 6.380.000.

La Gestione Economica

La gestione economica registra il prevalere dei costi operativi sui ricavi operativi.
Nell’ultimo esercizio, i Ricavi consolidati, al netto dei risultati della gestione operativa del parco calciatori, sono pari a € 175 milioni (€ 219,4 milioni nel 2015/16) e segnano un decremento del 20,2%. I Costi Operativi consolidati al 30 giugno 2017, sono pari a € 209,8 milioni (€ 217,31 milioni nel 2015/16) e segnano un decremento del 3,5% circa.
In definitiva, nel 2016/17, i ricavi operativi sono diminuiti in misura percentuale maggior di quella dei costi operativi.




I Ricavi.

La composizione del fatturato di AS Roma non mostra una struttura equilibrata tra le varie fonti di ricavo, a causa della bassa incidenza dei ricavi commerciali, quindi è “teledipendente”, a questo si deve aggiungere che una parte dei proventi UEFA sono classificati tra i ricavi da gare.




I ricavi della Roma, come la maggior parte delle squadre italiane, dipendono principalmente dai diritti TV, che risultano pari a € 105,6 milioni (€ 133,46 milioni nel 2015/16) ed incidono per il 60,3%, con un decremento di € 27.886.000. Occorre evidenziare che AS Roma, per quanto riguarda i proventi UEFA, contabilizza nei ricavi per diritti TV solo la quota parte del Market pool; mentre, la quota rimanente è considerata come ricavi da gare.
Pertanto, per quanto riguarda i diritti TV, la quota parte del Market pool riconosciuta per la partecipazione ai play-off di UEFA Champions League, ha fruttato solo € 10.612.000 (€ 48 milioni nel 2015/16) a causa dell’eliminazione ed € 8.202.000 di euro, per la UEFA Europa League.
Nel 2015/16 furono contabilizzati € 3.956.000, come conguaglio per la partecipazione alle competizioni UEFA nella stagione sportiva 2014/2015. I proventi TV “LNP Serie A – diritti Campionato Serie A” sono pari a € 73 milioni (€ 70,28 milioni nel 2015/16); mentre i proventi TV Tim Cup sono pari ad € 4,9 milioni (€ 2,65milioni nel 2015/16). La commercializzazione della Library A.S. Roma e del canale tematico “Roma TV” ha fruttato rispettivamente ricavi per € 4.138.000 (€ 4,1 milioni nel 2015/16), ed € 2.484.000 (€ 2,4 milioni nel 2015/16). La commercializzazione dell’accesso al segnale delle gare casalinghe della squadra, ha determinato ricavi per € 1.645.000 (€ 1.537.000 nel 2015/16).

I ricavi da gare diminuiscono del 32,4%, precisamente di € 16,9 milioni, segnando la cifra di € 35,2 milioni (€ 52,1 milioni nel 2015/16). Tali ricavi incidono sul fatturato per il 20,1%.
Tra i ricavi da gare sono contabilizzati: il ‘participation bonus’ della Champions League per € 3 milioni (€ 12 milioni nel 2015/16); i ricavi da biglietteria delle gare casalinghe della Champions League per € 1.192.000 (€ 8,5 milioni nel 2015/16). Nel 2015/16 era stato conteggiato anche il ‘performance bonus’ della Champions per € 8,5 milioni. La partecipazione alla UEFA Europa League ha determinato il conseguimento di proventi per € 8.460.000, di cui € 2.600.000 per il Partecipation bonus; ed € 3.413.000 per il ‘performance bonus’ ed € 2.447.000 per ricavi da biglietteria.
I ricavi da biglietteria delle gare di Campionato sono stati pari a € 10.288.000 (€ 9,5 milioni nel 2015/16). I ricavi da abbonamenti della stagione sportiva 2016-2017, con circa 18.983 tessere, hanno determinato un ricavo pari a € 9.085.000, in calo di € 574 mila rispetto al 2015/16, quando toccarono la cifra di € 9.659.000 nel 2015/16 con 24.157 abbonamenti.
La Tim Cup ha permesso di incassare € 2.185.000 (€ 125 mila nel 2015/16), invece le amichevoli hanno permesso di ricavare € 986.000 (€ 3.779.000 nel 2015/16).

I ricavi da sponsorizzazioni ammontano a € 5.397.000 (€ 5.064.000 nel 2015/16) e hanno un’incidenza del 3,1%, con una variazione positiva dello 6,6%. Tali proventi si riferiscono esclusivamente alla sponsorizzazione NIKE, relativa al contratto del mese di agosto 2013.

I proventi pubblicitari risultano in aumento da € 10.633.000 a € 10.831.000. L’incidenza sul fatturato è del 6,2%. I proventi pubblicitari sono inclusivi della vendita dei pacchetti “Premium Seats Corporate” dello Stadio Olimpico.

Gli “Altri ricavi delle Vendite e delle prestazioni”, risultano pari a € 8.056.000 (€ 5,4 milioni nel 2015/16) ed incidono per il 4,6% sui Ricavi consolidati. Tali ricavi riguardano le attività commerciali di Merchandising e Licensing della Soccer SAS e registrano un incremento di € 2.651.000.
Gli altri proventi diminuiscono da € 12.730.000 a € 9.631.000. Tale voce include indennizzi assicurativi infortuni calciatori per € 2.052.000 (€ 3.675.000 nel 2015/16) e il contributo della Lega Nazionale Professionisti per € 2.206.000 (€ 1.950.000 nel 2015/16).

La Gestione Economica del Parco Calciatori.

La Gestione operativa del parco calciatori vede il prevalere dei componenti positivi per € 79.076.000 (€ 64,2 milioni nel 2015/16).

Le plusvalenze sono pari a € 95.166.000 (€ 77,5 milioni nel 2015/16) e hanno riguardato i seguenti calciatori: Salah ceduto al Liverpool per € 42 milioni, con una plusvalenza di € 27.907.000; Rudiger ceduto al Chelsea per € 33.403.000, con una plusvalenza di € 25.485.000; Paredes ceduto allo Zenit per € 26.156.000, con una plusvalenza di € 22.242.000; Frattesi ceduto al Sassuolo per € 5 milioni, con una plusvalenza di pari importo; Liijaic ceduto al Torino per € 8,5 milioni, con una plusvalenza di € 4.791.000.

Le Minusvalenze ammontano a 327 mila Euro (€ 902 mila nel 2015/16) e riguardano Golubovic (Novara) per 234 mila euro; Casasola (Alessandria) per 36 mila euro; Flueras (Siviglia) per 37 mila euro; Pop Ionut (Alessandria) per 11 mila euro e Frascatore (Sudtirol), per 9 mila euro.
I proventi relativi ai prestiti ammontano a 4,6 milioni di Euro e riguardano: Doumbia (Basilea FC) per € 1.500.00; Castan (Sampdoria) per € 500 mila euro; Zukanovic (Atalanta) per € 1 milione; Ricci (Sassuolo) per € 500 mila e Sadiq (Bologna) per € 1.100.000.

Gli oneri per l’acquisizione temporanea di calciatori ammontano a € 5.452.000 (€ 16,9 milioni nel 2015/16) e riguardano principalmente i calciatori: Mario Rui (Empoli) per € 2.076.000; Juan Jesus (Inter), per € 1.153.000; Fazio (Tottenham), per € 1.200.000 e Szczesny (Arsenal), per 400 mila Euro.

I Costi.

In base all’art. 62 del Regolamento del Fair Play Finanziario, la U.E.F.A. può richiedere maggiori informazioni economiche e finanziarie e chiarimenti ai club che presentano un costo del personale tesserato (rappresentato da stipendi e ammortamenti) superiore al 70% dei ricavi.

Il costo del personale ammonta a € 145.026.000 (€ 154.985.000 nel 2015/16) ed incide per il 70,63% sui ricavi operativi e per il 82,8% sui costi operativi. Il costo del Personale tesserato ammonta a € 128.983.000 (€ 141.831.000 nel 2015/16) ed incide per il 73,7% sui ricavi operativi, oltre i limiti auspicati dal Fair Play Finanziario.

Nell’esercizio sono stati effettuati Ammortamenti e svalutazioni consolidati per € 58.855.000 (€ 54.581.000 nel 2015/16), di cui € 53.444 .000 (€ 46.480.000 nel 2015/16) riferiti a diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori.
L’incidenza degli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori sul fatturato è del 30,5%.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,73 tale valore sarebbe al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2017/18, la cui soglia è di 0,80. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 0,8, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 44,9% (68,3% nel 2015/16), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 44,9 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa 26 mesi, e quindi superiore ai 2 anni.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è negativo per € 14,8 milioni e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si perderebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 3,8 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero guadagnati circa 3,6 Euro.

Le Spese per godimento beni di terzi ammontano a € 9.793.000 (€ 8.302.000 nel 2015/16), e riguardano principalmente l’affitto dello Stadio Olimpico per € 3.399.000; i Canoni di locazione degli “A.S. Roma Store” per € 1.277.000 (€ 470 mila, nel 2015/16) e l’affitto di Trigoria, riconosciuto ad A.S. Roma Real Estate, per € 2.700.000 (€ 2.700.000 nel 2015/16). Il contratto di affitto scadrà il 31 dicembre 2018, con facoltà di tacito rinnovo per un ulteriore periodo di sei anni.

I costi specifici tecnici, pari a € 4.961.000 (€ 5.863.000 nel 2015/16), comprendono i costi per consulenze tecnico-sportive e collaborazioni tecniche, per € 3.514.000 (€ 3.067.000 nel 2015/16).

Le spese generali ed amministrative, risultano diminuite da € 20.138.000 a € 18.697.000, di cui € 175.000 per Emolumenti al Consiglio di Amministrazione (€ 1.354.000 nel 2015/16) ed Euro 6.171.000 (€ 6.630.000 nel 2015/16) per Spese per consulenze professionali. Tali spese includono compensi per € 66 mila riconosciuti alla controllante NEEP Roma Holding per servizi Corporate, come nel 2015/16. I costi di produzione di “Roma TV” e “Roma Radio” aumentano da € 4.130.000 a € 4.696.000.
Negli oneri diversi di gestione pari a € 5.711.000 (€ 4.933.000 nel 2015/16) figurano i Costi accesso segnale televisivo LNP per € 1.229.000 (€1.067.000 nel 2015/16). Nel 2015/16 figuravano anche gli oneri di progettazione del nuovo stadio per € 58 mila (€ 541 mila nel 2014/15 ed € 415 mila nel 2013/14). Nel 2014/15, figurava anche la sanzione di € 2 milioni, prevista nell’accordo transattivo sottoscritto con l’UEFA in data 8 maggio 2015.

Nel 2016/17, aumenta di molto il peso negativo della Gestione finanziaria da € 18,3 milioni a € 21,3 milioni. La voce principale riguarda gli Interessi passivi del finanziamento “Facility agreement” per € 15.390.000 (€ 16.103.000 nel 2015/16).
Rispetto al 2015/16 figurano anche Proventi per adeguamenti crediti / debiti commerciali per € 2.350.000 e Oneri per adeguamenti crediti / debiti commerciali per € 4.857.000.

Il Break-even result.

Il bilancio consolidato 2016/17 unitamente a quello relativo al 2015/16 e 2013/14 costituisce bilancio oggetto del quinto periodo di monitoraggio ai fini del Fair Play Finanziario.

Sottoscrivendo l’atto di transazione con l’UEFA, AS ROMA SpA si era impegnata a registrare un “aggregate breakeven result” per il 2014/15 e 2015/16, con una perdita inferiore ai 30 milioni di Euro. Tale obiettivo è stato raggiunto; tuttavia non è stato rispettato l’impegno a raggiungere il Pareggio di Bilancio, inteso come surplus o come perdita nei limiti della soglia di tolleranza, per il periodo di monitoraggio della stagione sportiva 2017/18 (relativo agli esercizi 2015/16, 2016/17 e 2016/17).

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 36.095.000. Nel 2015/16, il risultato prima delle imposte era negativo per € 6.750.000, nel 2014/15 era negativo per € 37.218.000. Pertanto, l’aggregato del risultato prima delle imposte, relativo al quarto periodo di monitoraggio, è negativo per € 80.063.000, da tale aggregato bisogna escludere i costi non rilevanti, e rispettare la soglia di tolleranza dei 30 milioni di Euro. In base a quanto scritto dagli Amministratori tale parametro non è stato rispettato.
Tra le cause del mancato rispetto di tale parametro si potrebbero indiduare il mancato accesso alla fase a gironi di UEFA Champions League e il mancato realizzo di un’altra plusvalenza importante entro il 30 giugno 2017 (Manolas).

Il Nuovo Stadio.

Nella Relazione Finanziaria Annuale sono riportate alcune notizie sul Nuovo Stadio.
Il Comune di Roma, il 30 marzo 2017, ha confermato l’interesse alla realizzazione del Nuovo Stadio della Roma, con delle varianti progettuali. La società Eurnova srl ha depositato la documentazione di adeguamento, per la revisione e conferma del pubblico interesse.
Al momento della redazione del bilancio si à in attesa del nulla osta da parte della Regione Lazio,  che ha convocato la nuova Conferenza di Servizi a partire dal 29 settembre 2017. La nuova Conferenza dovrà pronunciarsi entro il termine massimo di tre mesi sull’intero nuovo progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle.

Conclusioni.

Per il 2017/18, si verificherà un aumento per i proventi UEFA derivanti dalla partecipazione alla fase a gironi della UEFA Champions League 2017/18; mentre, nel 2016/17 si sono registrato solo proventi derivanti dalla partecipazione ai play-off di UEFA Champions League 2016/17 e i proventi derivanti dalla partecipazione all’UEFA Europa League

Gli Amministratori prevedono un Risultato economico, ancora negativo, ma in significativo miglioramento rispetto all’esercizio chiuso al 30 giugno 2017. Tuttavia i risultati economici continueranno a dipendere dai risultati sportivi e dalle plusvalenze dei calciatori che saranno realizzate nell’esercizio.
Sulle plusvalenze gli Amministratori confidano molto, anche per garantire i fabbisogni finanziari dell’attività operativa. Essi hanno ribadit che i diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori, hanno un valore di mercato complessivo ampiamente superiore al valore contabile e questa circostanza “rappresenta una solida base di sicurezza per la continuità aziendale”.